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Piramidologia
15th Giu, 2018 da Ananda Saraswati

La piramidologia, se seriamente e concretamente applicata, consente ad ognuno a giungere a risultati sia fisicamente che spiritualmente soddisfacenti ed appaganti.”

(Rodriguez Alvizio Luis Alberto)

LE PIRAMIDI

Le piramidi della piana di Giza sono divenute da tempo il simbolo dell’antico Egitto. Si levano massicce sullo sfondo del deserto inanimato, con la loro struttura apparentemente semplice eppure ambigua, sconcertante, misteriosa.

Secondo le antiche fonti, infatti , le piramidi erano costruite per custodire e tramandare, impresso nella pietra, in termini di proporzioni e dimensioni, tutto il bagaglio di conoscenze astronomiche, matematiche e geografiche che erano in possesso dell’ antico popolo egizio. Scriveva J.P. Laner nella sua opera “Le problème des pyramides d’ Egipte): ” Dal punto di vista astronomico è indubbia… la grande cura nell’ orientamento… Dal punto di vista matematico lo studio delle piramidi, e specialmente della Grande Piramide, mostra proprietà geometriche notevoli oltre a rapporti numerici che meritano attenzione”. 

La grande piramide attribuita a Cheope è unica per il fatto che ha corridoi e stanze nella parte superiore della struttura, mentre tutte le altre hanno in pratica solo un passaggio che conduce ad una camera al livello del suolo o nella roccia sottostante. In origine era alta 148 metri (e forse non per caso il Sole dista dalla Terra 149 milioni di chilometri) e la base misurava 320 metri di lato, ma col tempo le pietre lisce che la rivestivano furono asportate per essere utilizzate nelle costruzioni medievali del Cairo: oggi misura in altezza circa 137 metri.

Esistono piramidi in diversi parti del mondo, molte in Sud-America.

La riscoperta dell’energia delle piramidi è storia abbastanza recente. Negli anni trenta il filosofo francese Paul Brunton ottenne dal Cairo il permesso di trascorrere un’intera notte nella Camera del Re. Egli fece un dettagliato resoconto dell’incredibile esperienza vissuta, descrivendo numerose meravigliose visioni, proiezioni astrali e parlò persino di una particolare iniziazione ricevuta nel sarcofago regale. Antoine Bovis,Wilhelm Reich, Karen Drbal e alcuni altri ricercatori sono riusciti a dimostrare che la forma piramidale ha effetti speciali.

Nel 1949 Karl Drbal, un ingegnere in pensione, presentò all’Ufficio Brevetti di Praga il suo “Congegno per mantenere il filo di rasoi e lamette di rasoio”, costituito da un modello di Piramide tipo Cheope (cioè in cui la misura dei lati della base si ottiene dalla formula hp/2, dove h è l’altezza e p il numero trascendente Pi-greco 3,14…). Solo dopo 10 anni di sperimentazione, in parte compiuta personalmente da uno dei membri, la commissione concesso il brevetto n. 91304.

Nel 1968 il premio Nobel Dott. Luis Alvarez organizzò una spedizione in Egitto alla ricerca delle camere segrete della Grande Piramide mediante la misurazione dei raggi cosmici i quali perdono energia attraversando gli strato rocciosi della piramide e avrebbero così segnalato la presenza di eventuali spazi vuoti posti al disopra della Camera del Re. I dati raccolti furono elaborati da un computer del Cairo senza rivelare nulla di interessante. Lo stesso esperimento valutato in seguito dal Dott. Goneid diede risultati del tutto differenti, tali far supporre la presenza di energie sconosciute che alterassero la registrazione dei dati.

Da allora in poi le ricerche sulla misteriosa energia della piramide si sono susseguite a ritmo sempre più incalzante. Ad esempio il centro ESP di Los Angeles California incominciò a valutarne gli effetti sulla creazione di forme-pensiero molto energetiche. Nel 1970 un gruppo di ricercatori messicani, coordinati dal Dott. Rodriguez Alviso Luis Alberto tra cui un ingegnere, uno psicologo e un fisico, fondarono un circolo a Città del Messico con l’intento di iniziare una serie di esperimenti riguardanti la piramidologia. La loro attività di ricerca continuò fino al 1990 e portò ad un progressivo perfezionamento nella costruzione dei modelli di piramide. Si osservò che gli effetti non dipendevano dalla massa del materiale impiegato ma soprattutto dalla forma e dal materiale impiegato. Furono ideate e sperimentate le prime piramidi tubolari, senza pareti, i concentratori, i cappelli sopra-piramidali, ecc.

Rodriguez Alvizo Luis Alberto e il suo gruppo condussero una serie di esperimenti giungendo alla conclusione che non erano le piramidi in sè a produrre gli effetti constatati, ma la forma geometrica delle stesse, per cui un semplice telaio con le misure appropriate poteva funzionare come il modello completo. Stando a ciò le energie della terra e quelle cosmiche, distinte in una forza centrifuga calda e dinamica e in una forza centripeta fredda e ricettiva, possono circolare e moltiplicarsi all’interno della piramide, a patto che i rapporti geometrici siano i medesimi della Grande Piramide di Giza.

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