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Alla ricerca del proprio IO diviso e frammentato da Internet e dalla tecnologia
27th Ott, 2018 da Ananda Saraswati

Una recensione del libro ‘L’io diviso’ di Ivo Quartiroli. Mentre la tecnologia è scandita dal tic-tac dell’orologio digitale che la governa, la vita umana scorre tra i due battiti arricchendosi di esperienze che non si possono rinchiudere in un click. Ciò nonostante facciamo click a miliardi sugli stessi link di Google, icone, immagini e lo facciamo sempre in compagnia di milioni di altre persone, come se tutti agissimo con la stessa mente globalizzata e agita tecnologicamente e cognitivamente.

Ivo Quartiroli è stato tra i fondatori delle case editrici Apogeo e Urra. Da sempre osservatore attento e studioso della Rete e dei suoi effetti psicologici e sociali, scrive su www.indranet.org, affiancando le sue competenze informatiche alle sue ricerche spirituali e descrivendo la relazione tra tecnologie, psiche e società.

È editore di www.innernet.it, rivista online sui percorsi di consapevolezza, maestri spirituali, nuova scienza e ambiente. Ha pubblicato numerosi titoli di informatica e di analisi dei media. Una versione precedente di Internet e l’Io diviso, accolta da molte recensioni favorevoli, è apparsa in inglese, in formato digitale, nel 2011. È membro del comitato scientifico italiano del Club di Budapest.

Internet e l’Io diviso è pubblicato in Italia da Bollati Boringhieri


 

Il libro è l’ultimo pubblicato da un autore che da tempo studia e scrive di Internet cercando di evidenziarne, con un approccio che potrebbe essere definito antropo-tecnologico le conseguenze culturali e gli effetti sulla vita delle persone. Più che una riflessione speculativa la sua è una ricerca spirituale vissuta con trasparenza e condivisa nelle sue componenti esistenziali. Quartiroli continua a ritenere le tecnologie della rete come una forza propulsiva e capace di fornire immense opportunità di informazione, comunicazione e socialità ma ne sottolinea al tempo stesso i limiti e i rischi per la nostra libertà individuale e per il nostro futuro di esseri umani che tali vogliono rimanere.

 

 

“Gran parte del fascino della tecnologia risiede nella sua capacità di suscitare in noi una sensazione di urgenza e meraviglia.I trucchi di magia sono efficaci quando la nostra consapevolezza è dirottata o catturata dal mago.Gli strumenti tecnologici sono come scatole magiche: riducono la consapevolezza sul loro significato più ampio e riorientando l’attenzione verso il loro seducente bagliore, creano così la società dell’intrattenimento totalitario.”

Per superare questi limiti è necessario adottare un atteggiamento proattivo di riflessione critica perché la tecnologia è in costante evoluzione e tende a suggerire e imporre nuovi comportamenti e modelli di vita che non conviene accettare passivamente o ideologicamente come un dato di fatto, immodificabile e inevitabile. Il suggerimento di Quartiroli al confronto e alla riflessione è tanto più puntuale quanto pressante è la competizione della tecnologia nei confronti di una realtà umana che sembra avere delegato ad altri ogni utopia futura nella ricerca spasmodica del tempo reale e del qui e ora tecnologico.

Mentre la tecnologia è scandita dal tic-tac dell’orologio digitale che la governa, la vita umana scorre tra i due battiti arricchendosi di esperienze che non si possono rinchiudere in un click. Ciò nonostante facciamo click a miliardi sugli stessi link di Google, icone, immagini e lo facciamo sempre in compagnia di milioni di altre persone, come se tutti agissimo con la stessa mente globalizzata e agita tecnologicamente e cognitivamente.

Il libro è stato catalogato nella categoria dei tecnofobi unitamente ad altri autori come Nicholas Carr ed Eli Pariser. Il primo nel suo libro Internet ci rende stupidi? Come la rete sta cambiando il nostro cervello (Raffaello Cortina, Milano 2011) ha richiamato l’attenzione sugli effetti derivanti da un uso eccessivo di Internet come strumento di navigazione e informazione e cognitivo. Il secondo con il suo libro Il filtro: quello che Internet ci nasconde (Il Saggiatore, Milano 2012) ha reso noto quello che non tutti sembrano voler comprendere, la logica perversa che domina il motore di ricerca più famoso della rete e la sua tendenza a personalizzare i risultati sulla base della percezione del profilo dell’utente che si è fatto online, una logica che restringe le possibilità di conoscenza collegate alle ricerche online. Quartiroli, pur partendo dalle stesse conoscenze tecnologiche di Carr e Pariser, sembra prestare maggiore attenzione a studi scientifici come quelli di psicologi e neurofisiologi attenti alle conseguenze di fenomeni e pratiche collegate all’uso della tecnologia come il multitasking. Non è un caso che l’attenzione sia rivolta alle influenze della tecnologia sulla nostra mente e sui nostri stati di coscienza.

 

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Messaggio riguarda il nostro cuore
6th Apr, 2018 da Ananda Saraswati

“Il pensiero è maschile, l’emozione è femminile, lo yin e lo yang.Il Divino lo puoi vivere nel cuore, non si può comprendere con la mente, piena di: dogmi, false credenze, imposizioni, paure, manipolazioni. Secondo la legge della risonanza che il Divino stesso creò, l’Amore chiama Amore, Luce Divina chiama Luce Divina.Il divino è Luce Infinita, Amore Infinito è Beatitudine Infinita. Per entrare in risonanza con questa energia, occorre aprire il cuore. Secondo l’astrologia indiana, ogni anima ha il suo colore su quale vibra, il Risveglio dell’Anima implica di nuovo aprire il cuore. Se stiamo in piedi e apriamo le braccia, facciamo una croce, il centro è anahata chakra, il centro dell’amore, significa, “non-toccato”, se siamo lì, siamo nella Presenza Silenziosa è Sat-Cit – Ananda.

La tecnologia “chiude”anahata chakra, il cuore, ecco perché va usata con coscienza di causa. Tutto è energia e tutto vibra anche se ai nostri occhi le cose sono solide. Nel gioco di Maya, illusione Cosmica, per poter esistere Tutto deve sembrare molto “Reale” altrimenti, cessa il gioco. Ma le anime possono uscire dal Maya, Matrix e vivere Consapevolmente nella Gioia, Amore, e Beatitudine. Lo hanno fatto già Maestri di diverse Tradizioni, e lo fanno ancora nel silenzio. Ovviamente implica “mettersi in gioco”, uscire dalla zona confort e buttare a terra tutti i condizionamenti, programmi, pregiudizi,dogmi che sono stati inculcati da secoli e secoli.

La musica è stata creata per RICORDARCI CHI SIAMO lo hanno INQUINATA, quindi è importante essere attenti cosa si ascolta, visto che la musica agisce direttamente sul cervello.

La New Age è una trappola e parcheggio per le Coscienze.

La musica, il canto, la danza, la meditazione, la preghiera, la natura sono strumenti per Riconneterci al nostro Sé Divino, Scintilla Divina, Atman.

Hari Om Tat Sat”

(Ananda Surya Saraswati)

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