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I Quattro Accordi di Don Miguel Ruiz
26th Giu, 2018 da Ananda Saraswati

“Tutto ciò che facciamo si basa su accordi che abbiamo fatto: Accordi con noi stessi, con gli altri, con Dio, con la vita, ma gli accordi più importanti sono quelle che facciamo con noi stessi.

In questi accordi diciamo a noi stessi chi siamo, in che modo comportarsi, ciò che è possibile, ciò che è impossibile.

Un unico accordo non è un problema, ma abbiamo molti accordi che provengono dalla paura, che esauriscono la nostra energia, e diminuiscono la nostra autostima.”

Accordo 1: Sii Impeccabile con la Parola!

1. Sii impeccabile con la parola: La parola è il potere con cui creiamo, la parola è una forza, è il potere di esprimere e comunicare, di pensare e quindi di creare gli eventi della nostra vita.

Come una spada a doppio taglio può creare un sogno magnifico, oppure distruggere tutto.

La parola impeccabile crea bellezza, armonia, comunione.

A seconda di come la usiamo la parola ci renderà liberi o schiavi.

Se ci abbandoniamo all’ira e con le nostre parole inviamo veleno emozionale verso altre persone, stiamo usando la nostra parola contro di noi.

Se invece le nostre parole esprimono rispetto ed amore creeremo attorno a noi armonia e serenità.

Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni personali: ira, gelosia, invidia ed odio.

La parola è magia pura è il dono più potente che abbiamo.

L’impeccabilità della parola può guidarci verso la libertà personale, verso il successo e l’abbondanza , può toglierci la paura e trasformarla in gioia ed amore.

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La fioritura dell’anima
25th Mag, 2018 da Ananda Saraswati

   

Ricorda che la meditazione ti porterà sempre più intelligenza, infinita, intelligenza radiale, ti renderà più vivo e più sensitivo: la tua vita diventerà più ricca.

“Se guardi l’asceta, puoi notare che la sua vita è diventata quasi come una non-vita, non è un meditatore. Gli asceti forse sono masochisti, si torturano godendo della tortura stessa. La mente è molto astuta, continua a fare cose razionalizzandole.

“Ordinariamente siete violenti verso gli altri ma la mente è scaltra – può imparare la non-violenza, predicare la non-violenza, e poi diventare violenta nei confronti di se stessa. E la violenza che fai contro te stesso viene rispettata dagli altri in quanto hanno l’idea che essere ascetico è essere religioso. Ma questo è un puro nonsenso. Dio non è ascetico – non ci sarebbero fiori altrimenti, né alberi verdi, solo deserto. Dio non è ascetico altrimenti non ci sarebbero canzoni nella vita, né danza – solo cimiteri e cimiteri. Dio non è ascetico, Dio gioisce della vita, è più un Epicureo di quanto tu possa immaginare. Se pensi a Dio, pensalo nei termini di Epicuro. Dio è in una costante ricerca di sempre più felicità, gioia, estasi. Ricordalo.

“Ma la mente è molto astuta, può razionalizzare la paralisi come meditazione, può razionalizzare l’indolenza come trascendenza, può razionalizzare l’essere spenti e morti come rinuncia. Stai attento e ricorda sempre che se ti muovi nella giusta direzione, continuerai a fiorire”.

(Osho)

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MOOJI: DEVI ESSERE FORTE
24th Mag, 2018 da Ananda Saraswati


MOOJI: DEVI ESSERE FORTE (Ritiro di silenzio a Zmar 19 settembre 2012 – Seconda sessione)

[Mooji]
« Qualcosa deve essere più grande della minaccia.
Alcune persone pensano: “No, se mi dedico alla verità allora nessuno mi vorrà, non mi sposerò mai. Chi sposa un santo?”, [risate] oppure un monaco o qualcosa del genere e allora tu fai: “Solo un minuto”, e continui a posporre.
Qualcosa all’interno è più grande di quello e la minaccia è grande solo quando sei spaventato, ma quando dici: “Sì”, tutto se ne va. Tutto se ne va!
Ero solito insegnare, ero un professore d’arte all’università locale e di solito invitavo alcuni dei miei studenti: “Venite a casa mia a dipingere”, ma in seguito la vita cambiava così fortemente che a un certo punto ho pensato: “Non voglio più questo! Tutti questi studenti: non va più bene. Arrivano, bevono birra, dipingono, ridono facendo molto rumore. Non va più bene; non voglio più che sia così”.
Ricordo esattamente il giorno nel parco quando questo si è presentato così chiaro e ho pregato: “Signore, non lo voglio più, so che questa cosa deve smettere e, per favore, dammi la forza di dire a ciascuno di loro (erano circa nove): ‘ragazzi per favore, in questo momento non va bene che veniate'”.
Era una cosa notevole per me, perché sarebbe stato come rifiutarli. Avevo molte cose di questo tipo. Ma in quel momento la scelta è stata: “Sì, va bene, mostrami solo come, dammi la forza di parlare con loro. Sì, va bene”.
E sapete cos’è successo? Da quel giorno, nessuno è venuto a casa mia, nessuno dei miei studenti è arrivato! Non sono mai andato da nessuno di loro a dirgli: “Guarda, (iniziando dal più calmo) [risate], non sta funzionando”.
Non ho mai detto niente! Non è più successo e basta. E fino a oggi non ho mai chiesto: “Perché non venite più?”. Semplicemente ho lasciato la cosa e ho capito che è la grazia.
Ma tu devi scegliere la libertà! Non fingere: “Be’, vediamo se funziona”, no, devi scegliere! Non: “Io voglio”, no! “Io scelgo! Scelgo questo!” e lascia che arrivino le conseguenze, perché quella è la verità; è fede, è fiducia, e tu cammina con essa.
Dunque, proprio per questo dico esattamente la stessa cosa a ciascuno di voi: non tiratevi indietro, non fuggite, non date questa possibilità alla mente, non fatele avere la meglio, non rispettatela, non è vostra amica, non lo è ancora; non è il vostro guru, non ascoltatela.

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I Sette Specchi Esseni
22nd Mag, 2018 da Ananda Saraswati

 

Chi sono gli Esseni?

L’origine degli esseni, detti anche nazareni, risale intorno al II secolo a.c.

Era un popolo di contadini,  vegetariani e con una teoria molto interessante su come il comportamento consapevole o inconsapevole di ognuno di noi sia riflesso dalle situazioni e dai modi di essere degli altri nei nostri confronti, era un loro presidio molto importante – è il popolo da cui discende Gesù Cristo e che si presume vivesse vicino a Masada. Gli Esseni erano contadini, frutticoltori e profondi conoscitori delle proprietà delle erbe, dei cristalli e del colore con i quali curavano tutti coloro che richiedevano il loro aiuto, erano medici e guaritori.
Detenevano quindi un’antica conoscenza (forse tramandata da Atlantide) portata in Palestina da Mosè e dal suo popolo (gli esseni) e divulgata successivamente in Europa dagli Egizi. Medici e guaritori, con leggi e tradizioni ortodosse, imponevano a chi desiderava entrare nella loro comunità delle iniziazioni che duravano fino a sette anni.
La loro era una stirpe reale, proveniente da una razza e cultura diversa da quella dei rabbini e farisei del Tempio di Gerusalemme. Convinti vegetariani, il cibo degli Esseni non poteva essere alterato (con la cottura ad esempio); non facevano sacrifici a Dio e dedicavano molto del proprio tempo a ringraziarlo, attraverso le preghiere che rivolgevano anche agli Angeli, a cui erano particolarmente devoti. Si dice che si alzassero all’alba e andassero nei boschi a chiamare le energie angeliche, con le quali si intrattenevano in modo molto naturale. Abbandonate le vanità del mondo, si erano ritirati ad una vita semplice che consentiva di avvicinarsi allo spirito per viverlo nella materia come successivamente Gesù il Cristo  ci ha ampiamente raccomandato. Avevano usanze e osservanze come la proprietà collettiva, eleggevano un capo che attendesse agli interessi di tutti e i cui ordini venivano obbediti, era loro vietato prestare giuramento, controllavano la loro collera e fungevano da canali di pace, portavano armi solo per protezione contro i rapinatori, non avevano schiavi ma si servivano a vicenda e, come conseguenza della proprietà comune, non erano dediti ai commerci. Dopo un totale di tre anni si entrava a far parte del gruppo con un pasto comune, i membri appena unitisi prestavano un giuramento solenne davanti alla comunità che comprendeva l’impegno a praticare la pietà verso la divinità e l’aderenza a principi morali verso l’umanità, per mantenere uno stile di vita puro, di astenersi da attività criminose e immorali, di trasmettere intatte le loro leggi e di preservare il libro degli Esseni e il nome degli Angeli, con questo atto i neofiti assumevano l’impegno di essere totalmente leali e di non rivelare nulla ai profani, neppure se torturati a morte. Gli iniziati dovevano tacere soprattutto sulle dottrine esoteriche dei libri antichi e sui nomi degli angeli, oggetto di speculazione mistico-teologica. L’ammissione era peraltro selettiva. La struttura del gruppo esseno era gerarchica e comprendeva i gradi di postulante, di novizio e di iniziato. Sotto il profilo dottrinale gli Esseni sostenevano l’immortalità dell’anima e professavano un’escatologia di retribuzione per buoni e malvagi. Ammettevano pure la resurrezione, il giudizio finale e la fine del mondo. Tra loro, dice Giuseppe Flavio, vi furono veggenti e profeti.
Si dice che il loro nome abbia una radice ebraica hasidim (“Pii”); altri sostengono che esseni derivi dall’aramaico asya (“medico”). Ciò che di “ufficiale” si sa di loro ci viene tramandato dagli scritti di Plinio il Vecchio, Flavio Giuseppe, Filone Alessandrino e dai Rotoli di Qumran ritrovati intorno al 1947, in una zona desertica a 30 km da Gerusalemme, vicino al mar Morto grazie a una scoperta fortuita da parte di un pastorello di nome Mohammed Adh Dhib (giare contenenti dei rotoli di pelle avvolti in brandelli di tela). Il materiale in larga parte venne rivenduto a un trafficante di nome Kando che a sua volta lo rivendette al governo israeliano. Negli anni seguenti sono stati rinvenuti, in undici grotte della zona, circa 900 rotoli, alcuni ridotti in frammenti altri in discreta condizione di integrità. Ben 200 di essi riguardavano libri o parti di libri dell’antico Testamento. In particolare l’intero rotolo di Isaia, oggi conservato nel Museo detto Scrigno del Libro a Gerusalemme. Vennero ritrovati anche i rotoli con le regole della comunità e tanti altri che permisero di far luce sulla misteriosa comunità essena. Un team di studiosi internazionale presieduto da padre De Vaux, un domenicano residente in Giordania, ma costituito da studiosi anche acattolici ed ebrei cominciò a studiare i reperti sin dalla metà degli anni cinquanta. Lo studio, non sappiamo se volutamente o meno, è stato piuttosto lungo e laborioso.

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Frasi di Osho
9th Mag, 2018 da Ananda Saraswati

La vita in se stessa è una tela vuota; diventa ciò che tu dipingi su di essa. Puoi dipingere infelicità, puoi dipingere estasi. Questa è la tua gloria.

Guardati dalla maggioranza. Se tante persone seguono qualcosa, potrebbe essere una prova sufficiente che è una cosa sbagliata. La verità accade agli individui, non alle masse.

Accetta te stesso così come sei. E questa è la cosa più difficile al mondo, perché va contro la tua formazione, istruzione, cultura.
Fin dall’inizio ti è stato detto come dovresti essere. Nessuno ti ha mai detto che vai bene così come sei.

La vera questione non è se esiste la vita dopo la morte. La vera domanda è se sei vivo prima della morte.

L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta, e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere in questo momento è perfezione.

L’amore è un uccello e ama essere libero. Ha bisogno di tutto il cielo per crescere.

E’ tempo che tu smetta di cercare fuori di te, tutto quello che a tuo avviso potrebbe renderti felice. Guarda in te, torna a casa.

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L’uomo vive nel sonno, Maya,illusione cosmica
14th Feb, 2018 da Ananda Saraswati

La materia non esiste nel modo in cui solitamente noi ce la raffiguriamo; essa esiste, tuttavia, come illusione cosmica. Per liberarsi dell’illusione e necessario conoscere un metodo ben preciso. Non si può curare un drogato in un batter d’occhio. La coscienza materiale si impadronisce dell’uomo attraverso la legge dell’inganno, legge che l’uomo non puo superare se non apprendendo e seguendo la legge opposta, quella della verità.
Lo Spirito è divenuto materia attraverso una serie di processi di materializzazione: la materia dunque procede dallo Spirito e non può essere differente da esso che ne e la causa. La materia e una espressione parziale dello Spirito; e l’Infinito che ha l’apparenza del finito, l’Illimitato che appare limitato. Ma poiché la materia non e che Spirito in una sua ingannevole manifestazione, la materia non esiste di per sé.

Coscienza e materia
All’inizio della creazione lo Spirito, fino allora immanifesto, proiettò due nature: coscienza e materia. Esse sono le sue due espressioni vibratorie. La coscienza è una vibrazione più sottile e la materia e una vibrazione più densa dell’unico Spirito trascendente.
La coscienza è la vibrazione dell’aspetto soggettivo dello Spirito e la materia lo è del suo aspetto oggettivo. Lo Spirito, quale Coscienza Cosmica, è potenzialmente immanente nella materia vibratoria oggettiva e si manifesta soggettivamente, come coscienza presente in tutte le forme create. Questa coscienza raggiunge la sua più alta espressione nella mente umana, con Le sue innumerevoli ramificazioni di pensiero, sentimento, volontà e immaginazione.
La differenza fra materia e Spirito consiste nel diverso ritmo vibratorio: si tratta di una differenza di grado, quindi, e non di sostanza. Questo punto potrà essere chiarito dall’esempio seguente. Benché tutte Le vibrazioni siano qualitativamente uguali, le vibrazioni che vanno dai 16 ai 20.000 cicli al secondo sono abbastanza dense da poter essere percepite dall’udito umano; le vibrazioni al di sotto dei 16 e al di sopra dei 20.000 cicli sono invece generalmente inudibili. Tra le vibrazioni udibili e quelle inudibili non c’è nessuna differenza essenziale, sebbene esista una differenza relativa.
Mediante il potere di maya, l’illusione cosmica, il Creatore fece apparire le manifestazioni della materia talmente distinte e dettagliate, da spingere la mente umana a credere che esse non abbiano alcun rapporto con lo Spirito.

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Pensieri di Omraam Mikhaël Aïvanhov
29th Gen, 2018 da Ananda Saraswati

 

« Nella vita, prima o poi sarete vittima di ingiustizie: accuse senza fondamento, giudizi errati da parte di persone che vogliono nuocervi o estromettervi. Sappiatelo, e preparatevi ad affrontare tali situazioni per non lasciare che, quando arriverà il momento, il turbamento, il dispiacere o il desiderio di vendetta prendano il sopravvento. L’unico atteggiamento corretto da avere in questi casi è continuare a lavorare su voi stessi. Ditevi che tutto ciò che è ispirato dal mondo divino rimarrà e un giorno brillerà in tutto il suo splendore, mentre invece i calcoli, gli intrighi e i complotti, anche se per un certo tempo funzionano, sono destinati a fallire.
Lasciate dunque che le persone ingiuste e malvagie sprofondino nella loro palude, se è questo che vogliono: si impoveriranno e si indeboliranno perché ignorano quanto sono terribili le leggi verso chi si è reso servitore della gelosia, della menzogna e dell’odio. La potenza del Cielo è infinita: impercettibilmente, ma instancabilmente, esso lavora, e alla fine tutto si trasforma nel bene per coloro che hanno riposto nella propria vita un ideale di bellezza e di amore per la venuta del Regno di Dio e per la fratellanza nel mondo. »

 

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Frasi e riflessioni di W.Dayer
8th Set, 2017 da Ananda Saraswati

Prospettive, ostacoli ed opportunità

  1. “Le circostanze non fanno un uomo, lo rivelano.”
  2. “Se credi che tutto si risolverà, vedrai opportunità. Se credi di no, vedrai ostacoli.”
  3. “Cambia il modo di guardare le cose e le cose che guardi cambiano.”
  4. “Ogni ostacolo è un’opportunità. Ogni ostacolo è una prova.”
    da Wayne Dyer, Te stesso al cento per cento

Atteggiamento

  1. “Smetti di agire come se la vita fosse una prova generale. Vivi questo giorno come se fosse l’ultimo. Il passato è passato e andato. Il futuro non è garantito.”
  2. “Soltanto un fantasma volteggia attorno al proprio passato e spiega se stesso con la vita che
    ha già vissuto. Tu non sei quale in precedenza hai deciso di essere, ma quale oggi scegli di essere.”
  3. “Quando giudichi gli altri, non definisci loro, ma definisci te stesso.”
  4. “Quando sei preso da senso di colpa, metti a fuoco un evento passato, ti senti abbattuto o irritato per qualcosa che hai detto o fatto e, assorbito dallo stato d’animo suscitato da quel tuo comportamento, vai consumando il presente. Quando sei preoccupato e inquieto, passi il tuo tempo, che è prezioso, a lasciarti ossessionare da un evento futuro. Che tu guardi indietro o avanti, il risultato è il medesimo: butti via il presente.”
    da Wayne W. Dyer, Le vostre zone erronee guida all’indipendenza dello spirito
  5. “Il senso di colpa è un piccolo strumento di precisione che puoi usare quando non vuoi assumerti le responsabilità della tua vita. Usalo ed eviterai ogni rischio, ma impedirai a te stesso di crescere.”
    da Wayne Dyer, Prendi la vita nelle tue mani
  6. “Ogni tuo comportamento è risultato dei pensieri che lo precedono.”
    da Wayne Dyer, Prendi al vita nelle tue mani
  7. “Ciò che pensiamo determina ciò che ci accade,
    quindi se vogliamo cambiare la nostra vita, dobbiamo allargare la nostra mente.
  8. “Rispetto a ogni cosa che ti è successa puoi sentirti dispiaciuto per te stesso o trattare ciò che è accaduto come un dono. Tutto è sia un’opportunità per crescere, sia un ostacolo per impedirti di crescere. Devi scegliere.”
  9. “Tu sei il risultato di tutte le immagini che hai dipinto di te stesso… e ne puoi sempre dipingere di nuove.”
    da Wayne W. Dyer, Le vostre zone erronee guida all’indipendenza dello spirito
  10. “Non puoi controllare quello che succede intorno a te, ma sei sempre in controllo di ciò che succede dentro di te.”
  11. “Anche se sei in prigione, il tuo angolo di libertà sta nel modo in cui scegli di pensare.
    Nessuno potrà mai sottrartelo!”
    da Wayne Dyer, Te stesso al cento per cento

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Roots.The Return to the Inner Temple (Radici. Il Ritorno al Tempio interiore)
30th Ago, 2017 da Ananda Saraswati

 

“Nella nostra anima siamo tutti danzatori, guaritori, cantanti e creatori. Abbiamo tutti qualcosa di potente da dire, da dare. Quando siamo in armonia con i ritmi della natura, con il nostro ritmo interiore, sappiamo come camminare sulla soglia del tempo e dei mondi.

Terra, Madre, il profondo supporto sotto i nostri piedi.

La Donna, la forza mistica, da dove veniamo tutti.

Terra ci nutre, ci accoglie incondizionatamente.

Donna, colei che dona la vita, colei che porta la pace. Colei che è portale per l’altra vita.

Care creature attraverso tempo e i mondi è il tempo per tutti noi di ritornare al tempio, nel tempio degli dei, profeti, divinità e leggi, ma il tempo dell’umanità, il tempio del cuore. E’ nostra responsabilità vedere oltre le storie, e manifestare il cambiamento, e questo viaggio comincia dentro ognuno di noi, ogni donna, e ogni uomo.

E’ tempo di ricordare.”

Testo:Zola Dubnikova

Musica:Estas Tonne

Corso Shakti, il Risveglio della Dea Interiore

(Cerchio sacro delle Donne,  ogni penultimo  mercoledì del mese)

Contatti

Yoga Sutra di Patanjali (Samadhi)
1st Ago, 2017 da Ananda Saraswati


 
Parte 1
 
Samadhi: sulle Contemplazioni e Unione
1.1. Ora verrà esposta la disciplina dell’Unione (Yoga).
1.2. Unione è frenare i naturali flussi di pensiero della mente.
1.3. Così il testimone dimora nella sua propria natura.
1.4. In caso contrario, egli si identifica con i flussi di pensiero.
1.5. I flussi di pensiero sono cinque. Possono essere dolorosi o non dolorosi.
1.6. Essi sono: giusta conoscenza, falso sapere, immaginazione, sonno e memoria.
 

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“Stati di coscienza”- Gurdjieff
28th Nov, 2016 da Ananda Saraswati

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Le funzioni psichiche e le funzioni fisiche non possono essere comprese fintanto che non sia compreso che le une e le altre possono lavorare in differenti stati di coscienza.
Vi sono quattro stati di coscienza possibili per l’uomo. Ma l’uomo ordinario, in altri termini, l’uomo 1, 2 o 3 non vive che negli stati di coscienza più bassi. I due stati di coscienza superiori gli sono inaccessibili, e benché egli possa averne coscienza a sprazzi, è incapace di comprenderli e li giudica dal punto di vista dei due stati di coscienza inferiori che gli sono abituali.
Il primo, il sonno, è lo stato passivo nel quale gli uomini trascorrono un terzo e sovente anche la metà della loro vita.
Il secondo, nel quale passano l’altra metà della loro vita, è quello stato in cui camminano per le strade, scrivono libri, discutono di soggetti sublimi, si occupano di politica, si ammazzano a vicenda: è uno stato che considerano attivo e chiamano “coscienza lucida”, o “stato di veglia” della coscienza. Queste espressioni di “coscienza lucida” o “stato di veglia della coscienza” sembrano essere formulate per scherzo, specialmente se ci si rende conto di ciò che dovrebbe essere una “coscienza lucida” e di ciò che è in realtà lo stato nel quale l’uomo vive e agisce.

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Ai giovani
13th Ott, 2016 da Ananda Saraswati

educazione

Vi siete mai chiesti quale sia il senso dell’educazione? Perché andiamo a scuola, perché impariamo varie materie, perché facciamo esami e gareggiamo fra di noi per avere i voti migliori? Qual è il significato della cosiddetta educazione, qual è la sua vera funzione? Si tratta di un interrogativo realmente importante, non solo per gli studenti, ma anche per i genitori, per gli insegnanti e per chiunque ami questo nostro pianeta. Perché affrontiamo la lotta che il ricevere un’educazione comporta? E’ semplicemente allo scopo di superare qualche esame e trovare lavoro? Oppure la funzione dell’educazione è di prepararci, quando siamo giovani, a comprendere il processo della vita nella sua interezza? Avere un lavoro e guadagnarsi da vivere è necessario – ma è davvero tutto lì? E’ solo per quello che veniamo educati? Di certo la vita non è fatta soltanto di un lavoro, di un’occupazione. La vita è qualcosa di straordinariamente ampio e profondo, è un grande mistero, un vasto regno in cui agiamo in quanto esseri umani. Se ci prepariamo semplicemente a guadagnarci da vivere, non riusciremo a cogliere il senso della vita; e comprendere la vita è molto più importante che prepararsi per un esame o ottenere ottimi risultati in matematica, fisica e così via.

Dunque, in quanto insegnanti o allievi, non è importante domandarci perché educhiamo o veniamo educati? E qual è il significato della vita? Non è forse la vita una cosa straordinaria? Gli uccelli, i fiori, gli alberi in fiore, il cielo, le stelle, i fiumi e i pesci che ci vivono – tutto questo è vita. La vita sono i poveri e i ricchi; la vita è la perenne battaglia fra gruppi, razze e nazioni; la vita è meditazione; la vita è ciò che chiamiamo religione, ed è anche gli aspetti inafferrabili, nascosti, della mente – le invidie, le ambizioni, le passioni, le paure, le gratificazioni, le angosce.

 

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Pensiero del giorno O.M.Aivanhov
12th Feb, 2016 da Ananda Saraswati

nirvaira meditation

” Spesso non temiamo tanto il pericolo quanto il panico che ci coglie davanti ad esso. Dunque, se vi trovate in una circostanza di questo tipo, prima di intraprendere qualsiasi azione, rimanete immobili per un istante. Non muovetevi, non parlate, chiudete a pugno la mano destra, respirate profondamente collegandovi con il cielo e riuscirete in tal modo a dominare le vostre cellule. Potrete quindi fare quello che è necessario per salvarvi, ma ricordatevi di non muovervi subito perché, se vi lasciate andare ad un movimento incontrollato, è come se faceste saltare una diga: l’acqua irromperebbe con irruenza e voi non potrete più riprendere in mano la situazione. È accaduto così che alcune persone si siano buttate da una finestra o si siano gettate nel fuoco. Davanti al pericolo rimanete immobili per un istante e legatevi alla Provvidenza. Sentirete allora nascere dentro di voi la pace, che è la prima condizione perché si destino in voi le forze che vi salveranno. Le sentirete, perché sono sempre presenti in voi, ma bisogna creare le condizioni adatte perché possano manifestarsi.”
(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

“Ci vuole coraggio per alzarsi e parlare;ce ne vuole ancora più coraggio aprire la mente e ascoltare.”cit

Deepak Chopra – Aforismi
22nd Set, 2015 da Ananda Saraswati

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Non farti imprigionare mai dai ruoli che ti hanno (o che ti sei) dato: figlio, fratello, sorella, maschio o femmina, medico, avvocato, prete. Cerca di essere fedele solo a te stesso.
***
Le coincidenze sono qualcosa di più di un avvenimento divertente. Una coincidenza è un indizio che rivela le intenzioni dello spirito universale, e per questo è colma di significato. Leggi il resto… »

Conciliare vita materiale e vita spirituale
21st Nov, 2014 da Ananda Saraswati

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“Nessuno pretende che trascuriate completamente la vita materiale per consacrarvi totalmente alla meditazione e alla preghiera, come hanno fatto certi mistici o asceti il cui unico desiderio era quello di fuggire dal mondo, dalle tentazioni e dalle difficoltà. Ma non `e bene neppure lasciarvi coinvolgere completamente dalle preoccupazioni materiali, come si verifica sempre pi`u di sovente fra gli uomini. `E giusto che lavoriate per guadagnarvi da vivere, che vi sposiate e formiate una famiglia ma, al tempo stesso, dovete prefiggervi una meta luminosa e possedere dei metodi di lavoro che vi permettano di progredire sul cammino dell’evoluzione. Leggi il resto… »

La Meditazione
22nd Set, 2011 da Ananda Saraswati

La meditazione è una pratica che porta a conoscere se stessi,elimina l’agitazione mentale e le tensioni interiori.

I momenti più propizi per la pratica della meditazione sono prima dell’alba e la sera, prima di addormentarsi.

Tenendo conto però dei ritmi della vita moderna, possiamo dire che ogni momento è quello giusto.

La durata minima di una meditazione è di 20 minuti, due volte al giorno.

E’ importante evitare di praticare la meditazione se si è stanchi o esausti. Leggi il resto… »

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