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Seminario pratico di Yoga Nidra
9th Feb, 2018 da Ananda Saraswati

Il 15 febbraio 2018, ore 20 30 presso Centro Nirvaira si terrà il Seminario pratico di Yoga Nidra

Yoga Nidra, che deriva dal Tantra, e’ una potente tecnica dalla  quale imparate a rilassarvi coscientemente.
Nelle pratiche di yoga nidra il sonno non viene considerato come rilassamento.
Per un rilassamento assoluto dovete rimanere consapevoli.
Questo e’ yoga nidra: lo stato di sonno dinamico.
Yoga Nidra e’ un metodo sistematico per indurre un completo rilassamento fisico, mentale e emozionale.
Deriva da due parole sanscrite : yoga che vuol dire unione e consapevolezza unidirezionale, e nidra che vuol dire sonno.
Durante questa pratica si appare addormentati, ma la coscienza funziona a un livello di consapevolezza piu’ profondo.
In questo stadio intermedio  tra sonno e veglia, il contatto con la dimensione subconscia ed inconscia avviene
spontaneamente.
Se la coscienza puo’ essere separata dalla consapevolezza esteriore e dal sonno, essa diviene molto potente e puo’ essere applicata in molte maniere, per esempio per sviluppare la memoria, per incrementare la conoscenza e la creativita’ o per  trasformare la propria natura.

( SWAMI SATYANANDA SARASWATI)

Posti limitati

Per info e contatti 3290771388

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Pensieri di Omraam Mikhaël Aïvanhov
29th Gen, 2018 da Ananda Saraswati

 

« Nella vita, prima o poi sarete vittima di ingiustizie: accuse senza fondamento, giudizi errati da parte di persone che vogliono nuocervi o estromettervi. Sappiatelo, e preparatevi ad affrontare tali situazioni per non lasciare che, quando arriverà il momento, il turbamento, il dispiacere o il desiderio di vendetta prendano il sopravvento. L’unico atteggiamento corretto da avere in questi casi è continuare a lavorare su voi stessi. Ditevi che tutto ciò che è ispirato dal mondo divino rimarrà e un giorno brillerà in tutto il suo splendore, mentre invece i calcoli, gli intrighi e i complotti, anche se per un certo tempo funzionano, sono destinati a fallire.
Lasciate dunque che le persone ingiuste e malvagie sprofondino nella loro palude, se è questo che vogliono: si impoveriranno e si indeboliranno perché ignorano quanto sono terribili le leggi verso chi si è reso servitore della gelosia, della menzogna e dell’odio. La potenza del Cielo è infinita: impercettibilmente, ma instancabilmente, esso lavora, e alla fine tutto si trasforma nel bene per coloro che hanno riposto nella propria vita un ideale di bellezza e di amore per la venuta del Regno di Dio e per la fratellanza nel mondo. »

 

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AGNIHOTRA – La Cerimonia Vedica del Fuoco
25th Gen, 2018 da Ananda Saraswati

Agnihotra Fire

 

Un antico e potente metodo di purificazione ambientale e trasformazione interiore: se guariamo la Terra e il Cielo, Essi guariranno noi.

 

Workshop introduttivo alla cerimonia dell’AGNIHOTRA per la guarigione ambientale e personale, un’agricoltura biologica e una vita sostenibile, inondando l’ambiente di forza vitale e la mente di pace, armonia e vibrazioni alte; a cura degli insegnanti dell’Associazione di Promozione Sociale NIRVAIRA.

 
 

PRESENTAZIONE:

Quella dell’AGNIHOTRA è una breve ma precisa “HOMA” (cerimonia di guarigione mediante il fuoco) di origine vedica, intesa per un uso quotidiano.
Antica saggezza recuperata per guarire la nostra Terra dall’inquinamento grazie a salutari biosfere protettive, la Terapia HOMA – un semplice ed efficace complesso di tecniche ayurvediche – sta guarendo corpi e menti di persone in tutto il mondo, incluse le dipendenze e le malattie cosiddette incurabili. La Terapia HOMA agisce ripristinando nell’ambiente un vitale e salutare stato di equilibrio e come tale è di grande aiuto anche per l’agricoltura biologica.

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Afforismi e poesie di Rumi
14th Gen, 2018 da Ananda Saraswati

“Veicola luce, vivi la luce, spriggiona la luce SII LUCE.”

Biografia

Gialal al-Din Rumi fu un ulema, teologo musulmano sunnita e poeta mistico di origini persiane. Il suo nome è indicato anche come Jalāl al-Dīn Rūmī o Jalaluddin Rumi. E’ conosciuto come Mevlānā in Turchia e come Mawlānā in Iran e Afghanistan. Fondatore della confraternita sufi dei “dervisci rotanti“, Rumi è considerato il massimo poeta mistico della letteratura persiana.

Nasce il 30 settembre del 1207 in Afghanistan, probabilmente nella regione del Khorasan, a Balkh, da genitori di lingua persiana (secondo altre fonti, però, il suo luogo di nascita sarebbe Wakhsh, nel Tagikistan). Il padre è Baha ud-Din Walad, giurista, mistico e teologo musulmano.

Nel 1217, all’età di otto anni, partendo dal Khorasan Rumi compie, in compagnia della famiglia, il pellegrinaggio alla Mecca, mentre nel 1219 si trasferisce – sempre con il resto della famiglia – nella zona nord-orientale dell’Iran in seguito all’invasione mongola.

Con la famiglia passa, secondo la tradizione, attraverso Neishabur, dove incontra Farid al-Din Attar, vecchio poeta che gli profetizza uno splendido futuro e gli regala un esemplare de “Il libro dei segreti“, il suo poema epico, per poi nominarlo ideale continuatore della sua opera.

Gialal al-Din Rumi, quindi, si stabilisce con i genitori in Asia Minore, a Konya, dove viene introdotto alle scienze teologiche approfittando della fama di predicatore del padre. In seguito alla morte del genitore si avvicina anche alla mistica, diventando – così – una celebre guida spirituale sia per la dottrina che per le prediche. Comincia a radunare attorno a sé un gruppo di studiosi con lo scopo di redigere una teoria di scritti teologici.

Per ben sette anni Rumi rimane in Siria per approfondire lo studio delle scienze giuridiche e teologiche islamiche, tra Damasco e Aleppo. Il suo padrino Sayyid Burhan al-Din Muhaqqiq prende il posto di suo padre, prendendosi cura anche di lui e diventando lo shaykh dei discepoli lasciati da Baha ud-Din Walad.

Intorno al 1241, anno in cui Sayyid si ritira a Kayseri, Rumi lo sostituisce. Tre anni più tardi è protagonista di un incontro che gli cambierà la vita, quello con Shams-i Tabriz, personaggio misterioso che diventa il suo maestro spirituale trasmettendogli i suoi insegnamenti in tema di scienze legali e teologiche islamiche.

Con l’aiuto di Tabriz, esperto della scuola Shafi i, Rumi si dedica a una profonda e prolungata ricerca spirituale in seguito alla quale Tabriz sparisce in circostanze misteriose: un evento che crea scandalo.

Dopo la morte del maestro, Rumi è protagonista di una fase di eccezionale capacità creativa, grazie alla quale compone poesie per una raccolta che contiene qualcosa come 30mila versi.

Pochi anni più tardi egli ha modo di conoscere, nella città di Damasco, il grande mistico islamico Ibn Arabi, uno dei teorizzatori più importanti dell’unità dell’essere. Si dedica, quindi, alla realizzazione delle sue due opere principali: una è “Divan-i Shams-i Tabriz“, il canzoniere che raccoglie odi di vario genere. Mentre l’altra è “Masnavi-yi Manavi“, un lungo poema a rime baciate che da più parti è stato considerato un Corano in lingua persiana, suddiviso in sei quaderni ognuno dei quali anticipato da una prefazione in arabo in prosa.

Gialal al-Din Rumi muore il 17 dicembre del 1273 a Konya, in Turchia. Dopo la sua scomparsa i suoi discepoli faranno riferimento all’ordine Mevlevi, i cui riti sono finalizzati al raggiungimento della meditazione attraverso danze rituali. Quella dei dervisci rotanti è una pratica celebre: essi compiono una danza turbinante come metodo per raggiungere l’estasi mistica.

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Quando la Musica e il Mantra Risvegliano l’Anima
12th Dic, 2017 da Ananda Saraswati

Gayatri Mantra, Radical Devotion with Sri Mooji

Carlos Castaneda – Gli insegnamenti di don Juan
4th Set, 2017 da Ananda Saraswati


Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili. Perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via. Se sentite di non doverla seguire, non siete obbligati a farlo in nessun caso. Ogni via è soltanto una via. Non è un affronto a voi stessi o ad altri abbandonarla, se è questo che vi suggerisce il cuore. Ma la decisione di continuare per quella strada, o di lasciarla non deve essere provocata dalla paura o dall’ambizione. Vi avverto: osservate ogni strada attentamente e con calma. Provate a percorrerla tutte le volte che lo ritenete necessario. Poi rivolgete una domanda a voi stessi, e soltanto a voi stessi. Questa strada ha un cuore? Tutte le strade sono eguali. Non conducono in nessun posto. Ci sono vie che passano attraverso la boscaglia, o sotto la boscaglia. Questa strada ha un cuore? E’ l’unico interrogativo che conta. Se ce l’ha è una buona strada. Se non ce l’ha, è da scartare…

Aprire gli occhi su qualcosa è sempre una faccenda molto personale.
 

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Il gioiello che già possiedi in tasca – Adyashanti
4th Set, 2017 da Ananda Saraswati

“Cosa accadrebbe se tu abbandonassi ogni frammento e ogni desiderio di controllo, fino al più infinitesimo impulso a controllare qualsiasi cosa, ovunque, compreso tutto ciò che potrebbe accaderti in questo stesso istante? Immagina di poter rinunciare completamente e definitivamente al controllo, a qualsiasi livello. Se tu fossi in grado di rinunciarvi in modo totale e assoluto, saresti allora un essere spiritualmente libero. 

Molti sostengono che quando togli via, scavando, fino all’ultimo strato della maschera emozionale umana, l’emozione primaria che mantiene gli esseri umani nella separazione è la paura. Non è quanto ho riscontrato personalmente. Ho constatato che il problema essenziale che costringe le persone a sperimentare se stesse come esseri separati è il desiderio e la volontà di controllo. La paura sorge quando credi di non aver alcun controllo. […]

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Io sono Maria Maddalena
1st Set, 2017 da Ananda Saraswati

Dalla prefazione del libro di Anna Maria Bona “Maddalena, l’altra metà di Cristo”.

“L’Entità che io rappresento vive nel Sole spirituale laddove esiste il “Logos Cristico”, e non ha un tempo definibile come voi umani lo concepite. Io sono l’espressione Femminile di Cristo che, in tutti i tempi della vostra storia, ha accompagnato l’energia del Maschile Divino. Cristo ed Io rappresentiamo un’antica sostanza secondo la visione dell’essere androgino da Dio plasmato, perfettamente bilanciato tra la polarità maschile e femminile. Siamo quindi due facce della stessa medaglia.L’energia che si sta esaurendo ora in Terra pone fine ad un tempo troppo caratterizzato nel maschile e fortemente squilibrato. Esso lascerà spazio all’essenza del potere della Dèa, che diventerà strumento per creare un rinnovato stato di coscienza. Nel momento in cui l’energia del Femmininio Divino sarà risvegliata, riconquisterete l’armonia e la saggezza, indispensabili elementi che porteranno linfa vitale per la costruzione del mondo che verrà.Certo vi chiedete, a livello concreto, quale sia il modo per far emergere dentro di voi il femmininio sacro, quando ancora le vostre anime subiscono gli effetti devastanti della separazione, causati da un dominio maschile prevaricante!Vedete, amati, avete dovuto incarnarvi molte volte, attraverso schemi evolutivi, ora maschili, ora femminili per bilanciare ciò che indelebilmente si è impresso nell’anima e che vi ha allontanato dalla coscienza del vostro essere eterno e Divino.

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“L’educazione della vera donna” di Mamani
1st Ago, 2017 da Ananda Saraswati

“In cosa consisteva, nel passato, l’educazione della vera donna?” domandò Kantu.
Osservando il suo volto, Mama Maru prese a spiegarle:
“Anticamente per imparare ad essere una vera donna si doveva ricevere un’iniziazione. La donna entrava da sola nel Tempio del Puma dove vi rimaneva per sette giorni e otto notti. Adagiata su una pietra del tempio assaporava la vera solitudine. Nell’oscurità più assoluta affrontava la sua paura dell’ignoto e, immersa nel silenzio più impenetrabile, cercava di conoscere la sua vera natura; e ti assicuro che è una battaglia difficilissima.
La lotta più dura da sostenere non è quella combattuta contro un avversario, uomo o donna che sia, ma quella sostenuta contro se stessi.
Lì, dove non percepiva il benché minimo rumore, la donna cominciava a udire i suoni emessi dal suo stesso corpo: il battito del cuore, i suoni sordi dei polmoni, del fegato, del pancreas, dell’intestino, dello stomaco, delle ovaie.
Ogni organo cominciava a intonare la propria musica: suoni mai uditi, mai ascoltati.
In quel ritiro assoluto, attraverso la meditazione, la riflessione e l’analisi di tutta la sua vita, la donna vinceva i propri timori, le proprie paure, fino a scoprire chi fosse realmente e che cosa fosse venuta a fare sulla terra. Colei che entrava nel Tempio del Puma ne usciva preparata, consapevole del proprio potere e della propria forza.
Così, persino la donna sterile poteva uscire in grado di concepire dei figli”.
Kantu ascoltava le parole dell’anziana curandera, cercava di cogliere il significato di ogni parola, di ogni gesto di quella donna, che aveva già percorso una parte del proprio cammino.
Con lo sguardo rivolto verso il fuoco, Mama Maru continuò:
“Ma per poter cominciare la sua iniziazione, la donna doveva prima superare una serie di prove che mitigassero il suo carattere per poter quindi imparare, nel Tempio, a controllare a poco a poco il proprio corpo e la propria mente.
Di tutto quel percorso, la lotta più grande che doveva affrontare era quella del controllo della mente. Lì dentro era continuamente assalita da paure e dubbi: doveva imparare ad avere fede, perché chi non ha fede in se stesso è perduto. Concentrata su se stessa, la donna ripercorreva con il ricordo tutto ciò che aveva fatto da quando era venuta al mondo. Per la prima volta in vita sua affrontava e giudicava se stessa. Rinchiusa in quel recinto la donna doveva imparare ad attraversare la porta dell’eternità senza timore. E se lo voleva davvero, ce la poteva fare.
Tutte le donne possono, è solo questione di volontà.
Una volta che avrai compreso la potenza che risiede dentro di te, potrai alzare la testa, guardare gli altri con amore e dolcezza e agire con serenità e determinazione”.
(Hernan Huarache Mamani, La profezia della curandera)

https://www.facebook.com/DeaShakti/

 

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Il ricordo di sé – Osho
19th Giu, 2017 da Ananda Saraswati

 
“L’altro consiste nel non pensare nulla riguardo al mondo, ma continuare soltanto a ricordarsi che tu sei. Gurdjieff usava questo secondo metodo, che deriva dalla tradizione sufì, dall’Islam. I sufì ci lavorarono sopra molto profondamente.
Ricorda: “Io sono”, qualsiasi cosa tu stia facendo. Stai bevendo dell’acqua, stai mangiando il tuo cibo, ricorda: “Io sono”. Continua a mangiare e continua a ricordare: “Io sono, io sono”. Non dimenticartene! E’ difficile perché tu pensi di sapere già di essere dunque che bisogno c’è di continuare a ricordarlo? Tu non te lo ricordi mai, ma è una tecnica molto, molto potente. Mentre stai camminando ricordati: “Io sono”. Lascia che ci sia il camminare, continua a camminare, ma sii costantemente centrato in questo ricordare a te stesso: “Io sono, io sono, io sono”. Non dimenticartene. Tu mi stai ascoltando: fallo qui. Mi stai ascoltando: non essere così immenso, coinvolto, identificato. Qualsiasi cosa io stia dicendo, ricordati, continua a ricordarti. C’è l’ascolto, ci sono le parole, qualcuno sta parlando, tu sei: “Io sono, io sono, io sono”. Fa che questo “io sono” sia un fattore costante di consapevolezza. E’ molto difficile. Tu non riesci a ricordartene neppure per un solo minuto. Provaci. Mettiti l’orologio davanti agli occhi, e fissa le lancette che si muovono: un secondo, due secondi, tre secondi, continua a guardarlo. Fa’ due cose, guarda il movimento della lancetta che segna i secondi e ricordati continuamente: “Io sono, io sono”. A ogni secondo continua a ricordarti: “Io sono”. Nel giro di cinque o sei secondi sentirai di averlo dimenticato. All’improvviso ti ricorderai:”Sono passati diversi secondi e non me ne sono ricordato”. Ricordarsene anche per un solo intero minuto è un miracolo, e se ci riesci, la tecnica fa per te. Allora praticala. Per suo tramite sarai in grado di andare al di là dei sogni e di sapere che i sogni sono sogni. Come funziona?
 

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Seminario teorico – pratico : I Cinque Tibetani – L’elisir di lunga vita
26th Mag, 2017 da Ananda Saraswati

 

Il 29 maggio , ore 18 30 presso Centro Nirvaira si terrà il seminario –I Cinque tibetaniL’elisir di lunga vita, la chiave per ottenere la giovinezza, salute e vitalità durature

Nel corpo ci sono sette centri energetici principali chiamati Chakra che corrispondono alle sette ghiandole endocrine. Ogni chakra ha il centro in una delle sette ghiandole endocrine (a secrezione interna) che hanno la funzione di stimolare la produzione di ormoni. Gli ormoni regolano le funzioni del corpo incluso il processo di invecchiamento. Stimolando tutti i sistemi di regolazione del corpo, le ghiandole endocrine, il sistema circolatorio, i meridiani e così via si agisce sul livello biochimico degli enzimi e degli ormoni, influenzando fortemente la nostra sensazione di benessere e la nostra sfera emozionale. In una persona sana ogni centro energetico ruota a grande velocità, facendo in modo che l’energia vitale (detta anche Prana o Qi) scorra verso l’alto attraverso il sistema endocrino. Se uno di questi centri rallenta, si blocca il flusso di energia vitale influendo così sullo stato di salute.

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Il pensiero del giorno di Aivanhov
8th Apr, 2017 da Ananda Saraswati

“ Colui che è nato una seconda volta è simile a una
sorgente da cui sgorga acqua pura vicino alla quale
vengono ad insediarsi piante, animali, uomini e
un’intera civiltà. La sua religione è la vera religione
dell’amore divino e della saggezza divina. L’universo
è per lui il vero tempio di Dio di cui il sole è il grande
sacerdote, mentre gli astri sono le luci della notte.
Colui che è nato una seconda volta è riuscito ad
aprire e a liberare dentro di sé tutti i canali sottili, in
modo da assorbire le correnti celesti. Egli
rappresenta il prisma perfetto che distribuisce le
sette forze benefiche in tutto il suo essere e le
proietta per il bene di coloro che lo circondano. Sa
utilizzare il potere del fuoco sull’acqua. Studia la
vera alchimia, la vera astrologia e la vera Cabala che
si trovano innanzitutto all’interno di se stesso. È
attento ad ogni suo gesto, ad ogni movimento del
suo viso e del suo corpo, e sorveglia ogni sua parola
per diventare un vero mago bianco. Infine, colui che
è nato una seconda volta ha compreso la lezione
delle api che ci forniscono un magnifico esempio di
società superiore e che sanno preparare il miele: egli
lavora per far sì che il concetto di fratellanza
universale si diffonda sulla terra, e impara a
preparare il miele spirituale nell’ambito della sua
stessa vita.”

O.M.Aivanhov

http://nirvaira.org/consulenze-massaggi-trattamenti-energetici/

http://nirvaira.org/attivita-associazione-nirvaira/

http://nirvaira.org/contatti/

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L’evoluzione secondo Gurdjieff
10th Dic, 2016 da Ananda Saraswati

gurdjieff2

 

Georges Ivanovič Gurdjieff (Alexandropol, 13 gennaio 1872 – Neuilly, 29 ottobre 1949) è stato un filosofo, scrittore, mistico e “maestro di danze” armeno. L’eredità lasciataci da questo grande maestro è tra le più preziose a cui possiamo far riferimento e, mai come oggi, il suo insegnamento si dimostra appropriato e necessario per contrastare l’inconsapevolezza e l’intorpidimento tipici dell’uomo moderno. Gurdjieff sosteneva che oggi l’uomo non è più in grado di funzionare armoniosamente né tanto meno di comprendere il suo funzionamento. Lo studio di Gurdjieff contemplava domande di natura esistenziale cercando di definire lo scopo della vita, in particolare quella dell’essere umano. Dopo diversi anni di ricerche e di pratiche, decise di presentare quanto aveva appreso in una forma oggettiva e comprensibile per il mondo occidentale sintetizzandola in un metodo capace di produrre un livello superiore di vitalità e consapevolezza.

Il suo programma prevede il raggiungimento di uno stato di equilibrio che coinvolge simultaneamente tutti i centri preposti all’interpretazione del “mondo” con cui ci relazioniamo. Il suo insegnamento integra l’essenza di diverse tradizioni religiose in un sistema di tecniche psicofisiche che conduce al superamento degli automatismi psicologici ed esistenziali che rendono l’essere umano medio simile ad una macchina, automatismi normalmente alimentati da una moltitudine di influenze esterne. Gurdjieff ci rivela così come realizzare i potenziali di un individuo grazie al “lavoro su di sé” ed era solito esprimere i suoi insegnamenti in tre forme: scritti, musica e movimenti, corrispondenti ai nostri centri intellettuale, emozionale e fisico.

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La liberazione attraverso la visione nuda della natura dello spirito
25th Nov, 2016 da Ananda Saraswati

Padmasambhava is also called Guru Rimpoche, the founder of the Nyingmapa School of Tibetan Buddhism. All through his life he was a controversial figure. On at least two occasions his flouting of convention caused such outrage that people attempted to burn him at the stake – but he emerged unscathed each time. He is the archetype of the embodiment in one person all the accumulated knowledge, wisdom, love and power of the Buddhist tradition. He brought Buddhism to Tibet from India in the eighth century.

“Lo spirito unico che penetra ogni vita e ogni liberazione,

Non viene riconosciuto nonostante sia la nostra stessa natura fondamentale.

Il suo flusso è costante ma noi lo ignoriamo.

La sua intelligenza luminosa e senza incrinature non viene percepita

Benché essa emerga da ogni cosa.

Gli eroi hanno proclamato l’inconcepibile

E la totalità degli insegnamenti i più segreti

Non parlano di null’altro che di questa suprema realizzazione.

Nonostante le scritture siano vaste quanto il cielo,

Esse non insegnano nient’altro che questo spirito di identità,

Questa introduzione diretta è riservata agli eroi.

Essa è l’unica che ci fa penetrare l’assoluto a piè pari.

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Ai giovani
13th Ott, 2016 da Ananda Saraswati

educazione

Vi siete mai chiesti quale sia il senso dell’educazione? Perché andiamo a scuola, perché impariamo varie materie, perché facciamo esami e gareggiamo fra di noi per avere i voti migliori? Qual è il significato della cosiddetta educazione, qual è la sua vera funzione? Si tratta di un interrogativo realmente importante, non solo per gli studenti, ma anche per i genitori, per gli insegnanti e per chiunque ami questo nostro pianeta. Perché affrontiamo la lotta che il ricevere un’educazione comporta? E’ semplicemente allo scopo di superare qualche esame e trovare lavoro? Oppure la funzione dell’educazione è di prepararci, quando siamo giovani, a comprendere il processo della vita nella sua interezza? Avere un lavoro e guadagnarsi da vivere è necessario – ma è davvero tutto lì? E’ solo per quello che veniamo educati? Di certo la vita non è fatta soltanto di un lavoro, di un’occupazione. La vita è qualcosa di straordinariamente ampio e profondo, è un grande mistero, un vasto regno in cui agiamo in quanto esseri umani. Se ci prepariamo semplicemente a guadagnarci da vivere, non riusciremo a cogliere il senso della vita; e comprendere la vita è molto più importante che prepararsi per un esame o ottenere ottimi risultati in matematica, fisica e così via.

Dunque, in quanto insegnanti o allievi, non è importante domandarci perché educhiamo o veniamo educati? E qual è il significato della vita? Non è forse la vita una cosa straordinaria? Gli uccelli, i fiori, gli alberi in fiore, il cielo, le stelle, i fiumi e i pesci che ci vivono – tutto questo è vita. La vita sono i poveri e i ricchi; la vita è la perenne battaglia fra gruppi, razze e nazioni; la vita è meditazione; la vita è ciò che chiamiamo religione, ed è anche gli aspetti inafferrabili, nascosti, della mente – le invidie, le ambizioni, le passioni, le paure, le gratificazioni, le angosce.

 

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Pensieri di O. Aivanhov
29th Giu, 2016 da Ananda Saraswati

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” Gli esseri umani, presi individualmente e isolatamente, sono deboli e senza forza. La loro forza si basa sull’unità, sull’armonia. Perciò pensate il più spesso possibile alla famiglia universale che dovete formare, malgrado le vostre differenze di carattere, di temperamento, di grado evolutivo, di condizione sociale, di attività… Mettete da parte questi dettagli, non sono importanti e non giocano nessun ruolo nella vita spirituale. Rafforzate nel vostro cuore la convinzione che, malgrado le divergenze, siete tutti membri della fratellanza universale, la cui origine non è sulla terra ma nel mondo divino. Nessuna impresa può dare risultati positivi, se gli esseri umani non hanno coscienza di agire non come individui separati, ma come membri di un unico corpo, la cui testa è in alto.”

“Se lasciate per qualche tempo un po’ di cibo in una stanza, presto arriveranno delle bestiole. Se avete lasciato un po’ di miele o di marmellata verranno le mosche o le vespe, se un po’ di formaggio, verranno i topi. Come fanno a sentire da lontano che c’è qualcosa proprio per loro? Basta però ripulire la stanza, perché gli animaletti spariscano. Questi dettagli della vita quotidiana, che tutti conoscete, vi permettono di capire meglio alcuni fenomeni dalla vita psichica. Se qualcuno si sofferma su certi pensieri, su certi desideri o sentimenti, che non sono né luminosi né puri, vedrà immediatamente
giungere le entità che amano le impurità, e che si stabiliranno presso di lui per nutrirsene. Se però si purifica e diventa ragionevole, quelle entità lo abbandoneranno per fare posto agli spiriti luminosi.
Pochissime persone sanno leggere il libro della natura che sta sempre davanti ai loro occhi. Direte che sono solo dei piccoli particolari, è vero, ma le loro applicazioni alla vita psichica sono immense.”
“Perché è importante avere un alto ideale di bellezza, di luce, di purezza, di potenza, d’amore?
Perché questo ideale produce un fenomeno magico:fra noi e il cielo si forma una rete di energie. L’idealemette in azione delle forze nascoste dentro di noi, le sveglia e le attira a sé. Si verifica una specie di polarità fra noi ed il nostro ideale che, non soltanto serve come termine di paragone, di misura, di modello, di campione, ma agisce anche come fattore
magico, mettendo in azione forze della nostra coscienza e del nostro super conscio. L’ideale agisce sul mentale, perché quest’ultimo impari a discernere e a riconoscere ciò che è perfetto; desta e risveglia il calore e l’amore nel cuore, stimola e dinamizza la volontà. Il nostro alto ideale mette, dunque, tutto il nostro essere in consonanza con Dio stesso.”
O. Aivanhov

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Jiddu Krishnamurti, pensieri
11th Giu, 2016 da Ananda Saraswati

risveglio

Non sono un lettore. Ma ho osservato intensamente per tutta la vita.
(Jiddu Krishnamurti)

Responsabilità e serietà

Vedendo tutto ciò, la confusione, la grande infelicità, il senso di enorme malessere, ogni serio indagatore direbbe che è possibile trasformare questa società solo se l’individuo trasforma realmente se stesso, ovvero se si rigenera dalle fondamenta. La responsabilità di questa trasformazione ricade sull’individuo, non sulle masse o sui preti, sui templi o le chiese, ma su ogni essere umano consapevole di questa spaventosa confusione politica, religiosa ed economica.
(Un modo diverso di Vivere)

Quando i vostri interessi provati sono presenti, non ci può essere amore, ma solo il processo di sfruttamento che nasce dalla paura.
(La ricerca della felicità)

La crescita è il fiorire della bontà
(Un modo diverso di vivere)

Il compito dell’educazione consiste proprio nel risvegliare l’individuo
(La ricerca della felicità)

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Mahatma Gandhi
19th Mag, 2016 da Ananda Saraswati

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Mito del pacifismo del ventesimo secolo e formulatore della dottrina della nonviolenza, Gandhi ha condotto il processo di indipendenza dell’India.
Anche se fu l’architetto dell’indipendenza dell’India (1947), Mahatma Gandhi è raramente evocata da quello successo. In primo luogo, perché la figura più stimolante non risiede così tanto in quanto breve come i media, cioè nella sua quasi tre decenni di perseveranza in un attivismo Pacifico basato sulla non-violenza e la forza delle convinzioni. E in secondo luogo, perché i loro obiettivi sempre erano molto più ampi e comprendeva l’abolizione delle caste, giustizia sociale, la trasformazione delle strutture economiche e armonia tra le religioni, si propone che convergevano sull’ideale di un profondo rinnovamento etico e spirituale umano.

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