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Yoga Sutra di Patanjali (Samadhi)
agosto 1st, 2017 da Ananda Saraswati


 
Parte 1
 
Samadhi: sulle Contemplazioni e Unione
1.1. Ora verrà esposta la disciplina dell’Unione (Yoga).
1.2. Unione è frenare i naturali flussi di pensiero della mente.
1.3. Così il testimone dimora nella sua propria natura.
1.4. In caso contrario, egli si identifica con i flussi di pensiero.
1.5. I flussi di pensiero sono cinque. Possono essere dolorosi o non dolorosi.
1.6. Essi sono: giusta conoscenza, falso sapere, immaginazione, sonno e memoria.
 

 
1.7. La giusta conoscenza è la deduzione, la tradizione e la conoscenza genuina.
1.8. Il falso sapere è illusorio, sono credenze o nozioni erronee.
1.9. Immaginazione è un’attività mentale evocata da parole, priva di fondamento.
1.10. Il sonno profondo è la modificazione della mente
fondata sull’assenza di ogni contenuto.
1.11. La memoria non permette alle impressioni mentali di fuggire.
1.12. Questi flussi di pensiero sono controllati con la pratica ed il non – attaccamento.
1.13. La pratica è lo sforzo per garantire la stabilità.
1.14. La pratica diventa una realtà acquisita solo dopo
un lungo esercizio, ininterrotto e compiuto con devozione reverente.
1.15. La mancanza di desiderio verso il visibile e l’invisibile dà la coscienza del controllo.
1.16. Questo è rappresentato da una indifferenza verso i tre attributi, grazie alla conoscenza del Sé Supremo interiore.
1.17. La meditazione cognitiva è accompagnata dal ragionamento, dalla discriminazione, dalla beatitudine e da un senso di “Io sono”, di puro essere.
1.18. C’è un’altra meditazione che si ottiene con la pratica della sospensione mentale consapevole fino a quando non rimangono solo le impressioni sottili.
1.19. Per quegli esseri che sono senza forma e per gli esseri che vengono uniti nella
coscienza unificante della natura, il mondo è la causa.
1.20. Per altri, la chiarezza è preceduta dalla fede, dall’energia, dalla memoria e da una contemplazione con mente calma.
1.21. La contemplazione con mente calma è più vicina a coloro il cui desiderio è più ardente.
1.22. Vi è ulteriore distinzione a seconda dell’intensità dei mezzi impiegati.
1.23. La realizzazione può essere ottenuta anche mediante l’abbandono a Dio.
1.24. Dio è il Sé Supremo interiore e universale, non toccato dalle afflizioni, da lle azioni, dalle impressioni e dalle loro conseguenze.
1.25. In Dio, il seme dell’onniscienza è insuperabile.
1.26. Non essendo condizionato dal tempo, Dio è il maestro anche degli antichi.
1.27. La voce di Dio è l’Om.
1.28. La ripetizione dell’Om dovrebbe essere fatta con la comprensione del suo significato.
1.29. Dalla ripetizione e dalla meditazione sull’Om si ottiene anche l’introspezione e la scomparsa degli ostacoli.
1.30. Malattia, apatia, dubbio, la mancanza di entusiasmo, la pigrizia, la sensuali tà, la mente vaga, il non voler capire, l’instabilità-queste distrazioni della mente sono gli ostacoli.
1.31. Dolore, disperazione, nervosismo, e irregolarità del respiro sono co-esistenti con questi ostacoli.
1.32. Per rimuovere questi ostacoli deve essere praticata costantemente una sola verità, un unico principio.
1.33. Coltivando amicizia verso la felicità e la compassione verso la miseria, gioia verso la virtù e l’indifferenza verso il vizio, la mente diviene pura.
1.34. In alternativa, la serenità mentale può anche essere ottenuta attraverso il controllo del respiro (prana).
1.35. O con attività dei sensi superiori che causano stabilità mentale.
1.36. Oppure meditando sullo stato di Luce senza dolore.
1.37. Oppure prendendo come oggetto di meditazione un essere che abbia conseguito il distacco dai desideri.
1.38. Oppure meditando sulla conoscenza dei sogni e il sonno.
1.39. Oppure con la meditazione su una qualsiasi cosa a piacere.
1.40. In questo modo si acquisterà padronanza nell’Unione (Yoga), dalla più piccola particella atomica al più grande infinito.
1.41. Quando le agitazioni della mente sono sotto controllo, la mente diventa come un cristallo trasparente, e ha il potere di diventare qualsiasi forma gli si presenta. Conoscitore, atto del conoscere, o di ciò che è conosciuto.
1.42. La condizione argomentativa è una mescolanza confusa della parola, del suo significato proprio, e della
conoscenza.
1.43. Quando la memoria viene purificata e la mente risplende come solo oggetto, viene chiamata non-argomentativa.
1.44. Le spiegazioni fatte per queste condizioni,chiariscono anche i livelli di condizione più elevati, il meditativo e l’ultra-meditativo, ma in questi stati gli oggetti di meditazione sono di gran lunga più sottili.
1.45. La regione connessa con questi oggetti più sottili termina con la materia pura che non ha alcun schema o segno distintivo.
1.46. Queste contemplazioni frutto della meditazione su un oggetto sono dette con seme, e non danno libertà dal ciclo della
rinascita.
1.47. Sul raggiungere la purezza dello stato ultra-meditativo si ha il sorgere del puro flusso di coscienza spirituale.
1.48. In ciò si ha la facoltà della saggezza suprema.
1.49. La saggezza ottenuta negli stati superiori di coscienza è diversa da quella ottenuta per deduzione e testimonianza in quanto si riferisce ad una conoscenza diretta, libera dall’utilizzo dei sensi.
1.50. Le percezioni che si conseguono negli stati superiori di coscienza trascendono tutte le percezioni del modello abituale di pensiero.
1.51. Con la soppressione di questo controllo su tutte le altre forme di controllo attraverso la sospensione di tutte le modifiche della mente, la contemplazione senza seme è raggiunta e con essa si è liberi dalla vita e dalla morte.

 

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