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Corso secondo livello Reiki Usui Tradizionale -23 e 24 giugno 2018
6th Feb, 2018 da Ananda Saraswati

“Non si deve cercare di guarire il corpo senza cercare di guarire l’anima”

Associazione Nirvaira propone il Corso di iniziazione al Secondo Livello Reiki Usui Tradizionale  nel week -end  del  23 e 24 giugno 2018.

Inizio corso ore 10 -00 il 23 e fine  ore 19 00 il 24 giugno.

Prenotazioni aperte entro il 21 giugno 2018.

Il Reiki è un metodo originario del giappone, ma diffuso in tutto il mondo, di purificazione ed equilibrio delle energie del corpo umano. Si tratta di un metodo naturale di ripristino del benessere psicofisico mediante il riversamento di una specifica energia sottile (Reiki appunto) canalizzata e orientata tramite i palmi delle mani di un operatore, iniziato in tale metodo, posti a distanza ravvicinata, o a diretto contatto col corpo della persona da trattare.  La parola giapponese Reiki è composta da due sillabe, REI e KI, che significano rispettivamente “energia universale” e “forza vitale”: in India, questa forza viene chiamata Prana, in Cina Ch’i (o Qi), in Giappone Ki appunto, in Egitto Ka, mentre dai Cristiani viene definita Spirito Santo. Reiki quindi significa Energia Vitale Universale. Il Reiki rappresenta l’Energia Universale di origine Divina, venne riscoperto intorno agli inizi del novecento dal dottor Mikao Usui.
Reiki è Amore, Compassione perché l’Energia Universale è Amore, perché l’Energia Universale è Dio, e perché Dio è Amore. Leggi il resto… »

Primo livello Reiki Usui Tradizionale: corso e iniziazioni
6th Feb, 2018 da Ananda Saraswati

L’Associazione di promozione sociale Nirvaira è lieta di annunciare il weekend di corso teorico/pratico di primo livello del sistema Reiki Usui con le inerenti iniziazioni.

Il corso è aperto a tutti e si terrà sabato 24 e  domenica 25 marzo 2018 a Vasto (CH), presso il Centro yoga, massaggi e terapie alternative Nirvaira. Il termine ultimo per prenotarsi è meroledì 21 marzo.

Programma dei 2 giorni di corso:

  • 10:00 – 11:25   –   Corso Reiki
  • 11:25 – 11:35   –   Pausa
  • 11:35 – 13:00   –   Corso Reiki
  • 13:00 – 14:00   –   Pausa pranzo
  • 14:00 – 15:55   –   Corso Reiki
  • 15:55 – 16:05   –   Pausa
  • 16:05 – 18:00   –   Corso Reiki

Argomenti trattati:

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Reiki e sanità :un connubio possibile?
25th Mag, 2013 da Ananda Saraswati

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Queste pagine sono state scritte al fine di informare in modo corretto rispetto al Reiki ed ai suoi attuali utilizzi in campo sanitario in Italia e nel mondo, eliminando malintesi e pregiudizi e facilitandone la sua accettazione anche nel nostro paese, così come avviene ad esempio in USA e Canada.
Da questo documento sono stati esclusi gli esempi che non erano riscontrabili o per i quali mancavano i riferimenti utili per contattare le persone/gli ospedali citati, in modo da fornire solo dati certi che rendano queste pagine uno strumento utile per chi voglia approfondire i vari argomenti trattati.
Rispetto al Reiki, coloro che non lo conoscono e desiderano capire di cosa si tratta possono visitare in questo sito la parte riguardante questa tecnica e la sua storia. Tuttavia per chi avesse il desiderio di conoscere realmente il Reiki consiglio di frequentare un corso di primo livello, non essendo facile attraverso libri e descrizioni comprendere appieno questa tecnica, così lontana da ciò a cui siamo abituati.

Studi scientifici riguardanti l’efficacia del Reiki
In questo dossier sono state volutamente ignorate le numerosissime testimonianze, relative a guarigioni o benefici in seguito a cicli di trattamenti Reiki, aventi carattere descrittivo o aneddotico e quindi non adatte ad esami di tipo statistico. Vi sono però numerosi studi condotti con criteri rigorosamente scientifici e da persone preparate per condurli (generalmente medici): per quelli di cui sono a conoscenza fornisco qui di seguito i riferimenti.
In Italia
La Dott.ssa Silvia Cecchini  ha condotto uno studio controllato in portatrici di infezione cervicale da HPV trattate con Reiki, con gruppo di controllo: dopo 6 mesi la percentuale di regressione spontanea nelle pazienti non trattate è stata del 27%, coerente con la percentuale riportata dalla letteratura, mentre per il gruppo trattato con Reiki la regressione si è avuta nell’83% dei casi.
La Dott.ssa Luisa Merati  coordina un progetto di ricerca riguardante l’efficacia del Reiki nella terapia dell’emicrania presso l’Ospedale S. Carlo Borromeo di Milano: viene proposto ai pazienti un ciclo di trattamenti Reiki a pagamento, monitorando lo stato del paziente prima e dopo la cura. I risultati dello studio (Riza Scienze, 1/04) evidenziano che “il trattamento Reiki ha indotto, nella quasi totalità delle sedute, uno stato di rilassamento medio / profondo: dato interessante trattandosi di pazienti sofferenti di emicranie, che normalmente incontrano difficoltà ad abbandonare il controllo e a lasciarsi andare”.
Per approfondimenti rimando all’articolo su Lifegate ed al sito del Centro Medicina Psicosomatica dell’Ospedale San Carlo Borromeo, dove nella sezione “servizi al pubblico” troverete alnche il Reiki con le relative tariffe e la dottoressa da contattare per i trattamenti.
Negli USA
Su questo sito è presente una raccolta di studi scientifici provenienti soprattutto dagli USA, in parte raccolti grazie al lavoro della già citata Dott.ssa Silvia Cecchini, che hanno dato esito positivo riguardo all’efficacia del Reiki nel trattare le patologie oggetto degli studi stessi.

Reiki nel Servizio Sanitario Nazionale
L’OMS segue con attenzione da anni il ritorno alle terapie non convenzionali e la loro diffusione, tanto che proprio nell’ambito del Centro per le medicine tradizionali dell’OMS sono state prodotte delle linee guida per la pratica dell’agopuntura e per la ricerca sulle medicine complementari. La traduzione italiana delle linee guida è stata presentata il 5 ottobre 2002 a Milano, nel corso di un convegno che si è svolto all’Università Statale. Durante il convegno Xiaroui Zhang, coordinatrice del Centro per le medicine tradizionali, ha elencato gli obiettivi del Centro OMS: favorire l’integrazione delle medicine complementari nei sistemi sanitari pubblici o assicurativi, produrre studi di efficacia sulle diverse terapie, fare in modo che le cure siano accessibili a tutti ma nello stesso tempo distribuite in modo razionale. Non dimentichiamo che per quasi 5 miliardi di persone la medicina alternativa è la nostra!
In alcuni paesi, come ad es. negli USA, molto si è già fatto in questa direzione, ed in Italia credo di poter affermare che stiamo recuperando il ritardo.
La già citata Dott.ssa Silvia Cecchini sul suo sito internet ha lanciato un appello per l’introduzione del Reiki nel S.S.N., dichiarando fra l’altro “Penso che sarebbe un grande passo avanti per ogni ospedale promuovere corsi di aggiornamento per personale medico e paramedico sul Reiki“. Due medici di Milano  hanno curato una pubblicazione di Riza Scienze (gennaio 2002) dedicata al Reiki nella quale si dichiara di auspicare l’ingresso del Reiki all’interno degli ospedali. Su questa pubblicazione, nel capitolo intitolato “Vantaggi economici del Reiki nella gestione sanitaria” possiamo leggere:
“Reiki ha una grande potenzialità in campo medico sanitario in quanto:
– non ha effetti collaterali, né tantomeno controindicazioni
– è estremamente riproducibile, indipendentemente dalla persona fisica del curante
– è praticabile da medici, infermieri, fisioterapisti, psicologi o volontari, su pazienti ricoverati in ospedale o in hospice, in regime ambulatoriale o di day-hospital, e a domicilio. A domicilio può essere eseguito anche dai familiari dei pazienti e dal paziente stesso con l’auto-trattamento, senza costi aggiuntivi per il sistema sanitario.
– Non utilizza aghi, strumenti o apparecchiature, o strutture particolari
– È di facile apprendimento ed alla portata di tutti. Le attivazioni di primo livello si effettuano in 12 ore da parte di un Reiki Master.
Qui di seguito cercherò di dare un’idea su quanto viene già fatto a livello sanitario in Italia e negli USA, sapendo di non poter essere esaustivo essendo l’argomento vasto ed in continua evoluzione, e fornirò i riferimenti necessari per eventuali approfondimenti.
Per semplicità ho qui diviso la trattazione in tre differenti modalità di utilizzo del Reiki: come aiuto per l’operatore sanitario, come cura palliativa e come cura vera e propria.

1 – L’operatore sanitario per sé.
Le professioni mediche e paramediche sottopongono il personale ad uno stress superiore a molte altre professioni. Il Reiki ha un’efficacia comprovata nella prevenzione e cura del “burnout”, aiuta a riprendersi dalla fatica fisica, dallo stress per i cambiamenti di orario dovuto ai turni, migliora la qualità del sonno e più in generale rinforza il sistema immunitario della persona, diminuendo le probabilità di assenze per malattia.
Il CESPI di Torino, ente di formazione per gli infermieri collegato all’Ipasvi (Collegio degli infermieri), dall’autunno del 2002 include corsi di Reiki nel suo programma.

Negli USA i corsi di Reiki vengono inseriti dalle associazioni professionali tra quelli che danno diritto all’acquisizione di “crediti formativi”, chiamati in questo paese CEU (Continuing Education Units): per esempio un coso base di Reiki (il così detto primo livello) dà diritto a 7 punti CEU presso l’American Holistic Nurses Association (AHNA) e presso il National Certification Board of Therapeutic Massage and Bodywork (NCBTMB). Per approfondimenti su questo punto contattare l’International Center for Reiki Training in Michigan.

2 – Sui malati, come cura palliativa
L’efficacia del Reiki per tranquillizzare e rasserenare i pazienti (ad esempio prima di un’operazione), come terapia antidolore, ecc. è universalmente riconosciuta. Il primo reparto di ospedale in cui si inizia a utilizzare il Reiki è spesso, non a caso, quello di oncologia. In questo sito si trova qualche esempio di ospedale che utilizza il Reiki a questo scopo, in Italia e nel mondo. Come parere medico sull’argomento cito nuovamente la Dott.ssa E. Cofrancesco che scrive su Riza Scienze di gennaio 2002, pag 46: “Reiki affianca le terapie convenzionali in numerosi centri ospedalieri di tutto il mondo. Trattandosi di una tecnica “dolce” di distensione e analgesia e presentando i vantaggio di essere a basso costo, facilmente riproducibile ed alla portata di tutti, si presta molto bene come trattamento di supporto e integrativo nella terapia del dolore del malato cronico (artritico, artrosico, fibromialgico), nel male di schiena (back pain), nella cefalea e nel malato oncologico. Nel malato oncologico si è dimostrato utile come trattamento palliativo anche durante i cicli di radioterapia e chemioterapia nel controllo dei sintomi collaterali (sispnea, nausea, vomito, dolori addominali, diarrea). Per lo stato profondo di rilassamento che può indurre, associato ad uno stato di coscienza di tipo meditativo, Reiki può essere di aiuto e di sostegno psicologico anche nell’ammalato terminale. Presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center a New York è utilizzato tra le tecniche palliative individuali di sostegno al malato oncologico, inclusi i pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo. A Milano, presso il Centro di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale S. Carlo Borromeo, Reiki è utilizzato come tecnica integrativa di rilassamento e analgesia in pazienti affetti da emicrania. Così pure è segnalato l’uso di Reiki in numerosi altri centri, come il California Pacific Medical Center (CA), il Portsmouth Regional Hospital (NY), il Marin General Hospital a nord di S. Francisco (CA) e molti altri. In questi centri, statunitensi e del Canada, Reiki è utilizzato per lo più dal personale infermieristico e dai fisioterapisti e rientra nel curriculum formativo di queste figure professionali. Inoltre è utilizzato anche da volontari. In questi centri Reiki è utilizzato come un “supplemento” e non come un “sostituto” della terapia convenzionale, e quindi come terapia “complementare” e non come terapia “alternativa” alla terapia ufficiale. Viene utilizzato quindi in pazienti con una diagnosi ben circostanziata e che stanno già ricevendo il trattamento ottimale secondo il sistema medico convenzionale.”

3 – Come cura vera e propria
Anche in questo tipo di utilizzo di solito, ma non necessariamente, il Reiki integra le terapie convenzionali: è il caso per esempio dell’utilizzo nel reparto di pronto soccorso o in sala operatoria (per le sue qualità di antiemorragico, di equilibratore della pressione, ecc.).
Numerosi esempi di impiego del Reiki in ospedale si trovano in vari paesi e soprattutto negli USA, primo paese occidentale in cui il Reiki si è diffuso.

Quanto sopra non pretende di essere esaustivo su un argomento in continua evoluzione qual è l’utilizzo del Reiki nella Sanità: piuttosto si vuol fornire un punto di partenza ed un aiuto per chi volesse farsi un’idea della situazione in questo momento. Eventuali segnalazioni sono certamente gradite e verranno integrate, previa verifica.

Fonte :http://www.arcodiluce.it/Ricerche_Reiki_in_Italia.htm

Reiki nelle strutture sanitarie
4th Mag, 2012 da Ananda Saraswati


Si sta riproponendo in termini più attuali, e forse più accettabili dalla comunità scientifica, una nuova antichissima concezione dell’uomo e cioè quella che vede l’essere umano come un’unità indivisibile formata da corpo e mente, indissolubilmente correlata ed interagente con l’ambiente sociale, fisico e cosmologico.

La nuova concezione dell’essere umano e dei suoi rapporti con la realtà circostante è mirabilmente sintetizzata da Jung, che afferma che:” … il cosmo e l’uomo obbediscono, in fondo, a leggi comuni. L’uomo é un microcosmo separato dal macrocosmo da confini non rigidi. Per ambedue vigono le medesime leggi. L’uomo partecipa naturalmente ad ogni evento cosmico, e ad esso è intimamente legato. “Tratto da : Relazione presentata al Corso introduttivo alle terapie non convenzionali Genova, Aprile-Giugno 1998

Inoltre, per l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la SALUTE è quello stato di benessere psico-fisico-sociale nel quale l’uomo dovrebbe venire a trovarsi in assenza di malattie.

Gli ultimi studi di medicina, biocibernetica e infomedicina stanno delineando un nuovo concetto di salute. Esso definisce la salute, appunto, come quello stato in cui si viene a trovare l’individuo, e nel quale avviene un continuo scambio con l’esterno di informazioni indispensabili per i meccanismi di autoregolazione dell’organismo stesso….

Alla luce di questo, perché non dovrebbe risultare semplice, immediato, consequenziale e naturale pensare all’uomo in una condizione di continuo interscambio energetico con l’universo? Proprio per questo Reiki continua a conquistare accettazione e popolarità sempre più ampie, e sta diventando oggetto di studio da parte della comunità scientifica nazionale e internazionale.

Il Dr. David Guillion, oncologo presso il Marin General Hospital, afferma: ” Credo che dobbiamo fare quanto sia in nostro potere per aiutare i pazienti: nello studio il medico propone la medicina tradizionale, ma la guarigione è un processo multidimensionale… appoggio l’idea che ci sia una guarigione potenziale utilizzando l’energia “.

Le persone sono sempre più interessate alle cure e terapie complementari, ivi compreso Reiki. Infatti, lo studio condotto dal dr. David M. Eisenberg del Boston’s Beth Israel Hospital ha fatto emergere che un americano su tre si è avvicinato a tali terapie.
Il National Institute of Health (NIH) nel Maryland è attualmente il finanziatore di decine di studi sul Reiki e su altre forme di medicina alternativa e complementari (CAM) , con promettenti risultati preliminari.

Ed inoltre, famose università quali Harvard, Cornell, Dartmouth, UCLA, e Stanford stanno conducendo ricerche sul Reiki e su altre medicine alternative complementari. Questi grandi istituti, oltre che dello studio, si occupano anche dell’offerta di trattamenti Reiki e di altre forme di energia che possono mettere il paziente nella condizione di gestire meglio il proprio stress, offrendogli una conveniente fonte di benessere che, in ultima analisi, porterà anche ad una efficace riduzione dei costi sanitari.

STUDI e RICERCHE


A titolo informativo vi proponiamo un elenco di studi e ricerche effettuate nei vari settori della medicina relativamente all’utilizzo del Reiki come strumento terapeutico.

Nel MONDO

– Al Columbia Presbyterian Medical Center di New York, Reiki in sala operatoria sia durante gli INTERVENTI a CUORE APERTO sia durante i TRAPIANTI di CUORE
– Il U.S. National Institute of Health ha finanziato uno studio sulle “USTIONI”
– Studio sugli effetti del Reiki sulla “neuropatia dolorosa” e sul “rischio cardiovascolare in soggetti diabetici” presso il National Institutes of Health (NIH)
– Al National Institutes of Health : studi sul Reiki applicato alla Fibromialgia, AIDS e Cancro della prostata
– All’Albert Einstein Healthcare Network : ricerche scientifiche sull’efficacia del Reiki in casi di “AIDS” avanzato.
– Al National Center for Complementary and Alternative Medicine (NCCAM) è stato condotto lo studio: “The use of Reiki for patients with advanced AIDS”
– La UNIVERSITY OF NEVADA sta conducendo lo studio: “Use of Energy Biofield Therapy for the Treatment of Cancer and GVHD”
– Sponsorizzato dal National Center for Complementary and Alternative Medicine (NCCAM) si sta conducendo lo studio: “Reiki: Energy Healing in Prostate Cancer”
– Sponsorizzato dal Brigham and Women’s Hospital è stato condotto lo studio: “Study of Complementary Therapies in Men Receiving Radiation Therapy for Prostate Cancer: A Feasibility Trial”
– Sponsorizzato dal National Center for Complementary and Alternative Medicine (NCCAM) è stato condotto lo studio:”Effects of Reiki on Stress”
– La CLEVELAND CLINIC LERNER – MOLECULAR MEDICINE ha condotto lo studio : “Reiki and Physiological Consequences of Acute Stress”
La UNIVERSITY OF ARIZONA – Department: PHYSIOLOGY ha condotto lo studio “Animal Model in Reiki Efficacy on Stress-Induced Damage”
– Nella Tucson Medical Center’s reiki Clinic, in Arizona, sono presenti operatori reiki dal 1995 presso il reparto oncologico.
– Il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York propone il reiki come medicina integrativa.
– Il California Pacific Medical Center in California, offre terapie complementari e integrative tra cui il Reiki.

Negli USA i corsi di Reiki vengono inseriti dalle associazioni professionali tra quelli che danno diritto all’acquisizione di “crediti formativi”, chiamati in questo paese CEU (Continuino Education Units): per esempio un corso base di Reiki (il cosiddetto primo livello) dà diritto a 7 punti CEU presso l’American Holistic Nurses Association (AHNA) e presso il National Certification Board of Therapeutic Massage and Bodywork (NCBTMB). Per approfondimenti su questo punto contattare l’International Center for Reiki Training in Michigan.

Memorial Sloan Kettering Cancer Center – New York

L’ospedale propone il Reiki come terapia individuale per i degenti, a richiesta di questi ultimi. Nell’ospedale inoltre ci sono 6 dottori e 25 infermiere che usano Reiki. I corsi sono stati tenuti da Marylin Vega, che esegue trattamenti di Reiki ai malati, inclusi malati di cancro e trapiantati ai reni.

Manhattan Eye, Ear and Throat Hospital – New York

Marylin Vega esegue trattamenti Reiki pre/post operazione e a malati di ogni genere.

Vedi anche Memorial Sloan-kettering Cancer Center

Women & Infant Hospital – Providence, Rhode Island

Reiki Clinic nel Dipartimento di Oncologia, gestita da Ava Wolf e Janet Wing.

Rhode Island State Nurse’s Association

Al suo interno si effettuano training di Reiki per infermieri. La formazione è gestita da Ava Wolf e Janet Wing.

Tucson Medical Center (TMC) – Arizona

Dal 1995 si eseguono trattamenti Reiki ai pazienti nei loro letti, per opera di volontari. Il Reiki si è diffuso prima in Oncologia, e poi gradualmente anche negli altri reparti.

Portsmouth Regional Hospital – New Hampshire

Reiki offerto sistematicamente come servizio per i pazienti del reparto di Chirurgia dell’ospedale, da parte dei 20 membri formati al Reiki. Più di 400 pazienti hanno ricevuto trattamenti pre o post operazione dal 1997 ad oggi. Programma gestito da Patricia Alandydy, infermiera, Assistand Director of Surgical Service.

California Pacific Medical Center – North California

E’ uno dei più grandi ospedali della California. Al suo interno usa molte medicine complementari, tra cui Reiki. Programma gestito da due medici, Dr. Mike Cantwell e Dr. Amy Saltzman con successo: la lista di attesa è spesso sopra i 100 pazienti. I pazienti che reagiscono bene ai trattamenti di Reiki partecipano ad un corso di Reiki in modo da continuare ad auto-trattarsi, liberando il personale interno all’ospedale che può così trattarne altri.

University of Michigan Medical School

Mary Lee Radka, infermiera, gestisce i corsi di Reiki all’interno dell’ospedale destinati a infermieri ed allo staff ospedaliero. Nell’ospedale è usato il Reiki, tra l’altro anche nel pronto soccorso.

Ospedali del New England (USA)

Più di una dozzina di ospedali della regione hanno formato il loro staff al Reiki e lo applicano come cura complementare.

Columbian Presbyterian Medical Center – New York

Dr. Mehmet Oz, noto cardiochirurgo, si fa aiutare da Julie Motz (operatore Reiki) durante le operazioni a cuore aperto ed i trapianti di cuore con ottimi risultati sul decorso post-operatorio.

Marin General Hospital – Marin, California

Julie Motz (operatore Reiki) ha sperimentato Reiki durante le operazioni (ad. es. mastectomia) con ottimi risultati.

Albert Einstein Healtcare Network – Philadelphia

True Gala conduce ricerche scientifiche sull’efficacia del Reiki in casi di AIDS avanzato.

Dana-Farber Cancer Institute – Boston

Le cure complementari (CAM), tra cui Reiki, sono state integrate alle normali cure oncologiche. Conduce ricerche scientifiche sull’efficacia del Reiki ed altre discipline in oncologia.

Warren Grant Magnuson Clinical Center of the National Institutes of Health (NIH)

Ann Berger, responsabile del Pain and Palliative Care Service (Servizio Dolore e Cure Palliative) dell’ospedale, nel 2000 ha introdotto il Reiki con successo in quest’ambito

In Svizzera alcune assicurazioni e casse mutualistiche rimborsano i trattamenti di Reiki. Eccone alcuni:

Groupe Mutuel (gruppo che comprende 15 assicurazioni diverse), Intras, Swica, La Caisse Vaudoise, Supra.

ATTUALE UTILIZZO DEL REIKI

Reiki affianca già la terapia convenzionale in numerosi centri ospedalieri di tutto il mondo. Le sessioni di Reiki accelerano la convalescenza post-operatoria, migliorano il morale dei pazienti e riducono gli effetti negativi causati da alcuni medicinali e procedure mediche.

Reiki viene sempre più accettato nell’ambiente medico. Alcuni ospedali lo includono tra le cure offerte ai pazienti, e spesso addestrano il personale infermieristico e di supporto. A titolo puramente informativo e senza alcuna responsabilità sull’attualità della comunicazione vi elenchiamo alcuni esempi di impiego del Reiki:

In ITALIA

– In Italia, il CESPI di Torino, ente di formazione per infermieri include i seminari di reiki tra i suoi programmi.
– Presso il Centro di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale San Carlo Borromeo di Milano è praticato reiki a pagamento con riferimento al tariffario del Servizio Sanitario Nazionale.
– L’Ospedale Versilia dell’Azienda Sanitaria della Regione Toscana ha inserito nei servizi a pagamento i trattamenti Reiki.
– Nelle CEFALEE al SAN CARLO di Milano
– Nelle Patologie FONOARTICOLATORIE, RESPIRATORIE ed ONCOLOGICHE Presso l’ ASL 4 di Bari – Stabilimento Di Venere
– Nel CANCRO …”CANCRO, CHIRURGIA E… REIKI” …. Da un articolo di Kathie Lipinski
– Dal REIKI un AIUTO ai MALATI di CANCRO delle MOLINETTE di TORINO nei reparti oncologici benefici 98 % dei casi.
– REIKI e CHEMIOTERAPIA nei pazienti con NEOPLASIE AVANZATE al COES di Torino – OSPEDALE MOLINETTE
. PROGETTO ULISSE Reiki all’ ISTITUTO dei TUMORI di Milano
– Reiki e paziente oncologico anziano PIO ALBERGO TRIVULZIO – MILANO

Il Servizio per le Tossicodipendenze e l’Alcologia (Ser.T) di Vicenza (ULSS 6) ha inserito tra i suoi programmi di recupero di soggetti alcool dipendenti anche la disciplina del Reiki.

Da gennaio 2011 L’associazione Culturale “Sorgente di Luce“ in collaborazione col Ser.T di Vicenza propone un progetto riabilitativo per soggetti alcool dipendenti dal titolo “Reiki For Me”

La Struttura Complessa di Oncologia Medica delle Molinette di Torino, afferente al Polo Oncologico della Cittadella Ospedaliera, ha avviato, a partire dal 2003, il progetto “Reiki in Ospedale”. Scopo del progetto è di fornire un supporto ai pazienti del Centro Oncologico Ematologico Subalpino (C.O.E.S.), sottoposti sia a terapie mediche convenzionali, sia a cure palliative, attraverso la pratica del Reiki. Il progetto sta incontrando un vasto consenso fra i pazienti, che spesso richiedono un trattamento Reiki grazie all’esperienza positiva di un altro paziente. Dal 2005 i trattamenti di Reiki sono inseriti nella Guida ai Servizi aziendali e territoriali COES e sul sito ufficiale dell’Ospedale Molinette di Torino.

Il Collegio degli Infermieri (IPASVI) di Como ha inserito tra i suoi programmi di formazione anche la disciplina del Reiki.

I dati sopra riportati sono i casi più importanti e conosciuti a livello internazionale. L’elenco non è esaustivo ed è in continuo aggiornamento. Le informazioni sono state reperite tramite internet sui principali siti nazionali ed internazionali sull’argomento.

Fonte: www.accademiareiki.it

www.yankilar.it

Misurazioni sul Reiki. Esperimenti effettuati a Trieste.
28th Apr, 2012 da Ananda Saraswati

Durante il Congresso svoltosi a Trieste il 23 OTTOBRE 2011 fu effettuata una serie di misure con la strumentazione EPI.

Il metodo EPI (Immagine Elettrofotonica), basato sulla tecnica GDV (visualizzazione a emissione di gas), è ben noto per applicazioni in test medici, sportivi ed in acqua. Si basa sulla elaborazione tramite computer di immagini della luminosità da scarica di gas intorno al soggetto in fase di studio in un campo elettromagnetico ad alta intensità.

L’ “Electrophotonic” è una strada promettente per l’introduzione di nuove procedure automatizzate non invasive allo scopo di valutare le condizioni del corpo durante interventi minimi nelle funzioni vitali. Il metodo elettrofotonico studia stati funzionali umani, valutando parametri elettro-ottico della pelle basati sulla registrazione di processi fisici che derivano da componenti elettronici della conduttività dei tessuti.

Questa tecnica consente di catturare l’immagine dell’impulso elettrofotonico intorno alla punta delle dita e di ricavare informazioni sulle attività simpatiche e parasimpatiche. Il metodo elettrofotonico può quindi essere utilizzato come modello per colmare le lacune nelle divergenze sanitarie, creando un approccio innovativo per convertire gli aspetti sanitari in misurazioni in tempo reale, che permetterà di migliorare i risultati della salute.

La camera EPC/GDV è attualmente lo stato dell’arte nella bioelettrografia. Il principio alla base del funzionamento dell’apparecchio è simile al ben noto effetto Kirlian, ma la tecnologia moderna consente di avere dati stabili riproducibili con un’analisi computerizzata quantitativa. Questi risultati sono descritti in più di 200 lavori di ricerca nella letteratura scientifica internazionale, in 15 brevetti, in 7 libri in inglese, francese, tedesco, italiano, russo e spagnolo.

Il principio della strumentazione EPI / GDV fu utilizzato nel “Sensore elettrofotonico” con un sensore Sputnik del quinto elemento posizionato nella sala. Le misurazioni furono effettuate in modalità totalmente automatica.

Risultati

I grafici 1 e 2 riportano i risultati delle misurazioni con lo “Sputnik”. Come si vede dai grafici tutti i momenti significativi della risposta del pubblico alle presentazioni sono stati messi in correlazione con l’aumento di segnale fino a 120%.

Questi risultati dimostrano che nel processo dell’attività di energia Reiki si può rilevare una modificazione molto forte dello spazio, che può essere interpretata come una predisposizione positiva dell’ambiente.

Tutte le persone che sono in questo ambiente ricevono un forte impulso di energia positiva che perdura per molto tempo.

Test umano prima e dopo Reiki

E’ possibile vedere dalle foto, come tutti i partecipanti hanno aumentato la frequenza del campo energetico e l’equilibrio di Chakras.

Adriana

Amelia

Emanuela

Maura

Konstantin Korotkov

Konstantin Korotkov è professore di Fisica al Politecnico di San Pietroburgo in Russia. Ha pubblicato oltre 70 lavori sulle principali riviste di fisica e biologia, e detiene 12 brevetti su invenzioni di biofisica. Prof. Korotkov ha condotto una carriera di ricerca per oltre 25 anni, coniugando un rigoroso metodo scientifico con una curiosità insaziabile per lo Spirito e un profondo rispetto per tutta la vita. Egli è anche uno studioso di filosofia e un serio alpinista con 20 anni di esperienza. Ha tenuto lezioni, seminari e sessioni di formazione in 24 paesi, presentando il suo lavoro in oltre 40 congressi nazionali ed internazionali.E’ autore di 4 libri, alcuni in lingua inglese, tra cui: Light After Life, esperimenti e idee sulle modifiche dopo-morte delle fotografie di Kirlian. (1998 – Backbone Publishing.Co). Il Dr. Korotkov è anche editore associato della rivista ” Coscienza e realtà fisica” dove pubblica articoli in russo e in inglese.

Al 5° Congresso dell’Unione Internazionale di Medicina e Biotecnologia Applicata a Curitiba, in Brasile, Dr. Korotkov è stato eletto presidente della IUMAB da parte dei ricercatori più importanti del mondo.

Grazie all’abilità dell’dott.Korotkov è nata un’innovazione: la tecnologia della Visualizzazione a Scarica di Gas Computerizzata, basata sul ben noto effetto Kirlian. Questo è il primo strumento che ci permette di visualizzare la distribuzione del campo energetico umano, e di renderlo facilmente riproducible, stampabile e, non da ultimo, ottenibile a basso costo.

Egli ha sviluppato un’apparecchiatura che sfrutta la tecnologia della Visualizzazione a Scarica di Gas (GDV). Per mezzo di uno speciale sistema di elettrodi, si crea un campo elettrico ad alta intensità intorno a un oggetto, producendo una scarica di gas la cui luminescenza può essere rilevata e misurata. È una scarica che appare indipendentemente dal tipo di oggetto, e conseguentemente all’esperienza sperimentale si afferma che si può virtualmente far “splendere” ogni oggetto, compresi metalli, sassi, e piante; ogni organismo biologico modifica questo bagliore secondo le sue caratteristiche particolari, portando a cambiamenti nella luminosità, nella dimensione e nel colore.

La scarica rivela informazioni non registrabili con altre metodologie, informazioni di cui si può rilevare ogni più piccolo cambiamento. Fattori che contribuiscono a formare il bagliore emesso dall’oggetto sono le proprietà elettriche, come le caratteristiche di emissione dell’oggetto, l’evaporazione del gas, l’interscambio di energia con l’ambiente. Ogni tentativo di collegare il fenomeno ad altri fattori quali la sola traspirazione o la sola conducibilità, a seguito di analisi approfondite, si è rivelato inesatto.

Il metodo rivela inoltre le reazioni complesse di un organismo a influenze differenti, come l’assunzione di farmaci, il cibo ingerito, l’ambiente, ecc.

Già dal 1998 la telecamera e il software GDV sono note in tutto il mondo. Molte istituzioni scientifiche ed esperti in medicina convenzionale e alternativa di Australia, Gran Bretagna, Finlandia, India, Germania, Messico, Perù, USA e la Russia beneficiano dei vantaggi di questa tecnologia. In due anni sono state distribuite 100 apparecchiature. Si stanno sviluppando programmi di applicazione della tecnologia GDV in campo medico e sportivo con il beneplacito del Ministero della Salute russo. Importanti università mediche russe e centri di ricerca partecipano al programma. La GDV Camera è pronta per l’uso pochi minuti dopo l’installazione. Il software compreso è di grande aiuto per l’elaborazione e l’analisi delle immagini. Nonostante questo, è necessaria un po’ di pratica e di esperienza per leggere le informazioni relative alla salute che sono codificate nella nostra Aura.

Fonte: www.liberamenteservo.it

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