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BARRA LATERALE
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La Scienza Sacra, Swami Sri Yukteswar
23rd Nov, 2018 da Ananda Saraswati

 

“Dio, l’unica Sostanza dell’universo, è al di là della comprensione umana, a meno che trascendendo la creazione delle tenebre, o “Maya”, l’uomo non diventi egli stesso divino. Maya è composta soltanto di idee, la creazione non ha in effetti una vera esistenza, ma è solo un gioco di idee in seno alla Sostanza Eterna. Tutti i concetti che ci siamo formati sono soltanto idee provocate dai nostri cinque organi di senso. Quando l’uomo comprende la vera natura della creazione e il vero rapporto che esiste tra la creazione e se stesso, quando si rende conto di essere completamente accecato dall’influenza delle tenebre di Maya, e che è solo questa schiavitù a fargli dimenticare il suo vero Sè e a causargli ogni sofferenza, egli vuole istinitvamente essere sollevato da tutti questi mali. Il suo cuore allora si sente ispirato a penetrare la vera natura dell’universo e, facendo ogni sforzo per chiarire i propri dubbi, cerca delle prove per stabilire che cosa sia la verità. La liberazione diventa allora lo scopo principale della sua vita. Quando l’uomo si eleva al di sopra dell’idea-creazione di Maya, e si sottrae completamente alla sua influenza, si libera dalla schiavitù e dimore nel suo vero Sè, lo Spirito Eterno.
Il dolore nasce dall’Ignoranza. L’ignoranza è la percezione dell’inesistente e la non percezione dell’Esistente, che porta a credere all’esistenza di ciò che non esiste. A causa di ciò, l’uomo ritiene che la creazione fisica sia la sola cosa ad avere un’esistenza reale, e che al di là di questa non esista nient’altro. L’ignoranza non è soltanto un male in se stessa, ma è anche l’origine di tutti i mali dell’uomo. Quando l’essere umano diviene consapevole del suo stato reale e della natura di questa creazione delle tenebre, Maya, consegue un potere assoluto su di essa e, gradualmente, rimuove tutte le manifestazioni dell’Ignoranza. In tal modo egli comprende che il proprio Sè è l’Indistruttibile ed eterna Sostanza Reale, un frammento dello Spirito Santo Universale e, abbandonata la vana idea del’esistenza separata, si riunisce allo Spirito Eterno e diventa una cosa sola con esso.
Nel corso dei secoli i mistici di ogni Paese hanno raggiunto lo stato chiamato “Illuminazione”, in cui, al di là delle parole e delle forme, si realizza la Realtà Suprema. La loro saggezza e il loro messaggio spirituale sono diventati le Sacre Scritture del mondo e queste, malgrado le differenze esteriori dovute alla diversità delle parole usate, sono tutte espressioni – a volte chiare e palesi, a volte oscure e simboliche – delle stesse verità fondamentali dello Spirito. Tuttavia, il disaccordo esistente tra le diverse religioni, e l’ignoranza umana, rendono quasi impossibile sollevare il velo e intravedere questa grande verità. Solo pochi esseri particolarmente dotati riescono a sottrarsi all’influenza del proprio credo e a scorgere l’identità perfetta delle verità sostenute da tutte le grandi religioni.”
(Swami Sri Yukteswar, La Scienza Sacra)

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Felicita’
15th Nov, 2018 da Ananda Saraswati

 

Ogni uomo cerca la felicita’, ma la maggior parte di loro confonde il piacere con la felicita’.

Dove e’ la differenza? La vera felicita’ e’ permanente, mentre il piacere non lo e’.

Se una persona ritiene che la sua felicita’ sia dovuta a cause esterne e a quello che possiede, e’ ragionevole concludere che la sua felicita’ debba aumentare con l’aumentare dei possessi e diminuire in proporzione alla loro diminuzione. Dunque se e’ priva di possessi, la sua felicita’ dovrebbe essere nulla Nel sonno profondo l’uomo e’ privo di qualsiasi possesso, incluso il suo corpo. Tuttavia, invece di essere infelice, e’ felice. Tutti desiderano dormire profondamente. La conclusione e’ che la felicita’ e’ inerente all’uomo e non e’ dovuta a cause esterne. Uno deve realizzare il proprio Sé per aprire il magazzino della felicita’ assoluta.

C’e’ felicita’ alla vista di bei paesaggi, nella musica, nella poesia, ecc., E’ la felicita’ inerente nel Sé. Quella felicita’ non e’ aliena o lontana. Ti stai immergendo nel Puro Sé in quelle occasioni che consideri piacevoli. Quell’immersione l’ auto-esistente Beatitudine. Ma l’associazione di idee e’ responsabile per il proiettare questa beatitudine su altre cose o avvenimenti. In realta’, e’ dentro di te. In queste occasioni ti stai immergendo nel Sé, sebbene inconsciamente. Se lo fai consciamente, lo chiami Realizzazione. Immergiti consciamente nel Sé. 

 

 

 

 

 

Il ricordo di sé – Osho
13th Apr, 2018 da Ananda Saraswati

 
L’altro consiste nel non pensare nulla riguardo al mondo, ma continuare soltanto a ricordarsi che tu sei. Gurdjieff usava questo secondo metodo, che deriva dalla tradizione sufì, dall’Islam. I sufì ci lavorarono sopra molto profondamente.
Ricorda: “Io sono”, qualsiasi cosa tu stia facendo. Stai bevendo dell’acqua, stai mangiando il tuo cibo, ricorda: “Io sono”. Continua a mangiare e continua a ricordare: “Io sono, io sono”. Non dimenticartene! E’ difficile perché tu pensi di sapere già di essere dunque che bisogno c’è di continuare a ricordarlo? Tu non te lo ricordi mai, ma è una tecnica molto, molto potente. Mentre stai camminando ricordati: “Io sono”. Lascia che ci sia il camminare, continua a camminare, ma sii costantemente centrato in questo ricordare a te stesso: “Io sono, io sono, io sono”. Non dimenticartene. Tu mi stai ascoltando: fallo qui. Mi stai ascoltando: non essere così immenso, coinvolto, identificato. Qualsiasi cosa io stia dicendo, ricordati, continua a ricordarti. C’è l’ascolto, ci sono le parole, qualcuno sta parlando, tu sei: “Io sono, io sono, io sono”. Fa che questo “io sono” sia un fattore costante di consapevolezza. E’ molto difficile. Tu non riesci a ricordartene neppure per un solo minuto. Provaci. Mettiti l’orologio davanti agli occhi, e fissa le lancette che si muovono: un secondo, due secondi, tre secondi, continua a guardarlo. Fa’ due cose, guarda il movimento della lancetta che segna i secondi e ricordati continuamente: “Io sono, io sono”. A ogni secondo continua a ricordarti: “Io sono”. Nel giro di cinque o sei secondi sentirai di averlo dimenticato. All’improvviso ti ricorderai:”Sono passati diversi secondi e non me ne sono ricordato”. Ricordarsene anche per un solo intero minuto è un miracolo, e se ci riesci, la tecnica fa per te. Allora praticala. Per suo tramite sarai in grado di andare al di là dei sogni e di sapere che i sogni sono sogni. Come funziona? Se per tutto il giorno riesci a ricordarti: “Io sono”, questo penetrerà anche il tuo sonno. E quando starai sognando, ti ricorderai continuamente: “Io sono”. Se riuscirai a farlo, all’improvviso il sogno diventerà solo un sogno. Allora non potrà più ingannarti, non potrà più essere percepito come realtà. Il meccanismo è questo: il sogno è percepito come realtà perché ti manca il ricordo di te stesso: ti manca l’”io sono”. Se non c’è alcun ricordo del sé, il sogno diventa realtà. Se non ti ricordi di te stesso, anche la realtà, la cosiddetta realtà diventa solo un sogno. Questa è la differenza tra sogno e realtà. Per una mente meditativa, o per la scienza della meditazione, questa è l’unica differenza. Se tu sei, l’intera realtà è solo un sogno. Se tu non sei, sognare diventa la realtà. Nagarjuna dice: Ora io sono, perché il mondo non è. Mentre non ero, il mondo era. Solo uno può esistere”. Ciò non significa che il mondo sia scomparso. Nagarjuna non sta parlando di questo mondo, sta parlando del mondo del sognare. Puoi esistere tu o possono esistere i sogni non possono esistere entrambi. Il primo passo sarà quindi continuare a ricordare: “Io sono” costantemente, semplicemente: “Io sono”. Non dire: “Rama”, non dire: “Shyam”. Non usare alcun nome, perché tu non sei quello. Usa semplicemente: “Io sono”. Provalo in qualsiasi attività e poi sentilo. Più diventi reale dentro, più il mondo circostante diventa irreale. La realtà diventa “io”, e il mondo diventa irreale. E’ reale il mondo o è reale l’io”: non possono esserlo entrambi. Ora tu senti di essere solo un sogno, quindi il mondo è reale.
 

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L’uomo vive nel sonno, Maya,illusione cosmica
14th Feb, 2018 da Ananda Saraswati

La materia non esiste nel modo in cui solitamente noi ce la raffiguriamo; essa esiste, tuttavia, come illusione cosmica. Per liberarsi dell’illusione e necessario conoscere un metodo ben preciso. Non si può curare un drogato in un batter d’occhio. La coscienza materiale si impadronisce dell’uomo attraverso la legge dell’inganno, legge che l’uomo non puo superare se non apprendendo e seguendo la legge opposta, quella della verità.
Lo Spirito è divenuto materia attraverso una serie di processi di materializzazione: la materia dunque procede dallo Spirito e non può essere differente da esso che ne e la causa. La materia e una espressione parziale dello Spirito; e l’Infinito che ha l’apparenza del finito, l’Illimitato che appare limitato. Ma poiché la materia non e che Spirito in una sua ingannevole manifestazione, la materia non esiste di per sé.

Coscienza e materia
All’inizio della creazione lo Spirito, fino allora immanifesto, proiettò due nature: coscienza e materia. Esse sono le sue due espressioni vibratorie. La coscienza è una vibrazione più sottile e la materia e una vibrazione più densa dell’unico Spirito trascendente.
La coscienza è la vibrazione dell’aspetto soggettivo dello Spirito e la materia lo è del suo aspetto oggettivo. Lo Spirito, quale Coscienza Cosmica, è potenzialmente immanente nella materia vibratoria oggettiva e si manifesta soggettivamente, come coscienza presente in tutte le forme create. Questa coscienza raggiunge la sua più alta espressione nella mente umana, con Le sue innumerevoli ramificazioni di pensiero, sentimento, volontà e immaginazione.
La differenza fra materia e Spirito consiste nel diverso ritmo vibratorio: si tratta di una differenza di grado, quindi, e non di sostanza. Questo punto potrà essere chiarito dall’esempio seguente. Benché tutte Le vibrazioni siano qualitativamente uguali, le vibrazioni che vanno dai 16 ai 20.000 cicli al secondo sono abbastanza dense da poter essere percepite dall’udito umano; le vibrazioni al di sotto dei 16 e al di sopra dei 20.000 cicli sono invece generalmente inudibili. Tra le vibrazioni udibili e quelle inudibili non c’è nessuna differenza essenziale, sebbene esista una differenza relativa.
Mediante il potere di maya, l’illusione cosmica, il Creatore fece apparire le manifestazioni della materia talmente distinte e dettagliate, da spingere la mente umana a credere che esse non abbiano alcun rapporto con lo Spirito.

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Pensieri di Omraam Mikhaël Aïvanhov
29th Gen, 2018 da Ananda Saraswati

 

« Nella vita, prima o poi sarete vittima di ingiustizie: accuse senza fondamento, giudizi errati da parte di persone che vogliono nuocervi o estromettervi. Sappiatelo, e preparatevi ad affrontare tali situazioni per non lasciare che, quando arriverà il momento, il turbamento, il dispiacere o il desiderio di vendetta prendano il sopravvento. L’unico atteggiamento corretto da avere in questi casi è continuare a lavorare su voi stessi. Ditevi che tutto ciò che è ispirato dal mondo divino rimarrà e un giorno brillerà in tutto il suo splendore, mentre invece i calcoli, gli intrighi e i complotti, anche se per un certo tempo funzionano, sono destinati a fallire.
Lasciate dunque che le persone ingiuste e malvagie sprofondino nella loro palude, se è questo che vogliono: si impoveriranno e si indeboliranno perché ignorano quanto sono terribili le leggi verso chi si è reso servitore della gelosia, della menzogna e dell’odio. La potenza del Cielo è infinita: impercettibilmente, ma instancabilmente, esso lavora, e alla fine tutto si trasforma nel bene per coloro che hanno riposto nella propria vita un ideale di bellezza e di amore per la venuta del Regno di Dio e per la fratellanza nel mondo. »

 

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Il Potenziale dell’uomo-P.Yogananda
23rd Nov, 2017 da Ananda Saraswati

Maestro dello yoga, Paramhansa Yogananda, dice:

 

«Se copri un’immagine d’oro con un telo nero, potrai dire che l’immagine si è annerita? Certo che no! Sai bene

che, dietro quel velo, l’immagine è ancora dorata. E così sarà quando strapperai il velo nero dell’ignoranza che

ora nasconde la tua anima: contemplerai, ancora una volta, l’immutabile bellezza della tua natura divina».

«Tu sei divino, devi solo averne consapevolezza. Devi guardare dentro di te. Dietro l’onda della tua consapevolezza c’è il mare della presenza di Dio. Rivendica il tuo diritto di nascita divino. Dèstati, e contemplerai la

gloria di Dio».

Il messaggio fondamentale di Yogananda – tutto il suo insegnamento – è, infatti, la “realizzazione del Sé”

Il nostro vero Sé contiene infinite potenzialità e capacità, e ancora di più: è divino. Ognuno di noi, in altre parole, è un essere divino, radioso, libero, pieno di doti, di amore, di gioia, di innata grandezza. In termini biblici, l’essere umano è stato creato «a immagine e somiglianza di Dio».

Yogananda si rivolge a tutte le anime che si sentono pronte a fare il prossimo passo verso la loro vera natura, che è colma di tesori nascosti. Con la sua eterna saggezza, ci insegna a far tacere la voce delle abitudini limitanti, dei dubbi e

delle paure, e ad ascoltare e manifestare in ogni istante della nostra vita il potere della nostra mente e la più profonda – e vera – voce della nostra anima.

Yogananda spesso parla:

Nel nostro CORPO esiste la potenzialità di vivere in piena salute; di sviluppare la forza di

autoguarigione; di esprimere una naturale vitalità, armonia e benessere fisico.

Nella nostra MENTE si nascondono variopinti colori di creatività, di saggezza e comprensione, di gioia incrollabile, nonostante tutte le difficoltà della vita. C’è la capacità di amore incondizionato, di perdono in situazioni estreme, di una pace che nessuno ci può rubare.

A livello dell’ANIMA le nostre potenzialità sono infinite, letteralmente: l’anima, secondo Yogananda, ha la capacità di unirsi all’intero cosmo e alla Coscienza Assoluta, Dio, che ha creato ogni cosa.

Come ci ricorda Yogananda: «Tu sei più forte di tutte le tue tribolazioni … Dio ti ha dato il potere di controllare la tua mente e il tuo corpo, e così essere libero dal dolore e dal dispiacere». Tutti noi soffriamo… ma solo perché non abbiamo ancora risvegliato il nostro potenziale divino.

 Yogananda dice «Svegliati! Riscuotiti dai sogni di piccolezza e realizza l’immensità dentro di te … Ammirerai, senza alcuna distorsione, la tua perfetta abilità di conquistare ogni cosa».

(cit)

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Il ricordo di sé – Osho
19th Giu, 2017 da Ananda Saraswati

 
“L’altro consiste nel non pensare nulla riguardo al mondo, ma continuare soltanto a ricordarsi che tu sei. Gurdjieff usava questo secondo metodo, che deriva dalla tradizione sufì, dall’Islam. I sufì ci lavorarono sopra molto profondamente.
Ricorda: “Io sono”, qualsiasi cosa tu stia facendo. Stai bevendo dell’acqua, stai mangiando il tuo cibo, ricorda: “Io sono”. Continua a mangiare e continua a ricordare: “Io sono, io sono”. Non dimenticartene! E’ difficile perché tu pensi di sapere già di essere dunque che bisogno c’è di continuare a ricordarlo? Tu non te lo ricordi mai, ma è una tecnica molto, molto potente. Mentre stai camminando ricordati: “Io sono”. Lascia che ci sia il camminare, continua a camminare, ma sii costantemente centrato in questo ricordare a te stesso: “Io sono, io sono, io sono”. Non dimenticartene. Tu mi stai ascoltando: fallo qui. Mi stai ascoltando: non essere così immenso, coinvolto, identificato. Qualsiasi cosa io stia dicendo, ricordati, continua a ricordarti. C’è l’ascolto, ci sono le parole, qualcuno sta parlando, tu sei: “Io sono, io sono, io sono”. Fa che questo “io sono” sia un fattore costante di consapevolezza. E’ molto difficile. Tu non riesci a ricordartene neppure per un solo minuto. Provaci. Mettiti l’orologio davanti agli occhi, e fissa le lancette che si muovono: un secondo, due secondi, tre secondi, continua a guardarlo. Fa’ due cose, guarda il movimento della lancetta che segna i secondi e ricordati continuamente: “Io sono, io sono”. A ogni secondo continua a ricordarti: “Io sono”. Nel giro di cinque o sei secondi sentirai di averlo dimenticato. All’improvviso ti ricorderai:”Sono passati diversi secondi e non me ne sono ricordato”. Ricordarsene anche per un solo intero minuto è un miracolo, e se ci riesci, la tecnica fa per te. Allora praticala. Per suo tramite sarai in grado di andare al di là dei sogni e di sapere che i sogni sono sogni. Come funziona?
 

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Seminario teorico – pratico : I Cinque Tibetani – L’elisir di lunga vita
26th Mag, 2017 da Ananda Saraswati

 

Il 29 maggio , ore 18 30 presso Centro Nirvaira si terrà il seminario –I Cinque tibetaniL’elisir di lunga vita, la chiave per ottenere la giovinezza, salute e vitalità durature

Nel corpo ci sono sette centri energetici principali chiamati Chakra che corrispondono alle sette ghiandole endocrine. Ogni chakra ha il centro in una delle sette ghiandole endocrine (a secrezione interna) che hanno la funzione di stimolare la produzione di ormoni. Gli ormoni regolano le funzioni del corpo incluso il processo di invecchiamento. Stimolando tutti i sistemi di regolazione del corpo, le ghiandole endocrine, il sistema circolatorio, i meridiani e così via si agisce sul livello biochimico degli enzimi e degli ormoni, influenzando fortemente la nostra sensazione di benessere e la nostra sfera emozionale. In una persona sana ogni centro energetico ruota a grande velocità, facendo in modo che l’energia vitale (detta anche Prana o Qi) scorra verso l’alto attraverso il sistema endocrino. Se uno di questi centri rallenta, si blocca il flusso di energia vitale influendo così sullo stato di salute.

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Il pensiero del giorno di Aivanhov
8th Apr, 2017 da Ananda Saraswati

“ Colui che è nato una seconda volta è simile a una
sorgente da cui sgorga acqua pura vicino alla quale
vengono ad insediarsi piante, animali, uomini e
un’intera civiltà. La sua religione è la vera religione
dell’amore divino e della saggezza divina. L’universo
è per lui il vero tempio di Dio di cui il sole è il grande
sacerdote, mentre gli astri sono le luci della notte.
Colui che è nato una seconda volta è riuscito ad
aprire e a liberare dentro di sé tutti i canali sottili, in
modo da assorbire le correnti celesti. Egli
rappresenta il prisma perfetto che distribuisce le
sette forze benefiche in tutto il suo essere e le
proietta per il bene di coloro che lo circondano. Sa
utilizzare il potere del fuoco sull’acqua. Studia la
vera alchimia, la vera astrologia e la vera Cabala che
si trovano innanzitutto all’interno di se stesso. È
attento ad ogni suo gesto, ad ogni movimento del
suo viso e del suo corpo, e sorveglia ogni sua parola
per diventare un vero mago bianco. Infine, colui che
è nato una seconda volta ha compreso la lezione
delle api che ci forniscono un magnifico esempio di
società superiore e che sanno preparare il miele: egli
lavora per far sì che il concetto di fratellanza
universale si diffonda sulla terra, e impara a
preparare il miele spirituale nell’ambito della sua
stessa vita.”

O.M.Aivanhov

http://nirvaira.org/consulenze-massaggi-trattamenti-energetici/

http://nirvaira.org/attivita-associazione-nirvaira/

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Samadhi Pada (Jnana marga)
30th Set, 2016 da Ananda Saraswati

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Il mito primordiale racconta che la creazione è lo smembramento di Prajapati durante un atto sacrificale.
Patanjali riprende nel suo trattato le tematiche del Samkhya e la contrapposizione fondamentale tra un polo Essenziale-Spirituale (Purusha) ed uno Sostanziale/ Materiale (Prakriti).
Citta (coscienza) percepisce (conosce) un oggetto modificandosi in relazione all’oggetto stesso, la coscienza continua perciò a modificarsi senza posa.
Nella persona Citta rappresenta Prakriti , la quale, quando le sue componenti sono in equilibrio, riposa nell’immobilità, riflettendo, come uno specchio limpido, l’immagine di Purusha, lo Spirito. Quando tale equilibrio si altera la persona, per una sorta di illusione (Maya) tende ad identificarsi con le modificazioni della coscienza (citta).
Lo Yoga consiste nell’arresto di questo processo di cambiamento, allora la persona smetterà di identificarsi con le modificazioni della mente, scoprendo invece la propria realtà spirituale Patanjali ammette una unica eccezione: L’assorbimento della mente in un solo e determinato oggetto.
Il samadhi con seme consiste nel predominio di una sola modificazione della coscienza.
Nel samadhi senza seme tutte le modificazioni della coscienza sono inibite.
(Lo stato di Samadhi è il culmine dello stato meditativo, detto anche stato di Unità, dove meditante, meditazione e oggetto di meditazione si unificano)

(Patanjali)

Per corsi di Yoga Tradizionale contattaci, il cambiamento parte da te!

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Pensieri di O. Aivanhov
29th Giu, 2016 da Ananda Saraswati

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” Gli esseri umani, presi individualmente e isolatamente, sono deboli e senza forza. La loro forza si basa sull’unità, sull’armonia. Perciò pensate il più spesso possibile alla famiglia universale che dovete formare, malgrado le vostre differenze di carattere, di temperamento, di grado evolutivo, di condizione sociale, di attività… Mettete da parte questi dettagli, non sono importanti e non giocano nessun ruolo nella vita spirituale. Rafforzate nel vostro cuore la convinzione che, malgrado le divergenze, siete tutti membri della fratellanza universale, la cui origine non è sulla terra ma nel mondo divino. Nessuna impresa può dare risultati positivi, se gli esseri umani non hanno coscienza di agire non come individui separati, ma come membri di un unico corpo, la cui testa è in alto.”

“Se lasciate per qualche tempo un po’ di cibo in una stanza, presto arriveranno delle bestiole. Se avete lasciato un po’ di miele o di marmellata verranno le mosche o le vespe, se un po’ di formaggio, verranno i topi. Come fanno a sentire da lontano che c’è qualcosa proprio per loro? Basta però ripulire la stanza, perché gli animaletti spariscano. Questi dettagli della vita quotidiana, che tutti conoscete, vi permettono di capire meglio alcuni fenomeni dalla vita psichica. Se qualcuno si sofferma su certi pensieri, su certi desideri o sentimenti, che non sono né luminosi né puri, vedrà immediatamente
giungere le entità che amano le impurità, e che si stabiliranno presso di lui per nutrirsene. Se però si purifica e diventa ragionevole, quelle entità lo abbandoneranno per fare posto agli spiriti luminosi.
Pochissime persone sanno leggere il libro della natura che sta sempre davanti ai loro occhi. Direte che sono solo dei piccoli particolari, è vero, ma le loro applicazioni alla vita psichica sono immense.”
“Perché è importante avere un alto ideale di bellezza, di luce, di purezza, di potenza, d’amore?
Perché questo ideale produce un fenomeno magico:fra noi e il cielo si forma una rete di energie. L’idealemette in azione delle forze nascoste dentro di noi, le sveglia e le attira a sé. Si verifica una specie di polarità fra noi ed il nostro ideale che, non soltanto serve come termine di paragone, di misura, di modello, di campione, ma agisce anche come fattore
magico, mettendo in azione forze della nostra coscienza e del nostro super conscio. L’ideale agisce sul mentale, perché quest’ultimo impari a discernere e a riconoscere ciò che è perfetto; desta e risveglia il calore e l’amore nel cuore, stimola e dinamizza la volontà. Il nostro alto ideale mette, dunque, tutto il nostro essere in consonanza con Dio stesso.”
O. Aivanhov

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Aforismi – Sufi e Arabi
16th Apr, 2016 da Ananda Saraswati

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Tutti i maestri dicono che il tesoro spirituale
è una scoperta solitària.
Perché allora stiamo insieme?
Domandò uno dei discepoli al maestro sufi Nasrudin.
Voi state insieme perché un bosco
è sempre più forte di un albero solitario.
Rispose Nasrudin.
Il bosco mantiene l’umidità dell’aria,
resiste meglio alla tempesta,
aiuta il suolo a essere fertile,
ma ciò che rende forte un albero è la sua radice.
E la radice di una pianta non può aiutare
nessun’altra pianta a crescere.
Stare insieme nello stesso proposito,
e lasciare che ciascuno cresca alla propria maniera:
è questo il cammino di coloro che desiderano comunicare con Dio.
– Saggezza, Sufi

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Il ricordo di sé ed esercizi
5th Apr, 2016 da Ananda Saraswati

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“Esistono menti che si interrogano, che desiderano la verità del cuore, la cercano, si sforzano di risolvere i problemi generati dalla vita, cercano di penetrare l’essenza delle cose e dei fenomeni, e di penetrare in loro stesse. Se un uomo ragiona e pensa bene, non ha importanza quale cammino egli segua per risolvere questi problemi, deve inevitabilmente ritornare a se stesso, ed incominciare dalla soluzione del problema di che cosa egli stesso sia e di quale sia il suo posto nel mondo attorno a lui.”

G. I. Gurdjeff

PARTE I

Il primo passo verso l’acquisizione della liberazione e dell’immortalità consiste in un accurato lavoro di « risveglio »; l’individuo deve cioè rendersi pienamente conto che allo stato attuale sta dormendo.
Quando ci destiamo al mattino in realtà non ci svegliamo, ma passiamo da uno stato di sogno a un altro: è il sonno verticale; un sonno, cioè, che permette la posizione verticale, il movimento, il parlare, lo studiare… purtuttavia è ancora ben lungi dall’essere un reale stato di veglia. Si tratta di una condizione di perpetuo rintronamento nella quale non si pensa, ma si è pensati, non si provano emozioni, ma si è da esse trascinati, non si gestisce il proprio corpo, ma si subisce la sua fisiologia.
Se vogliamo lavorare per evadere dalla prigione è imperativo innanzitutto che sappiamo di essere all’interno di una prigione. Il più grande ostacolo al risveglio è che l’uomo pensa di essere già cosciente e pienamente libero! Per avere la certezza di essere in uno stato di prigionia è necessario vederlo con i propri occhi e, magari, rimanerne scioccati. L’ideale sarebbe riuscire a SENTIRE EMOTIVAMENTE l’addormentamento. Questo fornisce l’energia occorrente per iniziare a lavorare su di sé.

I SEGUENTI ESERCIZI, si basano sul « ricordo di sé ». Lo sforzo di ricordarci di noi stessi nell’arco della giornata ci permette di vedere come siamo fatti e in quale stato viviamo tutti i giorni; serve a farci comprendere che durante il giorno “dormiamo” e di conseguenza non siamo mai coscienti di noi. Viviamo dentro un’allucinazione; non vediamo la realtà e non possediamo alcun potere occulto in grado di modificarla semplicemente perché dormiamo. Il “ricordo di noi stessi” ci permette di evitare di lasciar scorrere nell’inconsapevolezza la nostra esistenza quotidiana, portando alla luce anche le zone più nascoste di noi.

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Dagli scritti di Yogananda
5th Apr, 2016 da Ananda Saraswati

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Dedica

(Tratta da: ‘Sussurri dall’Eternità’ di Paramahansa Yogananda)

Dedicato a

Cristiani, musulmani, buddhisti, ebrei,
induisti e ai seguaci di tutte le altre religioni,
in cui il Cuore Cosmico
batte sempre con lo stesso palpito,
alle lampade multicolori dei diversi
veri insegnamenti, in cui risplende la stessa pura fiamma di Dio, a
tutte le chiese, le moschee, i vishara, i tabernacoli,
le pagode e i templi del mondo,
in cui l’unico Padre dimora imparzialmente
nella pienezza della Sua gloria.

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Pensieri di J.Krishnamurti
30th Mar, 2016 da Ananda Saraswati

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Responsabilità e serietà

Vedendo tutto ciò, la confusione, la grande infelicità, il senso di enorme malessere, ogni serio indagatore direbbe che è possibile trasformare questa società solo se l’individuo trasforma realmente se stesso, ovvero se si rigenera dalle fondamenta. La responsabilità di questa trasformazione ricade sull’individuo, non sulle masse o sui preti, sui templi o le chiese, ma su ogni essere umano consapevole di questa spaventosa confusione politica, religiosa ed economica.
(Un modo diverso di Vivere)

Quando i vostri interessi provati sono presenti, non ci può essere amore, ma solo il processo di sfruttamento che nasce dalla paura.
(La ricerca della felicità)

La crescita è il fiorire della bontà
(Un modo diverso di vivere)

Il compito dell’educazione consiste proprio nel risvegliare l’individuo
(La ricerca della felicità)

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Equinozio 2016 – Sole, il suo potere miracoloso
20th Mar, 2016 da Ananda Saraswati

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Con l’Equinozio di primavera, oggi siamo entrati in un altro ciclo.Mentre la giornata è uguale alla notte cosa che avviene oggi, si creano delle energie particolari che portano una trasformazione profonda della natura esteriore ed interiore. In questo periodo tutto si risveglia alla vita e tende a gioire delle energie profonde della primavera. Anticamente nelle diverse tradizioni spirituali, si affermava che ogni forma di evoluzione ha tre tappe: creazione, mantenimento e dissoluzione, a tutte si aggiunge il momento di apogeo a quelllo che si è creato. L’Equionozio di primavera rappresenta la creazione. Nelle diverse culture del Sud America, degli indiani d’America, Oriente si faceva la danza del Sole, si piantava un albero, cantavano e meditavano , celebravano questo giorno.
In sanscrito il Sole è chiamato, Surya, è importante oggi a connetersi con Surya attraverso la meditazione e chiedere che accenda la luce solare dentro di noi.

Buon inizio a tutti!

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Aforismi Vedici
15th Mar, 2016 da Ananda Saraswati

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Pag.64 – [106]

Considerando ciascuna di queste teorie, la conclusione più corretta è che Brahman è la Causa Prima. Naturalmente, la più alta verità a noi accessibile non è il Brahman senza attributi, senza qualità, inafferrabile, inesplicabile, bensì il Saguna Brahman, cioè il Brahman conoscibile attraverso appunto quelle qualità che si è imposto. L’Universo, composto di coscienza e non-coscienza, è il corpo che ha assunto.

Pag.65 – [107]

L’individuo dev’essere dotato di coscienza (chaitanya), di modo che possa scegliere se compiere od omettere, se agire o desistere da azioni che egli sente di dover compiere. Il decidere ciò che deve essere fatto ora o procrastinato, quanto sarà il raccolto del prossimo anno,… tutti questi pensieri, piani e progetti sorgono solo là dove vi è un campo di coscienza e non in un pezzo di legno o in una pietra, in una montagna o in una valle, che sono privi di coscienza. La volontà è segno di coscienza; laddove tale coscienza non esiste, non esiste nemmeno la volontà.

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Pensiero del giorno O.M.Aivanhov
12th Feb, 2016 da Ananda Saraswati

nirvaira meditation

” Spesso non temiamo tanto il pericolo quanto il panico che ci coglie davanti ad esso. Dunque, se vi trovate in una circostanza di questo tipo, prima di intraprendere qualsiasi azione, rimanete immobili per un istante. Non muovetevi, non parlate, chiudete a pugno la mano destra, respirate profondamente collegandovi con il cielo e riuscirete in tal modo a dominare le vostre cellule. Potrete quindi fare quello che è necessario per salvarvi, ma ricordatevi di non muovervi subito perché, se vi lasciate andare ad un movimento incontrollato, è come se faceste saltare una diga: l’acqua irromperebbe con irruenza e voi non potrete più riprendere in mano la situazione. È accaduto così che alcune persone si siano buttate da una finestra o si siano gettate nel fuoco. Davanti al pericolo rimanete immobili per un istante e legatevi alla Provvidenza. Sentirete allora nascere dentro di voi la pace, che è la prima condizione perché si destino in voi le forze che vi salveranno. Le sentirete, perché sono sempre presenti in voi, ma bisogna creare le condizioni adatte perché possano manifestarsi.”
(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

“Ci vuole coraggio per alzarsi e parlare;ce ne vuole ancora più coraggio aprire la mente e ascoltare.”cit

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