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Mantra
19th Set, 2015 da Ananda Saraswati

meditazione nirvaira
Un Mantra è una combinazione di sillabe sacre che formano un nucleo di energia spirituale; il suo scopo è quello di fungere da magnete per attrarre le vibrazioni spirituali, o da lente per metterle a fuoco.
Secondo le Upanishad, le antiche scritture dell’India, la dimora originale del Mantra era il Parma Akasha, o etere primordiale, l’eterno e immutabile substrato dell’universo da cui l’universo stesso è stato creato nell’emettere il primo suono, Vach. (Un simile resoconto si può trovare nel Vangelo di San Giovanni: «All’inizio era il Verbo…»).
I Mantra esistevano all’interno di questo etere ed erano percepiti direttamente dagli antichi rishi, o veggenti, che li traducevano in una struttura udibile di parole, di ritmo e di melodia.
Il Mantra non è una preghiera. Una preghiera è formata da parole di supplica scelte dal devoto, mentre il Mantra è una combinazione precisa di parole e di suoni: l’incarnazione di una particolare forma di consapevolezza, o Sakti.
La radice ‘man’ della parola Mantra significa in sanscrito “pensare”; il suffisso ‘tra’ deriva invece da ‘trai’, che vuol dire “proteggere,, o liberare dal vincolo del samsara, o del mondo fenomenico”. Di conseguenza la traduzione del termine Mantra è: “Il pensiero che libera e protegge“.

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Le virtù veggenti e spirituali del Terzo Occhio
2nd Ott, 2014 da Ananda Saraswati

www.nirvaira.org
I Maestri indù hanno insegnato che, per conquistare la più profonda conoscenza, bisogna focalizzare lo sguardo attraverso l’onnisciente occhio spirituale. Ci si concentra fortemente nel punto fra le sopracciglia: il centro della concentrazione e dello sferico occhio spirituale, sede dell’intuizione dell’anima. Questa è la vera “sfera di cristallo” in cui guarda lo yoghi per apprendere i segreti dell’universo.
Durante la meditazione profonda, l’occhio singolo o spirituale diviene visibile come una splendente stella circondata da una sfera di luce azzurra che, a sua volta, è circondata da un alone brillante di luce dorata. Quest’occhio onnisciente è nominato variamente nelle Scritture come terzo occhio, stella d’Oriente, occhio interiore, colomba che discende dal cielo, occhio di Shiva, occhio dell’intuito. Leggi il resto… »

La meditazione può combattere la malattia infiammatoria a livello genetico
10th Apr, 2014 da Ananda Saraswati

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Recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato negli anni come la meditazione possa avere notevoli effetti benefici sulla psicologia e sulla fisiologia umana, ma oltre a questo innesca anche importanti cambiamenti genetici e fisiologici del corpo.
Al di là del regno della psicologia , prove emergenti dimostrano che la meditazione può effettivamente avere un profondo impatto positivo sul livello molecolare e cellulare . Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Psychoneuroendocrinology nel 2011 , la meditazione aumenta la produzione di telomerasi nel corpo umano . Questo enzima è responsabile per l’allungamento dei telomeri , i cappucci di protezione alla fine di ciascun cromosoma , che tendono ad abbreviare in ogni ciclo di replica fino a raggiungere una lunghezza critica , vietando ulteriori repliche . La lunghezza dei telomeri è considerato un marcatore affidabile di invecchiamento e di livelli di funzioni immunitarie cellulari e rivelano malattie preesistenti o che si presenteranno nell’immediato, questo perchè quanto più i telomeri sono corti , e più è probabile che si manifesti una data condizione patologica. La telomerasi è l’unico modo per i telomeri di rimanere a lungo , ma purtroppo , l’enzima è praticamente inattivo negli adulti . Leggi il resto… »

Pensieri di Paramahansa Yogananda
22nd Set, 2013 da Nirvaira

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“Vedendo che ogni essere umano è una combinazione di materia e di spirito, i primi pensatori occidentali credettero che esistessero due forze indipendenti: la natura e la mente. Più tardi cominciarono a domandarsi: “Perchè ogni cosa nella natura è organizzata in un modo determinato?
Perchè l’uomo non ha un braccio più lungo dell’altro? Perchè le stelle e i pianeti non si scontrano?
Dovunque noi vediamo ordine e armonia nell’universo”. Essi ne dedussero che mente e materia non potevano essere allo stesso tempo separate e sovrane; un’unica Intelligenza doveva governare il tutto. Questa conclusione condusse naturalmente all’idea che c’è un solo Dio; che è allo stesso tempo la Causa della materia e Intelligenza in essa e dietro di essa. Colui che raggiunge la saggezza ultima realizza che tutto è Spirito in essenza, benchè nascosto nella manifestazione. Se aveste questa percezione, vedreste Dio in tutte le cose. Allora si pone la domanda: come fecero a trovarLo, in principio i ricercatori?
Come primo passo, essi chiusero gli occhi per escludere il contatto immediato col mondo e con la materia allo scopo di concentrarsi più pienamente sul compito di scoprire l’Intelligenza dietro di essa. Si persuasero di non poter vedere la presenza di Dio nella natura attraverso le percezioni ordinarie dei cinque sensi. Così iniziarono a cercare di sentirLo dentro di sè mediante una concentrazione sempre più profonda. Col tempo, scoprirono il modo di escludere dalla loro coscienza tutti i cinque sensi, eliminando temporaneamente del tutto, così, la coscienza della materia. Il mondo interiore dello Spirito cominciò a dischiudersi (nota: “…perchè, ecco, il regno di Dio è dentro di voi” Luca,17,21). A quegli uomini grandi dell’antica India che, infaticabilmente,persistettero in queste ricerche interiori, Dio alla fine si rivelò.”
(Paramahansa Yogananda)

“Lo spirito che guarisce”
6th Giu, 2013 da Ananda Saraswati

“Lo spirito che guarisce” titola la copertina di questa settimana di Der Spiegel, il più diffuso e autorevole settimanale tedesco.

di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione)

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Ebbene sì – dopo anni che chi segue vie interiori cerca di trasmettere la propria esperienza, nella maggior parte dei casi invano – oggi i neuroscienziati hanno fatto la grande scoperta: lo spirito può guarire il nostro corpo[1]. Raccontano stupefatti – e ancora increduli – come l’anima possa modificare la struttura biologica del corpo e la possa aiutare a superare la malattia. Vale a dire di come qualcosa di non misurabile, pesabile, visibile, possa in qualche modo modificare il visibile, pesabile, misurabile.

Meditare, fare Yoga e pensare positivamente – strilla Der Spiegel – conquistano ora la medicina ufficiale. Leggi il resto… »

Boston, la meditazione viene prescritta in ospedale
18th Apr, 2013 da Ananda Saraswati

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La meditazione fa bene, a tal punto da rientrare tra le prescrizioni dei medici del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston.
Recenti ricerche hanno dimostrato che la meditazione abbassa la pressione e aiuta i pazienti con dolore cronico o depressione. Può ridurre anche il rischio di infarto e di ictus tra gli afro-americani cardiopatici.

La dottoressa Aditi Nerurkar, medico e assistente di direzione al Cheng & Tsui Center for Integrative Care, consiglia ai pazienti di fino a 20 minuti di meditazione, due volte al giorno, per curare disturbi quali l’insonnia e la sindrome da intestino irritabile.

Il Dr. Doraiswamy raccomanda la meditazione per le persone che soffrono di depressione, attacchi di panico o ansia, stress e per il generale mantenimento della lucidità mentale e della salute cardiovascolare.

Alcuni studi a breve termine hanno dimostrato che la meditazione migliora la capacità cognitiva, memoria ed attenzione agendo sulla funzionalità di circuiti specifici nel cervello e rallentandone l’invecchiamento. In uno studio pubblicato l’anno scorso sulla rivista Circulation dell’American Heart Association, è emerso che chi praticava la meditazione trascendentale aveva il 48% in meno di rischio di infarto e ictus, o di morte, rispetto a chi aveva assistito a lezioni di educazione alla salute.

Da un altro studio è poi emerso che la meditazione può indurre modifiche molecolari che influenzano la lunghezza dei telomeri, struttura protettiva che si trova alla fine dei cromosomi e che si accorcia con l’invecchiamento.
Attualmente in Italia l’Ausl di Bologna ha avviato una sperimentazione che osserverà gli effetti della meditazione sui malati di cancro.

Fonte :http://www.informasalus.it/it/articoli/boston-meditazione-ospedale.php

La meditazione ha effetti duraturi sul cervello
17th Nov, 2012 da Ananda Saraswati

Meditation appears to produce enduring changes in emotional processing in the brain

Un nuovo studio statunitense ha dimostrato che partecipare a un programma di meditazione di otto settimane può avere effetti misurabili sul cervello anche quando non si è più attivamente coinvolti nella meditazione. La ricerca è stata promossa dal Massachusetts General Hospital e dalla Boston University e pubblicata sulla rivista “Frontiers in Human Neuroscience”. I test effettuati hanno dimostrato che due differenti tipologie di pratiche meditative sono in grado di produrre diverse risposte di lunga durata nell’amigdala, relativa alle emozioni. Si tratta della prima volta che uno studio sugli effetti della meditazione dimostra che la pratica riesce ad influenzare l’elaborazione emotiva nel cervello al di fuori dello stato  meditativo. Le pratiche testate sono state la meditazione compassionevole e la meditazione da attenzione consapevole e i loro effetti sulle persone sono stati rilevati attraverso le risonanze magnetiche cerebrali. La prima pratica ha aumentato le risposte dell’amigdala agli stimoli negativi, aumentando la capacità di provare compassione per gli altri. La seconda pratica ha, invece, mostrato una diminuzione delle attività dell’amigdala destra in risposta a stimoli negativi e positivi, supportando l’ipotesi che la meditazione può aumentare la stabilità emotiva e migliorare le risposte allo stress. “Entrambe le pratiche – ha spiegato il responsabile della ricerca – hanno dimostrato di migliorare le prestazioni emotive delle persone in relazione a stimolazioni positive o negative”.

Clicca qui per leggere lo studio (in inglese)

Articolo di Alexis Myriel – Fonte: Terra Nuova

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