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LA CONDANNA DELLA MEDIOCRITÀ
18th Lug, 2018 da Ananda Saraswati

Negli anni della nostra gioventù biologica, tutti noi siamo stati esposti ad ogni sorta di influenze. Nonostante gran parte dei lettori di questo documento abbiano meritato l’immensa opportunità di nascere e vivere in una terra meravigliosa che si chiama Italia, l’ambiente sociale, scolastico, spesso anche familiare, ci ha comunque esposto a irradiazioni di immondizia, nei confronti delle quali nessuno ci ha insegnato come proteggerci.

Una delle irradiazioni di immondizia più nefaste alle quali un giovane biologico può essere esposto è quella di essere emarginato a causa dei peculiari Talenti e delle qualità interiori che possiede. I riferimenti che provocano questa emarginazione sono ridicoli, e privi di alcun valore; ma l’inconveniente più grande di questa emarginazione è la conseguenza che ne deriva nell’interezza del nostro Tempo di Vita: una conseguenza che si chiama condanna della mediocrità. La condanna a vivere una Vita miserabile, sconosciuta, nascosta, celata, furbetta, che deriva da decisioni che sono state prese in modo incosciente nell’intervallo di tempo compreso tra i 7 e i 21 anni della nostra età biologica.

Nella fase dell’adolescenza, che approssimiamo tra i 7 e i 21 anni, un essere umano cerca fondamentalmente 2 cose:

1. Conoscere e vivere Amore

2. Essere considerato ed apprezzato dagli altri

Questi sono i valori di riferimento in quella età; sono i valori naturali, ovvero l’imperativo biologico innestato negli esseri umani dalla Natura da milioni di anni per garantire la continuazione della specie umana nei migliori esemplari.

Questi valori di riferimento sono collegati alla nostra Natura Terrestre, sono impulsi naturali che nascono meccanici dentro di noi. Essi non andrebbero mai cancellati, o rimossi per sciocche ragioni di stupide morali umane naturali; ciò che occorre fare, in quella fase di esistenza di un individuo, è accompagnare questi impulsi naturali con la stimolazione di Valori Superiori, che facciano riferimento e incoraggino nell’individuo il risveglio e la comparsa della sua Natura Solare.

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“Lettera alla Danza” di Nureyev
11th Lug, 2018 da Ananda Saraswati

“Era l’odore della mia pelle che cambiava, era prepararsi prima della lezione, era fuggire da scuola e dopo aver lavorato nei campi con mio padre perché eravamo dieci fratelli, fare quei due chilometri a piedi per raggiungere la scuola di danza.
Non avrei mai fatto il ballerino, non potevo permettermi questo sogno, ma ero lì, con le mie scarpe consunte ai piedi, con il mio corpo che si apriva alla musica, con il respiro che mi rendeva sopra le nuvole. Era il senso che davo al mio essere, era stare lì e rendere i miei muscoli parole e poesia, era il vento tra le mie braccia, erano gli altri ragazzi come me che erano lì e forse non avrebbero fatto i ballerini, ma ci scambiavamo il sudore, i silenzi, a fatica. Per tredici anni ho studiato e lavorato, niente audizioni, niente, perché servivano le mie braccia per lavorare nei campi. Ma a me non interessava: io imparavo a danzare e danzavo perché mi era impossibile non farlo, mi era impossibile pensare di essere altrove, di non sentire la terra che si trasformava sotto le mie piante dei piedi, impossibile non perdermi nella musica, impossibile non usare i miei occhi per guardare allo specchio, per provare passi nuovi. Ogni giorno mi alzavo con il pensiero del momento in cui avrei messo i piedi dentro le scarpette e facevo tutto pregustando quel momento. E quando ero lì, con l’odore di canfora, legno, calzamaglie, ero un’aquila sul tetto del mondo, ero il poeta tra i poeti, ero ovunque ed ero ogni cosa.

Ricordo una ballerina Elèna Vadislowa, famiglia ricca, ben curata, bellissima. Desiderava ballare quanto me, ma più tardi capii che non era così. Lei ballava per tutte le audizioni, per lo spettacolo di fine corso, per gli insegnanti che la guardavano, per rendere omaggio alla sua bellezza. Si preparò due anni per il concorso Djenko. Le aspettative erano tutte su di lei. Due anni in cui sacrificò parte della sua vita. Non vinse il concorso. Smise di ballare, per sempre. Non resse la sconfitta. Era questa la differenza tra me e lei. Io danzavo perché era il mio credo, il mio bisogno, le mie parole che non dicevo, la mia fatica, la mia povertà, il mio pianto. Io ballavo perché solo lì il mio essere abbatteva i limiti della mia condizione sociale, della mia timidezza, della mia vergogna. Io ballavo ed ero con l’universo tra le mani, e mentre ero a scuola, studiavo, aravo i campi alle sei del mattino, la mia mente sopportava perché era ubriaca del mio corpo che catturava l’aria.

Ero povero, e sfilavano davanti a me ragazzi che si esibivano per concorsi, avevano abiti nuovi, facevano viaggi. Non ne soffrivo, la mia sofferenza sarebbe stata impedirmi di entrare nella sala e sentire il mio sudore uscire dai pori del viso. La mia sofferenza sarebbe stata non esserci, non essere lì, circondato da quella poesia che solo la sublimazione dell’arte può dare. Ero pittore, poeta, scultore.

Il primo ballerino dello spettacolo di fine anno si fece male. Ero l’unico a sapere ogni mossa perché succhiavo, in silenzio ogni passo. Mi fecero indossare i suoi vestiti, nuovi, brillanti e mi dettero dopo tredici anni, la responsabilità di dimostrare. Nulla fu diverso in quegli attimi che danzai sul palco, ero come nella sala con i miei vestiti smessi. Ero e mi esibivo, ma era danzare che a me importava. Gli applausi mi raggiunsero lontani. Dietro le quinte, l’unica cosa che volevo era togliermi quella calzamaglia scomodissima, ma mi raggiunsero i complimenti di tutti e dovetti aspettare. Il mio sonno non fu diverso da quello delle altre notti. Avevo danzato e chi mi stava guardando era solo una nube lontana all’orizzonte. Da quel momento la mia vita cambiò, ma non la mia passione ed il mio bisogno di danzare. Continuavo ad aiutare mio padre nei campi anche se il mio nome era sulla bocca di tutti. Divenni uno degli astri più luminosi della danza.

Ora so che dovrò morire, perché questa malattia non perdona, ed il mio corpo è intrappolato su una carrozzina, il sangue non circola, perdo di peso. Ma l’unica cosa che mi accompagna è la mia danza la mia libertà di essere. Sono

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La fioritura dell’anima
25th Mag, 2018 da Ananda Saraswati

   

Ricorda che la meditazione ti porterà sempre più intelligenza, infinita, intelligenza radiale, ti renderà più vivo e più sensitivo: la tua vita diventerà più ricca.

“Se guardi l’asceta, puoi notare che la sua vita è diventata quasi come una non-vita, non è un meditatore. Gli asceti forse sono masochisti, si torturano godendo della tortura stessa. La mente è molto astuta, continua a fare cose razionalizzandole.

“Ordinariamente siete violenti verso gli altri ma la mente è scaltra – può imparare la non-violenza, predicare la non-violenza, e poi diventare violenta nei confronti di se stessa. E la violenza che fai contro te stesso viene rispettata dagli altri in quanto hanno l’idea che essere ascetico è essere religioso. Ma questo è un puro nonsenso. Dio non è ascetico – non ci sarebbero fiori altrimenti, né alberi verdi, solo deserto. Dio non è ascetico altrimenti non ci sarebbero canzoni nella vita, né danza – solo cimiteri e cimiteri. Dio non è ascetico, Dio gioisce della vita, è più un Epicureo di quanto tu possa immaginare. Se pensi a Dio, pensalo nei termini di Epicuro. Dio è in una costante ricerca di sempre più felicità, gioia, estasi. Ricordalo.

“Ma la mente è molto astuta, può razionalizzare la paralisi come meditazione, può razionalizzare l’indolenza come trascendenza, può razionalizzare l’essere spenti e morti come rinuncia. Stai attento e ricorda sempre che se ti muovi nella giusta direzione, continuerai a fiorire”.

(Osho)

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Frasi di Osho
9th Mag, 2018 da Ananda Saraswati

La vita in se stessa è una tela vuota; diventa ciò che tu dipingi su di essa. Puoi dipingere infelicità, puoi dipingere estasi. Questa è la tua gloria.

Guardati dalla maggioranza. Se tante persone seguono qualcosa, potrebbe essere una prova sufficiente che è una cosa sbagliata. La verità accade agli individui, non alle masse.

Accetta te stesso così come sei. E questa è la cosa più difficile al mondo, perché va contro la tua formazione, istruzione, cultura.
Fin dall’inizio ti è stato detto come dovresti essere. Nessuno ti ha mai detto che vai bene così come sei.

La vera questione non è se esiste la vita dopo la morte. La vera domanda è se sei vivo prima della morte.

L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione.

L’amore è un uccello e ama essere libero. Ha bisogno di tutto il cielo per crescere.

E’ tempo che tu smetta di cercare fuori di te, tutto quello che a tuo avviso potrebbe renderti felice. Guarda in te, torna a casa.

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Henri Bergson sul Risveglio
9th Mag, 2018 da Ananda Saraswati

” Fortunatamente, alcuni nascono con un sistema immunitario #spirituale che prima o poi fa in modo che loro rifiutino di vedere le #illusioni innestate in loro sin dalla nascita attraverso il condizionamento sociale.

Sentono che qualche cosa manca, ed iniziano a cercare delle risposte. La loro innata conoscenza e esperienze esterne anomale mostrano loro un aspetto della realtà di cui gli altri sono all’oscuro, e lì incominciano il loro viaggio nel #risveglio.

Ogni passo di questo viaggio viene fatto seguendo il proprio cuore e non seguendo le folle e scegliendo la conoscenza al posto dell’#ignoranza.”
(Henri Bergson)

Frasi e riflessioni di W.Dayer
8th Set, 2017 da Ananda Saraswati

Prospettive, ostacoli ed opportunità

  1. “Le circostanze non fanno un uomo, lo rivelano.”
  2. “Se credi che tutto si risolverà, vedrai opportunità. Se credi di no, vedrai ostacoli.”
  3. “Cambia il modo di guardare le cose e le cose che guardi cambiano.”
  4. “Ogni ostacolo è un’opportunità. Ogni ostacolo è una prova.”
    da Wayne Dyer, Te stesso al cento per cento

Atteggiamento

  1. “Smetti di agire come se la vita fosse una prova generale. Vivi questo giorno come se fosse l’ultimo. Il passato è passato e andato. Il futuro non è garantito.”
  2. “Soltanto un fantasma volteggia attorno al proprio passato e spiega se stesso con la vita che
    ha già vissuto. Tu non sei quale in precedenza hai deciso di essere, ma quale oggi scegli di essere.”
  3. “Quando giudichi gli altri, non definisci loro, ma definisci te stesso.”
  4. “Quando sei preso da senso di colpa, metti a fuoco un evento passato, ti senti abbattuto o irritato per qualcosa che hai detto o fatto e, assorbito dallo stato d’animo suscitato da quel tuo comportamento, vai consumando il presente. Quando sei preoccupato e inquieto, passi il tuo tempo, che è prezioso, a lasciarti ossessionare da un evento futuro. Che tu guardi indietro o avanti, il risultato è il medesimo: butti via il presente.”
    da Wayne W. Dyer, Le vostre zone erronee guida all’indipendenza dello spirito
  5. “Il senso di colpa è un piccolo strumento di precisione che puoi usare quando non vuoi assumerti le responsabilità della tua vita. Usalo ed eviterai ogni rischio, ma impedirai a te stesso di crescere.”
    da Wayne Dyer, Prendi la vita nelle tue mani
  6. “Ogni tuo comportamento è risultato dei pensieri che lo precedono.”
    da Wayne Dyer, Prendi al vita nelle tue mani
  7. “Ciò che pensiamo determina ciò che ci accade,
    quindi se vogliamo cambiare la nostra vita, dobbiamo allargare la nostra mente.
  8. “Rispetto a ogni cosa che ti è successa puoi sentirti dispiaciuto per te stesso o trattare ciò che è accaduto come un dono. Tutto è sia un’opportunità per crescere, sia un ostacolo per impedirti di crescere. Devi scegliere.”
  9. “Tu sei il risultato di tutte le immagini che hai dipinto di te stesso… e ne puoi sempre dipingere di nuove.”
    da Wayne W. Dyer, Le vostre zone erronee guida all’indipendenza dello spirito
  10. “Non puoi controllare quello che succede intorno a te, ma sei sempre in controllo di ciò che succede dentro di te.”
  11. “Anche se sei in prigione, il tuo angolo di libertà sta nel modo in cui scegli di pensare.
    Nessuno potrà mai sottrartelo!”
    da Wayne Dyer, Te stesso al cento per cento

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CARLOS CASTANEDA RIVELA LOS VOLADORES LE OSCURE ENTITA’ PARASSITE
4th Set, 2017 da Ananda Saraswati

Quelli che volano, oscure #ombre di fango parassite, #predatori alieni

Gli sciamani toltechi scoprirono la presenza di esseri oscuriposti direttamente sullo sfondo del campo energetico umano e per questo difficilmente individuabili. Gli stregoni videro che questi esseri oscuri si cibavano della lucentezza della consapevolezza di ogni individuo, riducendone sempre di più la patina luminosa. Le entità oscure sono particolari esseri inorganici, coscienti e molto evoluti e poiché si muovono saltellando o volando come spaventose ombre vampire furono chiamati los Voladores, ovvero quelli che volano.

Don Juan: «Sei arrivato, e con le tue sole forze, a ciò che per gli sciamani dell’antico Messico era la questione suprema. Per tutto questo tempo non ho fatto che menare il can per l’aia,insinuando in te l’idea di un qualcosa che ci tiene prigionieri. Ed è davvero così!» Carlos: «Perché questo predatore ci avrebbesottomessi nel modo che stai descrivendo, don Juan? Dev’esserci unaspiegazione logica.» Don Juan: «Una spiegazione c’è ed è la piùsemplice che si possa immaginare. I predatori hanno preso il sopravvento perché siamo il loro cibo, la loro fonte di sostentamento. Ecco perché ci spremono senza pietà. Proprio come noi alleviamo i polli nelle stie…» (1)

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Il potere delle affermazioni, Louise Hay
4th Set, 2017 da Ananda Saraswati

La leggenda del colibrì
13th Lug, 2017 da Ananda Saraswati

Un’antica leggenda africana racconta che un giorno, nella foresta dei grandi ALBERI, scoppia un incendio. Le fiamme divampano alte verso il cielo e il vento propaga il fuoco.
Spaventati tutti gli animali cominciano a fuggire cercando di mettersi in salvo verso la cima della MONTAGNA innevata.
Tutti tranne uno: il piccolo colibrì.
Il colibrì è un UCCELLINO minuscolo e delicato, dal veloce battito d’ali che, mentre gli altri cercano rifugio, si dirige verso il lago. È qui riempie il suo becco d’acqua e comicia ad andare avanti e indietro. Vola rapido dal fiume verso l’incendio su cui lascia cadere ogni volta una piccola goccia per poi ripartire veloce verso il lago.
Tutti gli animali sono stupiti dall’ostinata energia del piccolo colibrì e il LEONE, re della foresta, gli domanda:
“Ma cosa pensi di fare tu con una goccia?”
“Sono la goccia d’acqua che porto in dono”
risponde serio il colibrì.
“Ma non riuscirai mai con una goccia d’acqua”,
dice il leone incredulo.
Il colibrì senza fermarsi replica deciso:
“forse, ma intanto faccio la mia parte”.

La #Terra ha bisogno di #sostegno: ci sono zone che bruciano in #Italia e nel #mondo.
Preghiamo per la pioggia, ognuno come può e sa.
– Invochiamo l’Arcangelo #Uriele e accendiamo una #candela per una pioggia sana ed armoniosa.
– Visualizziamo che piove, sentiamo il profumo ed il suono della pioggia. Qui in Italia, visualizziamo soprattutto la zona del #Vesuvio e dintorni, #Calabria, #Sicilia, altre zone che sapete averne bisogno e la zona in cui abitate.
– Chi vuole e così sente può dire: “Chiedo a Dio e ai suoi #Angeli Divini di riversare la sua Grazia e di far piovere nelle zone colpite da siccità e incendi su tutta la Terra, così sia e così è, Grazie, Grazie, Grazie, Amen!”
– Facciamo delle benedizioni per una pioggia sana ed armoniosa sulla #Terra.
– Ripetiamo per 3 volte (sempre chi vuole e così sente): “Mamma Acqua, cura la sete della Terra con la #pioggia sana dal #Cielo. Mamma Acqua, cura la Terra da siccità e incendi, #guarisci la Natura con la tua #acqua cristallina!
Grazie, Grazie, Grazie!
Così sia e cosi è.
Ti prego di accettare questa mia offerta d’acqua”
(e versiamo una tazza d’acqua sulla terra).
Anche senza fare l’offerta d’acqua, possiamo comunque fare l’invocazione.

N.B.
Niente di tutto ciò è imperativo, si tratta di semplici suggerimenti, ma ognuno si senta libero di fare la propria parte come meglio crede.

STEINER SUL FUTURO UTILIZZO DEI VACCINI
21st Mag, 2017 da Ananda Saraswati

“Nel futuro si eliminerà l’anima per mezzo di farmaci.
Con il pretesto di un ‘punto di vista salutare’ si troverà un vaccino mediante il quale l’organismo umano verrà trattato – quanto prima possibile, eventualmente direttamente alla nascita – in modo tale che l’essere umano non possa sviluppare il pensiero dell’esistenza di anima e spirito.
Verrà affidato ai medici materialisti il compito di eliminare l’anima dall’Umanità.
Come oggi si vaccinano le persone contro questa o quella malattia, così in futuro si vaccineranno i bambini con una sostanza che potrà essere prodotta precisamente in modo tale che le persone, grazie a questa vaccinazione, saranno immuni dall’essere soggetti alla ‘follia’ della vita spirituale.
Esistono sostanze che, se si iniettassero nel bambino in età scolare, gli potrebbero consentire di non frequentare le elementari, solo che il suo pensiero diverrebbe quello di un automa.
Egli sarebbe estremamente intelligente ma non svilupperebbe una coscienza e questo è il vero obiettivo di determinati circoli materialisti.
Questo in effetti è possibile, ma ciò rende l’uomo un automa.
Con un tale vaccino si potrebbe facilmente far in modo che il corpo eterico si allenti all’interno del corpo fisico.
Una volta allentato il corpo eterico, il rapporto tra l’universo e il corpo eterico diverrebbe estremamente instabile e l’uomo diventerebbe un automa, in quanto il corpo fisico dell’uomo deve essere educato su questa terra per mezzo di una volontà spirituale.
Ad esempio la vaccinazione antivaiolosa non ha effetti negativi, se la persona viene educata antroposoficamente; fa male solo a chi cresce con pensieri materialistici.
Allora il vaccino diviene una specie di forza ahrimanica; l’uomo non può più liberarsi da un determinato sentire materialista. (…)
Egli diventa materialista di costituzione e non può più innalzarsi allo spirituale”.

Rudolph Steiner

Un uomo identificato diventa una cosa, un pezzo di carne
6th Mag, 2017 da Ananda Saraswati

L’identificazione è il nostro nemico più terribile, perché penetra ovunque e ci inganna proprio nel momento in cui crediamo di lottare contro di essa.

Se ci è tanto difficile liberarci dall’identificazione, è perché ci identifichiamo più facilmente con le cose a cui siamo maggiormente interessati, quelle alle quali diamo tutto il nostro tempo, il nostro lavoro e la nostra attenzione. Per liberarsi dall’identificazione, l’uomo deve stare costantemente in guardia ed essere inflessibile verso sé stesso: non deve aver paura di smascherare tutte le sue forme più sottili e nascoste.

È indispensabile vedere, studiare l’identificazione, al fine di scoprirne in noi stessi le radici più profonde. Ma la difficoltà della lotta contro l’identificazione è accresciuta ulteriormente dal fatto che, quando le persone la riconoscono, la considerano una qualità eccellente e le attribuiscono nomi quali ‘entusiasmo’, ‘zelo’, ‘passione’, ‘spontaneità’, ‘ispirazione’, ecc. Ritengono che non si possa fare realmente un buon lavoro, in qualsiasi campo, se non in stato di identificazione. In realtà, è un’illusione. In tale stato l’uomo non può fare nulla di sensato. E se la gente potesse vedere ciò che lo stato di identificazione significa, cambierebbe d’avviso. Un uomo identificato diventa una cosa, un pezzo di carne; perde anche quella minima somiglianza che aveva con un essere umano.

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L’evoluzione secondo Gurdjieff
10th Dic, 2016 da Ananda Saraswati

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Georges Ivanovič Gurdjieff (Alexandropol, 13 gennaio 1872 – Neuilly, 29 ottobre 1949) è stato un filosofo, scrittore, mistico e “maestro di danze” armeno. L’eredità lasciataci da questo grande maestro è tra le più preziose a cui possiamo far riferimento e, mai come oggi, il suo insegnamento si dimostra appropriato e necessario per contrastare l’inconsapevolezza e l’intorpidimento tipici dell’uomo moderno. Gurdjieff sosteneva che oggi l’uomo non è più in grado di funzionare armoniosamente né tanto meno di comprendere il suo funzionamento. Lo studio di Gurdjieff contemplava domande di natura esistenziale cercando di definire lo scopo della vita, in particolare quella dell’essere umano. Dopo diversi anni di ricerche e di pratiche, decise di presentare quanto aveva appreso in una forma oggettiva e comprensibile per il mondo occidentale sintetizzandola in un metodo capace di produrre un livello superiore di vitalità e consapevolezza.

Il suo programma prevede il raggiungimento di uno stato di equilibrio che coinvolge simultaneamente tutti i centri preposti all’interpretazione del “mondo” con cui ci relazioniamo. Il suo insegnamento integra l’essenza di diverse tradizioni religiose in un sistema di tecniche psicofisiche che conduce al superamento degli automatismi psicologici ed esistenziali che rendono l’essere umano medio simile ad una macchina, automatismi normalmente alimentati da una moltitudine di influenze esterne. Gurdjieff ci rivela così come realizzare i potenziali di un individuo grazie al “lavoro su di sé” ed era solito esprimere i suoi insegnamenti in tre forme: scritti, musica e movimenti, corrispondenti ai nostri centri intellettuale, emozionale e fisico.

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Gli Indiani e la Conoscenza perduta sulle origini dell’uomo a causa dei colonizzatori criminali europei
11th Giu, 2016 da Ananda Saraswati

SendingPrayers
I Cherokee (Ani Yonwiyah) ovvero “Il popolo capo” è antico come le pietre.

“Ne ho conosciuti alcuni – biondi e con gli occhi azzurri – durante la ‘Danza del Sole’ del 1998, nella Riserva dei Lakota Sicangu di Rosebud, in Sud Dakota. Erano un padre e due figli”.

“Sembrate inglesi, scozzesi, non so… ” dissi, “ma non Cherokee”.

I tre risero: “Veniamo da Atlantide, e prima ancora dalle Pleiadi.”

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Il Potere è in Te
17th Mar, 2016 da Ananda Saraswati

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“Dico alle donne di mettere dei fiori davanti ad una loro foto! E’ per offrire dei fiori al Grande Spirito che c’è dentro ognuno di noi! Se tu vedi la Dea in te, ti stai valorizzando e quando gli altri non ti rispettano il tuo compito è di vedere la Dea in loro.”
Abuela Margarita

Intervista con la Abuela Margarita

Abuela-300x283-201x124Doña Margarita Nuñez, più comunemente conosciuta come la Abuela (Nonna) Margarita è depositaria di antiche tradizioni sciamaniche.
Messicana, donna medicina, portatrice della Sacra Pipa e conduttrice di Temazcales (capanne di sudore), ha dedicato la sua vita a mantenere viva l’eredità della cultura degli Antenati e a insegnare alle persone il rispetto per la Madre Terra, per tutte le forme esistenti e per sé stessi.

D: Abuela Margarita, sei qui per condividere con noi il tuo messaggio. Vuoi raccontarci di te, della tua conoscenza?
R: Io sono nata in Messico. La mia formazione viene dalla conoscenza degli antenati e degli anziani di tradizione indigena. Questa “conoscenza” è presente ovunque nel pianeta. In America, con la conquista, sembrava essersi persa, ma ha continuato a tramandarsi oralmente e passando da labbra a udito è giunta fino ad oggi. Noi siamo qui per ricordarla.
Quella conoscenza è dentro di noi. Quando parlo con la gente spiego che tutti gli esseri umani, dal momento in cui sono stati generati, nell’attimo in cui nostra madre offrì un ovulo maturo e nostro padre mise uno sperma, da quel momento il Grande Spirito entrò dentro di noi. Il feto, in ogni sua cellula, si impregnò della sua presenza e le cellule incominciarono a moltiplicarsi fino a formare un bambino o una bambina e a nove mesi.. ecco il primo respiro fuori dal seno materno. Dal primo momento, il Grande Spirito non se ne è mai andato da noi, la sua presenza non ci ha mai abbandonato. Valorizzando ogni parte del nostro corpo, dico che la presenza del Grande Spirito si stabilisce fondamentalmente dentro al cuore, perché il cuore manda il sangue a ogni parte del corpo. Il sangue in questo modo ci porta tutto ciò di cui abbiamo bisogno e ci purifica da quello di cui non abbiamo bisogno, per mantenere il nostro corpo in perfetta condizione. Siamo qui soprattutto grazie agli alimenti che la Madre Terra ha offerto al nostro corpo.
In verità chi è la madre di questo corpo? La Madre Terra. E grazie al Sole, che la feconda tutti i giorni, essa può darci i suoi sacri alimenti. Chi è nostro padre? Il Sole. E tutte le nostre relazioni famigliari sono le Stelle. Ecco perché siamo esseri cosmici. Partendo da questo concetto è facile viverci nella nostra cosmicità.

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Esisto
25th Gen, 2016 da Ananda Saraswati

esisto

Appartengo all’Illimitata Luce Divina che Tutto Crea, Tutto Contempla e Tutto Ama.
Sono una Goccia Scintillante dell’Infinito Oceano di Beatitudine del Tutto che trascende il Tutto.
In me Vibra Possente il Sublime e Struggente Canto della Creazione.
In me Riposa la Suprema Quiete dell’Eterna Imperturbabilità.
Nel mio Cuore si Cela il Cuore dell’Amore stesso.
Al di là dell’ombra dell’apparenza,
al di là della finzione della separazione,
al di là della nebbia dell’inconsapevolezza,
al di là del gioco della dualità,
manifesto l’Amore Sconfinato del Padre e della Madre di Tutto ciò che È,
che È Tutto ciò che È, Tutto ciò che è Stato e Tutto ciò che Sarà.
Sono Figli@ della Grazia Infinita,
della Luce Infinita,
della Consapevolezza Infinita,
del Perdono Infinito,
della Beatitudine Infinita,
della Compassione Infinita
e dell’Amore Infinito
e ne reclamo, Qui e Ora, il pieno Diritto
e ne proclamo, Qui e Ora, la piena Appartenenza.
Esisto per Essere Testimone di ciò che Sono: di ciò che È.
Esisto per Rendere Manifesta la Potenza della Vita Infinita.
Esisto per Assaporare i Frutti della Creazione.
Esisto per Ascoltare l’Armoniosa Sinfonia dell’Esistenza stessa.
Esisto per Vedere, al di là del guardare.
Esisto per Comprendere, al di là del sapere.
Esisto per Condividere, al di là dell’avere.
Esisto per Fluire, al di là del trattenere.
Esisto per Proteggere, al di là del conquistare.
Esisto per Adorare, al di là del desiderare.
Esisto per Scoprire, al di là del conoscere.
Esisto per Esistere, al di là del nascere e morire.
Sia fatta la Volontà Divina.

(Hiranya Loka)

SE…
25th Nov, 2015 da Nirvaira

Atman

Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti intorno a te
la perdono e te ne attribuiscono la colpa.
Se riuscirai ad aver fede in te stesso quando tutti dubitano di te,
pur tenendo in conto anche il loro dubitare.
Se saprai attendere, senza stancarti di attendere,
o, essendo calunniato, non rispondere con le calunnie,
o, essendo odiato, non dare spazio all’odio,
senza però apparire troppo buono, né parlare troppo saggio.
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Frasi di Tagore
12th Ott, 2015 da Nirvaira

Non confonderti: il risveglio è un processo distruttivo che fa sgretolare la non verità
24th Set, 2015 da Ananda Saraswati

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L’illuminazione è un processo distruttivo, che non ha niente a che fare con il diventare migliore o piu’ felice. L’illuminazione è sgretolare via la non verità. E’ vedere attraverso la facciata della finzione. E’ sradicare completamente tutto cio’ che immaginavamo essere vero”. (Adyashanti)

Non farti illusioni: il risveglio non è una passeggiata nel parco. E’ un passaggio attraverso l’inferno. E’ strappare via tutte le credenze a te care e tutto cio’ che pensavi di te. E’ dover entrare nelle terre dell’ombra e confrontarci faccia a faccia con le nostre ombre. E li’ che vegono fatte a pezzi le nostre false idee di chi siamo. E’ li che vengono distrutte le nostre false credenze. Dobbiamo affrontare le false nozioni e vederle per cio’ che sono. Questo è l’unico modo per guarire, per tornare ad essere integri e vivere in integrità. Leggi il resto… »

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