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L’accensione del fuoco
dicembre 8th, 2015 da Ananda Saraswati

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“Nel mondo esiste un solo principio che è l’amore, una sola espressione che è la saggezza e una sola salvezza o liberazione che deriva dalla verità. Principio, espressione e liberazione sono parole, il cui significato non può essere compreso che dopo un lungo periodo di studio. Non possiamo capire il principio vitale dell’amore se non attiviamo il fuoco sacro dentro di noi. Che cos’è il fuoco sacro? Nel passato esistevano scuole che trattavano questo argomento. Il fuoco sacro è in apparenza come quello normale, con l’unica differenza che la sua fiamma veniva alimentata costantemente. In molti hanno cercato il fuoco sacro nei santuari, considerandone però solo il lato esteriore. In realtà il fuoco sacro è dentro il nostro cuore. Questo è il suo lato interiore, più mistico. Quelli che non hanno studiato le leggi che lo governano si sono trovati di fronte a grosse sofferenze. Coloro invece che conoscevano queste leggi hanno affrontato gioia e felicità. Il fuoco sacro è un’arma contro il nemico nelle mani di chi va alla ricerca di Dio. Si può trovare, oltre che nel cuore umano, dappertutto nello spazio circostante, nella giusta misura ovunque lo cerchiate.

Esistono molte teorie sul fuoco sacro, ma alla fine dei conti rimangono tali. Se incontrate un musicista che si mette a parlarvi di musica, ragionando sui vari rapporti che esistono tra i toni musicali e gli chiedete di cantarvi qualcosa, non è detto che ne sarà capace. Finché si tratta di esporre ipotesi e teorie egli è bravissimo, ma quando deve arrivare alla pratica potrebbe non riuscire a concludere. Non che le ipotesi e le teorie non siano importanti, ma conta di più saper cantare bene.

L’adulto ama teorizzare sulle cose, al bambino invece non piace la teoria. Quando vede il fuoco o la candela accesa si avvicina subito, vuole toccare. La madre lo avverte: “Gash!” Questa parola monosillaba è un retaggio della lingua antica Vatan e significa: “Prima di toccare, esplora!” Il bambino però non lo sa e crede di sentire: “Drash!” (Prendilo!) Avanza quindi, si avvicina al fuoco, facendo per toccarlo e di colpo indietreggia. Dopo che ripete quest’esperienza per tre volte impara a tenersi a distanza dal fuoco. Adesso il bambino ha acquisito sia l’esperienza pratica che quella teorica: sa bene che il fuoco brucia. Talvolta anche l’uomo adulto si sente dire “Gash!” se non è il caso che tocchi qualcosa e se non dà ascolto a questa voce, si troverà a ripetere il vissuto del bambino che ha messo il dito nel fuoco o nella candela accesa.

Quando mi chiedono quindi che cos’è la sofferenza rispondo così: “La sofferenza non è altro che la scottatura a un dito o qualche altra parte del corpo con la candela accesa. Mentre brucia, la candela parla alle persone, ma pochi sono coloro che comprendono il linguaggio della fiamma, cioè della luce. Non c’è linguaggio più bello di quello della luce. La fiamma della candela non è altro che luce che penetra nei nostri occhi e ci permette di vedere. La luce è il fuoco sacro della natura. Essa traccia i confini degli oggetti e li rende accessibili all’uomo”.

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E così, la forza dell’uomo sta nel grado di conoscenza che egli ha del fuoco sacro. I nostri pensieri e sentimenti, le nostre azioni, sono forme attraverso le quali questo fuoco si esprime. Tutto quanto nella vita esiste grazie al fuoco sacro. Sentimenti privi del fuoco sacro sono sentimenti effimeri e freddi. Questa è la ragione per la quale le persone si lamentano che dopo essere state amate una volta, hanno poi perduto il loro amore. L’amore non svanisce, piuttosto viene a mancare il calore dei sentimenti. Vi può capitare di incontrare il vostro amato o la vostra amata e di pensare che trasmettono una certa freddezza. I sentimenti spogliati del calore assomigliano al polo nord, dove tutto è coperto di ghiaccio e neve. E’ bianco il polo nord, ma freddo. Come mai? Lì il fuoco sacro si è spento.

I colori bianco e nero in natura determinano due stati diversi. In presenza del fuoco sacro ciascuno è al proprio posto. Il nero significa che le cose vanno ricevute e assimilate in maniera armonica, il bianco invece indica che bisogna saper dare in modo equilibrato. Una volta donato qualcosa, ti devi poi dedicare allo studio. Oggigiorno poche persone amano studiare, la maggior parte lo fa controvoglia. I bambini vanno a scuola piangendo, non vogliono studiare; la giovane sposa si alza presto al mattino e comincia a lavorare, ma piange, non vuole imparare. Non c’è persona al mondo che non ha pianto. Quando arriva la sofferenza noi prendiamo un fazzoletto, ci asciughiamo gli occhi e continuiamo a piangere, non vogliamo imparare. Quando il sacerdote doveva recarsi presso il fuoco sacro, egli lavava la sua faccia con acqua santa e l’asciugava con un panno pulito per fare in modo che l’acqua non gocciolasse per terra. Anche voi vi lavate la mattina, ma non fate caso alle gocce disperse per terra. Perché? Perché non si tratta di acqua santa. Tutti quelli che hanno svolto un servizio attorno al sacro fuoco erano sacerdoti. Non c’è persona al mondo, nella quale questo fuoco è rimasto inattivo. Detto in altre parole, non esiste nessuno che non ha prima amato e poi smesso di amare. Finché uno ama, il suo fuoco arde, quando cessa di amare, il fuoco si estingue. Ha bruciato con il proprio fuoco il suo amato. La donzella dice: “Mi ha bruciato!” Il giovane dice: “Mi ha bruciato!” La madre ed il padre dicono dei propri figli: “Ci hanno bruciati!” I figli e le figlie si lamentano dei genitori dicendo: ”Ci hanno bruciati!” Tutti quanti, insegnanti, studenti, padroni, servitori, preti, presidenti, si lamentano che qualcuno li ha bruciati. Non c’è nessuno al mondo che non ha mai bruciato.

Ogni nostra scottatura rappresenta una nuova esperienza che si aggiunge a quelle passate. Chi si è scottato dorme nella sua tomba, ma è arrivata l’ora di destarsi. Sarà il fuoco sacro che desterà i dormienti. Quanto più abbiamo sofferto, tanto più elevata è la nostra coscienza. Finché la nostra coscienza non si ridesta, troviamo la vita vuota e insignificante. Quando questo accade, cominciamo a considerarla come fondamenta sulle quali costruire. Cominciamo a capire che la vita, in tutte le sue sfaccettature, è una grande opportunità, creata proprio dal fuoco sacro per la crescita dell’uomo, inteso come spirito, anima, mente e cuore. Grazie a tutto questo noi costruiamo il nostro bel corpo, che ci permette di entrare in contatto con il mondo Divino.

Ricordate quindi: Il fuoco sacro dà valore a tutte le cose, belle e brutte. Chi non comprende il fuoco sacro si domanda come mai le sofferenze toccano proprio a lui. Prendiamo una gallina che sta per essere sgozzata: dal punto di vista della gallina, questo è un crimine; dal punto di vista di chi la sta per uccidere è un beneficio. Se la gallina si è sacrificata volontariamente per il bene dell’uomo, allora la sua morte ha un senso. In passato, nei tempi di Buddha, diversi bramini, studiosi, filosofi visitavano il grande Maestro per cercare da lui la verità. Un giorno egli decise di ritirarsi in preghiera e meditazione e disse ai suoi allievi che quel giorno non avrebbe ricevuto nessuno. Tutti quelli che andarono a trovarlo furono rimandati indietro. A un tratto, mentre era sdraiato sotto un albero, Buddha vide avvicinarsi ancora in lontananza un vecchio. Si alzò immediatamente in piedi e vi si recò. Vedendo questo, i suoi studenti pensarono: “Che cosa bizzarra! Il nostro Maestro oggi non ha voluto vedere nessuno. Ha mandato via tutti: ricchi, scienziati, filosofi, invece per questo poveraccio si sta precipitando”. Intuendo il pensiero dei suoi seguaci Buddha li chiamò da parte e disse loro: “Tempo addietro, centinaia di vite fa, ero un bramino. Un giorno, mentre leggevo la mia preghiera, mi sentii mancare e caddi a terra, senza riuscire a finirla. In quel momento, da non so dove, apparve un coniglio, saltò nel mio fuoco e si arrostì. Io tagliai un pezzo della sua carne, mi rinforzai e terminai la mia preghiera. I ricchi che sono venuti a visitarmi oggi cercavano la loro verità. Nessuno di loro ha mai dato la propria vita in sacrificio, come ha fatto questo coniglio. Il povero che ho accolto oggi è quel coniglio. Lui si è sacrificato perché io mi sollevassi ed io ho fatto qualcosa perché lui si elevasse”.

In altre parole, finché non siamo capaci di gettarci nel fuoco sacro per essere cotti e mangiati dagli altri, non ci può essere crescita per noi. Il coniglio ha sacrificato se stesso per ridare forza a Buddha, nutrendolo. Se durante una giornata fredda invernale vi trovate in montagna, con gli zaini pieni di vestiti pesanti, cibo e bevande, ma vi manca il fuoco, voi siete perduti. Solo chi vi porterà il fiammifero per accendere il fuoco potrà salvarvi la vita.

Le persone oggigiorno hanno tutto, una cosa sola gli manca, il fiammifero per appiccare il fuoco sacro. Una volta trovato questo fiammifero, portatelo sempre con voi. Il fuoco ha la proprietà di bruciare e sciogliere le cose. Qualsiasi cosa vi metti, non viene mai gettata fuori. Quando parli alla gente del fuoco, ha paura, perché pensa al fuoco dell’amore umano che brucia i cuori. Accendete il sacro fuoco nell’uomo con l’Amore di Dio e non abbiate paura! Una volta acceso, esso spargerà la sua luce, senza più spegnere la sua fiamma. Accendete l’anima umana con il fuoco sacro dell’Amore Divino e state a vedere che cosa gli succede. Essa si vestirà di bianco e incomincerà a splendere. Il colore bianco è il simbolo della purezza e racchiude in sé i beni Divini sotto forma di sette diversi colori. Gli scienziati di oggi non conoscono il significato dei singoli colori e tanto meno sanno come applicarli. Sanno per esempio di quanti miliardi di vibrazioni è composto ogni colore, ma non hanno idea di come possa essere utilizzato. Soltanto gli iniziati e i geni sanno questo. La stessa cosa possiamo dire del fuoco sacro: solo gli iniziati sanno che cos’è, quelli più dotati hanno appena iniziato a studiarlo, le persone ordinarie invece non ne hanno mai sentito parlare.

Dunque, quando dite di non capire le cose, siete delle persone normali; quando le comprendete, avete talento; quando applicate quanto appreso, siete geniali; quando i vostri esperimenti riescono, siete dei santi; quando maneggiate liberamente il fuoco sacro, potete diventare un Maestro. Chi non è stato normale, non può essere talentuoso; chi non è stato talentuoso, non può essere geniale; chi non è stato geniale, non può essere un santo; chi non è stato un santo, non può essere un Maestro. Istruire gli altri non è cosa semplice, bisogna possedere una certa predisposizione. Ma anche per fare la madre, il padre, il fratello o la sorella sono richieste delle qualità particolari. Per fare il padre o la madre, dobbiamo portare l’immagine di Dio impressa nello spirito, nell’anima, nella mente e nel cuore. Se quest’immagine non è in noi e intraprendiamo il nobile ruolo di madre o padre, ci attireremo addosso pene e tormenti e metteremo al mondo un figlio peccatore o una figlia peccatrice.

Chi è peccatore? Colui che non custodisce il fuoco sacro. Un tempo questo fuoco ardeva in lui, ma poi si è spento. Nella persona immorale c’è il fuoco normale che brucia e dissolve ogni cosa, mentre nella persona morigerata il fuoco sacro si mantiene vivo senza distruggere le cose. Se si spegne il nostro fuoco sacro, saremo invasi da grosse disgrazie. Io non vi dico per forza di farlo ardere con vigore, ma per lo meno di far sì che non si spenga. Ognuno deve prendersi cura del proprio fuoco sacro e non affidarlo a nessun servo. Ognuno è il custode, il sacerdote, l’angelo e il serafino del proprio fuoco sacro. Noi e solo noi possiamo spegnere il nostro fuoco sacro e quando lo facciamo, arrivano le sofferenze e cominciamo a lamentarci che nessuno ci ama. Questo però non è vero. Dio è il primo ad amarci, ragion per cui ci ha mandato sulla terra per imparare. Quando uno dice che non è amato, è lui in prima persona a non amare. E’ vissuto solo per se stesso. Ha mica sacrificato la vita come il coniglio che si è gettato nel fuoco per diventare cibo per Buddha ed aiutarlo a finire la sua preghiera?

Dunque, quando viviamo e ci sacrifichiamo per il prossimo, arriviamo a comprendere che le virtù degli altri sono anche nostre virtù e i misfatti degli altri sono anche nostri misfatti, così come comprendiamo che quando gli altri agiscono bene o male è come se noi stessi agissimo bene o male. Avendo questa consapevolezza, se vedete qualcuno che cade in errore, o commette qualche crimine, penserete: “Questo fratello sta sbagliando, quindi anch’io sto sbagliando. Devo allora rimboccarmi le maniche per correggere l’errore”. Se vedete una mela, ringraziatela per la sua generosità, essa dona i suoi beni a tutti. Se vedete una sorgente, ringraziate anch’essa per la sua abnegazione, perché disseta chi le passa vicino.

Io mi auguro che i cuori di tutte le persone siano sorgenti limpide che sgorgano incessantemente.

Mi auguro che le menti di tutte le persone siano giardini, ricchi di frutti dolci e prelibati.

Mi auguro che le anime di tutte le persone siano scuole dove viene insegnato il bene.

Io mi auguro che lo spirito di tutte le persone operi in loro affinché riescano ad applicare i beni della vita per gli altri e per loro stessi. E che ogni cosa essi facciano, avvenga per la gloria Divina.

Auguro a tutte le persone sulla faccia della terra di mantenere vivo il proprio fuoco sacro.

Laddove arde il fuoco sacro, lì dimora l’amore. E’ l’amore il segreto dell’accensione del fuoco sacro. Ci sono molte cose in amore che ci istigano e ci sono molti cerini nella scatola dei fiammiferi, ma è il primo cerino che conta, è di esso che può servirsi tutto il mondo. Quindi, se volete compiere qualcosa di prezioso nella vostra vita, fate una sola buona azione, ma impiegateci tutto il vostro amore, tutto il vostro sapere e tutta la vostra libertà. Quest’opera buona rappresenterà il primo fiammifero con il quale avrete acceso il fuoco sacro della vostra anima. Questo bene fatto vi accompagnerà per tutta l’eternità, in questo mondo e nell’aldilà.

Infine, che il cuore, la mente, l’anima e lo spirito vi accompagnino in tutto quello che fate. Che ogni vostro operato sia assistito dall’occhio di Dio, dell’angelo, del cherubino e del serafino. Questo significa un’azione eroica, questo è il risveglio dell’anima umana. Quando si risveglia, l’uomo entra nella casa del Padre suo. Tutto il cielo sa che egli ha apportato nel mondo la vita, la sapienza, la luce e la libertà per la gloria del Signore, per la gloria del prossimo e per la sua propria gloria.

Cercate di attrarre lo sguardo Divino mentre amate.

Cercate di attrarre lo sguardo Divino mentre studiate.

Cercate di attrarre lo sguardo Divino mentre state applicando la verità.”

PETER DEUNOV

27.08.1939 05:00, Domenica, Sofia

Dal volume “Il linguaggio dell’Amore”

Traduzione dal bulgaro all’italiano di Irena Yordanova

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