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L’uomo vive nel sonno, Maya,illusione cosmica
14th Feb, 2018 da Ananda Saraswati

La materia non esiste nel modo in cui solitamente noi ce la raffiguriamo; essa esiste, tuttavia, come illusione cosmica. Per liberarsi dell’illusione e necessario conoscere un metodo ben preciso. Non si può curare un drogato in un batter d’occhio. La coscienza materiale si impadronisce dell’uomo attraverso la legge dell’inganno, legge che l’uomo non puo superare se non apprendendo e seguendo la legge opposta, quella della verità.
Lo Spirito è divenuto materia attraverso una serie di processi di materializzazione: la materia dunque procede dallo Spirito e non può essere differente da esso che ne e la causa. La materia e una espressione parziale dello Spirito; e l’Infinito che ha l’apparenza del finito, l’Illimitato che appare limitato. Ma poiché la materia non e che Spirito in una sua ingannevole manifestazione, la materia non esiste di per sé.

Coscienza e materia
All’inizio della creazione lo Spirito, fino allora immanifesto, proiettò due nature: coscienza e materia. Esse sono le sue due espressioni vibratorie. La coscienza è una vibrazione più sottile e la materia e una vibrazione più densa dell’unico Spirito trascendente.
La coscienza è la vibrazione dell’aspetto soggettivo dello Spirito e la materia lo è del suo aspetto oggettivo. Lo Spirito, quale Coscienza Cosmica, è potenzialmente immanente nella materia vibratoria oggettiva e si manifesta soggettivamente, come coscienza presente in tutte le forme create. Questa coscienza raggiunge la sua più alta espressione nella mente umana, con Le sue innumerevoli ramificazioni di pensiero, sentimento, volontà e immaginazione.
La differenza fra materia e Spirito consiste nel diverso ritmo vibratorio: si tratta di una differenza di grado, quindi, e non di sostanza. Questo punto potrà essere chiarito dall’esempio seguente. Benché tutte Le vibrazioni siano qualitativamente uguali, le vibrazioni che vanno dai 16 ai 20.000 cicli al secondo sono abbastanza dense da poter essere percepite dall’udito umano; le vibrazioni al di sotto dei 16 e al di sopra dei 20.000 cicli sono invece generalmente inudibili. Tra le vibrazioni udibili e quelle inudibili non c’è nessuna differenza essenziale, sebbene esista una differenza relativa.
Mediante il potere di maya, l’illusione cosmica, il Creatore fece apparire le manifestazioni della materia talmente distinte e dettagliate, da spingere la mente umana a credere che esse non abbiano alcun rapporto con lo Spirito.

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Afforismi e poesie di Rumi
14th Gen, 2018 da Ananda Saraswati

“Veicola luce, vivi la luce, spriggiona la luce SII LUCE.”

Biografia

Gialal al-Din Rumi fu un ulema, teologo musulmano sunnita e poeta mistico di origini persiane. Il suo nome è indicato anche come Jalāl al-Dīn Rūmī o Jalaluddin Rumi. E’ conosciuto come Mevlānā in Turchia e come Mawlānā in Iran e Afghanistan. Fondatore della confraternita sufi dei “dervisci rotanti“, Rumi è considerato il massimo poeta mistico della letteratura persiana.

Nasce il 30 settembre del 1207 in Afghanistan, probabilmente nella regione del Khorasan, a Balkh, da genitori di lingua persiana (secondo altre fonti, però, il suo luogo di nascita sarebbe Wakhsh, nel Tagikistan). Il padre è Baha ud-Din Walad, giurista, mistico e teologo musulmano.

Nel 1217, all’età di otto anni, partendo dal Khorasan Rumi compie, in compagnia della famiglia, il pellegrinaggio alla Mecca, mentre nel 1219 si trasferisce – sempre con il resto della famiglia – nella zona nord-orientale dell’Iran in seguito all’invasione mongola.

Con la famiglia passa, secondo la tradizione, attraverso Neishabur, dove incontra Farid al-Din Attar, vecchio poeta che gli profetizza uno splendido futuro e gli regala un esemplare de “Il libro dei segreti“, il suo poema epico, per poi nominarlo ideale continuatore della sua opera.

Gialal al-Din Rumi, quindi, si stabilisce con i genitori in Asia Minore, a Konya, dove viene introdotto alle scienze teologiche approfittando della fama di predicatore del padre. In seguito alla morte del genitore si avvicina anche alla mistica, diventando – così – una celebre guida spirituale sia per la dottrina che per le prediche. Comincia a radunare attorno a sé un gruppo di studiosi con lo scopo di redigere una teoria di scritti teologici.

Per ben sette anni Rumi rimane in Siria per approfondire lo studio delle scienze giuridiche e teologiche islamiche, tra Damasco e Aleppo. Il suo padrino Sayyid Burhan al-Din Muhaqqiq prende il posto di suo padre, prendendosi cura anche di lui e diventando lo shaykh dei discepoli lasciati da Baha ud-Din Walad.

Intorno al 1241, anno in cui Sayyid si ritira a Kayseri, Rumi lo sostituisce. Tre anni più tardi è protagonista di un incontro che gli cambierà la vita, quello con Shams-i Tabriz, personaggio misterioso che diventa il suo maestro spirituale trasmettendogli i suoi insegnamenti in tema di scienze legali e teologiche islamiche.

Con l’aiuto di Tabriz, esperto della scuola Shafi i, Rumi si dedica a una profonda e prolungata ricerca spirituale in seguito alla quale Tabriz sparisce in circostanze misteriose: un evento che crea scandalo.

Dopo la morte del maestro, Rumi è protagonista di una fase di eccezionale capacità creativa, grazie alla quale compone poesie per una raccolta che contiene qualcosa come 30mila versi.

Pochi anni più tardi egli ha modo di conoscere, nella città di Damasco, il grande mistico islamico Ibn Arabi, uno dei teorizzatori più importanti dell’unità dell’essere. Si dedica, quindi, alla realizzazione delle sue due opere principali: una è “Divan-i Shams-i Tabriz“, il canzoniere che raccoglie odi di vario genere. Mentre l’altra è “Masnavi-yi Manavi“, un lungo poema a rime baciate che da più parti è stato considerato un Corano in lingua persiana, suddiviso in sei quaderni ognuno dei quali anticipato da una prefazione in arabo in prosa.

Gialal al-Din Rumi muore il 17 dicembre del 1273 a Konya, in Turchia. Dopo la sua scomparsa i suoi discepoli faranno riferimento all’ordine Mevlevi, i cui riti sono finalizzati al raggiungimento della meditazione attraverso danze rituali. Quella dei dervisci rotanti è una pratica celebre: essi compiono una danza turbinante come metodo per raggiungere l’estasi mistica.

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Yoga Sutra di Patanjali (Samadhi)
1st Ago, 2017 da Ananda Saraswati


 
Parte 1
 
Samadhi: sulle Contemplazioni e Unione
1.1. Ora verrà esposta la disciplina dell’Unione (Yoga).
1.2. Unione è frenare i naturali flussi di pensiero della mente.
1.3. Così il testimone dimora nella sua propria natura.
1.4. In caso contrario, egli si identifica con i flussi di pensiero.
1.5. I flussi di pensiero sono cinque. Possono essere dolorosi o non dolorosi.
1.6. Essi sono: giusta conoscenza, falso sapere, immaginazione, sonno e memoria.
 

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La potenza del pensiero parte II
13th Dic, 2015 da Ananda Saraswati

 

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13.Pensiero primario e scienza moderna
Il pensiero è la forza più efficace che conosciamo ed è la più potente arma a disposizione dello Yogi. I pensieri costruttivi trasformano, rinnovano e costruiscono. Le possibilità incalcolabili di applicazione e di uso di questa forza a nostra disposizione vennero sfruttate fino al massimo grado dagli antichi. Poiché il pensiero è la forza primaria che agisce all’origine ed alla fine di tutta la creazione, la genesi dall’intero fenomeno della creazione è determinata e rappresentata dal pensiero che scaturì dalla mente cosmica. Il mondo è l’idea primaria che si è fatta manifesta. Questo primo pensiero si manifestò come una vibrazione, sorgente dalla quiete eterna dell’essenza dell’assoluto. Quello che nella terminologia classica viene chiamato iccha, desiderio dell’Hiranyagarbha, l’Anima Cosmica, ha origine allo stesso modo di una Spandan o vibrazione. Tale oscillazione non si può neppure lontanamente paragonare ad una oscillazione di particelle fisiche perché è qualcosa
d’infinitamente sottile, così sottile che una mente normale non può neppure concepirla. Tuttavia questo fatto ha posto in evidenza che tutte le forze sono nella loro essenza riducibili a stati di pura vibrazione. La scienza moderna è già arrivata a questa conclusione dopo lunghe e faticose ricerche nel mondo fisico esterno.

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La potenza del pensiero (I parte)
24th Nov, 2015 da Ananda Saraswati

Consiouss

 
“Tu diventerai quello che pensi”
“Il pensiero domina la materia”
“Le malattie hanno la loro prima
manifestazione nella mente”
(Swami Sivananda Saraswati)

1.Il pensiero è più veloce della luce
Mentre la luce viaggia a velocità di trecentomila chilometri al secondo, il pensiero, praticamente, raggiunge istantaneamente infinite lontananze. Il pensiero è impercettibile, impalpabile, invisibile; è più sottile dell’etere, il mezzo dell’elettricità. Difatti, pur stando tranquillamente nella vostra casa, per mezzo di un sintonizzatore, potete ascoltare un cantante che canta in una lontana stazione radio. Tutti i messaggi lanciati nello spazio viaggiano tramite le onde e vengono ricevuti mediante un apparecchio radio. Anche la vostra mente è simile ad un apparecchio radio, ma più perfetta. Un santo che ha conquistato la pace, l’equilibrio e l’armonia, continuamente invia nell’universo pensieri e onde spirituali di armonia e di pace che, propagandosi in ogni direzione, raggiungono tutti i luoghi e penetrano nella mente delle persone, nelle quali provocano altri pensieri di armonia e di pace. Quando un uomo ha la mente colma di gelosia, di sentimenti di vendetta e di odio, invia sempre pensieri discordanti, che raggiungono la mente di migliaia di persone e provocano in queste altrettanti pensieri di odio, di gelosia e di discordia.

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Amore e paura
18th Apr, 2013 da Ananda Saraswati

 

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“Tutte le iniziative intraprese dagli esseri umani si fondano sull’amore o sulla paura, e non soltanto quelle che riguardano i rapporti affettivi.Le decisioni riguardanti gli affari, l’industria, la politica, la religione, l’educazione dei giovani, l’ordine sociale della nazione, le mete economiche della società, le scelte in cui sono coinvolte le guerre, la pace, l’attacco, la difesa, le aggressioni, la sottomissione; le decisioni in merito ad agognare o a rinunciare, a serbare o a condividere, a unire o a separare. Ognuna delle libere scelte che decidiate di fare si sviluppa da uno dei due unici possibili pensieri che esistano: un pensiero di amore o un pensiero di paura:

La paura è l’energia che costringe, rinchiude, trattiene, trasforma, nasconde, accaparra, danneggia.

L’amore è l’energia che espande, apre, esprime, sopporta, rivela, condivide, risana.

La paura avvolge i vostri corpi con abiti, l’amore ci consente di starcene nudi. La paura si avvinghia e si aggrappa a tutto quello che abbiamo, l’amore distribuisce tutto quanto possediamo. La paura tiene costretti, l’amore tiene stretti.

La paura afferra, l’amore lascia liberi. La paura affligge, l’amore consola. La paura guasta, l’amore migliora.

Ogni pensiero umano, ogni parola e ogni azione si fondano sull’uno o sull’altro di questi sentimenti. Non avete scelta a tale proposito, poiché non esiste nient’altro tra cui scegliere. Ma avete la possibilità di decidere a quale dei due rivolgervi.”
“Conversazioni con Dio” di Neal Donald Walsch

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