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Workshop teorico-pratico ” Il Risveglio del Potere Infinito della Shakti (Dea interiore)”
3rd Nov, 2017 da Ananda Saraswati

Centro yoga, massaggi e terapie alternative Nirvaira organizza domenica 12 novembre 10 30-18 30
Workshop teorico-pratico ” Il Risveglio del Potere Infinito della Shakti (Dea interiore)”
Le tematiche che saranno discusse e praticate sono:
1.La Grande Madre (Mahashakti)
2.Benedizione del grembo (cerimonia sud americana)
3. Il mistero del ciclo
4. Tecniche orientali per risvegliare e armonizzare la Shakti (Dea interiore)
5. Fitoterapia per la donna (femminilità e salute)
6. I bagni sacri per la salute e bellezza della donna
7. Meditazione guidata
8. Canti, danze
Sarà consegnata un dispensa con le inormazioni dell’workshop.
Per prenotare, entro 9 novembre: 3290771388

Navaratri, la festa delle Nove Notti
21st Set, 2017 da Ananda Saraswati

Io che sono l’eterna non nata, 
mai creata, mai reale, mai irreale,

riconosco la mia anima, la mia essenza naturale, 
come splendente vacuità.

Non il nulla, ma la chiara luce dell’esistenza primaria.

Perciò senza esitazione 
io che sono pura luce nel vuoto

mi do’ alla luce 
riconoscendo nell’amore 
la sostanza unica di tutte le cose”.
(cit)

Navaratri, o Navratri letteralmente le “Nove notti, è una festività dedicata all’adorazione della Devi o Shakti, la Madre Divina, l’espressione femminile di Dio, la Grande Dea,  la potenza generatrice della Forza Vitale senza la quale la pura Coscienza del maschile rappresentato da Shiva non potrebbe manifestarsi.

 Questa festa viene celebrata due volte all’anno, durante i primi dieci giorni di luna crescente del mese di Ashwin (settembre – ottobre) e di Chaitra (aprile – maggio),  all’ inzio dell’ autunno e della primavera, due momenti di notevole cambiamento della natura, consacrati al culto della Dea Madre. 
Queste nove notti sono dedicate alle nove manifestazioni della dea Durga, la Madre Divina. Si adora in queste 9 notti, alcuni dei suoi  aspetti come: Durga, Lakshmi e Saraswati, ognuno con i suoi significati per l’evoluzione dell’anima.
Si commemora la Vittoria di Durga su Mahishasura, il demone a testa di bufalo. Ma per il ricercatore spirituale (sadhaka) sulla via della sadhana, la divisione di Navaratri In serie di tre giorni dedicati al culto di differenti aspetti della Dea Suprema evidenzia gli stadi dell’evoluzione dell’uomo dalla condizione di Jiva (stato di individualità) alla condizione di Shiva (stato della realizzazione di Dio)

Durante la Navaratri si svolgono rituali, si danza, si canta, è una festività particolarmente cara alle donne di tutto il mondo e di tutte le età; in questi nove giorni infatti, le donne sono venerate, adorate e rispettate in quanto espressione più pura della Devi, della Madre, viene offerto loro, cibo, semi di cereale, abiti nuovi, danze, ecc.
Navaratri segna per molti anche un nuovo inizio, un momento in cui ci si purifica e si ricomincia con energie spirituali vivificate e più forti.

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BHARATANATYAM WORKSHOP
14th Set, 2017 da Ananda Saraswati

Centro Nirvaira presenta a Vasto (Italia)

BHARATANATYAM WORKSHOP

 

PADMAJA VENKATESH SURESH

Esperta e nota artista di Bharatanatyam, insegnante, ricercatrice, la dott.ssa Padmaja si è formata presso maestri prominenti, il suo mentore è stato il grande Maestro K.Kalyanasundaram. Ha conseguito la laurea in Commercio, Diritto, diplomata in coreografia, ha un Master in Filosofia e un dottorato presso l’Università di Mysore. Ha partecipato a importanti festival di danza in tutto il paese e alle grandi organizzazioni, Rashtrapati Bhavan e Raj Bhavans. L’ICCR ha delegato Padmaja per un tour di spettacoli come ambasciatore culturale, oltre ad aver svolto numerose attività in oltre 25 nazioni.

La sua istituzione Aatmalaya ha anche una sezione caritatevole Kalachaitanya di divulgazione delle arti per bambini meno privilegiati delle aree rurali. Opera in un gruppo di esaminatori presso l’Accademia di Stato, Università Jain per M.A, MPhil e Phd, CCRT e ha contribuito al progetto UGC Pathshala. Scrive e presenta articoli in grandi conferenze internazionali. Profondamente spirituale e intellettuale, i suoi libri “La Scienza del Tantra” e “Natya Art-Two Faceted Reality” e la “Liberating Dance Natya Tantra” sono stati molto apprezzati per lo studio esoterico della danza. Ha ideato, diretto, presentato da sola e con molti altri artisti una serie televisiva NATYA TANTRA, in onda su SRI SANKARA TV con un ampio pubblico in tutto il mondo ed è un programma tuttora in corso.

Titoli e premi – Karamveer Chakra, Rex Global Fellow, Bharatakala Sreshtha, Nartana Nipuna, Singara Mani, Kiran Achiever per l’eccellenza nazionale femminile, cittadina indiano e straordinario ispirato della città. Aatmalaya tiene un festival culturale nazionale, con l’accento sulle performance classiche di ballo di valore e premi per artisti rurali più anziani.

 

‘La danza liberatrice del Natya Tantra’

Prospettiva e pratica delle danze classiche indiana

27 Ottobre 2017

ore 10-13/ 15-18

3 ore (50 Euro); 6 ore (90 Euro)

posti limitati (max15 partecipanti)

Data limite per l’iscrizione 20 ottobre

Info +393290771388 info@nirvaira.org

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L’Amore tra Shiva e Shakti
5th Set, 2017 da Ananda Saraswati

L’Amore tra Shiva e Shakti è la Realtà.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Semplicità e la Quintessenza.
L’Amore tra Shiva e Shakti è il Risveglio dell’Anima.
L’Amore tra Shiva e Shakti è lo Sbocciare dei fiori.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Vita che celebra se stessa.
L’Amore tra Shiva e Shakti è il Coraggio di fronteggiare e vincere ogni paura.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Legge.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Cura e la Guarigione.
L’Amore tra Shiva e Shakti è l’Energia che acquista Intento e Direzione.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Coscienza che diviene Azione Consapevole.
L’Amore tra Shiva e Shakti è il Risveglio dei Sensi e la Guarigione dei Corpi.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la più profonda Meditazione.
L’Amore tra Shiva e Shakti è il più potente Esorcismo che esista.
L’Amore tra Shiva e Shakti è il Canto più sublime che sia dato sentire e cantare a quegli Spiriti che non mollano, che non recedono di un passo dall’Eterna Fusione Amorosa.
L’Amore tra Shiva e Shakti è il Premio Supremo di chi osa Amare oltre il proprio piccolo orticello di possedimenti e di convinzioni personali.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Piena e Completa Centratura.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Trascendenza dell’umano.
L’Amore tra Shiva e Shakti è il Potere Infinito.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Medicina più Sacra.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Vittoria sull’egoismo, sull’opportunismo e sulla vigliaccheria.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Rivelazione del Sé.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Libertà Suprema.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Danza degli Atomi e delle Galassie.
L’Amore tra Shiva e Shakti è il Motivo stesso per cui tu, io e tutto ciò che è siamo Manifesti.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Morte dell’effimero.
L’Amore tra Shiva e Shakti è il Ritorno a Casa.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Suprema Beatitudine.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Suprema Consapevolezza.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Suprema Gioia.
L’Amore tra Shiva e Shakti è la Suprema Dedizione.
L’Amore tra Shiva e Shakti è l’Intento più Nobile.
L’Amore tra Shiva e Shakti è ciò che davvero Siamo.
L’Amore tra Shiva e Shakti è ciò che Sempre va onorato, ambito, auspicato e augurato, ma Shiva e Shakti non scendono a compromessi con la menzogna, con la paura e con i limiti umani.
Per sentire Dio occorre essere Dio.
Questa è la Via che ho scelto e da cui non indietreggerò mai.
Il resto sono chiacchiere da salotto.

(Hiranya Loka)

Foto: Alex Grey

IL culto del Divino Femminile
13th Apr, 2016 da Ananda Saraswati

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Possiamo incontrare la prima civilta tantrica di matrice femminile piu di 7.500 anni a.C. dove la donna occupava un posto d’onore, tanto nella vita profana come nella religione centrata attorno alla Dea Madre. Ma il culto della Dea  è antico, lo testimoniano l’abbondanza di statuette femminili, risalenti a un periodo che va dal paleolitico medio (120.000/40.000 anni fa) agli ultimi millenni prima di Cristo, in tutta l’area del mediterraneo, dalla Siberia all’Asia, fino alla Cina e al Giappone e nel continente Sud-Americano.

“La prima rappresentazione divina affacciatasi all’umanità, ebbe le sembianze di una figura femminile. La Dea Madre onnipotente rappresentò il principio generatore dell’universo, in grado di controllare la vita e la morte. La rigenerazione avveniva tramite attributi tipici del femminile: la capacità di generare, accudire e nutrire, non solo la vita umana, ma anche quella dell’intero pianeta e del cosmo.

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Aivanhov sulla sessualità
31st Lug, 2015 da Ananda Saraswati

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“Certi racconti, che in genere si crede siano riservati ai bambini, sono in realtà dei racconti iniziatici, ma per poterli interpretare bisogna conoscere la scienza dei simboli. Il drago non è altro che la forza sessuale. Il castello è il corpo dell’uomo. In tale castello sospira la principessa, cioè l’anima che la forza sessuale mal dominata tiene prigioniera. Il cavaliere è l’ego, lo spirito dell’uomo e le armi di cui si serve per vincere il drago rappresentano i mezzi di cui lo spirito dispone: la volontà, la scienza per dominare la forza sessuale ed utilizzarla. Perciò, una volta dominato, il drago diventa il servitore dell’uomo, gli serve come mezzo per viaggiare nello spazio, perché il drago ha delle ali. Sebbene sia rappresentato con una coda di serpente – simbolo delle forze sotterranee – possiede anche delle ali. È chiaro, semplice: è l’eterno linguaggio dei simboli.

L’universo intero è popolato dai pensieri del Signore; le creature visibili ed invisibili sono i suoi pensieri.
“Pregate per chiedere la luce, l’amore, la pace o soltanto la salute; la sincerità e il fervore della vostra preghiera fanno sì che interiormente vi proiettiate su un altro piano. Pensate che con questa preghiera vi rivolgete a Dio… Sì, senza dubbio; ma Dio, che certamente esiste al di fuori di voi, esiste anche dentro di voi, ed è proprio a questa potenza superiore presente in voi che vi rivolgete. Siccome la potenza è dentro di voi e voi la toccate, essa risponde; la sua risposta consiste in correnti di vita intensa e pura che attraversandovi, illuminano e armonizzano tutto al loro passaggio. Nella preghiera ritroviamo il movimento della respirazione: quando rivolgete verso l’alto la vostra domanda, è l’inspirazione; quando ricevete la risposta, le benedizioni del Cielo scendono su di voi ed è l’espirazione.”
O.M. Aivanhov

IL CAMMINO DI SHIVA (SHIVAMARGA)
1st Feb, 2015 da Nirvaira Shanti

Nataraja (Dancing form of Lord Shiva)

QUATTRO FINI E UN CAMMINO ACCESSIBILE

Quattro, si dice in India, sono i fini principali dell’esistenza umana: kama, il piacere; artha, l’utile; dharma, la rettitudine; moksha, la liberazione. Tutti gli uomini propenderebbero per uno di questi: i più passivi (shudra, pashu) per il solo piacere; quelli con un po’ più d’iniziativa (vaishya) per l’utile; i nobili (kshatriya) per la rettitudine; i saggi (brahmana) per la liberazione.

Siamo, si dice poi, nel kaliyuga: età oscura, età del ferro, in cui predominano i temperamenti peggiori, la vita umana è più breve, le tentazioni più forti.

È dunque possibile, nonostante ciò, raggiungere la liberazione?

Non rinunciamo subito, ragioniamone un attimo.

Non possiamo confidare eccessivamente nella tradizione: quel che ne comprendiamo non ci è finora servito a molto, e di quel che non abbiamo compreso ignoriamo la natura.

Non possiamo contare neppure sui maestri: c’è in giro troppo oro falso, e non siamo orefici esperti per saggiare l’autenticità di quello che ci passa per le mani.

E infine non possiamo chiedere troppo a noi stessi; non sappiamo quale sia la nostra forza, quali i nostri limiti, quanta tensione possiamo sopportare.

Dobbiamo dunque attenerci a ciò che di volta in volta possiamo constatare direttamente, cercando di essere sinceri con noi stessi ma senza strafare (strafare è infatti un ottimo sistema per non fare).

Non dobbiamo quindi pretendere, perché altri ce lo tramandano o ingiungono, di abbandonare il piacere (kama) e l’utile (artha), bensì dobbiamo, pur godendone, mantenerci nei limiti della rettitudine (dharma), rafforzando contemporaneamente il nostro intento di liberazione (moksha).

Tale posizione ci è accessibile e ci permetterà un certo equilibrio, evitandoci di sopravvalutare o sottovalutare le nostre capacità.

Detto così, sembra semplice; ma quando ci guardiamo intorno (e magari dentro) cosa vediamo? Incapacità di godere, inettitudine a trarre vantaggio, incoscienza etica, fantasticherie di liberazione senza reali possibilità di giungervi.

Perché?

 

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I kosha (corpi sottili)
26th Nov, 2011 da Ananda Saraswati


Secondo la fisiologia sottile studiata dalla scienza dello Yoga, l’essere umano è costituito da 5 involucri:

1.     Anna maya kosha, l’involucro fatto di cibo, o corpo grossolano. Il corpo grossolano non è altro che il corpo fisico, soggetto a nascita e morte. Esso è ovviamente il corpo più denso in assoluto, può essere percepito con i normali organi di senso.

2.     Prana maya kosha, l’involucro fatto di Prana, o corpo pranico. Presso la filosofia orientale, il corpo sottile indica il campo di energia composto dai chakra e dai flussi di energia vitale (prana). Questi corpi formano i vari strati dell’aura, legati tra di loro in modo tale che ogni cambiamento a livello fisico si manifesti dapprima nel corpo eterico, poi in quello astrale poi in quello mentale e infine in quello causale; viceversa i cambiamenti del corpo fisico vengono avvertiti come cambiamenti di colore negli strati dell’aura prima di arrivare agli strati interni del corpo fisico.

3.     Mano maya kosha, l’involucro fatto di mente, o corpo mentale. È costituito dall’unione della mente con gli organi di percezione, ed è il corpo adibito alla formulazione del pensiero.

4.     Vijnana maya kosha, l’involucro fatto di Intelletto discriminante, capace di percepire i mondi Superiori. Prana maya kosha, Mano maya kosha e Vijnana maya kosha formano il corpo astrale.

5.     Ananda maya kosha, l’involucro fatto di Beatitudine che presiede alla Visione beatifica dell’Assoluto (corpo causale).

 

 

 

 

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»  Motore: WP   »  Carrozzeria: Ahren Ahimsa
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