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Il Sanscrito
28th Feb, 2020 da Ananda Saraswati

saṃskṛtam (संस्कृतम्) o, in breve, sanskrit o saṃskṛtā vāk (संस्कृता वाक्) è un’antica lingua sacra della regione di bharatavarsha (attualmente India, Pakistan, Bangladesh, Afghanistan, Nepal, Bhutan, Ladakh, Sri Langka e parte del Tibet), cioè la lingua dell’Induismo e dei Veda e della letteratura classica dell’India.
Il nome Sanskrit significa ‘rifinito’, ‘consacrato’ e ‘santificato’.
È sempre stato considerato un linguaggio elevato ed usato essenzialmente per discorsi religiosi e scientifici.

Vi sono attualmente centinaia di milioni di persone che lo parlano, ma la sua importamnza va ben al di là di questi numeri.
É il più antico linguaggio conosciuto. É anzi considerato la vera origine di tutti i linguaggi; la lingua da cui tutte le altre si sono evolute. I Vedas, comunemente accettati come i primi testi scritti dell’umanità, sono scritti in Sanscrito.

Fra gli Indiani è profondamente radicata la credenza che il Sanscrito fosse la lingua dei Devas (divinità), ed è questo il motivo per cui durante il periodo Vedico (6.000 – 8.000 anni fa) era conosciuto col nome Daivi Vak (la lingua divina).
Panini, il grandissimo grammatico, strutturò questa lingua con la sua grammatica nel settimo secolo prima di Cristo e da quel momento ci si riferì ad essa col nome di Samskritam.
Numerosissimi sono i lavori culturali, spirituali e scientifici scritti in questo antico linguaggio. Tutta la letteratura classica Veda fu scritta in Sanscrito, inclusi i testi classici di Yoga, il Vedanta e altri saggi spirituali e filosofici antichi. Sempre in Sanscrito si trovano testi storici, astrologici, astronomici, di medicina, architettura e fisica.

La lingua è estremamente regolare, quasi matematica nella sua grammatica e formulazione. Come già detto è considerata la lingua degli Dei. La scrittura è chiamata Devanagari, che significa ‘usta nelle città degli Dei’.

Le parole vengono costruite partendo da un certo numero di radici, ciascuna delle quali è considerata avere una qualità intrinseca che incarna il significato stesso, e quindi non è un semplice simbolo.

Il suono è considerato il più sottile di tutti i cinque elementi e il suo controllo può manipolare la materia, come avviene tramite il canto dei Mantra.

Essendo il più antico linguaggio del mondo, il Sanscrito fu per tre millenni la lingua franca del subcontinente indiano. la lingua della scienza, del sapere, della spiritualità e della cultura. È il linguaggio delle Scritture Hindu, dei Vedas, delle Upanishad, della Bhagavad Gita, del Mahabarata, del Ramayana e dei Puranas. La letteratura Sanscrita è probabilmente la più ricca nella storia dell’umanità. La parola Sanscrito letteralmente significa ‘la Lingua Perfetta’ o ‘il linguaggio portato alla perfezione formale’. È un nome altamente appropriato se si considera che la NASA lo ha dichiarato come ‘l’unico linguaggio non ambiguo del pianeta’. E recentemente alcuni scienziati hanno espresso l’idea che il Sanscrito sia la lingua migliore da usare nel mondo dell’informatica.

Il Sanscrito è la base di molte lingue moderne indiane – Hindi, Gujarati, Marathi, Punjabi – così come del classico Prakrit e delle lingue delle scritture Buddiste, del Pali. Ha influenzato il Francese, il Tedesco, il Russo, l’Inglese, le lingue del Sud Est asiatico come il malese, il giavanese, il Cambogiano, il vietnamese, il tailandese e il filippino.

In esso ritroviamo molte antiche forme di parole come ‘father’, ‘through, ‘shampoo’, ‘trigonometry’ e ‘mouse’, mentre centinaia di parole sanscrite, come ‘guru’, pundit’, ‘dharma’, ‘bandh’ e ‘yoga’ si trovano nel dizionario di Oxford.

Il Sanscrito, come molte altre lingue Indiane e del Sud Est asiatico, usa come alfabeto il Devanāgarī.

Il Devanāgarī è un alfabeto fonetico che consiste in tredici vocali (svara) e 34 consonanti (vyanjana). É conoscito come una scrittura sillabica – ogni lettera ha un suono univoco e costituisce una singola sillaba di ogni parola. Si scrive da sinistra a destra e non usa maiuscole e minuscole. La maggior parte delle lettere ha una linea in alto. Quando si scrivono parole questa linea generalmente si estende sopra l’intera parola. Ci sono comunque alcuni casi in cui una singola lettera può interrompere la linea.
Contrariamente all’inglese dove ogni consonante ha un suono (b = bi, f=effe, ecc.),in Sanscrito le lettere che rappresentano una consonante incorporano il suono a (pronunciato ah – ka, ta, pa, ecc.) rendendo ogni simbolo una singola sillaba. La vocale ‘a’ può essere rimpiazzata da qualsiasi altra vocale con l’aggiunta di simboli extra.
Le consonanti possono essere congiunte. Ve ne sono migliaia, la maggior parte combinazione di due o tre consonanti. Ma ve ne sono anche con quattro e, almeno una, con cinque.

Storia

La tradizione Vedica ci informa che gli esseri umani nell’antichità erano fisicamente e intellettualmente molto più abili che non ai nostri giorni. La conoscenza era trasmessa per via orale dal momento che i discepoli erano in grado di memorizzare qualsiasi cosa avessero sentito per una volta. Per questo motivo la scrittura non era assolutamente necessaria. Ma all’alba della nostra era – il kali yuga – la mente umana si è degradata sempre di più e un po’ alla volta ha perso tutte le sue buone qualità. La durata della vita è diminuita e con la perdita della memoria l’antico sistema di trasmissione del sapere non era più applicabile. Per evitarne la decadenza, la saggezza Vedica doveva essere conservata in forma scritta. Ciò avvenne circa 5.000 anni fa per merito dell’incarnazione divina Shri Vyasadeva. Fu lui a comporre la letteratura vedica che noi conosciamo, e precisamente i quattro Veda, le Upanishads, i Puranas e il Mahabharata. Egli pertanto non creò alcuna nuova conoscenza, ma cercò semplicemente di preservare l’originale conoscenza umana per le generazioni a venire.

A quel tempo devanagari era la lingua dell’intera popolazione civilizzata della terra. Ma a causa della mancanza di esercizio e alla poca cura della pronincia, il popolo ignorante cominciò a sviluppare numerosi dialetti. Prima di allora questa decadenza linguistica era stata con grande cura evitata perchè era ben risaputo che il potere materiale e spirituale di un linguaggio dipende in grande misura dalla sua purezza. Ora comunque nascevano molti dialetti che, deviando sempre più dall’originale, non potevano più essere chiamati devanagari.Ne derivarono nuove lingue, chiamate prakrta.

Con l’avanzare del kali yuga qusti dialetti praktra si diffusero sempre più sino a superare il linguaggio puro originale. Infine furono adottati anche dalle classi colte. I saggi ed i discepoli del tempo si allarmarono. Insieme al loro linguaggio videro la decadenza anche della cultura Vedica. Per questo motivo profusero enormi sforzi e tempo per costruire una grammatica standardizzata con l’intento di preservare la lingua devanagari nella sua originale purezza. Sebbene sino ad allora ciò non fosse stato necessario, ora questo sforzo sembrava l’unica possibilità per controbilanciare il decadimento culturale, intellettuale e spirituale della società.

Il più importante, e quello che ebbe maggior successo, tra questi grammatici, fu Panini. La sua grammatica supera tutte le altre per solidità e precisione, divenne lo standard e rimase indiscussa sino ai nostri giorni. Panini riuscì ad unire il linguaggio originale devanagari aud una rete esatta di regole, preservandolo perciò per i posteri. Da quel momento la lingua fu chiamata Sanskrit, che significa ‘associato, rifinito’.

Secondo i Veda, il Sanscrito non è il risultato di qualche lingua prakrta, ma sono quete che sono state sviluppate dall’originale linguaggio Snscrito, chiamato Devanagari. Al giorno d’oggi il sanscrito non è altro che il tentativo riuscito di conservare l’antico linguaggio e di prevenirne futuri cambiamenti. E lo sviluppo della scrittura no è affatto visto come un progresso della civilizzazione umana, ma piuttosto come un sintomo della degradazione continua delle qualità umane.

Secondo la tradizione il Sanscrito è il linguagio originale dei Vedas. Essi sono stati trasmessi direttamente dal mondo spirituale all’alba della creazione. Per questo il loro linguaggio ha il potere di connettere chi recita e chi ascolta i mantra e gli sloka con l’eterna relatà spirituale.- in maniera speciale se i mantra contengono uno dei numerosi nomi di Dio. Di conseguenza il Sanscrito produce una vibrazione sonora trascendentale che è in grado di liberare le entità viventi dall’esistenza materiale chiamata samsara, il ciclo di vite e di morti.

Oggi, mentre siamo costretti da sempre nuove scoperte archeologiche a spostare all’indietro l’origine dell’uomo, questa versione non appare assurda. O quanto meno non vi sono evidenze concrete per scartarle come mitologica.

Non ha importanza comunque se accettiamo l’opinione accademica o la versione fornita dai Veda. Noi non possiamo guardare al Sanscrito che come ad uno dei grandi linguaggi culturali del pianeta. Ha influenzato molte zone del nostro pensiero e della nostra cultura ed è ancora parlato da molti discepoli dentro e fuori dell’India. Senza conoscere la cultura Sanscrita, L’india attuale e le sue tradizioni non potrebbero essere comprese.

Fino al 1100 dopo Cristo il Sanscrito fu senza interruzioni la lingua ufficiale dell’intiera India. La sua dominanza è dimostrata da una ricca letteratura di diversi generi tra cui la religione, la filosofia, le favole, i racconti, la scienza, la legge e la politica.

Al tempo dell’invasione mussulmana, il Sanscrito venne gradualmente rimpiazzato da lingue comuni patrocinate dai mussulmani allo scopo di sopprimere la tradizione culturale e religiosa dell’India per suppiantarla con la propria. Ma non riuscirono ad eliminare l’uso letterario e spirituale del Sanscrito. Persino oggi in India vi è un forte movimento che chiede il ritorno del Sanscrito come lingu aufficiale dell’intiero Paese. Il Sanscrito infatti, essendo un linguaggio derivato da semplici radici monosillabiche a cui vengono aggiunti prefissi e suffissi in base a precise regole grammaticali, ha un’infinita capacità di crescere, adattarsi ed espandersi in base alle richieste di un mondo che si evolve rapidamente.

In questi ultimi due secoli la letteratura sanscrita è stata arricchita da un vasto vocabolario di nuove parole. Sebbene queste aggiunte siano tutte basate sui principi grammaticali del Sanscrito, e per la maggior parte composte da radici sanscrite, vi sono anche contributi derivanti dall Hindi e da lingue internazionali. Ad esempio per la parola televisione si è creata la parola duradarshanam, che significa ‘ciò che provvede la visione di quello che è distante’, e che deriva interamente da radici sanscrite; per la parola motocicletta, invece, si usa invece motaryanam che deriva dall’inglese..

Oggi vi sono almeno una dozzina di periodici in sanscrito, un’agenzia di notizie, la All-India-News, che trasmette in Sanscrito, la televisione che trasmette programmi e films in sanscrito, un villaggio di 3.000 abitanti in cui si parla solo sanscrito e un’infinità di piccole comunità sparse in tutta l’India insieme ad alcune scuole dove il sanscrito è la lingua utilizzata. Il sanscrito moderno è vivo e in buona salute.

La cosa straordinaria riguardante il sanscrito è che esso offre a ciascuno l’accessibilità a quel livello elevato dove la matematica e la musica, il cervello e il cuore, la mente analitica e quella intuitiva, la scienza e lo spirito si uniscono diventando un’unica realtà.

Come già detto la NASA ha dichiarato il sanscrito come l’unica lingua del pianeta non ambigua (e quindi più adatta per l’uso nell’informatica). Tale giudizio appare in un articolo, intitolato

[http://www.vedicsciences.net/articles/sanskrit-nasa.html||Sanskrit &
Artificial Intelligence]

, apparso nel periodico AI (Artificial Intelligence) nella primavera del 1985, scritto dal ricercatore della NASA Rick Briggs:

“Negli ultimi vent’ann, molto tempo sforso e denaro è stato impiegato nel disegnare una rappresentazione di linguaggi naturali non ambigua per renderla accessibile al calcolo computeriale. Questi sforzi si sono accentrati nel creare schemi disegnati da relazioni logiche parallele con relazioni espresse dalla sintassi e dalla semantica di linguaggi naturali, che sono chiaramente poco adatti e ambigui nella loro funzione di veicoli per la trasmissione di dati logici. É comprensibile quindi che sia molto diffusa l’idea che i linguaggi naturali non siano adatti alla trasmissione di molti concetti che il linguaggio artificiale può rendere con grande precisione e rigore matematico. Ma questa dicotomia (dualismo) che è servita come premessa per molti lavori nell’area della linguistica e dell’intelligenza artificiale, è falsa. C’è almeno una lingua, il Sanscrito, che è stato per circa un millennio una lingua parlata, con una considerevole letteratura propria. A fianco ad opere di valore letterario, vi è stata una lunga tradizione filosofica e grammaticale che continua ad esistere con pari rigore anche ai giorni nostri. Tra le realizzazioni dei grammatici si può ricavare un metodo per trasformare il Sanscrito in una maniera che è identica non solo nell’essenza, ma anche nella forma con gli attuali lavori sull’intelligenza artificiale. Questo articolo domostra che un linguaggio naturale può servire anche come linguaggio artificiale e che la maggior parte del lavoro nell’intelligenza artificiale è stato il reinventare una ruota che esisteva già alcuni millenni fa.”

Questa scoperta è di enorme significato. É sbalorditivo pensare che abbiamo a disposizione un linguaggio che è stato parlato per almeno 5.000 anni e che sembra essere sotto tutti i punti di vista il linguaggio perfetto per la comunicazione più alta. Ma l’aspetto più straordinario è che secondo la NASA, attualmente il centro di ricerca più avanzato nel mondo, ha scoperto che il sanscrito, la lingua spirituale più antica, è anche l’unico linguaggio del pianeta privo di ambiguità.

Basato su radici sonore e vibrazioni dell’universo.
Come la fisica quantica ci ha rivelato, tutto e ogni cosa consiste di vibrazioni. L’essenza primaria di qualsiasi oggetto o fenomeno può così essere pensata come il suo caratteristico, unico (oppure composto) schema di vibrazione.

Si dice cje il Sanscrito stesso sorge dalle varie radici sonore o dalle vibrazioni dell’universo. Le varie vocali e consonanti che costituiscono le parole sanscrite rappresentano queste radici sonore, conosciute come bijas. In stati di profonda risonanza con il cosmo (in altre parole in meditazione), i Rishis, gli antichi scienziati spirituali, potevano percepire questi suoni bijia; e da questo profondo senso di percezione, essi riconoscevano i suoni inerenti a ciascuna cosa.

Una parola sanscrita, pertanto, non è semplicemente un nome scelto per indicare qualcosa, ma il riflesso del suono inerente tale oggetto, concetto o fenomeno. In realtà la giusta, o meglio perfetta, pronuncia delle parole sanscrite può replicare l’esatta natura o essenza di ciò a cui ci si riferisce.

Si dice anche che in una mente perfettamente pura, l’udire la parola sanscrita, pronunciata in maniera perfetta, fa apparire come risultato l’immagine dell’oggetto, dell’idea, eccetera, anche se tale oggetto, idea, eccetera, non era mai stato visto nè era mai stata udita una sua descrizione. Similmente la perfetta pronuncia di una parola snascrita ha il potere di manifestare e/o influenzare l’oggetto corrispondente. Il Sanscrito, proprio per questa ragione è chiamato ‘il linguaggio perfetto’.

Questa è in sostanza l’essenza di uno dei principi che nella tradizione vedica riguardano il canto dei mantras. Oggi vi sono solo pochi che posseggono la conoscenza e l’abilità di una ‘perfetta pronincia’. E ancora meno che abbiano una mente sufficentemente pura da essere in grado di ricevere l’innata verità di questa lingua ascoltandola.

Il Sanscrito è il linguaggio del mantra
Parole di potenza che sono sottilmente sintonizzate con gli schemi non visibili di armonie della matrice della crazione, del mondo non ancora formato.

Vak (parola) incorpora sia il senso della voce che della parole. Ha quattro forme di espressione. La prima, para, rappresenta l’idea cosmica che sorge dall’assolota, dalla presenza divina. La seconda, pasyanti (vedere), è vak come soggetto, che vede chi crea l’oggetto come madhyama-vak, la terza e sottile forma della parola prima che si manifesti come vaikhari-vak, la grossolana produzione di lettere nel linguaggio parlato. Ciò implica la possibilità di avere parole orientate a vivere direttamente la verità che trascende la preoccupazione individuale con le informazioni limitate accessibili tramite i sensi. Parole pronunciate come tali sono manifestazioni vive e crative di forza. Penetrano l’essenza di ciò che descrivono e danno vita a significati che riflettono le profonde correlzione della vita.

L’organizzazione unica dell’alfabeto serve per focalizzare l’attenzione sugli schemi e le qualità dei suoni articolati in una maniera che non si trova in nessun altro linguaggio. Ponendo continuamente l’attenzione alla localizzazione, al grado di risonanza e allo sforzo del respiro, l’attenzione viene via via sempre più consumata dalla diretta esperienza del suono articolato. Ciò di per sè produce una chiarezza di pensiero mai sperimentata ed una festa nella gioia del linguaggio, visto che ogni combinazione di suoni segue regole strettissime che essenzialmente rendono possibile un ininterrotto scorrere di una perfetta armonizzazione eufonica di lettere in parole e versi.

Fonte:https://mcz06.wordpress.com/2010/08/13/il-sanscrito/

Trasmettiamo e riceviamo energia: gli sciamani lo sanno, ma anche Tesla lo aveva capito
28th Feb, 2020 da Ananda Saraswati


Viviamo in un mare di energie sottili. Tutta la materia, incluso il corpo fisico, è un collettore di questa energia universale. I nostri pensieri ed emozioni sono una forma di energia



Viviamo in un mare di energie sottili: possiamo diventarne consapevoli ed imparare ad usarle. Le antiche culture avevano capito che viviamo in un ampio mare di energia. Avevano capito che stelle e pianeti sono esseri consci che comunicano tra loro. Credevano che gli alberi servissero come antenne, cosicché le energie sottili e le informazioni presenti in natura potessero fluire dalla Terra alle stelle e pianeti e viceversa da tutti i corpi celesti alla Terra.

Insegnavano che ogni cosa ed ogni essere ha coscienza e canalizza questa energia secondo le sue possibilità, per agevolare questo dialogo cosmico essenziale.Infatti, essi capivano che tutta la materia, incluso il corpo fisico, è un collettore di questa energia universale. Riconoscevano che i nostri pensieri ed emozioni sono una forma di energia e che quando sono in armonia con il campo di energia vivente dell’universo, diventiamo dei canali puliti.

Ne consegue che la forza vitale della terra e del cosmo, fluisce attraverso di noi con piu’ abbondanza e fluidità, guidando la nostra evoluzione, permettendoci nuove prospettive e il risveglio in noi di migliori abilità . Queste abilità includono una superiore creatività, una percezione extrasensoriale e la capacità di far accadere incredibile guarigione fisica.

Gli sciamani imparano a sentire, percepire ed usare questa energia senza filtrarla o distorcerla. Si riferiscono spesso a questo processo come a quello per “diventare un osso vuoto”.

Trasmettiamo e riceviamo energia

Questo mare universale di energia, chiamato Qi in China e Prana in India, circola attraversando i nostri corpi, interagisce con lo spettro elettromagnetico ed include altre energie piu’ sottili, che la scienza occidentale non ha ancora compreso.

E’ un concetto fondamentale della agopuntura, in cui si usano aghi sottili per promuovere il flusso di energia vitale attraverso i meridiani del corpo. E’ la forza interiore che progrediti artisti delle arti marziali coltivano e dirigono verso l’esterno

Gli Hopi del Sud-Ovest americano, usano il termine Kachina per descrivere il mondo delle energie sottili. Fanno rituali e cerimonie per interagire con Kachina per poter attrarre la pioggia e far crescere i loro raccolti e ricevere guarigione ed altri benefici.
I Dogon dell’Africa chiamano Bayuali, il canale attraverso cui la Terra proietta energie attraverso di noi. Chiamano Yenu, il canale attraverso cui riceviamo energie dal cosmo. Dogon credono che sia nostra responsabilità come umani diventare canali puliti per facilitare il flusso di energie cosmiche piuttosto che interferire od ostruirle.

Sebbene la medicina occidentale limiti la sua attenzione alle energie elettromagnetiche, riconosce tuttavia che il corpo umano funziona come un’antenna a due direzioni

I medici usano dei mezzi come l’ECG (elettrocardiogramma) e l’EEG (elettroencefalogramma) per determinare se un paziente è ancora vivo, misurando l’energia elettrica che vien trasmessa da dentro il corpo di un dato paziente. Comprendono che i nostri corpi ricevono informazioni da campi elettromagnetici che sono nel nostro ambiente, per regolare ritmi circadiani, come i cicli di sonno-veglia

Studi scientifici indicano che la colonna vertebrale (che contiene fluido cerebrospinale che è conduttivo) agisce come una antenna naturale e che il DNA serve come una antenna frattale , capace di operare a varie frequenze diverse e simultaneamente

E’ anche interessante notare che l’esercito USA dimostrò che gli alberi funzionano come ottime antenne per le comunicazioni wireless e li usarono per questo scopo durante la Guerra del Vietnam (4)

La terra e il cosmo scambiano energia e informazione

Nikola Tesla– il fisico le cui invenzioni sono alla base del nostro uso moderno della elettricità e delle tecnologie wireless, come la corrente alternata, la radio, i raggi x, il radar il telecomando- scoprì che la Terra riceve, immagazzina e trasmette energia. Nel 1899 costrui un laboratorio a Colorado Springs in cima al Monte Pikes, un sito considerato sacro dagli Indiani Hopi e Ute

Mentre faceva esperimenti in quella località, intercettò onde di frequenze estremamente basse (ELF) di energia elettromagnetica, che venivano naturalmente trasmesse all’intero della cavità tra la superficie della Terra e la ionosfera, 80 km sopra la Terra.

Scopri che con queste onde ELF, quelle che vibravano a 8 cicli al secondo (8 Hz), fluivano più regolarmente tra la terra e la ionosfera , con meno resistenza e maggiore ampiezza (forza o potere) (5)

Tesla credeva che fosse possibile usare questa frequenza innata di circa 8Hz come onda vettore per trasmettere informazioni e energia senza fili , in ogni parte del mondo (6) ed era molto interessato a preservare le risorse naturali della Terra per le generazioni future. Parlò con veemenza sul bisogno di smettere con l’uso del carburante come fonte di energia.

Il suo obbiettivo era quello di imbrigliare “proprio l’ingranaggio della natura” attingendo a quell’accumulatore naturale e rinnovabile che esiste tra la Terra e la ionosfera. (7)

Non gli fu possibile ricevere sufficienti sponsorizzazioni per completare quei progetti che implicavano la trasmissione di energia senza fili, tuttavia la sua idea della trasmissione senza fili portarono alla invenzione sia della radio AM che FM. (8)

Tesla affermò anche che durante il suo tempo a Pikes Peak, registro’ delle onde radio che venivano emesse dal cosmo alla Terra. Ora i paesi nel mondo usano onde radio per analizzare la composizione di stelle e pianeti. (9)

p



Nel 1952, un fisico chiamato Schumann misurò la frequenza di risonanza della cavità della ionosfera terrestre e risultò piu’ precisamente che fosse di 7.83 Hz (confermando i calcoli di Tesla di circa 8 Hz). La terra riceve e trasmette una frequenza energetica misurabile che circonda tutta la vita su questo pianeta. Si è scoperto che il cervello umano, in uno stato di profonda meditazione , abbassa le sue oscillazioni di onde cerebrali per armonizzarsi con la frequenza di risonanza della Terra.

Ci sintonizziamo in questo dialogo energetico col cosmo, adattando la frequenza delle nostre onde cerebrali

Nelle tradizioni sciamaniche, i tamburi sono stati usati a lungo per produrre vibrazioni ritmiche che assistono lo sciamano a sintonizzare la sua mente con il campo di energia vivente. In questo stato alterato di coscienza, lo sciamano professionista è in grado di interagire con il mondo non fisico.

Gli shamani canalizzano e trasmettono energie universali e sottili per aiutare la guarigione di se stessi e degli altri. Ricevono anche informazioni in forma di immagini vivide, pensieri, parole, idee, comunicate loro dalle guide e dagli antenati dal mondo dello spirito.

Questa tradizione shamanica è stata studiata usando i test di EEG. I risultati hanno mostrato che lo schema dell’onda cerebrale dei soggetti si abbassa a livello Theta. (10) . Si entra in questo stato quando la maggioranza delle onde cerebrali trasmesse dal soggetto, comincia ad oscillare ad una frequenza di 4-8cicli al secondo (4-8 Hz).

Gli studi sull’EEG eseguiti su meditanti regolari hanno rivelato che anche loro entrano in questo stato durante periodi di profonda meditazione (11)

Coloro che praticano una costante meditazione spesso riportano esperienze di un cambiamento di coscienza delle energie intorno, ma anche improvvise comprensioni, visioni a colori, nuove abilità e guarigione fisica. Dicono anche che tanto piu’ meditano, tanto piu’ semplice diventa accedere questo stato alterato.

Tesla era consapevole di questo campo di energia vivente. In questo articolo, Man’s Greatest Achievement, egli usò dei termini vedici come Prana e Akasha per descrivere questo campo, da cui viene generata tutta la materia percepibile. Disse anche che aveva accumulato molte delle sue idee, mentre era da solo in profonda meditazione (12)

Si autodefiniva un “ricevente sensitivo” e narrò di avere delle visioni e di ricevere premonizioni, incusa una che lo aiutò ad impedire ai suoi amici di salire su un treno che poi fece uno scontro (13)

Rese anche pubblico di avere una memoria fotografica e descrisse di visualizzare le sue invenzioni in tale dettaglio, da poter manovrare il dispositivo nella sua mente, quindi apportargli delle migliorie e fornire precise e corrette misure, senza aver mai disegnato una bozza. 14

Uno shamano professionista mi spiegò che tutti noi riceviamo e trasmettiamo continuamente energia ed informazioni attraverso questo campo universale e sottile. Tuttavia passiamo molto del nostro tempo in uno stato di onde cerebrali di maggiore frequenza, la beta (15-30 Hz) associate con uno stato di allerta, di logica, di ragione critica e stress. Questo ci distrae dalle energie piu’ sottili e inibisce il loro flusso attraverso il nostro corpo. Potremmo paragonare questo al fatto di avere la radio della nostra macchina sintonizzata sempre sulla stessa stazione, senza sapere di poter mettere mano al quadrante.

Adattare le nostre onde cerebrali alla frequenza naturale della Terra, di circa 8 Hz, facendo della meditazione regolarmente, è come girare il quadrante della nostra radio su una nuova stazione. Mentre vi siamo sintonizzati riceviamo piu’ forza vitale ed informazioni dall’universo.

A questa frequenza, trasmettiamo anche energia con il beneficio di interferenza costruttiva. Questo termine, usato in fisica, descrive la maggiore ampiezza che si verifica quando due onde della stessa frequenza si uniscono.

Quando armonizziamo le nostre onde cerebrali con la frequenza naturale del pianeta, le nostre intenzioni vengono trasmesse con alla base la forza della Terra e questo da loro molto piu’ potere e direzione In noi si risvegliano nuove capacità.

Malattia e ferite sono una opportunità per evolvere

Nell’insegnamento shamanico, la malattia che non risponde al trattamento convenzionale, indica spesso un processo di iniziazione spirituale che conduce ad una interruzione della vita normale e al ritiro dal mondo mondano.Il soggetto passa attraverso un periodo di prove fisiche, psicologiche e spirituali, dove deve sentire, comprendere ed integrare le esperienze piu’ difficili della sua vita.

Nel cercare risposte ai misteri della vita e rivolgendosi internamente attraverso la meditazione, si raggiungono nuovi livelli di consapevolezza

L’individuo si libera dalle restrizioni e dall’ambiente oppressivo che si era autoimposto (entrambe queste realtà si manifestano come tensione nella rete fasciale che pone resistenza al flusso di energia). Queste persone si rendono conto che ogni sfida fisica, ogni emozione, ogni persona che attraversa la loro vita, sono stati uno stimolante per la propria evoluzione e sono in grado di navigare la vita con piu’ pace interiore e fiducia nel processo.

Con meno interferenza, iniziano a canalizzare piu’ liberamente la forza della vita universale e a scoprire capacità interiori sorprendenti. Questa trasformazione puo’ condurli ad uno scopo maggiore o a un destino, prima inimmaginabile. A loro è data l’opportunità di autoguarirsi e poi condividere cosa hanno appreso, lasciando cosi al mondo un contributo duraturo.

Noi tutti esistiamo in un campo di energia universale che è viva. Ognuno di noi puo’ diventare consapevole di questo campo ed imparare a collaborare con esso per superare le sfide della vita e adempiere a elevati destini

fonte: https://grahamhancock.com/wadet1/

traduzione e sintesi Cristina Bassi per www.thelivingspirits.net

LE NEUROSCIENZE DIMOSTRANO I POTERI DEL CANTO SUL CERVELLO (Neuroscience and the ‘Sanskrit Effect’)
28th Feb, 2020 da Ananda Saraswati

La scienza dimostra il potere del canto

Molti di noi hanno ascoltato i monaci Gyuto del Tibet. Con il loro straordinario canto e il loro basso ronzio di antichi testi sacri, hanno tenuto il pubblico in Occidente incantato con le loro lunghe, precise e accurate recitazioni di potenti testi buddisti tibetani. Seduti alla loro presenza senti una chiarezza e un potente trasferimento spirituale di energia e guarigione. La tradizione buddista deriva dall’India e dalla sacra lingua del sanscrito. Mentre i buddisti tibetani hanno una ricca tradizione di canto, in India, questa antica tradizione risale ancora più lontano.

Gli studiosi di sanscrito in India imparano a recitare testi antichi dalla tenera età. Cantano semplici mantra, poesia sanscrita e prosa, insieme a memorizzare e cantare i più antichi testi sanscriti, tra cui lo Shukla Yajurveda, che impiega sei ore per essere recitato. Mentre coloro che ascoltano questi canti ricevono il dono dei sacri testi che condividono con noi, il canto di lunghi testi ha, in effetti, un effetto sorprendente sul cervello.

Le neuroscienze mostrano quanto la memorizzazione rigorosa possa aiutare il cervello. Il termine “effetto Sanscrito” è stato coniato dal neuroscienziato James Hartzell, che ha studiato 21 pandit di sanscrito professionalmente qualificati. Scoprì che memorizzare i mantra vedici aumenta le dimensioni delle regioni del cervello associate alla funzione cognitiva, compresa la memoria a breve e lungo termine. Questa scoperta corrobora le convinzioni della tradizione indiana secondo cui i mantra di memorizzazione e di recitazione stimolano la memoria e il pensiero.

Sanskrit pandits

I pandit sanscriti si allenano a recitare testi sanscriti fin dall’infanzia, per sette anni.

Una scoperta inaspettata …

Il dott. Hartzell, un devoto sanscrito e ricercatore post-dottorato presso il Centro basco spagnolo di Cognizione, cervello e lingua, ha trascorso molti anni a studiare e tradurre il sanscrito ed è rimasto affascinato dal suo impatto sul cervello.

Ho notato che più studiavo il sanscrito e lo traducevo,  e più la mia memoria verbale migliorava. Compagni di studio e insegnanti hanno spesso sottolineato la mia capacità di ripetere esattamente le stesse frasi dei docenti quando facevano domande in classe. Altri traduttori di sanscrito mi hanno riferito di simili cambiamenti cognitivi.

I Pandit in India del  Sanscrito Vedico si allenano da anni per memorizzare oralmente e recitare esattamente i testi orali di 3000 anni, che vanno da 40.000 a oltre 100.000 parole. Volevamo scoprire come un allenamento della memoria verbale così intenso influenzi la struttura fisica del loro cervello.

La ricerca del dott. Hartzell è il primo studio ad esaminare il cervello degli studiosi sanscriti. Usando la risonanza magnetica strutturale (MRI) presso il National Brain Research Center dell’India, hanno esaminato il cervello di 21 pandit in sanscrito e 21 soggetti di controllo.

Ciò che abbiamo scoperto dalla scansione MRI strutturale è stato notevole. Numerose regioni nel cervello dei pandit erano drammaticamente più grandi di quelle del gruppo di controllo, con oltre il 10 percento di materia grigia in più su entrambi gli emisferi cerebrali e aumenti sostanziali dello spessore corticale. Sebbene le basi cellulari esatte della materia grigia e le misure di spessore corticale siano ancora sotto esame, gli aumenti di queste metriche sono coerentemente correlati con una funzione cognitiva avanzata.

Riferisce che il giusto ippocampo degli studiosi, una regione che gioca un ruolo vitale nella memoria a breve e lungo termine, ed è specializzato per i modelli, come i suoni, i modelli spaziali e visivi, aveva più materia grigia del cervello del controllo soggetti. Anche la corteccia temporale destra, associata alla prosodia vocale e all’identità vocale, era notevolmente più spessa.

Chanting improves brain performance

Le regioni nei cervelli dei pandit erano drammaticamente più grandi di quelle dei controlli.

Studi passati

Il dott. Hartzell non è sicuro se l’effetto si riferisca in particolare al linguaggio sanscrito e progetta di condurre ulteriori ricerche. Il potere del suono e del canto sta diventando ampiamente documentato, e anche i canti brevi hanno un effetto energizzante e curativo sul corpo e sulla mente di coloro che recitano mantra sacri o versi. È interessante notare che cinquant’anni fa uno scienziato francese notò che i monaci cristiani che cantavano i Canti Gregoriani hanno ricordi eccezionali.

Nel 1967, Alfred Tomatis, un medico francese, psicologo e specialista dell’orecchio, studiò l’effetto del canto sui monaci benedettini che avevano fatto parte di una tradizione con un programma rigoroso di canto quotidiano fino a otto ore al giorno. Quando un nuovo abate ha cambiato questo programma, tagliando fuori il canto, i monaci si sono stancati e ed erano diventati letargici, anche se stavano dormendo di più. Infatti, più dormivano, più erano stanchi. Alfred Tomatis credeva che il canto stimolasse i loro cervelli e corpi, così reintrodusse il canto e i monaci furono presto pieni di energia.

Il recente studio del dott. Hartzell solleva la questione se questo tipo di memorizzazione di testi antichi possa essere utile per ridurre la devastante malattia dell’Alzheimer e di altri ricordi che affliggono le malattie. Apparentemente, i medici ayurvedici dell’India suggeriscono che è il caso e verranno condotti studi futuri, insieme a ulteriori ricerche sul sanscrito.

Mentre tutti conosciamo i benefici delle pratiche di consapevolezza e meditazione, le scoperte del dott. Hartzell sono davvero notevoli. In un mondo di attenzioni sempre più ridotte, dove siamo inondati di informazioni quotidiane, e i bambini mostrano una serie di disturbi da deficit dell’attenzione, l’antica saggezza indiana ha molto da insegnare all’Occidente.

Anche l’introduzione di piccole quantità di canto e recitazione potrebbe avere un effetto sorprendente su tutto il nostro cervello.

FONTE: Upliftconnect

(ENGLISH VERSION)

Science Proves the Power of Chanting

Many of us have heard the Gyuto Monks of Tibet. With their extraordinary chanting and low throaty drone of ancient sacred texts, they have kept audiences in the West spellbound with their long, careful and accurate recitations of potent Tibetan Buddhist texts. Sitting in their presence you feel a clarity, and a potent spiritual transference of energy and healing. The Buddhist tradition stems from India and the sacred language of Sanskrit. While Tibetan Buddhists have a rich chanting tradition, in India, this age-old tradition goes back even further.

Sanskrit scholars in India learn to chant ancient texts from a tender age. They chant simple mantras, Sanskrit poetry and prose, along with memorising and chanting the most ancient Sanskrit texts, including the Shukla Yajurveda, which takes six hours to chant. While those listening to these chantings receive the gift of the sacred texts they are sharing with us, the chanting of long texts does, in fact, have an amazing effect on the brain.

Neuroscience shows how rigorous memorising can help the brain. The term the ‘Sanskrit Effect’ was coined by neuroscientist James Hartzell, who studied 21 professionally qualified Sanskrit pandits. He discovered that memorising Vedic mantras increases the size of brain regions associated with cognitive function, including short and long-term memory. This finding corroborates the beliefs of the Indian tradition which holds that memorising and reciting mantras enhances memory and thinking.

Sanskrit pandits

Sanskrit pandits train in reciting Sanskrit texts from childhood, for seven years.

An Unexpected Discovery…

Dr Hartzell, a Sanskrit devotee and postdoctoral researcher at Spain’s Basque Centre on Cognition, Brain and Language, spent many years studying and translating Sanskrit and became fascinated by its impact on the brain.

I noticed that the more Sanskrit I studied and translated, the better my verbal memory seemed to become. Fellow students and teachers often remarked on my ability to exactly repeat lecturers’ own sentences when asking them questions in class. Other translators of Sanskrit told me of similar cognitive shifts.

India’s Vedic Sanskrit pandits train for years to orally memorise and exactly recite 3,000-year old oral texts ranging from 40,000 to over 100,000 words. We wanted to find out how such intense verbal memory training affects the physical structure of their brains.

Dr Hartzell’s research is the first study to examine the brains of Sanskrit scholars. Using structural Magnetic Resonance Imaging (MRI) at India’s National Brain Research Centre, they scanned the brains of 21 Sanskrit pandits and 21 control subjects.

What we discovered from the structural MRI scanning was remarkable. Numerous regions in the brains of the pandits were dramatically larger than those of controls, with over 10 percent more grey matter across both cerebral hemispheres, and substantial increases in cortical thickness. Although the exact cellular underpinnings of grey matter and cortical thickness measures are still under investigation, increases in these metrics consistently correlate with enhanced cognitive function.

He reports that the right hippocampus of the scholars, a region that plays a vital role in short and long-term memory, and is specialised for patterns, such as sound, spatial and visual patterns, had more grey matter than the brains of the control subjects. The right temporal cortex, associated with speech prosody and voice identity, was also substantially thicker.

Chanting improves brain performance

Regions in the pandits’ brains were dramatically larger than those of controls.

Past Studies

Dr Hartzell is not sure whether the effect relates particularly to the Sanskrit language and plans to conduct further research. The power of sound and chanting is becoming widely documented, and even short chants have an energising and healing effect on the body and mind of those who are chanting sacred mantras or verses. Interestingly, fifty years ago, a French scientist noted that Christian monks who chanted the Gregorian Chants have exceptional memories.

In 1967, Alfred Tomatis, a French physician, psychologist and ear specialist, studied the effect of chanting on Benedictine monks who had been part of a tradition with a strict schedule of daily chanting of up to eight hours a day. When a new abbott changed this schedule, cutting out the chanting, the monks became tired and lethargic, even though they were getting extra sleep. In fact, the more sleep they got, the more tired they were. Alfred Tomatis believed that the chanting was energising their brains and bodies, so he reintroduced the chanting and the monks were soon full of energy again.

Dr Hartzell’s recent study raises the question whether this kind of memorisation of ancient texts could be helpful in reducing the devastating illness of Alzheimer’s and other memory affecting diseases. Apparently, Ayurvedic doctors from India suggest it is the case and future studies will be conducted, along with more research into Sanskrit.

While we all know the benefits of mindfulness and meditation practices, the findings of Dr Hartzell are truly dramatic. In a world of shrinking attention spans, where we are flooded with information daily, and children display a range of attention deficit disorders, ancient Indian wisdom has much to teach the West. Even introducing small amounts of chanting and recitation could have an amazing effect on all of our brains.

SOURCE: Upliftconnect

Frequenza miracolo
28th Feb, 2020 da Ananda Saraswati

528 HZ – Conosciuta come “la frequenza Miracolo” la nota è il Mi (Mi-raculi Gestorum) Apre la persona alla possibilità di profonde esperienze spirituali o di illuminazione spirituale. Rigenera e armonizza il DNA. In genetica è usata per il fissaggio del DNA e per neutralizzare i possibili difetti del codice genetico ereditato. Elimina i disturbi della struttura cristallina delle molecole d’acqua nel liquido cellulare, restituendo al DNA la sua struttura originale. Il processo di riparazione del DNA da seguito a numerosi effetti benefici: maggiore quantità di energia vitale, Lucidità mentale, consapevolezza, risveglio e attivazione della creatività, stati di estasi, come una profonda pace interiore e grande gioia. Questa frequenza, più di ogni altra, incarna il campo unificato della metafisica musicale nella matrice a spirale dell’universo frattale. Può essere utilizzata prima di andare a dormire anche per cancellare le “basse frequenze” derivanti da pessime situazioni vissute o emozioni provate durante il giorno.

Frequenze, risonanza e corpo umano
28th Feb, 2020 da Ananda Saraswati

Ogni cosa nell’Universo è in stato di vibrazione. In linea con questo concetto si può pensare che anche il corpo umano, ogni suo organo e tessuto, ha una propria frequenza di risonanza che lo distingue. Assieme compongono un armonia che è il nostro ritmo vibratorio personale.

Grazie al fenomeno della risonanza, è possibile raggiungere un corpo con vibrazioni prodotte da un altro, e metterlo in movimento. E’ un fenomeno che si può osservare quando un cantante riesce a frantumare un bicchiere con una particolare nota tenuta abbastanza a lungo. Accade che la voce può combaciare con la vibrazione propria del bicchiere e lo mette in vibrazione a sua volta. In seguito, grazie all’aumento di energia vibratoria, il bicchiere s’infrange.

Il suono ha quindi la capacità di trasferire energia sotto forma di vibrazioni da un corpo all’altro. Grazie a questa qualità, è anche possibile restaurare la corretta vibrazione di un organo che l’ha perduta per varie cause, che noi chiamiamo “malattia”.

Facciamo il parallelo musicale. Immaginiamo che il nostro corpo sia un’orchestra che suona ben intonata una stupenda musica. Questo rappresenta lo stato di buona salute.  Se un musicista, ad esempio il primo violino, comincia a suonare fuori tempo oppure in maniera stonata, ecco che abbiamo una malattia. Questo fatto potrebbe coinvolgere l’intera orchestra e rovinare la musica.

La medicina tradizionale occidentale si occupa di questo problema “drogando” o peggio “asportando” il musicista. Eliminando chi non è intonato al resto dell’orchestra, si toglie il problema, ma s’impoverisce la musica. Forse però potrebbe esserci anche un’altra strada meno dolorosa?

Potrebbe essere più efficace “correggere” l’errore di armonizzazione riportando lo stato di equilibrio di prima della malattia attraverso l’uso sapiente delle frequenze. E’ ciò che avveniva nello sciamanesimo e nel Nada yoga, lo yoga del suono, e che oggi viene riscoperto dalla musicoterapia, dalla biopsicofonica e dalla cimatica. Lo si può fare attraverso il principio della risonanza, con tecniche come il canto curativo, il massaggio sonoro o la meditazione ascoltando frequenze opportune.

Riporto di seguito una tabella che correla alcune frequenze musicali ad organi o tessuti del corpo umano. Si riferiscono all’utilizzo dei così detti “battimenti bineurali” tramite appositi software.


Tabella e dati per l’utilizzo con Brainwave Entrainment (rielaborazione di Marco Stefanelli – adattamento di Alan Perz)

 Frequenze e note di alcuni organi e parti del corpo  Organo Frequenza/Nota Sangue 321.9 (E) Surrene 492.8 (B) Rene 319.88 (Eb) Fegato 317.83 (Eb) Vescica 352 (F) Intestino 281 (C#) Polmone 220 (A) Colon 176 (F) Vescica biliare 164.3 (E) Pancreas 117.3 (C#) Stomaco 110 (A) Cervello 315.8 (Eb) Cellule grasse 295.8 (C#) Muscoli 324 (E) Ossa 418,3 (Ab)

Fonte:https://www.musica-spirito.it/musica-scienza/frequenze-risonanza-e-corpo-umano/

8 Hz, il codice della vita
28th Feb, 2020 da Ananda Saraswati



Rupert Sheldrake descrive i nostri corpi come gerarchie annidate di frequenze vibratorie che si manifestano come sistemi discreti all’interno di sistemi più grandi e più complicati. Un universo di strutture vibratorie da quelle elementari a quelle sempre più grandi e sempre più complesse. Infatti, l’intero universo, dalle particelle sub-atomiche, alle forme di vita più complicate, alle nebulose ed alle galassie, può considerarsi come un gigantesco insieme di campi di risonanza di energia, tutti sempre in costante interazione tra loro.
Pertanto, è abbastanza plausibile credere che una vibrazione imposta esternamente possa avere un’influenza sulla nostra fisiologia. Ebbene, esiste una frequenza esterna, una vibrazione elettromagnetica che ci accompagna, ci avviluppa sin dalla nostra nascita, anzi, sin da quando il primo Homo Sapiens è comparso su questo pianeta. E’ la risonanza di Schumann, un gigantesco fenomeno planetario di risonanza magnetica, che deve il suo nome al fisico Winfried Otto Schumann, che lo previde matematicamente nel 1952. La superficie della Terra e la ionosfera interagiscono come due armature di un gigantesco condensatore, dove la Terra è la parte negativa e la ionosfera la parte positiva.

Questa struttura elettromagnetica è in costante vibrazione creando delle onde elettromagnetiche a bassissima frequenza (ELF) i cui picchi principali sono 7.83, 14.3, 20.8, 27.3 e 33.8 Hz.
Ebbene, sin da quando Schumann pubblicò i risultati delle sue ricerche, vi fu chi, come il medico dottor Ankermueller, ha collegato immediatamente la risonanza di Schumann con il ritmo alfa del cervello (circa 8 Hz!). Lo scienziato Herbert König (successore di Schumann all’università di Monaco di Baviera) ha dimostrato che effettivamente esiste una correlazione fra le frequenze di risonanza di Schumann ed i ritmi del cervello. Nel 1979, König ha paragonato le registrazioni umane di EEG ai campi elettromagnetici naturali dell’ambiente ed ha trovato che la frequenza principale prodotta dalle oscillazioni dello Schumann è davvero molto vicina alla frequenza del ritmo alfa. Attenzione: molto vicina, ma non esattamente identica ai quei canonici 8 Hz che riportano tutti i libri che trattano delle frequenze cerebrali studiate con lo EEG! Occorrerà riparlare di questa piccola, ma decisiva differenza. Per ora affrontiamo il problema dal punto di vista generale …
I ricercatori hanno scoperto che quei 7,83 Hz delle onde di Schumann risuonano alla stessa frequenza dell’ippocampo nel nostro cervello. L’ippocampo fa parte del sistema limbico, relativo alla sopravvivenza ed alla memoria. Ecco cosa dice Wikipedia:
L’ippocampo è parte del cervello, localizzato nella zona mediale del lobo temporale. Fa parte della formazione dell’ippocampo, inserito nel sistema limbico, e svolge un ruolo importante nella memoria a lungo termine e nella navigazione spaziale. Gli esseri umani e gli altri mammiferi possiedono due ippocampi, uno in ogni emisfero del cervello. Nei roditori, animali in cui l’ippocampo è stato studiato in maniera approfondita, l’ippocampo ha all’incirca la forma di una banana. Nell’essere umano, ha una forma curva e convoluta, che ispirò ai primi anatomisti l’immagine di un cavalluccio marino. Il nome, infatti, deriva dal greco (Greco: hippos = cavallo, campos = mare).
Nel morbo di Alzheimer, l’ippocampo è una delle prime regioni del cervello a soffrire dei danni; deficit di memoria e disorientamento sono i primi sintomi che compaiono. Lesioni all’ippocampo possono occorrere anche come conseguenza di mancanza di ossigeno (anossia), encefalite o epilessia del lobo temporale mediale. Le persone che presentano danni estesi al tessuto ippocampale possono mostrare amnesia, cioè incapacità di formare o mantenere nuovi ricordi.

Facciamo un salto indietro e diamo un’occhiata più da vicino alle frequenze cerebrali.
La gamma delle onde beta è compresa tra 13 e 40 hertz.
Lo stato di coscienza associato alle onde beta è connesso alla concentrazione, alla vigilanza intensificata e all’acuità visiva. La frequenza beta di 40Hz si crede sia collegata al processo della cognizione.
La gamma delle onde alfa è compresa tra 8 e 12 hertz.
Sono caratteristiche del rilassamento profondo, ma è uno stato di coscienza non abbastanza profondo da potersi già definire di meditazione. Nell’alfa, cominciamo ad accedere alla ricchezza della nostra creatività. E’ una sorta di portale verso gli stati di coscienza più profondi.
La gamma delle onde theta è compresa tra 4 e 8 hertz.
Il dominio delle theta è forse il più straordinario e il più evasivo. E’ anche il più difficile da ricordare, perché, normalmente, è il fugace stato di passaggio tra la veglia e il sonno o nel risveglio nel passaggio inverso dal sonno allo stato di veglia. In theta, possiamo sperimentare dei rapidi flash di immagini detti immagini ipnagogiche, di natura piuttosto misteriosa. Altre volte, questi flash consistono in suoni o in voci. E’ questo lo stato della trance, della trance ipnotica, delle immagini ipnagogiche, dell’accesso diretto all’inconscio. Come tale, poiché in theta si è privi degli schermi di difesa dell’io, è lo stato dell’apprendimento totale e perfetto. In theta, viviamo il massimo della nostra creatività, dell’intuizione e di altre abilità di percezione extrasensoriale, come la telepatia.
La gamma delle onde delta varia fra 0 e 4 hertz.
Lo stato delta è associato al coma e al sonno profondo, che un tempo si credeva senza sogni e che invece si è scoperto essere una fase di sogni molto vividi. Uno stato collegato al rilascio dell’ormone della crescita GH, connesso alla guarigione e alla rigenerazione e al rilascio della melatonina, un altro ormone in grado di sincronizzare il nostro orologio biologico e di stimolare le difese immunitarie. Ecco perché il sonno profondo è così ristoratore è così essenziale al processo di guarigione.

Fonte:web

Il suono guaritore dei delfini:

Cos’è La Risonanza Schumann?
28th Feb, 2020 da Ananda Saraswati

Cos'è La Risonanza Schumann

Cos’è La Risonanza Schumann? Di Lisa Renee. Tutti gli organismi viventi interagiscono e sono interconnessi con le onde elettromagnetiche, e tutti gli abitanti della terra, hanno la memoria del DNA terrestre originale, che risuona alle onde a bassa frequenza, note come Risonanze Schumann, nell’atmosfera terrestre.

Le Risonanze Schumann sono una serie di picchi dello spettro nella porzione di estremamente basse frequenza (ELF) del campo elettromagnetico terrestre, come dire che questi impulsi è il ritmo del battito cardiaco del Pianeta.

Cos'è La Risonanza Schumann Infografica

Ampiezza delle Onde

Cos’è La Risonanza Schumann

Per questo motivo, molte persone sono estremamente aperti per condurre queste onde di Segnale Elettromagnetico  attraverso la loro personale Bio-Neurologia che viene stimolata da questi intervalli di frequenze estremamente basse, ad esempio 7.83 Hz.

Questa gamma di bassa frequenze è comunemente prodotta nel cervello umano, quando rilassato negli stati in alfa o theta.

Le Extreme Low Frequeny o Onde Radio che vengono artificialmente o naturalmente generate possono entrare in fase con quelle generate dal corpo umano eliminare con queste stesse frequenze nel corpo umano, con vari tipi di impatto o conseguenza sull’elettromagnetismo della persona umana e i segnali del DNA che influenzano a loro volta le onde cerebrali e lo stato di coscienza.

Cos'è La Risonanza Schumann Grafico Picchi di Frequenza

Grafico Picchi di Frequenza

Cos’è La Risonanza Schumann

Per la prima volta nella storia, la Risonanza Schumann ha raggiunto frequenze di oltre 36 Hz e si sta dirigendo verso i livelli massimi di picco che si avvicinano a 50 Hz. Questo è un grosso problema e non si hanno ancora informazioni pubbliche su come questo picco sta modificando il campo geomagnetico della Terra e gli effetti sul corpo umano.

Tre anni fa, nel 2014, quando la frequenza di risonanza di Schumann era salita a circa 15-24 Hz, la seconda e la terza armonica sopra la consueta frequenza 7,83 Hz, è stato considerato come una strana anomalia della Terra. La frequenza della Terra sta accelerando e questo influisce notevolmente su tutte le funzioni del cervello umano, così come impattano il battito del cuore e il ritmo di respirazione.

Extreme Low Frequency ELF

Extreme Low Frequency ELF

Cos’è La Risonanza Schumann

Poiché la Frequenza Schumann sta accelerando rapidamente attraverso questi eventi consecutivi di picco magnetico, questa accelerazione provoca disorientamento di tempo e spazio, molti di noi si sentono come se il tempo abbia accelerato e gli eventi e i cambiamenti nella nostra vita stanno accadendo molto più rapidamente.

Il Nucleo del Campo Magnetico Terrestre si Sta Spostando

Il Nucleo del Campo Magnetico Terrestre si Sta Spostando. Di Lisa Renee.

L’Accelerazione della Risonanza Schumann sta cambiando lo strato atmosferico del campo magnetico del pianeta, così come la risonanza magnetica che emana dal nucleo interno del nostro pianeta. La scienza comprende questo tono di risonanza di base come la Risonanza Schumann.

Entrambi questi livelli di struttura magnetica del pianeta sono legati al modo in cui il set di istruzioni in codice di frequenza viene inoltrato ad ogni livello della nostra matrice olografica e nella coscienza collettiva.

Questo set di istruzioni è il codice di base di come il nostro ologramma viene scritto in modo simile a come un programmatore di computer scrive il codice HTML per creare una pagina Web.

Ciò significa che l’architettura di base del nostro pianeta, la fondazione dei principi della materia che si manifesta viene alterata e modificata durante questa fase di evoluzione.

A causa del modo in cui il campo magnetico interagisce con la Rete Neurale del nostro cervello, vedremo che quegli esseri umani che lavorano con il solo programma di ego della personalità, quelli che sono di stanza nella loro identità come un 3D, questi gruppi stanno per avere tempi più difficili nell’adattarsi al cambiamento nelle frequenze.

Siamo tutti sempre spronati a spostarci in forme intelligenti superiori se scegliamo di co-creare con queste forze di trasformazione durante il ciclo dell’Ascensione.

I programmi di identità, come archetipi collettivi utilizzati per Controllo della Mente, stanno iniziando a essere rimossi, a breve eliminati, o cambiati.

Interazione della Rete Neurale con il Cambiamento

Interazione della Rete Neurale con il Cambiamento

Il Nucleo del Campo Magnetico Terrestre

Campo Magnetico Terrestre

Campo Magnetico Terrestre

Il Nucleo del Campo Magnetico Terrestre

Questi archetipi vengono modificati dagli impulsi del campo magnetico planetario.

Questo sta per creare scismi e incongruenza.

Persone bloccate nei bassi livelli mentali e di dolore perderanno la coerenza nel pensiero lineare e genererà comportamenti più impulsivi ed erratici derivanti dalla loro mente inconscia mentre si fonde con il più ampio sistema della perdita di coscienza collettiva nel corpo della terra.

Poiché queste strutture magnetiche sul pianeta stanno diventando sempre più instabili, questo crea lacune nella funzione di programmazione di ego/personalità.

L’ego avrà più difficoltà a articolare e comunicare concetti lineari che appaiono razionali e logici con il buon senso e la coerenza.

Quello che sembra essere un comportamento razionale e logico per una persona sarà in realtà un adattamento alla percezione dei desideri del loro programma di personalità. La personalità perderà coerenza e si romperà.

Pertanto, il profilo della persona avrà problemi più radicali che la presseranno con la necessità di adattarsi ai cambiamenti richiesti.

Fonte dell’articolo e dove puoi vedere ogni giorno la Risonanza Schumann :

https://www.disclosurenews.it/risonanza-schumann-oggi/

Perché la Risonanza Schumann sta accelerando???
28th Feb, 2020 da Ananda Saraswati

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I Rishi antichi saggi patriarchi della cultura indiana definirono la frequenza dell’OM in 7,83 Hz che è anche il ritmo cardiaco naturale di Madre Terra, conosciuta come “Risonanza Schumann”
Secondo Wikipedia, ” Le risonanze di Schumann sono risonanze elettromagnetiche globali, eccitate dalle scariche elettriche dei fulmini nella cavità formata dalla superficie terrestre e dalla ionosfera.”

Per molti anni questa frequenza è attestata ad un costante 7.83 Hz con solo lievi variazioni. Dal mese di giugno 2014, è cambiata. I monitoraggi presso lo Spazio Observing System russo hanno mostrato un improvviso picco di attività a circa 8,5 Hz. Da allora per alcuni giorni sono stati registrati dati che evidenziano la risonanza Schumann in accelerazione fino a 16,5 Hz.

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(Il grafico è di solito blu con qualche verde e c’è del bianco.)

In un primo momento hanno pensato che l’attrezzatura fosse difettosa, ma dopo una verifica si accorsero che i dati erano esatti. Cosa stava succedendo?
La frequenza della Terra stava chiaramente accelerando. Dal momento che la frequenza di Schumann è
“in sintonia” con le onde alfa del cervello umano e con gli stati theta, questa accelerazione potrebbe essere il motivo per cui spesso avvertiamo come se il tempo fosse accelerato e gli eventi e cambiamenti nella nostra vita stanno accadendo più rapidamente.
Queste risonanze sono naturalmente correlate anche all’attività cerebrale umana.
Quindi questo significa che… stiamo cambiando.

Molti anni fa, sono stato addestrato a EEG Neurofeedback, così ho guardato quello che è probabile che queste frequenze accelerate potrebbero raccontarci sul cambiamento evolutivo umano. Una frequenza 7.83 Hz è uno stato alfa/theta. Rilassato, ma sognante, una sorta di stato di inattività neutra in attesa che accada qualcosa.
Da 8.5 a 16,5 Hz ci si sposta dallo stato theta o nel più completo stato alfa più calmo, con frequenze di stato più vigili e veloci inizia lo stato beta ed è correlato al risveglio cognitivo.
Dal momento che la Risonanza Schumann ha avuto alcuni picchi improvvisi tra 12-16,5 Hz (vedi aree bianche nell’immagine sotto), l’ho trovato questo ancora più interessante.

Schumann


In Neurologia la reazione, 12-15 Hz è chiamata frequenza Sensory-Motor Rhythm (SMR).
È uno stato ideale di risveglio calmo. In questa situazione, i nostri processi di pensiero sono più chiari e più focalizzati, in altre parole, Madre Terra sta spostando la sua frequenza vibrazionale e noi ci stiamo Svegliando.

Il Campo magnetico della Terra, che influenza la Risonanza Schumann, si è indebolito negli ultimi 2000 anni e ancora di più in questi ultimi anni. Nessuno in realtà sa perché. Una volta mi fu detto da un vecchio saggio dell’India che il campo magnetico della Terra è stato messo in atto dagli Antichi per bloccare i nostri ricordi del nostro vero patrimonio. Questo è stato fatto perché le anime potessero imparare dall’esperienza del libero arbitrio, non ostacolato dalle memorie del passato. I cambiamenti del campo magnetico stanno ora allentando i blocchi di memoria e stanno alzando la nostra coscienza ad una maggiore verità.

Il velo si sta sollevando.
Con questa accelerazione, ci si può sentire più stanchi, avere vertigini, depressione, e anche per quanto strano si alza le frequenze di essere “in sintonia” con la Nuova Terra. L’adattamento non è sempre un processo facile, ma tenete a mente che fa tutto parte del processo di risveglio!

Mi è stato inviato questo articolo che proviene da un sito in lingua inglese, se ci fossero inesattezze nella traduzione segnalatele, grazie!
Fonte: http://www.trinfinity8.com/why-is-earths-schumann-resonance-accelerating/
Dr. Kathy Forti is a clinical psychologist, inventor of the Trinfinity8 technology, and author of the book, Fractals of God. amazon.com/author/k

Consulenza/Conferenza annuale di Feng Shui Tradizionale 2020
5th Gen, 2020 da Ananda Saraswati

“La tua Casa è uno specchio che riflette la vita personale”

Il Centro Nirvaira offre Consulenza annuale Feng Shui Tradizionale sulle energie secondo le Stelle Fei Xing Pai  e le energie dell’anno di Topo di Metallo 11 gennaio ore 18 00.

Considerando l’ormai assodata certezza scientifica che tutto (compreso ciò che i nostri sensi percepiscono come “materia solida”) è energia vibrante, è bene essere consapevoli che, così come l’essere umano dispone di sue energie proprie che si manifestano e variano a seconda delle circostanze, del livello evolutivo, degli stati d’animo e così via, anche le energie specifiche degli edifici hanno caratteristiche e livelli d’intensità variabili: la disarmonia di queste energie arreca problemi di diversa natura, così come la loro armonizzazione conduce a numerosi benefici per coloro che vivono, operano o comunque entrano in contatto con tali abitazioni.

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Auguri luminosi per le feste invernali!
24th Dic, 2019 da Ananda Saraswati

Felice rinascita interiore e feste invernali a tutti!

Messaggio di Yogananda
“Attraverso la limpidezza della mia meditazione più profonda riceverò la luce del Padre onnipresente, che mi attraverserà pienamente, e sarò un figlio di Dio, proprio come lo era Gesù: ricevendo Dio pienamente, attraverso la Sua sacra Coscienza ampliata con la meditazione.
Chiuderò i miei occhi materiali e abbandonerò la tentazione della materia. Scruterò attraverso il buio del silenzio, finché i miei occhi di relatività si apriranno nell’unico Occhio interiore di Luce. Quando i miei due occhi di bene e male diverranno uno solo e contemplerò solamente la bontà Divina in ogni cosa, allora vedrò che il mio corpo, la mia mente e la mia anima saranno colmate con la Sua luce onnipresente.
Tutti i veli della mia ignorante vita interiore saranno bruciati nella luce del Cristo che si risveglia in me, e contemplerò l’intelligenza di Gesù bambino, cullato tra petali di rosa e trine di luce e tra i pensieri d’amore di tutti i veri santi.

Dopo aver atteso per molte incarnazioni, Cristo rinascerà nuovamente in me. Tutti i limiti della mia piccola mente saranno spezzati, così che il Cristo onnipresente possa risvegliarSi nel grembo della mia coscienza.

I miei pensieri decoreranno l’albero di Natale della meditazione con i rari doni della devozione, sigillati con le preghiere d’oro del cuore, così che Cristo possa venire e ricevere i miei umili doni. Mi unirò mentalmente a coloro che pregano nelle moschee, nelle chiese e nei templi e percepirò la nascita della Coscienza Cristica universale come pace sull’altare di tutti i cuori devoti…”

Cerimonia Sacra di Cacao
9th Dic, 2019 da Ananda Saraswati



Cerimonia di Cacao e apertura del cuore

Domenica, 15 dicembre 2019, ore 16 00 21 00, si terrà Cerimonia Sacra di Cacao presso il Centro Nirvaira.

Il nome scientifico di Cacao è Theobroma cacao che si traduce in “cibo per gli dei“. Storicamente, il cacao è stato usato in cerimonia dagli antenati dell’America Centrale e in seguito dagli Aztechi e dai Maya come medicina rituale. Nelle mitologie di queste persone, il cacao veniva spesso considerato dono dal cielo e regalato agli esseri umani.
Secondo i testi maya e gli amanti della cerimonia del cacao, fare una cerimonia sacra al cacao aiuta ad “aprire il cuore”.
Sebbene sia inteso come un concetto non scientifico, la ricerca moderna mostra che la teobromina è un vasodilatatore (allargatore dei vasi sanguigni) e uno stimolante per il cuore specificamente.

Oggi, il cacao cerimoniale è un cacao che è stato coltivato secondo i metodi tradizionali con l’intenzione di essere usato in cerimonia. Mentre la maggior parte del cacao è stato ibridato per l’industria del cioccolato e quindi ha perso molte delle sue proprietà benefiche, il cacao cerimoniale crudo conserva proprietà chimiche curative e lo spirito del cacao. Il processo mantiene gli enzimi viventi nel cacao e rimuove il grasso (burro di cacao). Ricco di antiossidanti, vitamine e minerali, il cacao può essere considerato un “supercibo”, ricco di sostanze nutritive, contenente una varietà di fitonutrienti unici come zolfo, magnesio e feniletilamina. È una grande fonte di grassi monoinsaturi, grassi saturi senza colesterolo, vitamine, minerali, fibre, carboidrati naturali e proteine.


Il cacao è ricco di:
Ferro a base vegetale: 7,3 mg per 100 g.
Antiossidanti: fino a 40 volte più antiossidanti dei mirtilli.
Magnesio: un nutriente importante per molti processi nel corpo, tra cui la regolazione della funzione muscolare e nervosa, i livelli di zucchero nel sangue e la pressione sanguigna. Può anche affinare il cervello mentre rilassa il tuo corpo.
Calcio: più che nel latte vaccino
Il cacao contiene anandamide, un neurotrasmettitore prodotto nel cervello che si lega ai recettori del THC. È anche conosciuta come la “molecola della beatitudine” (dal nome “ananda”, la parola sanscrita per “beatitudine”).
È così naturale che bramiamo il cioccolato quando proviamo stress o squilibrio fisico ed emotivo.

C’È CAFFEINA A CACAO?
La teobromina è una sostanza chimica che ha una struttura simile alla caffeina, ma la differenza è che invece di essere uno stimolante del sistema nervoso come il caffè, la teobromina dilata il sistema cardiovascolare che provoca l’apertura dei vasi sanguigni e un senso di prontezza e rilassamento allo stesso tempo tempo.
I due stimolanti sono correlati ma sono sostanze chimiche molto diverse con diverse proprietà, effetti e origini. Il cacao è una fonte povera di caffeina e, in effetti, è un ottimo sostituto per il tuo latte mattutino se vuoi ridurre l’assunzione di caffeina.


Molto prima che portasse Willie Wonka, il cacao era conosciuto dagli antichi Maya come il “cibo degli dei”, come già citato sopra, perché il cioccolato, o cacao, può agire come un potente afrodisiaco che risveglia gli “ormoni amorosi” nel corpo, come la serotonina e dopamina.
Ha il potere di fornire chiarezza mentale, di spostarti dalla tua testa al tuo cuore e di produrre una leggera euforia.
Nella giungla, alcuni uomini medicina (sciamani) usano il cacao nella sua forma pura e non adulterata per la guarigione. Ma qui nel mondo moderno, questo spirito vegetale – o l’energia dietro la forma chiamata cacao – viene spesso trascurato come rimedio sacro.
Ma se usato correttamente, il cacao sblocca la tua capacità di esplorare il tuo viaggio personale e mistico da una nuova prospettiva illuminante.

LO SPIRITO DEL CACAO
Alcune tradizioni (tra cui gli allevatori di cacao indigeni) credono che ogni pianta abbia uno spirito. Nei primi tempi, gli umani vivevano in armonia con il mondo naturale e vedevano le piante come esseri intelligenti e vivi e guaritori nella loro stessa luce. Al livello più semplice, è per questo che utilizziamo integratori, erbe, supercibo – come un modo per ricollegarci a questa saggezza primordiale che sta diventando sempre più disponibile.
Una volta che hai sperimentato una cerimonia di cacao di gruppo, è impossibile pensare che il cacao non abbia uno spirito. Si presenta in modo diverso per tutti, ma in generale, è conosciuto come una“rimedio” giocoso e gentile che ti connette alla tua saggezza profondamente radicata all’interno.

Cacao In Cerimonia
Una leggenda maya ci dice che ogni volta che c’è uno squilibrio tra gli umani e la natura, il cacao viene dalla foresta pluviale per aprire i cuori delle persone e riportare il pianeta in uno stato di armonia. Alcuni uomini medicina (sciamani ) considerano il cacao il “cibo per il cambiamento“. Rappresenta il nuovo ordine di amore e pace, che viene coltivato proprio ora.
Con tutti i cambiamenti del pianeta, il potere del cacao sta crescendo.

Durante la Cerimonia ci connettiamo con la nostra parte più profonda, liberando tutto ciò che non serve, accedendo alla elevazione energetica attraverso l’amore e l’estasi e manifestando gioia e felicità.
Durante le cerimonie di cacao, ci si può aspettare di impegnarsi in varie pratiche e tecniche antiche e metafisiche di centratura del cuore, tra cui la meditazione profonda, il collegamento con lo spirito sacro del cacao, i bagni sonori, tecniche yogiche per il risveglio della kundalini, Trance Dance, Alchimia tantrica altre tecniche sacre.

Uno degli ingredienti attivi del cacao è costituito da N-aciletanolamina, sono “composti trovati nel cioccolato che sono strutturalmente simili all’anandamina che produce stati di felicità ed euforia.

PER QUESTO CHE IN TANTI AMIAMO IL CIOCOLATO.

I vantaggi spirituale della Cerimonia del Cacao

Utilizzato cerimonialmente per almeno 5.000.000 anni da un certo numero di gruppi sudamericani, a livello metafisico il cacao serve come strumento per connettersi allo spazio energetico del tuo cuore, così come alle persone intorno a te.
Molti di noi beneficiano regolarmente di questa cosciente re-connessione con i nostri cuori.

Durante la Cerimonia si dara’ anche l’iniziazione per l’apertura del cuore.


L’alchimia di Cacao può essere sottile è un eccellente facilitatore sinergico, aiutando ognuno di noi a prendere coscienza del nostro subconscio. Se prestiamo attenzione a queste lezioni “più facili”, possiamo evitare quelle difficili.
Come ha spiegato lo psicologo Carl Jung, il linguaggio del subconscio è rappresentato da simboli, immagini e metafore. Ci ha incoraggiato a notare le immagini ripetitive e anche le risposte fisiologiche, come mal di testa o nausea – fenomeni apparentemente comuni che vengono spesso ignorati. Attraverso la meditazione profonda con la pianta, la sua energia può mostrare verità più profonde in questa esperienza.
Ecco alcuni dei benefici per la salute del cacao:
• Aumenta il flusso sanguigno.
• Contiene potenti antiossidanti, fino a 40 volte più dei mirtilli, che assorbono i radicali liberi.
• vanta la più alta fonte di ferro di origine vegetale, il doppio di quella degli spinaci.
• Pieno di magnesio per un cuore e un cervello sani.
• Agisce come un ascensore naturale dell’umore e antidepressivo.
• Contiene più calcio del latte vaccino per 100g.

Alcuni dei benefici spirituali riportati dal cacao includono:
• Agisce per aprire il chakra del cuore, consentendo connessioni più profonde e autentiche basate sull’amore e liberazione emotiva.
• Promuove il potente viaggio sciamanico.
• Crea una connessione più forte con il tuo sé superiore, per connetterti con il tuo potere e verità, e per rimuovere blocchi e creare una vita felice.
• Facilita la meditazione più profonda, fornendo chiarezza e consentendo di ricevere ispirazione e sperimentare la creatività consapevole.
• Aiuta ad acquisire consapevolezza per l’unità, l’amore e l’illuminazione.
• Bilancia lo yin e lo yang, il femminile e il maschile, le energie interiori.
• Migliora la pratica dello yoga e il risveglio di kundalini e aumenta il flusso di energia attraverso le pratiche orientali e Reiki.
• Consente la connessione a dimensioni superiori e la capacità di ricevere messaggi e aumenta le vibrazioni.
La bevanda di cacao crudo sarà preparata con diverse spezie, poi attraverso diverse tecniche (meditazione, musica, danza etc) e l’iniziazione per l’apertura del cuore, ci si connetterà al proprio cuore.

BENEFICI DELLA CEROMONIA DI CACAO

-apre il cuore

-espande la coscienza

-rilassa il corpo

-ispira creatività

-accresce la concentrazione

-aumenta la connessione


Se ti senti ispirato a ballare con lo Spirito del Cacao e condividere la sua bellezza, ti aspettiamo. Mantieniti curioso e col cuore aperto.

Per info e contatti:3290771388

Se sei interessato a organizzare la Cerimonia di Cacao nella tua città, contattaci.

Gli effetti del digitale sui processi maturazionali del neurosviluppo
15th Ott, 2019 da Ananda Saraswati

Il linguaggio dei denti
15th Ott, 2019 da Ananda Saraswati


Scritto da Daniele Bartoloni, odontoiatra

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Durante il mio percorso di studio, ho incontrato Michel Caffin, che ha scritto un bellissimo libro, comprensibile anche ai non addetti ai lavori:“Quello che i denti dicono di te”.
Nello scrivere questo libro l’autrice intende far scoprire il linguaggio della bocca soprattutto a quelli che ancora ignorano che i loro denti, per lo più alla loro insaputa, si esprimono. Decodificarne le espressioni è un modo per poter riconoscere se stessi, per accedere a un nuovo stato di coscienza e far luce su una dimensione inconscia che ci spinge ad agire alla cieca.
Quando la dottoressa Caffin si trova davanti un paziente non può che partire da una situazione di disordine, di caos, che può toccare la fonetica, l’occlusione, la respirazione, per esempio come succede nei bambini che respirano scorrettamente con la bocca predisponendosi a posizione dentarie scorrette.
La lingua invece che aderire al palato superiore, se ne sta orizzontale, sprofondata erroneamente tra le arcate durante la deglutizione.
Questi disordini corrispondono ad altrettanti problemi nascosti nell’inconscio.


“Rendere cosciente” dei loro traumi o dei comportamenti dannosi che hanno causato il disturbo, a volte porta dei cambiamenti sia nei pazienti, che non sono più le stesse persone di prima, sia nei loro denti.
L’agopuntura è una medicina completa, pratica, fondata su sistemi metafisici in cui l’agopuntore cerca, prima di tutto, l’origine del male per curare il sintomo; insegna che alcune parti del corpo come la lingua, i piedi, le mani, il volto, le orecchie, gli occhi, sono una cartografia nel corpo umano e che infilando un ago, ad esempio nel mignolo del piede, si può curare una lombalgia; analogamente, infilando un ago in un punto preciso della caviglia, si elimina un certo tipo di paura e di incubo.
Lo studio di queste materie l’ha indotta a riconsiderare i denti sotto una nuova luce: giacché ciascun dente è in relazione con un meridiano di agopuntura, non potrebbe essere una zona riflessa, proprio come gli occhi, i piedi e le mani? Ha potuto verificare le relazioni teorizzate tra il molare inferiore e le vertebre lombari, tra gli incisivi centrali e i reni e la vescica, e in numerosi casi ha potuto costatare la correttezza di queste relazioni o somatopie.
In base a tutti questi dati ha conseguentemente dedotto che se esiste  una correlazione tra gli organi fisici, deve esserci una correlazione anche tra i denti e le logge energetiche, quindi con i meridiani di agopuntura; e se ogni loggia energetica corrisponde ad un sentimento, quindi ad un fattore psichico, dovrebbe essere possibile tracciare una cartografia psico-emotiva dell’individuo basandosi sui suoi denti.
Di solito un dente viene esaminato in base alla morfologia, la posizione e la patologia, ma qui si tratta di risalire da ciò che è visibile ad occhio nudo a qualcosa di invisibile, a quale processo stia all’origine della manifestazione fisica del dente. Il dente è un’articolazione non mobile, con un suo sistema di legamenti che la collegano all’osso alveolare, un osso che compare con il dente, e poi con il dente scompare.
Questo ha un significato sul piano simbolico? Simbolicamente, tutto ciò che si trova all’interno corrisponde all’inconscio: il dente, allora, è il luogo in cui l’inconscio diventa visibile e dunque cosciente.
Sono nozioni apparentemente complesse rappresentate tuttavia da uno schema semplicissimo: una croce, il cui centro è collegato alla bocca, sarà lo schema che useremo per impossessarci delle chiavi delle corrispondenze morfo-psicologiche, e decodificare il significato in ogni dente sul piano emozionale.
Possediamo un asse verticale fisso, immutabile, un asse orizzontale mobile, in permanente squilibrio, nel senso che siamo tutti dei malati, più o meno in buona salute.
La posizione superiore dell’asse verticale detta POLO SUD si riferisce alla testa dell’uomo ed è collegata alla loggia cuore–piccolo intestino. Si riferisce all’elemento FUOCO, all’ESTATE, al colore ROSSO, alla COSCIENZA.
La posizione inferiore, detta POLO NORD, i piedi dell’uomo che poggiano in terra, è in rapporto con la loggia reni-vescica; si riferisce al vissuto ancestrale, all’elemento ACQUA, all’INVERNO, al colore NERO, alla VOLONTA’.
Il braccio orientale dell’asse orizzontale rappresenta la loggia fegato-vescica biliare. Si ricollega alla PRIMAVERA, all’elemento LEGNO, al colore VERDE, all’AGGRES-SIVITA’.   
Ad ovest troviamo la loggia polmone-grosso intestino, il COLORE bianco, l’elemento METALLO, l’AUTUNNO, la TRISTEZZA.
Il punto d’inserzione delle due assi corrisponde alla loggia milza-pancreas/stomaco: è collegato al colore GIALLO, alla RIFLESSIONE, alla MEMORIZZAZIONE, alla fine dell’ESTATE, all’elemento TERRA: la dimensione in cui l’uomo si ristruttura in permanenza, detto anche punto di riferimento interiore. Durante l’anno l’energia circola da una stagione all’altra, e tra due stagioni, vi è un periodo di 18 giorni in cui l’energia ritorna al centro, ossia alla MILZA.
Ogni loggia in agopuntura è dotata di un organo sensoriale di riferimento, e la bocca è l’organo sensoriale di   riferimento della loggia MILZA-PANCREAS-STOMACO.
Ci rimanda alla nozione dell’uomo canale, un canale energetico che corre tra la bocca e l’apparato genitale. Due estremità dotate di una funzione creatrice.
Da un  lato la creazione del verbo, dall’altro, la nascita della Vita.
Nella donna, piacere e dolore sono collegati a questi due poli: il ciclo mestruale e il parto avvengono nel dolore, mentre la bocca è legata al piacere del gusto e, di conseguenza, a una connotazione più sensuale.
La bocca è sempre stata carica di significati, giacché è grazie alla bocca che la fame è saziata e che le forze vitali sono introdotte per rigenerare il corpo, che l’aria penetra nei polmoni. E’ per mezzo della bocca che si esprime il linguaggio, veicolo del nostro sentire. Che sia un sorriso o una smorfia, la bocca svela una parte più intima di noi: allora diventa fondamentale il ruolo dei denti, del sorriso, per la forma, per come sono impiantati e per il rapporto tra essi. I testi della tradizione ebraica dicono che la testa dell’uomo è contenuta nel cielo e nella genesi. Dio separa il mondo divino dal mondo terreno, separa le acque di sopra dalle acque di sotto. L’uomo è il rappresentante del cielo sulla terra e porta in sé tutte le dimensioni dell’universo.
La relazione psico-morfologica dentale è una delle sintesi dell’individuo in cui leggiamo la sua storia e la sua vita presente.
Passa attraverso l’osservazione del dente e della sua forma, della sua posizione in bocca, della sua fisiologia, e del suo stato energetico.
Si tratta di una griglia schematica della bocca che consente una prima definizione dei denti, quadrante per quadrante, riconsiderandoli poi individualmente all’interno di ciascun quadrante, con una definizione propria. E’ possibile tracciare l’asse orizzontale e l’asse verticale corrispondenti alle parti YANG e YIN:
L’asse orizzontale separa l’osso mascellare superiore dal mascellare inferiore, come un confine tra il desiderio e l’universo concreto; l’asse perpendicolare delimita a destra ciò che corrisponde all’emisfero celebrale sinistro (la dimensione analitica, razionale, materiale, concreta). E a sinistra ciò che corrisponde all’emisfero celebrale destro (la dimensione della sensibilità, del desiderio, dell’affettività, della percezione interiore).
Possiamo allora definire i quattro quadranti come segue:
Quadrante superiore destro: aspiro a poter manifestare qualcosa di concreto nel mondo esterno.
Quadrante superiore sinistro: aspiro a esprimere un sentimento che è già dentro di me
Quadrante inferiore destro: attivo nella dimensione concreta la mia aspirazione (l’ambito lavorativo in cui si incarnano le nostre aspirazione)
Quadrante inferiore sinistro: traduco in manifestazione la mia sensibilità
Ci si può allora chiedere perché è stata toccata soltanto la parte destra e per avere una risposta ci sarà di grande aiuto l’analisi dei quattro quadranti. Su ciascuna arcata dentale i denti sono disposti in due paia: quattro incisivi, quattro premolari e quattro molari; ma abbiamo un solo paio di canini e un solo paio di denti del giudizio. Il fatto che i denti procedono per due o per multipli di due ricalca il dualismo in cui viviamo. La dentizione si costituisce come la volta, dove la chiave di volta è rappresentata dai canini, i denti del giudizio fungono da base, da pilastri. I canini compaiono quando l’individuo diventa capace di dare la vita, e i denti del giudizio solo quando avrà integrato tutti i piani della sua trasformazione.
Il corpo è infatti ologramma, e ciò che è visibile in un   dato punto ha altri luoghi di proiezione, in altre parti del corpo, ove è possibile rilevare, per risonanza, un disturbo in senso ascendente o discendente: per esempio un molare inferiore malato può scatenare una sciatica e una sciatica può fare venire un dolore al molare inferiore. Per rilevare queste corrispondenze possiamo procedere con questo tipo di lettura: nella porzione superiore del corpo (il tronco) troviamo corrispondenze che riguardano la posizione di arcata, superiore o inferiore, che va da canino a canino: i canini superiori e inferiori corrispondono alla spalla, a loro volta correlate alla volontà.
Gli incisivi superiori o inferiori sono in relazione sia con la tiroide, ghiandola legata all’integrazione personale, sia con lo stomaco, proposto a digerire gli alimenti ma anche le emozioni e gli stress più indigesti, sia con la vescica, legata a sentirsi minacciati nel proprio spazio   vitale o paura della morte, e patologie come cistite ed enuresi.
Lo stomaco è associato alla dimensione affettiva, questo ci fa constatare la corrispondenza tra le emozioni mal digerite e il dente. I molari corrispondenti alle anche e all’insieme del bacino, i premolari al ginocchio, gli incisivi alle caviglie.
L’estrazione dei quattro denti del giudizio in un colpo solo ha spesso nelle donne ripercussioni sulle mestruazioni, che diventano più dolorose e più abbondanti. Le corrispondenze tra i denti e i meridiani dell’agopuntura possono spiegare alcune manifestazioni patologiche: ad esempio gli incisivi centrali e laterali sono in rapporto con il meridiano rene-vescica e quindi con problemi ginecologici, soprattutto quelli legati all’andamento dell’ovulo e i problemi di enuresi. I canini sono in relazione con il meridiano fegato-vescica biliare; il riferimento qui è alla libido e al funzionamento delle ovaie.
I premolari superiori e i molari inferiori corrispondono al meridiano polmone-grosso intestino e quindi correlati alla perdita di capelli e alla sinusite. I molari superiori e premolari inferiori sono in rapporto con il meridiano milza-pancreas e stomaco: disturbi circolatori e stanchezza. I denti del giudizio corrispondono al meridiano cuore-piccolo intestino, disturbi di origine ghiandolare e muscolare. Se per esempio ci sono contrazioni muscolare o un torcicollo bisogna tener d’occhio i denti del giudizio e fare molta più attenzione durante le terapie e le estrazioni.
E’ vero che quando siamo dal dentista la faccenda assomiglia ad un corpo a corpo: il paziente è sdraiato con la bocca spalancata, pieno di cannule, cotone, che quasi non riesce nemmeno a gridare, a 10 cm dal medico senza poter indietreggiare.
Ma cosa accade al dentista? lui se ne sta emerso nella vostra aurea, nelle emozioni del paziente, e registra, nel proprio inconscio, dato la posizione della bocca aperta, tutto quello che accade dentro di loro. La bocca infatti contiene il nostro vissuto, le nostre esperienze passate e presenti, di solito ben custodite dietro alle labbra chiuse.
“Non aprire la bocca”, “Parla a denti stretti”, sono espressioni correnti che assumono, sul piano dell’inconscio, il loro pieno valore: suggeriscono che l’individuo custodisce segretamente il suo vissuto. Aprir bocca significa mettersi a nudo di fronte al dentista, mostrare quello che avete di più profondo e di più intimo.
Rispetto alla medicina tradizionale, la medicina delfuturo è una medicina olistica; nel momento in cui compare il sintomo, opera una sintesi fra quest’ultimo e il modo di funzionare dell’individuo, nella sua triplice dimensione Corpo-Mente-Anima, tenendo conto che ogni parte del corpo è un’espressione del tutto.
La pratica della medicina energetica richiede un lavoro su stessi, tale da prendere coscienza dei vari tipi di energia che ci animano e ci circondano.
Ci permette di realizzare un equilibrio che passa per l’igiene di vita, per il rispetto delle energie che circolano nel suolo, negli oggetti, negli abiti che portiamo, nel cibo che mangiamo: una medicina che richiede di saper maneggiare bene, nel senso di averne cura, il piano affettivo, perché in assenza di tale equilibrio la nave cola a picco nella tempesta delle emozioni. In base a questi nuovi dati oggi possiamo parlare di una medicina dentaria energetica.
Intervenire su un dente vuol dire agire su un altro organo del corpo, toccare la sfera emozionale, la coscienza, il Sé.
C’è in questa presa di conoscenza la necessità di riflettere bene prima di fare un gesto.

Fonte:www.percorsibiosalute.it

Conferenza sulle attività del Centro Nirvaira
16th Set, 2019 da Ananda Saraswati

Terminata la pausa estiva, le nostre attività sono già riprese e, a partire dal 9 settembre, il Centro Nirvaira ha riaperto le iscrizioni ai nuovi Corsi di Yoga tradizionale ed alle altre attività destinate agli Associati.

Giovedì 19 settembre alle ore 20:00, presso il Centro Yoga, Massaggi e Trattamenti naturali “Nirvaira”, a Vasto (CH), si terrà una Conferenza introduttiva per fornire, a chiunque sia interessato, spiegazioni, informazioni, dettagli e approfondimenti circa le attività del suddetto Centro, con particolare riferimento alla conoscenza e alla pratica dello Yoga tradizionale, ed ai benefici che queste apportano nella Vita, nel Benessere, nelle Esperienze e nelle Relazioni dell’Essere umano.

Chi decide di venirci a trovare in tale occasione avrà modo di conoscere gli insegnanti e di ricevere ogni delucidazione e chiarimento circa le discipline qui tramandate, oltre che su attività ed eventi che si terranno presso il Centro Nirvaira da questo mese in poi, quali: Corsi di Yoga, Corsi per il Risveglio e l’Armonizzazione dei Princìpi Femminile e Maschile nell’Essere umano, Corsi di Alchimia Tantrica, Corsi per la Rivelazione del Sé, Meditazione, sessioni di Musicoterapia, Conferenze, Workshops, Seminari, Ritiri e quant’altro sia in accordo col sentire interiore di ciascun potenziale partecipante.
Si illustrerà anche la possibilità per gli Associati di beneficiare di trattamenti personalizzati di Massoterapia, Reiki, Floriterapia, Piramidologia, Cristalloterapia, etc. oltre alle Consulenze radioestesiche, numerologiche, astrologiche, naturopatiche, geomantiche (Feng Shui e Vastu), geobiologiche, la lettura dei Registri Akashici e innumerevoli altre opportunità di Crescita, Sviluppo, Armonizzazione e Risveglio Interiore, di cui è possibile conoscere ulteriori dettagli anche esplorando questo sito o contattandoci direttamente.

L’ingresso è gratuito, ma si prega di chiamare per prenotarsi.

Vi ringraziamo dell’Attenzione ed auguriamo un Felice Nuovo Inizio a tutti.

A.P.S. Nirvaira

Per info e contatti: 3290771388

Le nostre origini sono eurasiatiche, Pitagora era uno sciamano, dobbiamo insegnare pratiche meditative a scuola”: dialogo con Angelo Tonelli, che ha scoperto il punto d’unione tra Oriente e Occidente
14th Ago, 2019 da Ananda Saraswati

Il libro è cerchiato da una bandella scoppiettante. “In anteprima il ritratto del ‘Mongolo di Taranto’ una rivoluzione negli studi sulle origini della nostra cultura”. Addirittura. Guardo. Pagina 15. “L’immagine realizzata nel V-IV secolo a.C. su ceramica vascolare protolucana”, proveniente dalla Magna Grecia e ora all’Università di Heidelberg, raffigura, in effetti, una specie di gran khan – barba aguzza, zigomi mongoli, occhi a mandorla – in lande platoniche. “Quando l’ho scoperto, ho ballato per tre giorni”, mi dice Angelo Tonelli, tra i grandi studiosi della sapienza greca antica. Tre giorni sono perfino pochi, dacché quel piccolo tassello, quel ritratto su vaso è la prova “inconfutabile di quanto dico da 30 anni”, cioè che “tra la Magna Grecia e l’estremo Nord Est dell’Europa e l’Asia, ovvero con lo sciamanesimo iperboreo” sussistevano relazioni “culturali, commerciali, spirituali”. Tali da denunciare le “radici eurasiatiche (altro che cristiane) della nostra civiltà”. Una rivoluzione culturale. Per chi conosce il lavoro di Tonelli, straordinario traduttore di Eschilo, Sofocle ed Euripide per Bompiani, e poi esegeta di Parmenide ed Empedocle, sempre per Bompiani, e di Eraclito e dei presocratici (come Le parole dei Sapienti) e indagatore dei misteri (nel fondamentale Eleusis e Orfismo) per Feltrinelli, la scoperta è la cima di una esplorazione intellettuale magistrale. “Il Sapiente è radicato nella sorgente delle cose… la Sapienza è un modo di essere non di pensare, ed è frutto del Sé mentre la filosofia lo è dell’ego… I Sapienti greci non erano uomini di scrivania, come forse amerebbero dipingerli a propria immagine e somiglianza gli esangui ermeneuti contemporanei, bensì individui che intraprendevano una via di continua ricerca di se stessi… e da questa ricerca spirituale venivano trasformati fin nelle intime midolla”, spiega Tonelli, tra i rari e acuti allievi di Giorgio Colli, in un libro che sistema il suo pensare, Attraverso Oltre (Moretti & Vitali, 2019). Alla prima parte, in cui Tonelli fa una panoramica dei punti salienti della sapienza greca – fondamentali le pagine su Parmenide, letto in sintonia con la Brhad-aranyaka Upanishad – fa seguito ‘l’azione’, l’incessante lotta dello studioso/sapiente con l’oggi. Allora Tonelli – supportato da studi che vengono anche dall’ambito delle scienze cognitive e dalle neuroscienze – mostra i limiti della ragione e le sconfinate potenzialità della mente, proponendo, ad esempio – così il titolo di un capitolo, di inattuale necessità –, “esercizi spirituali per aspiranti politici”. Almeno per uscire dalla finzione – funzionale al nulla – della democrazia recente (“la democrazia si sfalda perché non esiste più il démos – ovvero il popolo dotato di una propria identità – ma solo una sorta di óchlosfolla, insieme di individui mimetici – manipolata dai mass media consciamente o inconsciamente asserviti ai poteri e al dio denaro”). In questo modo – e anche qui tintinna, in oro, l’insegnamento di Colli – la sapienza non è scialba erudizione, astronomia libraria, ma si libra nel cuore del giorno, incide l’uomo, lo muta. (d.b.)

Parto dai fondamentali. Cosa intendi per “sciamanesimo greco”?

Parlare di sciamanesimo greco è già di per sé abbastanza rivoluzionario: a parte il mai sufficientemente lodato lavoro di Dodds su I Greci e l’irrazionale che già apriva in questa direzione, e gli studi di Colli, Eliade, Couliano, Burckert e Kingsley, la vulgata, accademica e non, proprio ignora questo vistoso fenomeno originario della nostra civiltà spirituale. Empedocle era dichiaratamente sciamano, anche se lo dichiarava:

Quanti sono i farmaci contro i mali e contro la vecchiaia
tu apprenderai, perché per te solo io voglio completare tutti questi insegnamenti.
E placherai la furia di venti infaticabili che levandosi sulla terra
devastano i campi con le loro folate, e se lo desideri,
a tua volta susciterai soffi benefici, e dalla pioggia scura
creerai siccità opportuna per gli umani, e dall’arsura estiva
farai scaturire correnti che nutrono gli alberi e †sgorgheranno nell’etere†
e trarrai fuori dall’Ade il vigore di un uomo estinto.

(fr. 110 DK)

E vistosamente sciamanico è anche il viaggio con cui si apre il proemio del Perì Phýseos di Parmenide:

Le cavalle che mi portano fin dove giunge il mio desiderio
mi scortarono, dopo avermi guidato sulla via
della Dea, che dice molte cose
e porta in ogni contrada l’uomo che sa.
Là fui condotto, perché fu là che mi portarono
le cavalle molto accorte, traendo il carro.
Fanciulle indicavano la via.
L’asse strideva nei mozzi, incandescente,
incalzato alle due estremità dai due cerchi rotanti,
ogni volta che le Figlie del Sole,
dopo avere lasciato la casa della Notte,
si affrettavano a scortarmi verso la luce,
distogliendo i veli dal capo con le mani.

Oltre alle Baccanti, sciamane al seguito del dio della trance, Dioniso, e alle  esperienze estatiche eleusine, per altro gestite istituzionalmente dalle famiglie sacerdotali degli Eumolpidi e dei Codridi, che presentano vistosi tratti in comune con le esperienze degli sciamani, esistono figure che si possono definire “sciamani” in senso stretto: il mitico Abaris iperboreo, che non mangiava mai, prevedeva il futuro e scacciava le malattie; Aristea, capace di sprofondare in lunghi  sonni, nel corso dei quali abbandonava il corpo fisico e si materializzava altrove; o ancora a Epimenide che a Creta, nella grotta sul monte Ida nella quale era nato Zeus stesso, incubò nell’estasi una sapienza “entusiastica” (vale a dire “pervasa dal dio”) e iniziatica; ma anche Hermotimo, Zalmoxis, Pitagora, Anacarsi possono venire annoverati, per certi tratti,  in questa schiera; e elementi sciamanici si trovano nelle catarsi dei Coribanti, nei Misteri di Samotracia, nell’oracolarità apollinea delle Sibille. Esiste uno sciamanesimo greco, a cui dedicherò un volume che Feltrinelli pubblicherà nel 2021-21, ed è bene prenderne atto, perché tutto ciò ha implicazioni profonde nella nostra formazione culturale e spirituale.

Il cosiddetto ‘Mongolo di Taranto’ sarebbe, per così dire, ‘l’anello evolutivo’ che spiega ciò che sostieni da sempre, cioè che tra Grecia e Oriente ci sono stati continui scambi, influenze, ‘adozioni’ che rompono lo schema dell’isolamento greco classico, della sua solatia unicità. Spiegaci meglio.

In generale gli studiosi di Filosofia Antica e gli intellettuali à la page rimangono arroccati alle Termopili a combattere i fantasmi di una influenza orientale sulla Sapienza e in generale la spiritualità greca, un po’ come quei guerrieri giapponesi che continuarono a restare nelle foreste armati fino ai denti per decine di anni dopo la fine della seconda Guerra Mondiale. I Sapienti e i filosofi sapienziali greci non erano Tarzan e Jane nella capanna dello zio Tom: viaggiavano (Pitagora in Egitto e Babilonia, Platone in Egitto, e così via), e esisteva una via della seta arcaica, per cui si trovava seta cinese nell’Atene del V a. C.; gli Sciti, barbarici e preziosi al contempo, erano trait d’union con le propaggini nordiche della Grecia e le steppe mongole, e soprattutto abbiamo testimonianze su Abaris, vissuto tra la fine del settimo  secolo e la metà del sesto,  sciamano, purificatore, aithrobátes ovvero viaggiatore  dell’etere, ministro di Apollo Iperboreo, portatore di poteri oltreumani come lo sarà il nostro Empedocle di Agrigento: in Abaris  saldamente si connettono Grecia arcaica, Siberia Orientale, Mongolia, Cina e Tibet. Come ha notato Peter Kingsley in uno studio provocatorio e fondamentale a lui dedicato, Abaris è nome collettivo: gli Ávari, popolo di arcieri e sciamani della Mongolia, Iperborei, agli estremi confini orientali dell’Europa con la Cina. Dalla remota landa iperborea Abaris viene chiamato in Grecia come sciamano purificatore – ambasciatore per contrastare la peste, e il Mongolo viene impugnando una freccia e senza mangiare nulla. Altre fonti ci informano che la freccia era molto grande e era fatta d’oro. La freccia d’oro di Abaris è lo strumento della sua estasi e concentrazione sciamanica nel segno di Apollo, il dio presso il quale andò a prestare opera quando scoppiò la carestia tra gli Iperborei. Ma la figura di Abaris si rivela ancora più significativa quando entra in contatto con Pitagora. Aristotele ci informa che quest’ultimo era una incarnazione di Apollo, e Giamblico aggiunge che il dio decise di incarnarsi per il beneficio degli umani. Altrove è Pitagora stesso a decidere di reincarnarsi per il beneficio degli esseri viventi, allo stesso modo dei bodhisattva buddhisti o del quṭh sufi. È proprio Abaris a riconoscere Pitagora come incarnazione di Apollo, e a consegnargli la freccia d’oro come segno di questa agnizione. E questo gesto sigilla una connessione tra spiriti e tradizioni sapienziali occidentali e orientali agli albori della nostra civiltà, perché la freccia, anche a prescindere dalla associazione al phurba tibetano, era simbolo sacro per le popolazioni iperboree. Questa analogia con le procedure di riconoscimento dei Lama reincarnati nella tradizione tibetana era troppo vistosa e inconfutabile – come anche l’interconnessione originaria Oriente-Occidente – per non sfuggire alle lenti miopi di accademici e razionalisti di ogni latitudine e longitudine, un po’ come accadde agli Indios d’America che non avvistavano le caravelle degli invasori semplicemente perché non avevano mai avuto esperienza di caravelle e non ne avevano lo schema mentale e percettivo. La fiducia nella reincarnazione è originaria, e ben viva sia nello sciamanesimo eurasiatico, e non solo. La troviamo nelle tribu del Nord della British Columbia, in America, e in generale nello sciamanesimo della Mongolia, della Siberia e dell’Asia Centrale, da dove si diffuse, con le migrazioni in epoca preistorica, sia a Est, attraverso il Pacifico, che a Ovest, in direzione del Mediterraneo, attraverso figure come Abaris. Acclarato che gli Iperborei e il loro Apollo, per il tramite di Abaris e Pitagora erano molto più vicini alla Grecia e alla Magna Grecia di quanto si sia sempre voluto credere, abbiamo reso giustizia all’Oriente che è nel nostro Occidente, specialmente magnogreco. Alla luce di tutto questo si capisce bene l’importanza del  ritratto di un guerriero vistosamente  Mongolo nel V-IV secolo a. C., nella Taranto del Pitagorico Archita: proprio mentre il volume stava  per andare in stampa, ho avuto il piacere (e ho ballato e brindato per tre giorni),  di ricevere l’immagine realizzata nel V-IV secolo a. C. su ceramica vascolare  protolucana, inclusa nel Corpus Vasorum Antiquorum Deutschland, custodito nella Heidelberg Universität, in cui si  ritrae realisticamente un guerriero vistosamente Mongolo. È un documento di eccezionale importanza per comprovare in maniera inconfutabile sia la relazione culturale, commerciale e come da almeno 30 anni vado sostenendo, spirituale, tra la Magna Grecia e l’estremo Nord Est dell’Europa e l’Asia, ovvero con lo sciamanesimo iperboreo, sia le origini eurasiatiche (altro che crisitiane) della nostra civiltà.

Orfeo mi pare il centro del tuo dire: parla agli animali e vaga tra i morti. Però non riesce a far risorgere alla vita Euridice. A un tratto scrivi, “la morte coincide con la rinascita”: cosa significa?

Intendo dire che la Sapienza orfica e eleusina (Orfeo che scende all’Ade, Persefone che viene rapita da Ades) si caratterizza come via catabatica e anabatica, di discesa agli inferi e risalita, che allude alla necessità, per la realizzazione spirituale, di conoscere il volto invisibile della psiche e della phýsis, come nell’opera al nero alchemica, o nel descensus ad inferos di Dante. La morte alla coscienza di veglia, ovvero egoica, coincide con la rinascita alla coscienza di risveglio, per dirla con Eraclito. Ma ho anche in mente la laminetta orfica che recita: “Ora moristi ora rinascesti, o tre volte beato, in questo giorno./ Di’ a Persefone che fu proprio Bacco a liberarti./ Toro ti slanciasti nel latte; capretto cadesti nel latte./Il vino hai in premio, o fortunato”. Morte è rinascita, in una simultaneità di opposti unificati: chi acquisisca la coscienza unitaria, oceanica, sigillata nell’esperienza dionisiaca, nella morte si connette con essa, e rinasce. Sia in vita che in morte (mi si conceda l’enigma) che vengono vanificate entrambe.

Nel tuo discorso, che luogo ha Cristo, come s’insinua l’esperienza dell’uomo di Nazareth?

Cristo è uno dei Sapienti sciamani, Grande iniziato portatore di una sapienza dell’amore. Non dissimile, mutatis mutandis, da Empedocle, o Pitagora, e quindi, a livello essoterico, un rivoluzionario della spiritualità che si riverbera nel rapporto tra gli esseri umani.

Continui a ribadire, con giustizia, la centralità ‘filosofica’ di Giorgio Colli, mi pare del tutto incompresa. Qual è l’insegnamento miliare di Colli?

Il mondo è espressione di una immediatezza, esteriorizzazione di un assoluto con il quale occorre ricongiungersi nell’esperienza mistica e misterica, e attraverso una ragione che sappia dissolversi a esso integrandolo: la conoscenza è salvezza e liberazione, e Apollo e Dioniso sono aspetti complementari della esperienza conoscitiva culminante nella riconnessione all’immediatezza stessa.

Il tuo scavo nella sapienza si traduce anche in una proposta ‘politica’: “Priva di una cultura della saggezza, dell’equilibrio e dell’illuminazione che la sostenga la democrazia si sfalda, perché non esiste più il dèmos (ovvero il popolo dotato di una propria identità) ma una sorta di òchlos (folla, insieme di individui mimetici), manipolata dai mass media”. Che fare, quindi?

Occorre sbrigarsi a recuperare il tesoro spirituale della Sapienza greca connessa con quella orientale, che ci autorizza a diffondere a livello di formazione scolastica e generale le pratiche meditative, come già le praticavano i Pitagorici, e dunque anche Parmenide, Empedocle, e che non sono eccessi di esotismo ma hanno radici nel nostro più autentico DNA culturale e spirituale: in tal modo si porrà rimedio al furto di organo perpetrato dal sistema controsapienziale, ovvero del nous, la coscienza unitaria o oceanica, e dello sguardo sapienziale, empatico e distaccato al tempo stesso, sulla vita, condizione unica per realizzare davvero l’homo sapiens, capace di trascendere i dati grezzi della istintualità cieca, senza decadere nel pessimismo ascetico-nichilistico, e dunque capace di relazionarsi da risvegliato a altri risvegliati. Questa paideía formerà, e già sta formando, cittadini, e dunque anche politici e governanti, consapevoli, solidali e capaci di agire in maniera consapevole e solidale. Hic Rhodus, hic salta!

Fonte:http://www.pangea.news/angelo-tonelli-intervista-sapienza-oriente-e-occidente/

Quanto conta l’opinione di un sonnanbulo
21st Lug, 2019 da Ananda Saraswati

https://telegra.ph/QUANTO-CONTA-LOPINIONE-DI-UN-SONNAMBULO-07-20

Corso Shakti-Mehendi
20th Lug, 2019 da Ananda Saraswati

Risveglia il Mistero Femminino!

Il corso teorico – pratico mensile per risvegliare la potente energia femminile, 21 luglio ore 20 30 presso Centro Nirvaira.
I testi taoisti e tantrici dicono che la Shakti o forza di Yin della donna è inesauribile, a patto che ella viva una vita armonica e naturale.
Il punto di vista metafisico del Taoismo e del Tantra sottolinea che la donna, essendo concepita come incarnazione della natura, è come essa multiforme. Ella cerca la sua proiezione nelle altre donne e nelle cose belle del mondo. Si sforza di esprimere il suo ruolo multiforme attraverso il potere della Shakti, che è miracoloso e potente ed in ultima istanza compassionevole. Il corpo di una donna è soffice, compiacente, recettivo; evoca la sensualità.
Cantare, danzare, disegnare, meditare, gioire , imparare gli insegnamenti degli antenati, imparare la creatività sul corpo dalle donne dell’Oriente.

La tematica di questo corso mensile per donne è Mehendi -l’arte di decorare il corpo.
Dalla Turchia al Marocco e all’India e poi nel mondo intero: le donne, ma anche gli uomini, di tutte le epoche hanno usato le foglie della lawsonia inermis per abbellire il proprio corpo. L’henné è una polvere di colore verdastro che si ottiene dall’essiccazione della pianta della Lawsonia Inermis molto diffusa in Nord Africa, Medio Oriente e India.
Al corso si aprenderanno le tecniche base.

Per info e prenotazioni:3290771388

Nuovo canale su Telegram:

Centro Nirvaira – Il Risveglio della Coscienza – Armonia e Benessere

https://t.me/nirvaira

Corso Reiki Usui, 1 livello
29th Giu, 2019 da Ananda Saraswati

L’Associazione di promozione sociale Nirvaira è lieta di annunciare il weekend di corso teorico/pratico di primo livello del sistema Reiki Usui con le inerenti iniziazioni.

Il corso è aperto a tutti e si terrà sabato 6 e  domenica 7 luglio 2019 a Vasto (CH), presso il Centro yoga, massaggi e terapie alternative Nirvaira. Il termine ultimo per prenotarsi è  5 luglio.

Programma dei 2 giorni di corso:

  • 10:00 – 11:25   –   Corso Reiki
  • 11:25 – 11:35   –   Pausa
  • 11:35 – 13:00   –   Corso Reiki
  • 13:00 – 14:00   –   Pausa pranzo
  • 14:00 – 15:55   –   Corso Reiki
  • 15:55 – 16:05   –   Pausa
  • 16:05 – 18:00   –   Corso Reiki

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