Lo stile Hung Gar

L’Hung Gar Kuen è uno dei più popolari sistemi di Kung Fu. Famoso per la sua potenza, si distingue soprattutto per le posizioni molto basse, e di conseguenza molto stabili e forti, e per le potenti tecniche di braccia.

I movimenti dell’Hung Gar Kung Fu derivano dai cinque stili di combattimento del tempio Siulam, ognuno dei quali è legato ad un diverso animale, del quale sono stati ripresi i movimenti e gli atteggiamenti assunti durante le fasi della caccia, del gioco e del combattimento. Ogni animale ha una propria caratteristica ed una propria funzione: il drago (loong), che è contraddistinto dalla vivacità e dalla concentrazione e implica il miglioramento spirituale; la tigre (fu), che rappresenta la determinazione e la forza fisica, ed i suoi movimenti permettono di sviluppare e fortificare le ossa; il leopardo (pao), caratterizzato dall’agilità e dalla velocità, che porta allo sviluppo della potenza; il serpente (see), legato allo sviluppo dell’energia interna; la gru (hok), che con i suoi movimenti favorisce l’allenamento dei nervi e dei tendini, oltre che dell’equilibrio.

Oltre ai cinque animali, i movimenti dell’Hung Gar sono connessi anche ai cinque elementi taoisti, formando in questo modo i “dieci modelli del Siulam Hung Gar Kung Fu”. Anche i cinque elementi hanno una propria caratteristica ed una propria funzione: il legno (mok), che, grazie alla sua flessibilità, rappresenta l’attacco che si insinua nella difesa avversaria; l’acqua (sui), caratterizzata da movimenti fluidi e veloci; la terra (tow), che è l’immagine delle posizioni stabili, potenti e forti; il fuoco (fone), che rappresenta l’attacco che devia il colpo avversario e colpisce circolarmente; il metallo (gum), che riproduce l’attacco potente e rettilineo, che sfonda ogni difesa.

L’allenamento dell’Hung Gar Kuen è caratterizzato dal prolungato esercizio delle posizioni, durante il quale la tensione dinamica, i movimenti isometrici e l’attenzione posta alle tecniche di respirazione e di concentrazione, permettono di giungere ad un notevole sviluppo dell’energia interna, oltre che, naturalmente, di quella esterna.

L’allenamento viene svolto attraverso lo sviluppo dei Kuen-lo, ovvero di esercizi preordinati eseguiti sia singolarmente che a coppie, tipici dello stile Hung, molti dei quali derivano direttamente dal tempio di Siulam, essendo stati tramandati di sifu in sifu fino ai nostri giorni. Attraverso la pratica dei Kuen-lo si valorizzano e si sviluppano diversi principi; in particolar modo, oltre ad aumentare la velocità e ad allenare tutto l’apparato locomotore (muscoli, ossa e tendini), attraverso l’allenamento si impara a controllare la respirazione e ad aumentare la propria concentrazione, giungendo così a dominare la mobilità dell’energia fisica (hei lek) e psichica (gin lek), imparando a far fluire ed a trasmettere l’energia interna (chi kung), la forza addominale (chi hai) e la forza penetrante (dun keng).

Per sviluppare il flusso dell’energia interna, la pratica dei Kuen-lo viene svolta alternando movimenti fluidi a movimenti più duri e contratti. Questa combinazione di tecniche e di movimenti fluidi e contratti si fonda sul principio taoista della contrapposizione e della compenetrazione di Yin e Yang, in perfetta armonia tra di loro, ed hanno conferito all’Hung Gar Kuen la definizione di “duro come l’acciaio – morbido come la seta”.

Oltre ai Kuen-lo, la pratica dell’Hung Gar Kuen prevede anche lo studio dei punti vitali (dim mak) e l’utilizzo delle armi tradizionali, tra cui la sciabola (do), i coltelli farfalla (wu dip do), il bastone (pa kwa kwan), l’alabarda (kwan do), ecc.

Tutti questi elementi fanno dello stile Hung un’eccezionale arte marziale. Ma l’Hung Gar Kung Fu si è sempre distinto nel mondo delle arti marziali, soprattutto, per la sua correttezza e per i suoi principi morali, a cui hanno sempre tenuto fede le scuole di Hung Gar tradizionale. L’importanza attribuita a questa filosofia, basata su onestà, lealtà e rettitudine, da sempre trasmessa da sifu a sidai, è dimostrata dal fatto che essa veniva anche enunciata, attraverso ideogrammi cinesi, in un’insegna posta all’esterno delle scuole di Hung Gar Kuen.

 

 

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