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Stargate creati nel DNA attivano connessione con la Ragnatela Cosmica dell’Universo
23rd Ott, 2017 da Ananda Saraswati

L’articolo apparso sul sito web Neuroscienze.net e la scoperta riportata da poco riguardo la scoperta della “ragnatela cosmica” (o rete quantistica composta da gas o gas ionizzati, plasma, energia),  che collega fra loro le galassie, sistemi stellari, pianeti, viene comunemente denominata “Rete Quantistica” ed è stata osservata per la prima volta, grazie alla luce diffusa da un quasar distante che ha illuminato i filamenti. Descritta su Nature, la scoperta si deve a uno studio coordinato dall’astronomo italiano Sebastiano Cantalupo che lavora negli Stati Uniti presso l’università della California a Santa Cruz.

Portali spazio-temporali o Stargate creati nel DNA, attivano una connessione con la Rete Quantistica dell’Universo

Tutto ciò che è stato divulgato ora è la fotocopia o meglio dire, l’impronta delle ricerche che sto conducendo da anni sulle proprietà e le funzioni del DNA correlate nel campo della fisica quantistica.  Sono stato sempre convinto che il DNA rappresenta il vero Sacro Graal, una piccola molecola che se sottoposta a determinati tipi di frequenze, essa si attiva e crea un’apertura o portale dimensionale che prende la forma di una vera Coppa.  Attraverso il DNA possiamo connetterci con la Rete Quantica (energetica) dell’Universo e possiamo diventare un unico organismo vivente, connesso tramite filamenti energetici molto simili alle sinapsi neurali.

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Io sono Maria Maddalena
1st Set, 2017 da Ananda Saraswati

Dalla prefazione del libro di Anna Maria Bona “Maddalena, l’altra metà di Cristo”.

“L’Entità che io rappresento vive nel Sole spirituale laddove esiste il “Logos Cristico”, e non ha un tempo definibile come voi umani lo concepite. Io sono l’espressione Femminile di Cristo che, in tutti i tempi della vostra storia, ha accompagnato l’energia del Maschile Divino. Cristo ed Io rappresentiamo un’antica sostanza secondo la visione dell’essere androgino da Dio plasmato, perfettamente bilanciato tra la polarità maschile e femminile. Siamo quindi due facce della stessa medaglia.L’energia che si sta esaurendo ora in Terra pone fine ad un tempo troppo caratterizzato nel maschile e fortemente squilibrato. Esso lascerà spazio all’essenza del potere della Dèa, che diventerà strumento per creare un rinnovato stato di coscienza. Nel momento in cui l’energia del Femmininio Divino sarà risvegliata, riconquisterete l’armonia e la saggezza, indispensabili elementi che porteranno linfa vitale per la costruzione del mondo che verrà.Certo vi chiedete, a livello concreto, quale sia il modo per far emergere dentro di voi il femmininio sacro, quando ancora le vostre anime subiscono gli effetti devastanti della separazione, causati da un dominio maschile prevaricante!Vedete, amati, avete dovuto incarnarvi molte volte, attraverso schemi evolutivi, ora maschili, ora femminili per bilanciare ciò che indelebilmente si è impresso nell’anima e che vi ha allontanato dalla coscienza del vostro essere eterno e Divino.

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Sintomi del risveglio spirituale e sintomi di ascensione: differenze
4th Set, 2016 da Ananda Saraswati

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Sintomi del Risveglio Spirituale e Sintomi dell’Ascensione:
Qual’è la differenza?

La prima riguarda un cambiamento nella coscienza individuale in seguito all’emergere del Sè Superiore o Anima, dovuto a fattori karmici ed evolutivi individuali; la seconda, cioè questa, riguarda i diversi modi in cui L’Ascensione planetaria viene recepita, assorbita e vissuta a livello del Corpo di Luce individuale.
Dal punto di vista dell’Anima, il risveglio spirituale è un fattore prevalentemente endogeno; questi sintomi dell’Ascensione sono invece dovuti ad un fattore prevalentemente esogeno, cioè dal rapporto che si instaura fra la mutazione energetica globale e il modo in cui questa influenza la vita delle coscienze che sono immerse nel campo globale durante la sua trasmutazione energetica.
La modalità e la velocità con cui i cambiamenti esterni sono recepiti dipende dal livello evolutivo individuale e questi due fattori (quello endogeno e quello esogeno) sono mutuamente correlati in un circolo virtuoso: infatti, da un lato, molti risvegli individuali stanno avvenendo sull’onda del cambiamento vibrazionale globale; dall’altro, i risvegli di massa contribuiscono a loro volta ad ancorare maggiormente l’energia in continuo aumento sulla Terra.
I sintomi dell’Ascensione (o sintomi del Corpo di Luce) sono le manifestazioni dei cambiamenti energetici che si stanno verificando nei nostri corpi mentre assorbiamo sempre più Luce spirituale all’interno del nostro Essere, a causa della trasformazione del campo energetico della Terra.
Il rapido intensificarsi delle frequenze di Luce sta creando cambiamenti alchemici all’interno delle strutture biologiche esistenti e sta velocemente modificando le basi materiche su cui si fondano il nostro Pianeta, il corpo umano, la nostra coscienza e il DNA. Questa infusione di Luce sta creando un processo di purificazione su larga scala che interessa e coinvolge tutto e tutti.
Quando noi esseri umani assorbiamo più Luce diventiamo meno densi e, nella nostra biologia, le attuali strutture molecolari a base di carbonio cominciano a trasmutare e a riorganizzarsi in strutture cristalline. Questo ci permette di accedere a dimensioni superiori della Creazione ed in particolare alla quinta dimensione, meta del viaggio evolutivo tuttora in corso.
Quando la luce penetra nei nostri corpi, si diffonde a livello cellulare catalizzando un processo di guarigione e purificazione: i tessuti sono indotti a rilasciare i vecchi modelli energetici, le credenze obsolete e tutti i concetti esistenti della 3D basati sulla paura. Mentre queste vecchie energie vengono rilasciate potrebbero verificarsi sofferenze, dolori, sentimenti o ricordi che affiorano alla nostra coscienza.
Molte persone stanno manifestando gli intensi cambiamenti in atto attraverso una vasta sintomatologia estesa su tutti i livelli dei loro corpi multidimensionali. Questi cambiamenti energetici stanno portando il Corpo di Luce in manifestazione radiante: le ripercussioni fisiche, emotive e mentali che derivano da queste mutazioni spirituali supercoscienti vengono chiamati appunto Sintomi del Corpo di Luce o Sintomi dell’Ascensione.
Alcuni sintomi del Corpo di Luce vanno e vengono rapidamente, altri sono invece più persistenti. Mentre la genetica dei nostri corpi si modifica, sperimentiamo un cambiamento nelle nostre strutture cellulari e molecolari: talora potranno insorgere nuovi e strani sintomi (a volte persino rapidamente o inaspettatamente), talora potranno invece ricomparire vecchi sintomi che avevamo ritenuto ormai passati e superati. Niente paura! Il nostro corpo li aveva memorizzati ed ora, manifestando il sintomo, li sta rilasciando definitivamente[*].
[*] Questo è uno dei motivi del fallimento della medicina sintomatica, cioè quella medicina che considera un sintomo equivalente ad una malattia, ed opera terapeuticamente con il fine di reprimerlo o rimuoverlo. Molti dei sintomi del corpo di luce sono invece sintomi di una profonda guarigione dell’essere, che vanno portati alla luce, ascoltati ed interpretati seconda una visione olistica.

Come riconoscere i sintomi dell’Ascensione
Non ci sono test medici o misure definitive che ci permettano di sapere quando una nostra malattia o disturbo è classificabile come un sintomo dell’ascensione.
Aspettatevi anche la possibilità che, dopo una visita di controllo, il vostro medico possa non trovare nulla di strano. Tutti gli esami potranno risultare normali, e anche dopo la richiesta di ulteriori pareri la medicina ortodossa potrebbe insistere nell’evidenza che tutto vada bene. Il nostro attuale sistema medico di 3D incontra oggi delle comprensibili difficoltà nel gestire questi strani sintomi, perchè essi vanno necessariamente inquadrati in un contesto molto più ampio che difficilmente sarà conosciuto e riconosciuto diffusamente a livello medico-scientifico in tempi brevi.
Viceversa, anche nel caso in cui il vostro disturbo fosse diagnosticato come patologia, gli effetti della Luce spirituale in espansione giocano comunque un ruolo chiave nella manifestazione dei sintomi, in qualità di con-cause. È estremamente importante prestare sempre attenzione alla vostra guida interiore e ricordarsi che, se state leggendo queste informazioni, è possibile che stiate già vivendo un’esperienza sintomatica nel vostro corpo di luce.
Anche se l’esperienza di vivificazione del proprio corpo di luce è unica per ogni persona, proviamo ad elencare i sintomi dell’ascensione più comuni.

Ripercussioni fisiche dell’attivazione del corpo di luce
Al tempo della Convergenza Armonica soltanto il 7% dei codici genetici degli esseri umani erano attivi. Il nostro DNA contiene i codici latenti per attivare la trasmutazione dal corpo fisico al corpo di luce. In questi tempi di cambiamento, l’attivazione progressiva del DNA e la vivificazione del corpo di luce stanno apportando modifiche apparentemente incredibili nel corpo fisico umano che, ad oggi, non ha ancora espresso e manifestato tutto il potenziale latente che la genetica gli conferisce. Solo per citare alcuni esempi:
• Finora abbiamo vissuto con ghiandole fortemente atrofizzate. L’epifisi (= la ghiandola pineale) e l’ipofisí (la ghiandola pituitaria) per esempio, avevano finora la grandezza di un pisello. Nel corso della trasmutazione crescono diventando grosse quanto una noce e assumendo le loro nuove funzioni di organi dì comando nel sistema endocrino umano. Assumono inoltre anche il ruolo di organi multidimensionali con molteplici funzioni nella comunicazione con altre dimensioni;
• La ghiandola del timo, che nei bambini cresceva fino alla pubertà per poi regredire notevolmente, ora riprende a crescere anche negli adulti;
• Anche il cervello, che finora era attivo soltanto fino al 10-15%, ora si attiva pienamente. Le connessioni elettromagnetiche e elettrochimiche del cervello si trasformano totalmente e inoltre la maggior parte degli umani mostrerà una crescita del cranio;
• Gli organi sensori sviluppano una crescente sensibilità, fino a raggiungere quella che noi chiamiamo la chiaroveggenza, la chiaroudienza, la sensitività dell’olfatto e del gusto;
• Gli organi digestivi perdono, con il progressivo sviluppo del corpo di luce, molte delle loro funzioni. Perché?


Alimentazione di luce
Troviamo la risposta nel concetto corpo di luce. Analogamente alle piante, il nostro corpo comincia infatti, ad usare la luce, la nostra luce solare, direttamente come fonte energetica e, dal punto di vista puramente fisiologico, possiamo misurare il grado di evoluzione del corpo di luce dal quantitativo di luce che le cellule riescono a metabolizzare direttamente. Ciò dipende a sua volta, – per gli interessati alla tecnica – dal quantitativo di adenosintrifosfato (ATP) presente nelle cellule. Nel vecchio corpo, l’energia necessaria alle funzioni cellulari proveniva unicamente da un sistema di produzione e accumulo di energia che operava con la trasformazione di adenosintrifosfato in adenosindifosfato (ATP → ADP e viceversa, scientificamente chiamata “respirazione cellulare“). Era un sistema energetico biologico a ciclo chiuso (Ciclo di Krebs) che provvedeva anche al processo di invecchiamento e morte.
Man mano che aumenta la capacità delle cellule di metabolizzare la luce, diminuisce sempe più il cibo di sostanza grossolana che il corpo deve assimilare. In altre parole: una persona ha bisogno di sempre meno cibo solido come sostanza nutritiva. Col tempo non avrà più bisogno di nutrirsi in senso tradizionale, poiché vivrà soltanto di luce[**]. Questo stato non rappresenta nulla di nuovo su questo pianeta. Da sempre sono esistite persone che senza cibarsi hanno vissuto assimilando unicamente pura luce ed erano conosciute per la loro otente emanazione energetica. Quando il corpo di luce si evolve completamente, il corpo fisico è infatti talmente spiritualizzato e vibra così velocemente che diviene qualcosa di poco pratico per la vita nella nostra dimensione 3D.

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Nuove scoperte sul DNA in Russia
20th Mag, 2013 da Ananda Saraswati

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Molti maestri spirituali sanno già da tempo, che il nostro corpo può essere programmato da lingua, parole e pensieri. Ora questo è stato scientificamente provato. Il DNA umano funziona come una specie di “Internet biologico”, ed è sotto molti aspetti superiore a quello artificiale. Nuove ricerche scientifiche in Russia, direttamente o indirettamente, spiegano fenomeni quali chiaroveggenza, intuizione, guarigioni spontanee e guarigioni a distanza, autoguarigioni, tecniche di affermazione, aloni di luce attorno alle persone e molto altro.

In più, si potrebbe affermare una medicina completamente nuova, nella quale il DNA può essere riprogrammato con delle parole e frequenze, senza la necessità di prelevare e reintrodurre singoli geni. Soltanto il 10% del nostro DNA serve a produrre le proteine, ed è questo 10% che viene esaminato dai ricercatori occidentali. Il rimanente 90% viene considerato “junk DNA”, DNA spazzatura. Tuttavia i ricercatori russi, convinti che la natura non abbia creato questo 90% a caso, hanno esplorato questo 90% del DNA assieme a linguisti e genetisti. I risultati di questa ricerca sono semplicemente rivoluzionari!

Il nostro DNA non sarebbe solo responsabile della struttura del nostro corpo, ma servirebbe anche come banca dati e per comunicare. I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico (specialmente il 90% “inutile”) segue le stesse regole di tutte le lingue dell’uomo. A questo scopo, gli studiosi hanno comparato le regole di sintassi (il modo di mettere insieme le parole per formare le frasi), semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole base di grammatica. Hanno scoperto che il nostro DNA segue un determinato schema grammaticale. Quindi le lingue dell’uomo non si sono formate casualmente, ma sono insite nel DNA.

Il biofisico e biologo molecolare Pjotr Garjajev e i suoi colleghi, hanno anche analizzato le qualità vibrazionali del DNA. In breve sostengono che “i cromosomi vivi funzionano esattamente come un computer olografico, che usa radiazioni laser di DNA endogeno”. Gli studiosi sono stati in grado, per esempio, di proiettare determinate frequenze (suono) con una specie di raggio laser sul DNA, modificando la frequenza di esso e quindi l’informazione genetica stessa. Dato che la struttura base del DNA è uguale alla struttura della lingua, non è necessaria alcuna codifica del DNA. Si possono semplicemente usare parole e frasi della lingua umana! Anche questo è stato provato scientificamente. Leggi il resto… »

I segreti dell’acqua
14th Set, 2012 da Ananda Saraswati

L’acqua. E’ la più comune sostanza sulla terra. Ci accompagna in ogni instante della nostra vita, ma sappiamo anche quale segreto nasconde questo magnifico elemento?
Da dove è venuta, chi e perché ha donato l’acqua al nostro pianeta? Leggi il resto… »

L’intonazione a 432 hertz, la Scala Aurea e la matematica dell’8
23rd Lug, 2012 da Ananda Saraswati

«La musica è una scienza che deve avere regole certe: queste devono essere estratte da un principio evidente, che non può essere conosciuto senza l’aiuto della matematica. Devo ammettere che, nonostante tutta l’esperienza che ho potuto acquisire con una lunga pratica musicale, è solo con l’aiuto della matematica che le mie idee si sono sistemate, e che la luce ne ha dissipato le oscurità.»

                   Jean Philippe Rameau

Originariamente la musica faceva parte del quadrivium, l’ordinamento didattico in cui le quattro arti liberali dette matematiche, ossia aritmetica, geometria, musica ed astronomia, costituivano il corpus d’istruzione superiore rispetto al trivium, le arti liberali dette retoriche, corrispondenti a grammatica, logica e retorica. La posizione della musica fra le arti del quadrivium rispondeva alla rappresentazione della forma mentis del tempo che vedeva la musica come scienza basata sulle leggi matematiche e fisico-acustiche e generata dall’aritmetica. Ai giorni nostri, invece, la musica è considerata come la regina delle Arti ma questo è dovuto al fatto che essa, sebbene sia parte della Scienza delle vibrazioni, è stata sempre più secretata nello status di Arte, limitandone l’enorme influsso che avrebbe potuto esercitare sull’uomo e sull’ingegneria sociale. Non a caso filosofi come Hegel, Schilling, Schopenhauer o Nietzsche collocano la musica in primo piano nei loro sistemi filosofici.

Storicamente i primi attacchi alla scienza musicale — in cui erano compresi lo studio delle armoniche e delle proporzioni insegnate da giganti del pensiero come Pitagora e Platone — furono perpetrati dalla Chiesa Cattolica Romana. Nonostante la messa al bando dello studio delle armoniche e delle proporzioni Papa Gregorio IX decise di bandire nella cosiddetta musica sacra il tritono — intervallo di quarta aumentata presente nel modo Lidio — definendolo come “Intervallo del Diavolo” o Diabolus in Musica. Purtroppo anche durante l’Illuminismo si continuò a boicottare la musica universalis e scienziati come Galileo, Cartesio e Newton — per coesistere con l’egemonia della Chiesa — pubblicamente non mostrarono alcun interesse riguardo le armoniche e la proporzione aurea e questo antico sapere venne perduto dalle successive generazioni di scienziati fino ai giorni nostri. Di fatto nel mainstream scientifico ufficiale solo ora si ricomincia a parlare dell’importanza delle armoniche e della proporzione aurea, quest’ultima da poco riscoperta dalla scienza per l’importanza che riveste anche nelle dimensioni atomiche (questo trend è condiviso anche dai traders che hanno rispolverato la geometria sacra ed i numeri di Fibonacci per compiere l’analisi dei titoli di Borsa). Leggi il resto… »

L’armonia del DNA
16th Dic, 2011 da Ananda Saraswati

Alcuni recercatori isolano la musica del DNA. L’autore sembra conoscere da sempre la decifrazione musicale del DNA.

“In natura – egli dice – il “messaggio genetico” genera attraverso catene di aminoacidi un codice che somiglia all’ I ching. Lo stesso messaggio processato con un codice musicale, genera catene di note che si sistemano nel pentagramma a produrre suoni. Ma che genere di suoni? Che tipo di musica?”

La natura vivente – ed in specie quella vegetale – offre ai nostri sensi forme armoniose, suoni melodici, profumi delicati. Per oltre un secolo, oppressi dall’idea dell’utilitarismo biologico, siamo stati incapaci di apprezzare queste naturali armonie e bellezze, quasi considerandole pletoriche e ingannevoli. Tutto si doveva misurare in termini funzionali, ed era quasi nata una preferenza per la bruttezza, che stava a dimostrare la sbrigativa praticità della natura e il suo disinteresse per inutili estetismi. La paura del bello e delle sue implicazioni filosofiche e morali ha concorso alla fuga della ricerca biologica verso l’invisibile, verso le strutture submicroscopiche e la chimica cellulare.

Come è stato detto, questa tendenza ha segnato la “scomparsa dell’organismo”. Il segreto della vita era nella sua chimica, nelle sue reazioni molecolari, nelle sue strutture intime: che importanza avevano forme, suoni e profumi se non come il futile belletto della vita? Nell’ultimo secolo c’è stato un progressivo rimpicciolimento degli oggetti prediletti dai biologi. Abbandonati gli animali e le piante, su cui si era lavorato nel XIX secolo, le ricerche di biologia generale si sono rivolte ai moscerini, poi alle muffe, poi ai batteri e infine al virus. “quando si è compreso il virus – si soleva dire – si è compresa la vita”. “ La vita è tutta nei geni – dicevano altri – ; l’organismo è un prodotto secondario che ha solo la funzione di far riprodurre i geni”. “ Il gene – scrisse Dawkins – è un egoista: si costruisce l’organismo che più gli fa comodo”.
La ricerca del submicroscopio ha rivelato un mondo insospettabile. Nelle profondità invisibili delle cellule viventi non risiede una gelatina, un brodino, una poltiglia tutta impegnata al funzionamento della vita elementare. Esistono invece figure meravigliose, eleganti cristalli, perfette spirali, mirabili geometrie. Il materiale ereditario, il famoso DNA (Acido DesossiriboNucleico) è un nastro avvolto in una regolare e lunghissima elica di misure costanti e perfette. Le officine della sintesi proteica, i ribosomi, formano ordinati cristalli che si aggregano in tetrameri. I virus sono dei meravigliosi poliedri fedeli alle regole dei solidi platonici.

L’armonia della natura inizia dalle sue più segrete e minute strutture, inizia nell’invisibile e si rivela nell’eleganza en nella grazia delle forme visibili. La più straordinaria escursione nella inosservabile armonia della natura e’ stata compiuta anni fa da un ricercatore giapponese operante in California: Susumu Ohno, del Beckman Research Institute of the City of Hope, Duarte. Ohno è riuscito a produrre melodie musicali dalla struttura del DNA (1). Il principio da cui Ohno parte è che la vita è caratterizzata da una moltitudine di ricorrenze, da ripetizioni di moduli. Nel bruco segmentato, nel fiore contornato di petali, nelle vertebre di un animale superiore, nelle fibre muscolari, nelle palizzate dei tessuti vegetali, tutto è ripetitivo. Il principio della Ricorrenza Ripetitiva governa tutto: “Ieri è un altro oggi, e l’anno prossimo sarà molto simile a quest’anno”. Anche nella cultura umana la ripetizione, cioè il plagio, fonda la bellezza.
Parafrasando Vladimir Nabokov, Ohno dichiara “ Mentre gli ordinari mortali si contentano di imitare gli altri, i geni creativi sono condannati a plagiare se stessi”. Essi inventano raramente più di un modus operandi nella loro vita, e persino la civiltà si è in gran parte fondata sul plagio di un piccolo numero di creazioni.

«La grande quantità di chiese gotiche può essere vista come un plagio paneuropeo della abbazia di St. Denis o della cattedrale di Sens” (2).

Anche la vita si è formata attraverso la ricorrenza di pochi moduli originari. Questa è un’idea che Ohno sostiene dal 1970, quando pubblicò Evolution by Gene Duplication (Evoluzione per duplicazione di geni).

Persino i geni si sarebbero formati attraverso la ripetizione di piccolissimi moduli originari sub-genici. poiché la decifrazione musicale del DNA si riferisce al nastro di alcuni geni, basterà fornire un’idea del tipo di scrittura chimica ricavabile dall’analisi di un gene. Si tratta di un messaggio lineare, costituito da quattro soli tipi di “lettere” (i nucleotidi), disposte consecutivamente e senza interruzioni, per qualche centinaia di battute. Le lettere sono simbolizzate con le cifre A, G, T, C. Un particolare gene del topolino (per una immunoglobulina) comincia, per esempio, così:

CACTCCCAGG TCCAACTGCAG … e prosegue per centinaia di lettere.

La dotazione di ogni cellula animale è di 3,6 miliardi di nucleotidi, in rigoroso allineamento, ma Ohno ha rilevato la sonorità di qualcosa di molto più ridotto, di milionesimi di questa sequenza, corrispondenti, per l’appunto, ai geni. Attraverso quale codice i geni siano «tradotti” nella cellula è un problema affascinante, che ha occupato i biologi per una decina d’anni dopo il 1960, e che accenneremo soltanto, poiché poco importante per la impresa musicale di Ohno.

La «traduzione” di un gene consiste nella generazione, dalla sequenza di nucleotidi, di una sequenza di amminoacidi (ce ne sono venti tipi), che si allineano a formare una catena proteica. Ogni tre nucleotidi adiacenti prescrivono il luogo di un amminoacido nella sequenza nascente.

Quattro nucleotidi (A, G, T, C) forma no 64 possibili combinazioni tre a tre. Sono i famosi 64 codoni, di cui è stata trovata perfetta corrispondenza nei 64 segni dell’ I‘ ching. Il codice genetico è un cerchio cosmico perfetto, un magnifico mandala (3). In natura il messaggio genetico genera dunque catene di amminoacidi (proteine) attraverso un codice che somiglia all’I ‘ching. Lo stesso messaggio, processato con un codice musicale, genera catene di note che si sistemano nel pentagramma a produrre suoni. Che genere di suoni? Che sorta di musica? Susumu Ohno, con la collaborazione di Marty Jabara, musicista a Los Angeles, o della moglie Midori, ha preparato varie partiture, alcune pubblicate, alcune da dividere con gli amici. Ho avuto modo di ascoltarne alcune. Una era tratta da un gene dell’immunoglobulina del topolino, una da quello della fosforo- glicerochinasi dell’uomo, una da quello di un istone della trota. Il nome dei geni non faccia impressione. Per il traduttore musicale sono solo lunghe processioni di lettere cui insegnare a cantare.

E’ una musica tonale, garbata, caratterizzata dalla ricorrenza di un tema musicale dominante e dalle sue variazioni. Qui ricorda Bach, là è limpidamente chopiniana. Il ritorno del motivo esprime quella ricorrenza Ripetitiva che il DNA dei geni serba nel suo messaggio. La chiave musicale consente di rendere la ripetizione di un modulo chimico un motivo musicale ritornante, in un ritornello. L’operazione di Ohno e del suo amico musicista è stata piuttosto semplice. Egli ha convertito ognuno dei quattro nucleotidi (A, G, T, C) in due possibili note in chiave di violino: A in do-re, G in mi-fa, T in sol-la, C in si-do concedendosi l’arbitrio di scegliere tra le due per esigenze musicali. L ‘accompagnamento, in chiave di basso, è anche affidato al gusto musicale; e così il tempo.

Tuttavia il vincolo imposto dal codice genetico rimane forte, e regola la struttura fondamentale del brano. Questo vincolo si gode, ascoltando la Musica del DNA come un segno d’ordine, una disposizione armonica che il DNA serba e la musica trasmette. Tutta la vita è simmetrica, armoniosa, modulata, ma si rimane incantati ad ascoltare la melodia espressa da una struttura chimica sottilissima e invisibile, racchiusa nel cuore più segreto della cellula. Il codice musicale adottato da Ohno è semi-vincolante, poiché i nucleotidi sono meno delle note (4 contro 7). Tuttavia da un a partitura musicale si ritorna ad una ed una sola sequenza nucleotidica.

Data la chiave di trasformazione e una serie di note, la sequenza nuclotidica del DNA è generata univocamente. Allora ci si può chiedere: esistono dei geni corrispondenti a sequenze generabili da musica già composta? Da sonate, valzer, mazurche? Ohno ha iniziato la ricerca partendo dal Notturno op. 55 n°1 di Chopin. Per alcune sue caratteristiche strutturali esso si prestava bene. La perlustrazione tra i geni conosciuti è stata lunga, e infine Ohno si è imbattuto, quasi incredulo, in una sequenza genica che rassomigliava straordinariamente alla versione chimica del Notturno. Era un frammento del gene per la Polimerasi II (una proteina) del topolino.

Nel Notturno op. 55 n°. 1 di Chopin si incontra un soggetto ricorrente di nove note:

do-fa-mi-re- do-si-do-re-do che si presenta invariato o con varianti.

Il nonamero si traduce nella seguente sequenza di nucleotidi:

CAACCTCCC

Questo è un modulo ricorrente nel DNA del gene in esame. Si presenta ripetutamente nella versione esatta o in leggere modificazioni. Se il gene è trasformato in sequenza musicale, il Notturno di Chopin è continuamente rievocato. Nell’ascoltarlo, al piano, si prova un’intensa commozione, come se la natura rivelasse una melodia chopiniana che da milioni e milioni di anni teneva serbata nel suo cifrario chimico; come se quella melodia, discesa dal mondo degli archetipi, avesse ispirato il moto delle dita del grande polacco su una tastiera incantata, in una notte del secolo scorso.
Come spiegare questa periodicità del DNA?

DNA? Ecco ricomparire l’Ohno genetista con la sua idea dell’Evoluzione per Duplicazione del DNA. Le prime catene di DNA, in un ipotetico “brodo primordiale” pre-biotico, sarebbero state piccole sequenze di 7-10 basi. Queste si sarebbero poi allineate, ripetendosi in serie, in modo da formare strutture modulari. Le susseguenti vicende dell’evoluzione chimica avrebbero poi introdotto variazioni in queste catene monotone, senza tuttavia abolire la fondamentale ripetitività del modulo iniziale. Se la natura ha costruito il suo messaggio genetico (il DNA), mettendo in fila tante frasette eguali e poi lasciandole variare, essa ha prodotto composizioni chimiche del tipo della sonata.

Miliardi e miliardi d’anni dopo, un genetista giapponese ha disposto queste notazioni sul pentagramma e ha rivelato musicalmente le armonie primordiali della vita. Il cifrario genetico del DNA attrae l’uomo moderno per la possibilità di intervenire sui geni alterati, di migliorare le razze animali o vegetali, di costruire il ciclopico catasto della nostra eredità. lo Denso che sia sommamente importante l’aver avvertito, in alcune striscioline della magica molecola, interne armonie, decorsi melodici, strutture ricorrenti. Se il cieco accidente avesse costruito le strutture viventi, senza una logica generativa e senza misura, l’esperimento di Ohno non sarebbe riuscito a nessuno; ascoltando dalla strada un pianoforte suonare, avrebbe detto: “È Chopin!”, mentre un pianista stava modulando sulla tastiera la partitura del DNA.

Note: (1) Susumu Ohno & Marty Jabara. Repeats of Base Oligomers (N=3n ± 1 or).

(2) as Immortal Coding Sequences of the Primeval World: Construction of Coding Sequences is based upon the principle of Musical Composition. In Chemica Scripta 1986 26B; 43\49 (2) Susumu Ohno e Midori Ohno. The All pervasive Principle of Repetitions Recurrence governs Not only Coding Sequence Construction but also Human Endeavor in musical composition. “Immuno-Genetics” 1986, 24: 71-78

(3) Poiché le triplette sono 64 e gli aminoacidi 20, il codice si dice “degenerato”: lo stesso aminoacido corrisponde di regola ora a quattro ora a due triplette simili.

Giuseppe Sermonti – scrittore, saggista, già docente di Genetica all’Università di Perugia

“Una melodia dal mondo degli archetipi ” di Giuseppe Sermonti

Fonte:  scienzaeconoscenza.it

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