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Un uomo identificato diventa una cosa, un pezzo di carne
6th Mag, 2017 da Ananda Saraswati

L’identificazione è il nostro nemico più terribile, perché penetra ovunque e ci inganna proprio nel momento in cui crediamo di lottare contro di essa.

Se ci è tanto difficile liberarci dall’identificazione, è perché ci identifichiamo più facilmente con le cose a cui siamo maggiormente interessati, quelle alle quali diamo tutto il nostro tempo, il nostro lavoro e la nostra attenzione. Per liberarsi dall’identificazione, l’uomo deve stare costantemente in guardia ed essere inflessibile verso sé stesso: non deve aver paura di smascherare tutte le sue forme più sottili e nascoste.

È indispensabile vedere, studiare l’identificazione, al fine di scoprirne in noi stessi le radici più profonde. Ma la difficoltà della lotta contro l’identificazione è accresciuta ulteriormente dal fatto che, quando le persone la riconoscono, la considerano una qualità eccellente e le attribuiscono nomi quali ‘entusiasmo’, ‘zelo’, ‘passione’, ‘spontaneità’, ‘ispirazione’, ecc. Ritengono che non si possa fare realmente un buon lavoro, in qualsiasi campo, se non in stato di identificazione. In realtà, è un’illusione. In tale stato l’uomo non può fare nulla di sensato. E se la gente potesse vedere ciò che lo stato di identificazione significa, cambierebbe d’avviso. Un uomo identificato diventa una cosa, un pezzo di carne; perde anche quella minima somiglianza che aveva con un essere umano.

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Il pensiero del giorno di Aivanhov
8th Apr, 2017 da Ananda Saraswati

“ Colui che è nato una seconda volta è simile a una
sorgente da cui sgorga acqua pura vicino alla quale
vengono ad insediarsi piante, animali, uomini e
un’intera civiltà. La sua religione è la vera religione
dell’amore divino e della saggezza divina. L’universo
è per lui il vero tempio di Dio di cui il sole è il grande
sacerdote, mentre gli astri sono le luci della notte.
Colui che è nato una seconda volta è riuscito ad
aprire e a liberare dentro di sé tutti i canali sottili, in
modo da assorbire le correnti celesti. Egli
rappresenta il prisma perfetto che distribuisce le
sette forze benefiche in tutto il suo essere e le
proietta per il bene di coloro che lo circondano. Sa
utilizzare il potere del fuoco sull’acqua. Studia la
vera alchimia, la vera astrologia e la vera Cabala che
si trovano innanzitutto all’interno di se stesso. È
attento ad ogni suo gesto, ad ogni movimento del
suo viso e del suo corpo, e sorveglia ogni sua parola
per diventare un vero mago bianco. Infine, colui che
è nato una seconda volta ha compreso la lezione
delle api che ci forniscono un magnifico esempio di
società superiore e che sanno preparare il miele: egli
lavora per far sì che il concetto di fratellanza
universale si diffonda sulla terra, e impara a
preparare il miele spirituale nell’ambito della sua
stessa vita.”

O.M.Aivanhov

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L’evoluzione secondo Gurdjieff
10th Dic, 2016 da Ananda Saraswati

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Georges Ivanovič Gurdjieff (Alexandropol, 13 gennaio 1872 – Neuilly, 29 ottobre 1949) è stato un filosofo, scrittore, mistico e “maestro di danze” armeno. L’eredità lasciataci da questo grande maestro è tra le più preziose a cui possiamo far riferimento e, mai come oggi, il suo insegnamento si dimostra appropriato e necessario per contrastare l’inconsapevolezza e l’intorpidimento tipici dell’uomo moderno. Gurdjieff sosteneva che oggi l’uomo non è più in grado di funzionare armoniosamente né tanto meno di comprendere il suo funzionamento. Lo studio di Gurdjieff contemplava domande di natura esistenziale cercando di definire lo scopo della vita, in particolare quella dell’essere umano. Dopo diversi anni di ricerche e di pratiche, decise di presentare quanto aveva appreso in una forma oggettiva e comprensibile per il mondo occidentale sintetizzandola in un metodo capace di produrre un livello superiore di vitalità e consapevolezza.

Il suo programma prevede il raggiungimento di uno stato di equilibrio che coinvolge simultaneamente tutti i centri preposti all’interpretazione del “mondo” con cui ci relazioniamo. Il suo insegnamento integra l’essenza di diverse tradizioni religiose in un sistema di tecniche psicofisiche che conduce al superamento degli automatismi psicologici ed esistenziali che rendono l’essere umano medio simile ad una macchina, automatismi normalmente alimentati da una moltitudine di influenze esterne. Gurdjieff ci rivela così come realizzare i potenziali di un individuo grazie al “lavoro su di sé” ed era solito esprimere i suoi insegnamenti in tre forme: scritti, musica e movimenti, corrispondenti ai nostri centri intellettuale, emozionale e fisico.

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“Stati di coscienza”- Gurdjieff
28th Nov, 2016 da Ananda Saraswati

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Le funzioni psichiche e le funzioni fisiche non possono essere comprese fintanto che non sia compreso che le une e le altre possono lavorare in differenti stati di coscienza.
Vi sono quattro stati di coscienza possibili per l’uomo. Ma l’uomo ordinario, in altri termini, l’uomo 1, 2 o 3 non vive che negli stati di coscienza più bassi. I due stati di coscienza superiori gli sono inaccessibili, e benché egli possa averne coscienza a sprazzi, è incapace di comprenderli e li giudica dal punto di vista dei due stati di coscienza inferiori che gli sono abituali.
Il primo, il sonno, è lo stato passivo nel quale gli uomini trascorrono un terzo e sovente anche la metà della loro vita.
Il secondo, nel quale passano l’altra metà della loro vita, è quello stato in cui camminano per le strade, scrivono libri, discutono di soggetti sublimi, si occupano di politica, si ammazzano a vicenda: è uno stato che considerano attivo e chiamano “coscienza lucida”, o “stato di veglia” della coscienza. Queste espressioni di “coscienza lucida” o “stato di veglia della coscienza” sembrano essere formulate per scherzo, specialmente se ci si rende conto di ciò che dovrebbe essere una “coscienza lucida” e di ciò che è in realtà lo stato nel quale l’uomo vive e agisce.

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La liberazione attraverso la visione nuda della natura dello spirito
25th Nov, 2016 da Ananda Saraswati

Padmasambhava is also called Guru Rimpoche, the founder of the Nyingmapa School of Tibetan Buddhism. All through his life he was a controversial figure. On at least two occasions his flouting of convention caused such outrage that people attempted to burn him at the stake – but he emerged unscathed each time. He is the archetype of the embodiment in one person all the accumulated knowledge, wisdom, love and power of the Buddhist tradition. He brought Buddhism to Tibet from India in the eighth century.

“Lo spirito unico che penetra ogni vita e ogni liberazione,

Non viene riconosciuto nonostante sia la nostra stessa natura fondamentale.

Il suo flusso è costante ma noi lo ignoriamo.

La sua intelligenza luminosa e senza incrinature non viene percepita

Benché essa emerga da ogni cosa.

Gli eroi hanno proclamato l’inconcepibile

E la totalità degli insegnamenti i più segreti

Non parlano di null’altro che di questa suprema realizzazione.

Nonostante le scritture siano vaste quanto il cielo,

Esse non insegnano nient’altro che questo spirito di identità,

Questa introduzione diretta è riservata agli eroi.

Essa è l’unica che ci fa penetrare l’assoluto a piè pari.

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Ai giovani
13th Ott, 2016 da Ananda Saraswati

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Vi siete mai chiesti quale sia il senso dell’educazione? Perché andiamo a scuola, perché impariamo varie materie, perché facciamo esami e gareggiamo fra di noi per avere i voti migliori? Qual è il significato della cosiddetta educazione, qual è la sua vera funzione? Si tratta di un interrogativo realmente importante, non solo per gli studenti, ma anche per i genitori, per gli insegnanti e per chiunque ami questo nostro pianeta. Perché affrontiamo la lotta che il ricevere un’educazione comporta? E’ semplicemente allo scopo di superare qualche esame e trovare lavoro? Oppure la funzione dell’educazione è di prepararci, quando siamo giovani, a comprendere il processo della vita nella sua interezza? Avere un lavoro e guadagnarsi da vivere è necessario – ma è davvero tutto lì? E’ solo per quello che veniamo educati? Di certo la vita non è fatta soltanto di un lavoro, di un’occupazione. La vita è qualcosa di straordinariamente ampio e profondo, è un grande mistero, un vasto regno in cui agiamo in quanto esseri umani. Se ci prepariamo semplicemente a guadagnarci da vivere, non riusciremo a cogliere il senso della vita; e comprendere la vita è molto più importante che prepararsi per un esame o ottenere ottimi risultati in matematica, fisica e così via.

Dunque, in quanto insegnanti o allievi, non è importante domandarci perché educhiamo o veniamo educati? E qual è il significato della vita? Non è forse la vita una cosa straordinaria? Gli uccelli, i fiori, gli alberi in fiore, il cielo, le stelle, i fiumi e i pesci che ci vivono – tutto questo è vita. La vita sono i poveri e i ricchi; la vita è la perenne battaglia fra gruppi, razze e nazioni; la vita è meditazione; la vita è ciò che chiamiamo religione, ed è anche gli aspetti inafferrabili, nascosti, della mente – le invidie, le ambizioni, le passioni, le paure, le gratificazioni, le angosce.

 

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«Non instaurare amicizie inutili», gli 82 comandamenti di Alejandro Jodorowsky
16th Lug, 2016 da Ananda Saraswati

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«Non difendere le tue vecchie idee semplicemente perché sei colui che le ha espresse»

Reyna d’Assia. Se cercate informazioni su di lei nella grande enciclopedia che è il web, non troverete molte notizie, ma solo qualche dato confuso e parecchi dubbi. Si dice sia figlia del celebre filosofo e mistico armeno Georges Gurdjieff, ma Dushka Howarth, l’ultima nata, ancora in vita affermò di non averne mai sentito parlare (e Wikipedia non le dà torto).

Ciò in cui certamente vi imbatterete, cercando informazioni su Reyna d’Assia, sono 82 comandamenti che afferma esserle stati impartiti dal padre. Nessuno ha mai però trovato il modo di confermare l’attendibilità della leggenda narrata. Gli 82 comandamenti, infatti, appaiono nel libro The Spiritual Journey of Alejandro Jodorowsky.

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Il Vero Te ~ Alan Watts
5th Lug, 2016 da Ananda Saraswati

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Se sei pronto a svegliarti, ti sveglierai e, se non sei pronto, tu continuerai a presumere di essere solo un povero uomo.

E, dato che siete qui, e avete intrapreso questo tipo di ricerca e state ascoltando questo tipo di letture, posso assumere che siete tutti sulla strada per il risveglio. Oppure stai stuzzicando te stesso con una qualche sorta di flirt verso il risveglio al quale non sei veramente dedito. Ma assumo che forse tu, anche non essendo dedito, sei sincero, che sei pronto a svegliarti. Quindi, quando sei sulla via del risveglio e stai scroprendo chi sei realmente, ciò che fai è ciò che l’intero universo sta facendo nel posto che tu chiami “QUI E ORA”.
Tu sei qualcosa che l’intero universo sta facendo come l’onda è qualcosa che l’intero oceano sta facendo. Il vero Te non è un pupazzo comandato dalla vita; il vero, più profondo Te, è l’intero universo. Per cui, quando muori, non farai i conti con una non-esistenza eterna, perchè non è un’esperienza.
Tante persone hanno paura che quando muoiono, resteranno per sempre intrappolate in una stanza oscura e subiscono questo.
Ma una delle cose più interessanti in questo mondo; e questo è una specie di yoga, una via della realizzazione…prova e immagina come sarebbe andare a dormire e non svegliarsi più.
Pensa questo. I bambini pensano questo.
E’ una delle più grandi meraviglie della vita.
Come sarebbe andare a dormire e non svegliarsi più?
E se pensi abbastanza a questo qualcosa accadrà.
Scoprirai, fra le altre cose, che una nuova domanda nascerà in te:
Come è stato svegliarsi senza essere mai andati a dormire?
E’ ciò che è successo quando sei nato.
Vedi, non puoi avere un esperienza del nulla; la natura detesta il vacuo.

Per cui, una volta morto, l’unica cosa che può succedere è la stessa esperienza, o qualcosa di simile, di quando sei nato. In altre parole, noi tutti sappiamo molto bene che alcune persone muoiono e altre nascono; e loro sono tutti te, solamente che tu puoi sperimentare un’unica esperienza per volta.
Tutti sono Io, voi tutti sapete che siete voi, e dovunque esistano esseri attraverso tutte le galassie, questo non farebbe alcuna differenza, tu sei anche loro.
E quando loro diventano coscienti, anche tu lo diventi, lo sai molto bene; solo non devi ricordare il passato proprio come non pensi a come funziona la tua ghiandola tiroidea, o qualsiasi altra cosa nel tuo organismo; non hai bisogno di sapere come splende il sole.
Semplicemente lo fa, proprio come respiri.
Non sei realmente stupito di quanto tu sia meravigliosamente complesso e di come tu stia facendo tutto questo senza aver mai ricevuto nessuna educazione su come farlo?

Alan Watts, estratto da “Does it do you, or do you do it”

 

 

 

 

 

 

 

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Pensieri di O. Aivanhov
29th Giu, 2016 da Ananda Saraswati

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” Gli esseri umani, presi individualmente e isolatamente, sono deboli e senza forza. La loro forza si basa sull’unità, sull’armonia. Perciò pensate il più spesso possibile alla famiglia universale che dovete formare, malgrado le vostre differenze di carattere, di temperamento, di grado evolutivo, di condizione sociale, di attività… Mettete da parte questi dettagli, non sono importanti e non giocano nessun ruolo nella vita spirituale. Rafforzate nel vostro cuore la convinzione che, malgrado le divergenze, siete tutti membri della fratellanza universale, la cui origine non è sulla terra ma nel mondo divino. Nessuna impresa può dare risultati positivi, se gli esseri umani non hanno coscienza di agire non come individui separati, ma come membri di un unico corpo, la cui testa è in alto.”

“Se lasciate per qualche tempo un po’ di cibo in una stanza, presto arriveranno delle bestiole. Se avete lasciato un po’ di miele o di marmellata verranno le mosche o le vespe, se un po’ di formaggio, verranno i topi. Come fanno a sentire da lontano che c’è qualcosa proprio per loro? Basta però ripulire la stanza, perché gli animaletti spariscano. Questi dettagli della vita quotidiana, che tutti conoscete, vi permettono di capire meglio alcuni fenomeni dalla vita psichica. Se qualcuno si sofferma su certi pensieri, su certi desideri o sentimenti, che non sono né luminosi né puri, vedrà immediatamente
giungere le entità che amano le impurità, e che si stabiliranno presso di lui per nutrirsene. Se però si purifica e diventa ragionevole, quelle entità lo abbandoneranno per fare posto agli spiriti luminosi.
Pochissime persone sanno leggere il libro della natura che sta sempre davanti ai loro occhi. Direte che sono solo dei piccoli particolari, è vero, ma le loro applicazioni alla vita psichica sono immense.”
“Perché è importante avere un alto ideale di bellezza, di luce, di purezza, di potenza, d’amore?
Perché questo ideale produce un fenomeno magico:fra noi e il cielo si forma una rete di energie. L’idealemette in azione delle forze nascoste dentro di noi, le sveglia e le attira a sé. Si verifica una specie di polarità fra noi ed il nostro ideale che, non soltanto serve come termine di paragone, di misura, di modello, di campione, ma agisce anche come fattore
magico, mettendo in azione forze della nostra coscienza e del nostro super conscio. L’ideale agisce sul mentale, perché quest’ultimo impari a discernere e a riconoscere ciò che è perfetto; desta e risveglia il calore e l’amore nel cuore, stimola e dinamizza la volontà. Il nostro alto ideale mette, dunque, tutto il nostro essere in consonanza con Dio stesso.”
O. Aivanhov

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Frasi di Carlos Castaneda
15th Giu, 2016 da Ananda Saraswati

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Nel “Il lato attivo dell’infinito” sono contenute le rivelazioni più sconvolgenti che il nagual don Juan Matus fa al suo discepolo Carlos Castaneda: l’umanità è schiava di spietati esseri inorganici, i “Voladores”, che si cibano della sua consapevolezza.

 

Ogni essere umano possiede due menti: una è completamente nostra ed è simile ad una voce debole che ci porta sempre ordine, direzione e uno scopo preciso; l’altra è invece una installazione estranea che ci porta conflitti, arroganza dubbi e disperazione.

 

Le nostre meschinità e le nostre contraddizioni sono il risultato di un conflitto trascendentale che affligge tutti noi, ma di cui solo gli sciamani sono dolorosamente e disperatamente consapevoli: si tratta del conflitto delle nostre due menti.

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Jiddu Krishnamurti, pensieri
11th Giu, 2016 da Ananda Saraswati

risveglio

Non sono un lettore. Ma ho osservato intensamente per tutta la vita.
(Jiddu Krishnamurti)

Responsabilità e serietà

Vedendo tutto ciò, la confusione, la grande infelicità, il senso di enorme malessere, ogni serio indagatore direbbe che è possibile trasformare questa società solo se l’individuo trasforma realmente se stesso, ovvero se si rigenera dalle fondamenta. La responsabilità di questa trasformazione ricade sull’individuo, non sulle masse o sui preti, sui templi o le chiese, ma su ogni essere umano consapevole di questa spaventosa confusione politica, religiosa ed economica.
(Un modo diverso di Vivere)

Quando i vostri interessi provati sono presenti, non ci può essere amore, ma solo il processo di sfruttamento che nasce dalla paura.
(La ricerca della felicità)

La crescita è il fiorire della bontà
(Un modo diverso di vivere)

Il compito dell’educazione consiste proprio nel risvegliare l’individuo
(La ricerca della felicità)

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Mahatma Gandhi
19th Mag, 2016 da Ananda Saraswati

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Mito del pacifismo del ventesimo secolo e formulatore della dottrina della nonviolenza, Gandhi ha condotto il processo di indipendenza dell’India.
Anche se fu l’architetto dell’indipendenza dell’India (1947), Mahatma Gandhi è raramente evocata da quello successo. In primo luogo, perché la figura più stimolante non risiede così tanto in quanto breve come i media, cioè nella sua quasi tre decenni di perseveranza in un attivismo Pacifico basato sulla non-violenza e la forza delle convinzioni. E in secondo luogo, perché i loro obiettivi sempre erano molto più ampi e comprendeva l’abolizione delle caste, giustizia sociale, la trasformazione delle strutture economiche e armonia tra le religioni, si propone che convergevano sull’ideale di un profondo rinnovamento etico e spirituale umano.

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I 20 comandamenti di Gurdjeff
3rd Mag, 2016 da Ananda Saraswati

 

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Questo notevole quanto strano personaggio vissuto agli inizi del ‘900, fu un vero e proprio “terrorista psichico” negli scombussolati salotti dell’aristocrazia e della borghesia buonista di inizio secolo.
Diede inizio ad una vera e propria rivoluzione del punto di vista dell’essere, inteso come essere vivente risvegliato, partendo dal presupposto che tutti dormiamo incessantemente, ed attraverso una serie di esperienze in vita, si può costruire giorno dopo giorno un vero e proprio “corpo nuovo di luce” in cui non si è più una macchina guidata dagli eventi, e ci si prende la responsabilità delle proprie scelte e della propria vita, essendo infine “svegli”.
Originario dei monti del caucaso, figlio di un cantastorie, curioso ed instancabile viaggiatore, mise a punto un sistema d’insegnamento esoterico derivato in gran parte dal sufismo e dall’occultismo orientale.

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Don Miguel Ruiz -frasi e pensieri
27th Apr, 2016 da Ananda Saraswati

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Ignora le opinioni degli altri.
Qualunque cosa gli altri sentano,
pensino o dicano, non prenderla in modo personale.
Gli altri hanno le loro opinioni, in accordo al loro sistema di credenze,
quindi qualunque cosa pensino di te non riguarda te, riguarda loro.
Don Miguel Ruiz  – I Quattro Accordi

Camminare, Parlare, Lavorare, Giocare:
tutto cio’ che facciamo è un rituate d’amore.
Il semplice fatto di essere vivo mi rende profondamente felice perchè io non penso più, io sento.
Don Miguel Ruiz – Le carte della Voce della Conoscenza

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Aforismi – Sufi e Arabi
16th Apr, 2016 da Ananda Saraswati

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Tutti i maestri dicono che il tesoro spirituale
è una scoperta solitària.
Perché allora stiamo insieme?
Domandò uno dei discepoli al maestro sufi Nasrudin.
Voi state insieme perché un bosco
è sempre più forte di un albero solitario.
Rispose Nasrudin.
Il bosco mantiene l’umidità dell’aria,
resiste meglio alla tempesta,
aiuta il suolo a essere fertile,
ma ciò che rende forte un albero è la sua radice.
E la radice di una pianta non può aiutare
nessun’altra pianta a crescere.
Stare insieme nello stesso proposito,
e lasciare che ciascuno cresca alla propria maniera:
è questo il cammino di coloro che desiderano comunicare con Dio.
– Saggezza, Sufi

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Il ricordo di sé ed esercizi
5th Apr, 2016 da Ananda Saraswati

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“Esistono menti che si interrogano, che desiderano la verità del cuore, la cercano, si sforzano di risolvere i problemi generati dalla vita, cercano di penetrare l’essenza delle cose e dei fenomeni, e di penetrare in loro stesse. Se un uomo ragiona e pensa bene, non ha importanza quale cammino egli segua per risolvere questi problemi, deve inevitabilmente ritornare a se stesso, ed incominciare dalla soluzione del problema di che cosa egli stesso sia e di quale sia il suo posto nel mondo attorno a lui.”

G. I. Gurdjeff

PARTE I

Il primo passo verso l’acquisizione della liberazione e dell’immortalità consiste in un accurato lavoro di « risveglio »; l’individuo deve cioè rendersi pienamente conto che allo stato attuale sta dormendo.
Quando ci destiamo al mattino in realtà non ci svegliamo, ma passiamo da uno stato di sogno a un altro: è il sonno verticale; un sonno, cioè, che permette la posizione verticale, il movimento, il parlare, lo studiare… purtuttavia è ancora ben lungi dall’essere un reale stato di veglia. Si tratta di una condizione di perpetuo rintronamento nella quale non si pensa, ma si è pensati, non si provano emozioni, ma si è da esse trascinati, non si gestisce il proprio corpo, ma si subisce la sua fisiologia.
Se vogliamo lavorare per evadere dalla prigione è imperativo innanzitutto che sappiamo di essere all’interno di una prigione. Il più grande ostacolo al risveglio è che l’uomo pensa di essere già cosciente e pienamente libero! Per avere la certezza di essere in uno stato di prigionia è necessario vederlo con i propri occhi e, magari, rimanerne scioccati. L’ideale sarebbe riuscire a SENTIRE EMOTIVAMENTE l’addormentamento. Questo fornisce l’energia occorrente per iniziare a lavorare su di sé.

I SEGUENTI ESERCIZI, si basano sul « ricordo di sé ». Lo sforzo di ricordarci di noi stessi nell’arco della giornata ci permette di vedere come siamo fatti e in quale stato viviamo tutti i giorni; serve a farci comprendere che durante il giorno “dormiamo” e di conseguenza non siamo mai coscienti di noi. Viviamo dentro un’allucinazione; non vediamo la realtà e non possediamo alcun potere occulto in grado di modificarla semplicemente perché dormiamo. Il “ricordo di noi stessi” ci permette di evitare di lasciar scorrere nell’inconsapevolezza la nostra esistenza quotidiana, portando alla luce anche le zone più nascoste di noi.

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Dagli scritti di Yogananda
5th Apr, 2016 da Ananda Saraswati

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Dedica

(Tratta da: ‘Sussurri dall’Eternità’ di Paramahansa Yogananda)

Dedicato a

Cristiani, musulmani, buddhisti, ebrei,
induisti e ai seguaci di tutte le altre religioni,
in cui il Cuore Cosmico
batte sempre con lo stesso palpito,
alle lampade multicolori dei diversi
veri insegnamenti, in cui risplende la stessa pura fiamma di Dio, a
tutte le chiese, le moschee, i vishara, i tabernacoli,
le pagode e i templi del mondo,
in cui l’unico Padre dimora imparzialmente
nella pienezza della Sua gloria.

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Pensieri di J.Krishnamurti
30th Mar, 2016 da Ananda Saraswati

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Responsabilità e serietà

Vedendo tutto ciò, la confusione, la grande infelicità, il senso di enorme malessere, ogni serio indagatore direbbe che è possibile trasformare questa società solo se l’individuo trasforma realmente se stesso, ovvero se si rigenera dalle fondamenta. La responsabilità di questa trasformazione ricade sull’individuo, non sulle masse o sui preti, sui templi o le chiese, ma su ogni essere umano consapevole di questa spaventosa confusione politica, religiosa ed economica.
(Un modo diverso di Vivere)

Quando i vostri interessi provati sono presenti, non ci può essere amore, ma solo il processo di sfruttamento che nasce dalla paura.
(La ricerca della felicità)

La crescita è il fiorire della bontà
(Un modo diverso di vivere)

Il compito dell’educazione consiste proprio nel risvegliare l’individuo
(La ricerca della felicità)

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