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Il gioiello che già possiedi in tasca – Adyashanti
settembre 4th, 2017 da Ananda Saraswati

“Cosa accadrebbe se tu abbandonassi ogni frammento e ogni desiderio di controllo, fino al più infinitesimo impulso a controllare qualsiasi cosa, ovunque, compreso tutto ciò che potrebbe accaderti in questo stesso istante? Immagina di poter rinunciare completamente e definitivamente al controllo, a qualsiasi livello. Se tu fossi in grado di rinunciarvi in modo totale e assoluto, saresti allora un essere spiritualmente libero. 

Molti sostengono che quando togli via, scavando, fino all’ultimo strato della maschera emozionale umana, l’emozione primaria che mantiene gli esseri umani nella separazione è la paura. Non è quanto ho riscontrato personalmente. Ho constatato che il problema essenziale che costringe le persone a sperimentare se stesse come esseri separati è il desiderio e la volontà di controllo. La paura sorge quando credi di non aver alcun controllo. […]

Se lasci andare il controllo, non puoi evitare di essere affrancato e libero. È come quando ti lanci da un edificio, non puoi fare a meno di precipitare: la gravità ti trascina giù. […]

La realizzazione può dirsi compiuta solo grazie al rilascio cieco e imprevedibile del controllo. È naturale che a questo punto le persone mi chiedano: «E adesso, come lascio andare il controllo? Come si fa?». E io posso solo dire che questa stessa domanda è il tuo controllo. Il controllo sta cercando di fare il suo lavoro. Quando si chiede «come», si ha sempre a che fare col controllo. A volte avere un «come» può rivelarsi utile, ma in fin dei conti è sempre una forma di controllo. Non c’è nessun «come». Lascia andare, semplicemente. […]

Se ci stiamo veramente abbandonando alla nostra vera natura, le forme più lampanti di controllo non sono in funzione. Se stanno ancora operando, allora non ci stiamo adagiando sulla nostra vera natura […]. Se poi tentiamo ancora di controllare noi stessi e gli altri, torniamo indietro nel mondo dei sogni. […]

Lasciar andare presuppone sperimentare la morte del nostro io separato, e questa è una morte molto, molto profonda. Profondissima. Ovviamente, è una morte del tutto illusoria. […]

Lasciar andare ogni pretesa sul momento. Ogni volta che hai qualche pretesa su questo momento – che ti dia qualcosa o che tolga di mezzo qualcos’altro – vi è sofferenza. […] Il problema è che quando c’è una pretesa, ti sfugge completamente ciò che vi è adesso. […]

La mente ha paura di lasciar andare le proprie pretese, perché pensa che se molla la presa non otterrà ciò che vuole […]. Smettila di cercare d’essere una persona migliore, e sarai una persona migliore. Smettila di cercare di perdonare, e il perdono accadrà. Fermati e fa silenzio. […]

È come se cominciassi ad andare a caccia del gioiello che già possiedi in tasca […].

Ciò che tu sei è l’unica cosa che non puoi ottenere. Ed è proprio questa la sua bellezza. […] Puoi soltanto smettere di mentire […]. L’ego è semplicemente un moto della mente, che cerca sempre di ottenere qualcosa – l’amore, oppure Dio, denaro, o un nuovo giocattolo. La mente pensa sempre che qualcosa sia sul punto di renderla felice“.

(Adyashanti)

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