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“Lettera alla Danza” di Nureyev
11th Lug, 2018 da Ananda Saraswati

“Era l’odore della mia pelle che cambiava, era prepararsi prima della lezione, era fuggire da scuola e dopo aver lavorato nei campi con mio padre perché eravamo dieci fratelli, fare quei due chilometri a piedi per raggiungere la scuola di danza.
Non avrei mai fatto il ballerino, non potevo permettermi questo sogno, ma ero lì, con le mie scarpe consunte ai piedi, con il mio corpo che si apriva alla musica, con il respiro che mi rendeva sopra le nuvole. Era il senso che davo al mio essere, era stare lì e rendere i miei muscoli parole e poesia, era il vento tra le mie braccia, erano gli altri ragazzi come me che erano lì e forse non avrebbero fatto i ballerini, ma ci scambiavamo il sudore, i silenzi, a fatica. Per tredici anni ho studiato e lavorato, niente audizioni, niente, perché servivano le mie braccia per lavorare nei campi. Ma a me non interessava: io imparavo a danzare e danzavo perché mi era impossibile non farlo, mi era impossibile pensare di essere altrove, di non sentire la terra che si trasformava sotto le mie piante dei piedi, impossibile non perdermi nella musica, impossibile non usare i miei occhi per guardare allo specchio, per provare passi nuovi. Ogni giorno mi alzavo con il pensiero del momento in cui avrei messo i piedi dentro le scarpette e facevo tutto pregustando quel momento. E quando ero lì, con l’odore di canfora, legno, calzamaglie, ero un’aquila sul tetto del mondo, ero il poeta tra i poeti, ero ovunque ed ero ogni cosa.

Ricordo una ballerina Elèna Vadislowa, famiglia ricca, ben curata, bellissima. Desiderava ballare quanto me, ma più tardi capii che non era così. Lei ballava per tutte le audizioni, per lo spettacolo di fine corso, per gli insegnanti che la guardavano, per rendere omaggio alla sua bellezza. Si preparò due anni per il concorso Djenko. Le aspettative erano tutte su di lei. Due anni in cui sacrificò parte della sua vita. Non vinse il concorso. Smise di ballare, per sempre. Non resse la sconfitta. Era questa la differenza tra me e lei. Io danzavo perché era il mio credo, il mio bisogno, le mie parole che non dicevo, la mia fatica, la mia povertà, il mio pianto. Io ballavo perché solo lì il mio essere abbatteva i limiti della mia condizione sociale, della mia timidezza, della mia vergogna. Io ballavo ed ero con l’universo tra le mani, e mentre ero a scuola, studiavo, aravo i campi alle sei del mattino, la mia mente sopportava perché era ubriaca del mio corpo che catturava l’aria.

Ero povero, e sfilavano davanti a me ragazzi che si esibivano per concorsi, avevano abiti nuovi, facevano viaggi. Non ne soffrivo, la mia sofferenza sarebbe stata impedirmi di entrare nella sala e sentire il mio sudore uscire dai pori del viso. La mia sofferenza sarebbe stata non esserci, non essere lì, circondato da quella poesia che solo la sublimazione dell’arte può dare. Ero pittore, poeta, scultore.

Il primo ballerino dello spettacolo di fine anno si fece male. Ero l’unico a sapere ogni mossa perché succhiavo, in silenzio ogni passo. Mi fecero indossare i suoi vestiti, nuovi, brillanti e mi dettero dopo tredici anni, la responsabilità di dimostrare. Nulla fu diverso in quegli attimi che danzai sul palco, ero come nella sala con i miei vestiti smessi. Ero e mi esibivo, ma era danzare che a me importava. Gli applausi mi raggiunsero lontani. Dietro le quinte, l’unica cosa che volevo era togliermi quella calzamaglia scomodissima, ma mi raggiunsero i complimenti di tutti e dovetti aspettare. Il mio sonno non fu diverso da quello delle altre notti. Avevo danzato e chi mi stava guardando era solo una nube lontana all’orizzonte. Da quel momento la mia vita cambiò, ma non la mia passione ed il mio bisogno di danzare. Continuavo ad aiutare mio padre nei campi anche se il mio nome era sulla bocca di tutti. Divenni uno degli astri più luminosi della danza.

Ora so che dovrò morire, perché questa malattia non perdona, ed il mio corpo è intrappolato su una carrozzina, il sangue non circola, perdo di peso. Ma l’unica cosa che mi accompagna è la mia danza la mia libertà di essere. Sono

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Workshop teorico-pratico ” Il Risveglio del Potere Infinito della Shakti (Dea interiore)”
6th Giu, 2018 da Ananda Saraswati

(foto web)

Centro yoga, massaggi e terapie alternative Nirvaira organizza domenica 15 luglio 10 00-19 00
Workshop teorico-pratico ” Il Risveglio del Potere Infinito della Shakti (Dea interiore)”
Le tematiche che saranno discusse e praticate sono:
1.La Grande Madre (Mahashakti)
2.Benedizione del grembo (cerimonia sud americana)
3. Il mistero del ciclo
4. Tecniche orientali per risvegliare e armonizzare la Shakti (Dea interiore)
5. Fitoterapia per la donna (femminilità e salute)
6. I bagni sacri per la salute e bellezza della donna

7. Il potere della parola (shabda)

8.Tecniche e consigli ayurvedici per la salute e bellezza della dona
9. Meditazione guidata

10.Techniche di yoga tradizionale per il benessere della donna

11. Il cerchio Sacro delle Donne e la suo potere

12.Elementi di danza Nairatmya (L’estasi della Dea)
12. Canti, danze
Sarà consegnata la dispensa con le informazioni dell’workshop.
Per prenotare, entro 9 luglio: 3290771388

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Presentazione e apertura corso di Danza Nairatmya l’estasi della Shakti/Dea
29th Gen, 2018 da Ananda Saraswati

Centro Nirvaira propone il corso di Danza  femminile Nairatmya il giovedì 29 marzo, dalle 17 30-18 30, corso aperto a tutte le donne da 13 anni in su.

La danza Nairatmya ( l’estasi della Dea) è  una danza meditativa ed estatica che ha lo scopo di ribilanciare corpo e mente e metterci in risonanza con le energie sottili ed elevate delle forze cosmiche dell’Universo lavorando con alcune posture, tecniche e Mudra (gestualità sacre) e portando l’energia ad espandersi attraverso il respiro; si usano movimenti del bacino, braccia, piedi, lo sguardo e le mani che fanno dei mudra.

E’ la Danza della Dea interiore. L’universo femminile è governato dalla Luna e essere consapevoli  eusare la sua energia, metteresi in risonanza con essa aiuta la donna amplificare la sua femminilità.

Alla base di questa danza  c’è lo yoga delle dee, la danza tibetana, la gestualità dei Mudra, la danza indiana, bharatanathyam, la danza orientale, la danza meditativa del Tantra, la passione del flamenco. Tramite questa danza si sperimenta la connessione con i 5 elementi che creano l’universo – TERRA, ACQUA, FUOCO, ARIA, ETERE – attraverso l’uso di oggetti simbolici come veli di seta, gonne colorate, cavigliere, cinture tintinnanti. In generale, questa danza è caratterizzata dalla sinuosità e dalla sensualità dei movimenti: è di effetto sia con musiche ritmate che lente. Danzando la danza Nairatmya si entra in uno stato di coscienza superiore e ci si connette con la propria “divinità”, si amplifica la femminilità, si agisce sull’armonizzazione fisica-psichica e mentale.

Sulla punta delle dita delle mani terminano i meridiani principali, determinate pressioni delle dita hanno un effetto psicocorporeo, queste posizioni delle mani si chiamano Mudra e fanno parte di un’antichissima tradizione. Sono state tramandate da scritture antichissime quali l’Abhinaya Darpana o il Natya Shastra. Il termine sanscrito Mudra significa “sigillo” in quanto è un vero e proprio sigillo energetico. E’ presente nella tradizione indiana dello yoga, nel buddismo. Nella tradizione tantrica l’origine del termine viene indicata in un termine, Mud, che sta ad indicare la beatitudine. Come ci sono mantra che purificano, energizzano, guariscono, proteggono, allo stesso modo ci sono mudra che hanno questi particolari effetti.

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BHARATANATYAM WORKSHOP
14th Set, 2017 da Ananda Saraswati

Centro Nirvaira presenta a Vasto (Italia)

BHARATANATYAM WORKSHOP

 

PADMAJA VENKATESH SURESH

Esperta e nota artista di Bharatanatyam, insegnante, ricercatrice, la dott.ssa Padmaja si è formata presso maestri prominenti, il suo mentore è stato il grande Maestro K.Kalyanasundaram. Ha conseguito la laurea in Commercio, Diritto, diplomata in coreografia, ha un Master in Filosofia e un dottorato presso l’Università di Mysore. Ha partecipato a importanti festival di danza in tutto il paese e alle grandi organizzazioni, Rashtrapati Bhavan e Raj Bhavans. L’ICCR ha delegato Padmaja per un tour di spettacoli come ambasciatore culturale, oltre ad aver svolto numerose attività in oltre 25 nazioni.

La sua istituzione Aatmalaya ha anche una sezione caritatevole Kalachaitanya di divulgazione delle arti per bambini meno privilegiati delle aree rurali. Opera in un gruppo di esaminatori presso l’Accademia di Stato, Università Jain per M.A, MPhil e Phd, CCRT e ha contribuito al progetto UGC Pathshala. Scrive e presenta articoli in grandi conferenze internazionali. Profondamente spirituale e intellettuale, i suoi libri “La Scienza del Tantra” e “Natya Art-Two Faceted Reality” e la “Liberating Dance Natya Tantra” sono stati molto apprezzati per lo studio esoterico della danza. Ha ideato, diretto, presentato da sola e con molti altri artisti una serie televisiva NATYA TANTRA, in onda su SRI SANKARA TV con un ampio pubblico in tutto il mondo ed è un programma tuttora in corso.

Titoli e premi – Karamveer Chakra, Rex Global Fellow, Bharatakala Sreshtha, Nartana Nipuna, Singara Mani, Kiran Achiever per l’eccellenza nazionale femminile, cittadina indiano e straordinario ispirato della città. Aatmalaya tiene un festival culturale nazionale, con l’accento sulle performance classiche di ballo di valore e premi per artisti rurali più anziani.

 

‘La danza liberatrice del Natya Tantra’

Prospettiva e pratica delle danze classiche indiana

27 Ottobre 2017

ore 10-13/ 15-18

3 ore (50 Euro); 6 ore (90 Euro)

posti limitati (max15 partecipanti)

Data limite per l’iscrizione 20 ottobre

Info +393290771388 info@nirvaira.org

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Roots.The Return to the Inner Temple (Radici. Il Ritorno al Tempio interiore)
30th Ago, 2017 da Ananda Saraswati

 

“Nella nostra anima siamo tutti danzatori, guaritori, cantanti e creatori. Abbiamo tutti qualcosa di potente da dire, da dare. Quando siamo in armonia con i ritmi della natura, con il nostro ritmo interiore, sappiamo come camminare sulla soglia del tempo e dei mondi.

Terra, Madre, il profondo supporto sotto i nostri piedi.

La Donna, la forza mistica, da dove veniamo tutti.

Terra ci nutre, ci accoglie incondizionatamente.

Donna, colei che dona la vita, colei che porta la pace. Colei che è portale per l’altra vita.

Care creature attraverso tempo e i mondi è il tempo per tutti noi di ritornare al tempio, nel tempio degli dei, profeti, divinità e leggi, ma il tempo dell’umanità, il tempio del cuore. E’ nostra responsabilità vedere oltre le storie, e manifestare il cambiamento, e questo viaggio comincia dentro ognuno di noi, ogni donna, e ogni uomo.

E’ tempo di ricordare.”

Testo:Zola Dubnikova

Musica:Estas Tonne

Corso Shakti, il Risveglio della Dea Interiore

(Cerchio sacro delle Donne,  ogni penultimo  mercoledì del mese)

Contatti

Per amore di Gaia
17th Ago, 2015 da Ananda Saraswati

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Figli di Gaia, siamo sulla soglia. Un mondo governato da Re, guerrieri e Sacerdoti, nelle sue ore finali si è chiaramente rivelato un modello fallimentare di arroganza e onnipotenza che si auto annienta – inflessibile, crudele e distruttivo. Questa Era sta per finire (suonate campane!) e, andandosene, essa ci conduce al decisivo punto di rottura degli sconvolgimenti sociali e del declino ecologico. L’Età della Ragione, con tutti i suoi alti e bassi, si ritira senza ragione, malconcia e lacera – ferita e distaccata dalla bellezza di tutto ciò che fa della vita un onore magico e meraviglioso.

Mentre scivola nell’oscurità di un tempo che non è mai finito troppo presto, essa lascia dietro di sé una scia di distruzione: i campi di sterminio della guerra senza fine; l’incomparabile abuso di veleni contro il nostro magnifico pianeta; i sogni infranti di una civiltà. Ovunque intorno a noi, a quanto pare, regna il caos, mentre i cambiamenti della Terra si compiono con l’inquietante precisione di un orologio, onorando la cronologia dei Maya e di altre culture indigene, che furono in grado di prevedere il futuro. Le vecchie strutture stanno crollando tutt’intorno a noi, annunciando l’arrivo del Nuovo Mondo.

Dall’altra parte, a meno che non perdiamo di vista la natura dell’universo, essa cede il passo all’Età del Risveglio, la Nuova Aurora – il ritorno del Femminile Divino, un periodo di rinascita, guarigione e rinnovamento. Il pendolo, che marca il battito del tempo ciclico, ritorna alla vibrazione yin. Il tempo dei festeggiamenti è qui! Leggi il resto… »

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»  Motore: WP   »  Carrozzeria: Ahren Ahimsa
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