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Frasi di Osho
9th Mag, 2018 da Ananda Saraswati

La vita in se stessa è una tela vuota; diventa ciò che tu dipingi su di essa. Puoi dipingere infelicità, puoi dipingere estasi. Questa è la tua gloria.

Guardati dalla maggioranza. Se tante persone seguono qualcosa, potrebbe essere una prova sufficiente che è una cosa sbagliata. La verità accade agli individui, non alle masse.

Accetta te stesso così come sei. E questa è la cosa più difficile al mondo, perché va contro la tua formazione, istruzione, cultura.
Fin dall’inizio ti è stato detto come dovresti essere. Nessuno ti ha mai detto che vai bene così come sei.

La vera questione non è se esiste la vita dopo la morte. La vera domanda è se sei vivo prima della morte.

L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione.

L’amore è un uccello e ama essere libero. Ha bisogno di tutto il cielo per crescere.

E’ tempo che tu smetta di cercare fuori di te, tutto quello che a tuo avviso potrebbe renderti felice. Guarda in te, torna a casa.

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L’uomo vive nel sonno, Maya,illusione cosmica
14th Feb, 2018 da Ananda Saraswati

La materia non esiste nel modo in cui solitamente noi ce la raffiguriamo; essa esiste, tuttavia, come illusione cosmica. Per liberarsi dell’illusione e necessario conoscere un metodo ben preciso. Non si può curare un drogato in un batter d’occhio. La coscienza materiale si impadronisce dell’uomo attraverso la legge dell’inganno, legge che l’uomo non puo superare se non apprendendo e seguendo la legge opposta, quella della verità.
Lo Spirito è divenuto materia attraverso una serie di processi di materializzazione: la materia dunque procede dallo Spirito e non può essere differente da esso che ne e la causa. La materia e una espressione parziale dello Spirito; e l’Infinito che ha l’apparenza del finito, l’Illimitato che appare limitato. Ma poiché la materia non e che Spirito in una sua ingannevole manifestazione, la materia non esiste di per sé.

Coscienza e materia
All’inizio della creazione lo Spirito, fino allora immanifesto, proiettò due nature: coscienza e materia. Esse sono le sue due espressioni vibratorie. La coscienza è una vibrazione più sottile e la materia e una vibrazione più densa dell’unico Spirito trascendente.
La coscienza è la vibrazione dell’aspetto soggettivo dello Spirito e la materia lo è del suo aspetto oggettivo. Lo Spirito, quale Coscienza Cosmica, è potenzialmente immanente nella materia vibratoria oggettiva e si manifesta soggettivamente, come coscienza presente in tutte le forme create. Questa coscienza raggiunge la sua più alta espressione nella mente umana, con Le sue innumerevoli ramificazioni di pensiero, sentimento, volontà e immaginazione.
La differenza fra materia e Spirito consiste nel diverso ritmo vibratorio: si tratta di una differenza di grado, quindi, e non di sostanza. Questo punto potrà essere chiarito dall’esempio seguente. Benché tutte Le vibrazioni siano qualitativamente uguali, le vibrazioni che vanno dai 16 ai 20.000 cicli al secondo sono abbastanza dense da poter essere percepite dall’udito umano; le vibrazioni al di sotto dei 16 e al di sopra dei 20.000 cicli sono invece generalmente inudibili. Tra le vibrazioni udibili e quelle inudibili non c’è nessuna differenza essenziale, sebbene esista una differenza relativa.
Mediante il potere di maya, l’illusione cosmica, il Creatore fece apparire le manifestazioni della materia talmente distinte e dettagliate, da spingere la mente umana a credere che esse non abbiano alcun rapporto con lo Spirito.

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Afforismi e poesie di Rumi
14th Gen, 2018 da Ananda Saraswati

“Veicola luce, vivi la luce, spriggiona la luce SII LUCE.”

Biografia

Gialal al-Din Rumi fu un ulema, teologo musulmano sunnita e poeta mistico di origini persiane. Il suo nome è indicato anche come Jalāl al-Dīn Rūmī o Jalaluddin Rumi. E’ conosciuto come Mevlānā in Turchia e come Mawlānā in Iran e Afghanistan. Fondatore della confraternita sufi dei “dervisci rotanti“, Rumi è considerato il massimo poeta mistico della letteratura persiana.

Nasce il 30 settembre del 1207 in Afghanistan, probabilmente nella regione del Khorasan, a Balkh, da genitori di lingua persiana (secondo altre fonti, però, il suo luogo di nascita sarebbe Wakhsh, nel Tagikistan). Il padre è Baha ud-Din Walad, giurista, mistico e teologo musulmano.

Nel 1217, all’età di otto anni, partendo dal Khorasan Rumi compie, in compagnia della famiglia, il pellegrinaggio alla Mecca, mentre nel 1219 si trasferisce – sempre con il resto della famiglia – nella zona nord-orientale dell’Iran in seguito all’invasione mongola.

Con la famiglia passa, secondo la tradizione, attraverso Neishabur, dove incontra Farid al-Din Attar, vecchio poeta che gli profetizza uno splendido futuro e gli regala un esemplare de “Il libro dei segreti“, il suo poema epico, per poi nominarlo ideale continuatore della sua opera.

Gialal al-Din Rumi, quindi, si stabilisce con i genitori in Asia Minore, a Konya, dove viene introdotto alle scienze teologiche approfittando della fama di predicatore del padre. In seguito alla morte del genitore si avvicina anche alla mistica, diventando – così – una celebre guida spirituale sia per la dottrina che per le prediche. Comincia a radunare attorno a sé un gruppo di studiosi con lo scopo di redigere una teoria di scritti teologici.

Per ben sette anni Rumi rimane in Siria per approfondire lo studio delle scienze giuridiche e teologiche islamiche, tra Damasco e Aleppo. Il suo padrino Sayyid Burhan al-Din Muhaqqiq prende il posto di suo padre, prendendosi cura anche di lui e diventando lo shaykh dei discepoli lasciati da Baha ud-Din Walad.

Intorno al 1241, anno in cui Sayyid si ritira a Kayseri, Rumi lo sostituisce. Tre anni più tardi è protagonista di un incontro che gli cambierà la vita, quello con Shams-i Tabriz, personaggio misterioso che diventa il suo maestro spirituale trasmettendogli i suoi insegnamenti in tema di scienze legali e teologiche islamiche.

Con l’aiuto di Tabriz, esperto della scuola Shafi i, Rumi si dedica a una profonda e prolungata ricerca spirituale in seguito alla quale Tabriz sparisce in circostanze misteriose: un evento che crea scandalo.

Dopo la morte del maestro, Rumi è protagonista di una fase di eccezionale capacità creativa, grazie alla quale compone poesie per una raccolta che contiene qualcosa come 30mila versi.

Pochi anni più tardi egli ha modo di conoscere, nella città di Damasco, il grande mistico islamico Ibn Arabi, uno dei teorizzatori più importanti dell’unità dell’essere. Si dedica, quindi, alla realizzazione delle sue due opere principali: una è “Divan-i Shams-i Tabriz“, il canzoniere che raccoglie odi di vario genere. Mentre l’altra è “Masnavi-yi Manavi“, un lungo poema a rime baciate che da più parti è stato considerato un Corano in lingua persiana, suddiviso in sei quaderni ognuno dei quali anticipato da una prefazione in arabo in prosa.

Gialal al-Din Rumi muore il 17 dicembre del 1273 a Konya, in Turchia. Dopo la sua scomparsa i suoi discepoli faranno riferimento all’ordine Mevlevi, i cui riti sono finalizzati al raggiungimento della meditazione attraverso danze rituali. Quella dei dervisci rotanti è una pratica celebre: essi compiono una danza turbinante come metodo per raggiungere l’estasi mistica.

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Gli “io”
4th Set, 2017 da Ananda Saraswati

“L’uomo non ha un ‘#Io’ permanente ed immutabile. Ogni pensiero, ogni umore, ogni desiderio, ogni sensazione dice ‘Io’. E ogni volta sembra doversi ritenere certo che questo ‘io’ appartiene alla Totalità dell’uomo, all’uomo intero, e che un pensiero, un desiderio, un’avversione sono l’espressione di questa Totalità. In realtà nessuna prova può essere portata per convalidare questa affermazione. Ogni pensiero dell’uomo, ognuno dei suoi desideri si manifesta e vive” in un modo completamente indipendente e separato dalla sua Totalità. E la Totalità dell’uomo non si esprime mai, per la semplice ragione che non esiste come tale, salvo che fisicamente come una cosa, ed astrattamente come un concetto. L’uomo non ha un ‘Io’ individuale. Al suo posto vi sono centinaia e migliaia di piccoli ‘io’ separati che il più delle volte si ignorano, non hanno alcuna relazione, o, al contrario, sono ostili gli uni agli altri, esclusivi ed incompatibili. Ad ogni attimo, ad ogni momento, l’uomo dice o pensa ‘Io’. Ed ogni volta il suo ‘io’ è differente. Un attimo fa era un pensiero, ora è un desiderio, poi una sensazione, poi un altro pensiero e così via, senza fine. L’uomo è una pluralità. Il nome dell’uomo è legione.

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Il gioiello che già possiedi in tasca – Adyashanti
4th Set, 2017 da Ananda Saraswati

“Cosa accadrebbe se tu abbandonassi ogni frammento e ogni desiderio di controllo, fino al più infinitesimo impulso a controllare qualsiasi cosa, ovunque, compreso tutto ciò che potrebbe accaderti in questo stesso istante? Immagina di poter rinunciare completamente e definitivamente al controllo, a qualsiasi livello. Se tu fossi in grado di rinunciarvi in modo totale e assoluto, saresti allora un essere spiritualmente libero. 

Molti sostengono che quando togli via, scavando, fino all’ultimo strato della maschera emozionale umana, l’emozione primaria che mantiene gli esseri umani nella separazione è la paura. Non è quanto ho riscontrato personalmente. Ho constatato che il problema essenziale che costringe le persone a sperimentare se stesse come esseri separati è il desiderio e la volontà di controllo. La paura sorge quando credi di non aver alcun controllo. […]

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Ai giovani
13th Ott, 2016 da Ananda Saraswati

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Vi siete mai chiesti quale sia il senso dell’educazione? Perché andiamo a scuola, perché impariamo varie materie, perché facciamo esami e gareggiamo fra di noi per avere i voti migliori? Qual è il significato della cosiddetta educazione, qual è la sua vera funzione? Si tratta di un interrogativo realmente importante, non solo per gli studenti, ma anche per i genitori, per gli insegnanti e per chiunque ami questo nostro pianeta. Perché affrontiamo la lotta che il ricevere un’educazione comporta? E’ semplicemente allo scopo di superare qualche esame e trovare lavoro? Oppure la funzione dell’educazione è di prepararci, quando siamo giovani, a comprendere il processo della vita nella sua interezza? Avere un lavoro e guadagnarsi da vivere è necessario – ma è davvero tutto lì? E’ solo per quello che veniamo educati? Di certo la vita non è fatta soltanto di un lavoro, di un’occupazione. La vita è qualcosa di straordinariamente ampio e profondo, è un grande mistero, un vasto regno in cui agiamo in quanto esseri umani. Se ci prepariamo semplicemente a guadagnarci da vivere, non riusciremo a cogliere il senso della vita; e comprendere la vita è molto più importante che prepararsi per un esame o ottenere ottimi risultati in matematica, fisica e così via.

Dunque, in quanto insegnanti o allievi, non è importante domandarci perché educhiamo o veniamo educati? E qual è il significato della vita? Non è forse la vita una cosa straordinaria? Gli uccelli, i fiori, gli alberi in fiore, il cielo, le stelle, i fiumi e i pesci che ci vivono – tutto questo è vita. La vita sono i poveri e i ricchi; la vita è la perenne battaglia fra gruppi, razze e nazioni; la vita è meditazione; la vita è ciò che chiamiamo religione, ed è anche gli aspetti inafferrabili, nascosti, della mente – le invidie, le ambizioni, le passioni, le paure, le gratificazioni, le angosce.

 

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La vera guerra
18th Nov, 2015 da Ananda Saraswati

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Cari Fratelli e Sorelle, è tempo di uscire dall’oblio e dalla manipolazione, siamo fratelli e sorelle indifferentemente dalla razza, siamo figli e figlie discendenti dalla stessa Sorgente che è Pura Consapevolezza, Pura Beatitudine, Estasi Divina e Amore Infinito.
L’odio, la paura, l’aggressività e la violenza non miglioreranno né risolveranno le cose, come qualcuno vorrebbe indurci a credere.
Svegliamoci e lavoriamo per co-creare una Realtà piena di gioia, amore, fratellanza e armonia, che sono le autentiche peculiarità dell’essere Umano.
Basta dormire! Basta ascoltare i media che ci manipolano e giocano sulla nostra sensibilità, sulla nostra emotività, per indurci a odiarci e farci la guerra tra noi: è l’antico “gioco sporco” di forze insidiose, astute e ben nascoste.
Non c’è più tempo da dilapidare in cieca stupidità, vana ricerca di capri espiatori e ottusa violenza: svegliamoci e alimentiamo coscientemente l’Armonia e l’Amore. Leggi il resto… »

Non confonderti: il risveglio è un processo distruttivo che fa sgretolare la non verità
24th Set, 2015 da Ananda Saraswati

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L’illuminazione è un processo distruttivo, che non ha niente a che fare con il diventare migliore o piu’ felice. L’illuminazione è sgretolare via la non verità. E’ vedere attraverso la facciata della finzione. E’ sradicare completamente tutto cio’ che immaginavamo essere vero”. (Adyashanti)

Non farti illusioni: il risveglio non è una passeggiata nel parco. E’ un passaggio attraverso l’inferno. E’ strappare via tutte le credenze a te care e tutto cio’ che pensavi di te. E’ dover entrare nelle terre dell’ombra e confrontarci faccia a faccia con le nostre ombre. E li’ che vegono fatte a pezzi le nostre false idee di chi siamo. E’ li che vengono distrutte le nostre false credenze. Dobbiamo affrontare le false nozioni e vederle per cio’ che sono. Questo è l’unico modo per guarire, per tornare ad essere integri e vivere in integrità. Leggi il resto… »

Osho: Raggiungere l’Autenticità
6th Set, 2015 da Ananda Saraswati

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Veridicità significa autenticità, essere veri, non essere falsi, non usare maschere. Quale che sia il tuo volto reale, lo mostri… e a qualunque prezzo.

Ricorda, non vuol dire che devi smascherare gli altri. Se sono contenti delle loro bugie, bene, è una loro scelta. Non metterti a smascherare nessuno, perché è questo che la gente pensa. Pensa di dover essere sincera, autentica, e che questo significhi che deve andare a mettere a nudo gli altri. Leggi il resto… »

Nuove scoperte sul DNA in Russia
20th Mag, 2013 da Ananda Saraswati

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Molti maestri spirituali sanno già da tempo, che il nostro corpo può essere programmato da lingua, parole e pensieri. Ora questo è stato scientificamente provato. Il DNA umano funziona come una specie di “Internet biologico”, ed è sotto molti aspetti superiore a quello artificiale. Nuove ricerche scientifiche in Russia, direttamente o indirettamente, spiegano fenomeni quali chiaroveggenza, intuizione, guarigioni spontanee e guarigioni a distanza, autoguarigioni, tecniche di affermazione, aloni di luce attorno alle persone e molto altro.

In più, si potrebbe affermare una medicina completamente nuova, nella quale il DNA può essere riprogrammato con delle parole e frequenze, senza la necessità di prelevare e reintrodurre singoli geni. Soltanto il 10% del nostro DNA serve a produrre le proteine, ed è questo 10% che viene esaminato dai ricercatori occidentali. Il rimanente 90% viene considerato “junk DNA”, DNA spazzatura. Tuttavia i ricercatori russi, convinti che la natura non abbia creato questo 90% a caso, hanno esplorato questo 90% del DNA assieme a linguisti e genetisti. I risultati di questa ricerca sono semplicemente rivoluzionari!

Il nostro DNA non sarebbe solo responsabile della struttura del nostro corpo, ma servirebbe anche come banca dati e per comunicare. I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico (specialmente il 90% “inutile”) segue le stesse regole di tutte le lingue dell’uomo. A questo scopo, gli studiosi hanno comparato le regole di sintassi (il modo di mettere insieme le parole per formare le frasi), semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole base di grammatica. Hanno scoperto che il nostro DNA segue un determinato schema grammaticale. Quindi le lingue dell’uomo non si sono formate casualmente, ma sono insite nel DNA.

Il biofisico e biologo molecolare Pjotr Garjajev e i suoi colleghi, hanno anche analizzato le qualità vibrazionali del DNA. In breve sostengono che “i cromosomi vivi funzionano esattamente come un computer olografico, che usa radiazioni laser di DNA endogeno”. Gli studiosi sono stati in grado, per esempio, di proiettare determinate frequenze (suono) con una specie di raggio laser sul DNA, modificando la frequenza di esso e quindi l’informazione genetica stessa. Dato che la struttura base del DNA è uguale alla struttura della lingua, non è necessaria alcuna codifica del DNA. Si possono semplicemente usare parole e frasi della lingua umana! Anche questo è stato provato scientificamente. Leggi il resto… »

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