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Ribes nigrum:il cortisone naturale e non solo…
marzo 29th, 2014 da Ananda Saraswati

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LA PIANTA

Il ribes è un arbusto che denominiamo comunemente “frutti di bosco”, ne esistono differenti varietà, compreso il bianco, ma è il ribes nigrum (nero) quello che ci interessa.

Arbusto alto fino a 2 metri, con fogliame deciduo e fusti ramosi. La corteccia è liscia, da chiara a rossastra nei fusti giovani, mentre diviene scura negli individui vecchi. Le foglie sono grandi, piane, picciolate, con 3/5 lobi, apice acuto e margine dentato. La pagina inferiore, coperta da un leggero tomento, è ricca di ghiandole giallastre dalle quali emana un caratteristico odore. I fiori appaiono in primavera, raccolti in racemi pendenti, sono pentameri, di colore verde-biancastro, poco appariscenti. I frutti, sono bacche nere globose ricche di semi con all’apice le vestigia del fiore e compaiono in agosto-settembre. Si differenzia molto dal ribes rosso per il colore, l’aroma e sapore e destinazione dei frutti. Le foglie, le gemme e i frutti sono intensamente profumati per la presenza di ghiandole contenenti olii essenziali.

Il ribes nero è originario delle zone montuose dell’Eurasia, è spontaneo nel nord e nel centro dell’Europa e in Asia settentrionale.

CENNI STORICI

Il suo nome sembrerebbe derivare dall’arabo ribas, un particolare rabarbaro del Libano che, secondo i conquistatori Mori in Spagna, avrebbe lo stesso sapore e stesse proprietà. In passato l’aroma caratteristico di questa pianta non era come quello attuale, frutto di selezioni da parte dell’uomo, ma descritto come sgradevole e repellente. Si tratta, quindi, di una specie “addomesticata”, anche se la si trova allo stato selvatico.
 Come succede per altre piante con parti scure, ma commestibili e di sapore dolce, ha il significato di “scacciare gli umori neri” ed in passato fu usato, infatti, per guarire pestilenze e febbri. Il ribes, infatti, rappresentava un “lato oscuro” non malevolo, che può allontanare la malinconia. Le bacche sono la base del famoso liquore francese de cassis che è il nome francese di questo frutto.

PROPRIETA’

il Ribes nigrum è efficace come diuretico, depurativo, e ha proprietà vasoprotettici, antinfiammatorie, toniche generali, ipoglicemizzanti (riduce i livelli di zucchero nel sangue); il macerato di Ribes nigrum svolge un’azione simile al cortisone (senza averne gli effetti collaterali).

Impieghi: il Ribes nigrum è efficace contro cellulite, ritenzione idrica, gotta, reumatismi, artrosi, diarree, stanchezza generale; malattie autoimmuni e allergie (il macerato glicerico).

Il ribes nigrum (tintura madre a parte che trovate in erboristeria ma anche farmacia) si può trovare come pianta in ogni vivaio che tiene piante da orto e fiori, e se avete un giardino lo potete piantare lì, ma anche in un bel grosso vaso da rose se avete un terrazzo.

L’utilizzo dei frutti freschi come alimentazione consente all’organismo di avere sempre una minima quantità di antiinfiammatorio in circolazione, lasciando magari alla tintura madre il compito di intervenire in situazioni più gravi.

Si possono anche preparare pomate che avranno un effetto “cortisonico” come le pomate chimiche che ci vengono comunemente prescritte, si può usare con un aerosol per inalazioni (diluito con un po di acqua), in generale si possono trovare in rete le informazioni sulla preparazione di pomate.

Quando e come utilizzare il ribes nigrum
– Reumatismi, artrosi, gotta: assumere 30 gocce di tintura madre di Ribes nigrum, in un po’ di acqua, 3-4 volte al giorno, per 2 mesi. Se necessario, ripetere il trattamento dopo un mese di sospensione.
– Allergie: assumere 30-50 gocce di macerato di Ribes nigrum, in un po’ di acqua, 2-3 volte al dì, per 2-4 mesi.
– Ipertensione: miscelare 20 gocce di tintura madre di Ribes nigrum e 15 gocce di olivo macerato glicerico e bere dopo aver aggiunto un po’ di acqua; ripetere l’assunzione 2 volte al giorno, per 2-3 mesi.
Se necessario, ripetere il trattamento dopo un mese di interruzione.

La curiosità: Ribes nigrum, l’amico dei melanconici
Il Ribes nigrum era sconosciuto a Greci e Romani. Il suo uso e la sua coltivazione iniziano nel Settecento e verso la metà di questo secolo furono stampate molte edizioni di un trattato sul Ribes nigrum. Presentato come una panacea per tutti i mali, il Ribes nigrum cadde in disuso alla fine dello stesso secolo, ma ritornò in voga nella seconda metà dell’Ottocento. Per analogia con il colore nero dei suoi frutti, veniva considerato utile nel trattamento della melanconia (dal greco melas, nero).

AVVERTENZA

Controindicazioni: ipersensibilità accertata verso uno o più componenti del Ribes nigrum.

Interazioni: il Ribes nigrum interagisce con i diuretici.

FONTE: Riza

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