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Chi sono Io? (II parte)
gennaio 3rd, 2013 da Ananda Saraswati

meditazione vasto(segue dalla prima parte)

16. Qual è la natura del Sé?
Ciò che in verità esiste è solo il Sé. Il mondo, l’anima individuale, e Dio sono apparenze in esso, come l’argento nella madre perla; questi tre appaiono e scompaiono nel medesimo istante.
Il Sé esiste dove non c’è assolutamente un “Io” – pensiero. Ciò viene chiamato “Silenzio”. Il Sé stesso è il mondo; il Sé stesso è l’”Io”; il Sé stesso è Dio; tutto è Siva, il Sé.

17. Non è tutto il lavoro di Dio?
Senza desiderio, determinazione o sforzo, il sole sorge, e nella sua mera presenza, la pietra solare emette fuoco, il loro fiorisce, l’acqua evapora, la gente compie le diverse azioni e poi riposa. Così come alla presenza del magnete l’ago si muove, è grazie alla virtù della presenza di Dio che le anime governate dalle tre funzioni (cosmiche) o dalla quintuplice attività divina compiono le loro azioni e poi riposano, in accordo con i loro rispettivi karma. Dio non ha volontà; nessun karma si attacca a Lui. E’ come per le azioni mondane che non influiscono sul sole, o come i meriti e i demeriti degli altri quattro elementi che non influiscono sullo spazio che pervade tutto.


18. Tra i devoti chi è il più grande?
Colui che rinuncia a se stesso per il Sé che è Dio, questo è il più eccellente. Lasciare se stessi a Dio significa rimanere costantemente nel Sé senza dare spazio alla crescita di alcun pensiero al di fuori di quello del Sé.
Qualunque fardello sia gettato su Dio, Egli lo porta. Dal momento che il potere supremo di Dio fa muovere ogni cosa, perché dovremmo noi, senza sottometterci ad esso, costantemente preoccuparci con pensieri su ciò che si dovrebbe fare e come farlo, e su ciò che non si dovrebbe fare e come non farlo? Sappiamo che il treno porta tutti i carichi, quindi dopo averli caricati, perché dovremmo trasportare sulla nostra testa un piccolo bagaglio per nostro sconforto, invece di caricarlo sul treno e sentirci leggeri?

19. Cos’è il non attaccamento?
Come sorgono i pensieri, il non attaccamento consiste nel distruggerli immediatamente senza lasciare residui nel vero luogo della loro origine. Così come il cacciatore di perle lega una pietra al suo torace, tocca il fondo del mare e là prende le perle, così ciascuno di noi dovrebbe essere dotato di non attaccamento, nuotare all’interno di se stesso ed ottenere la perla del Sé.
20. Non è possibile per Dio e il Maestro influire sulla liberazione di un’anima?

Dio e il Maestro solo mostreranno la strada per la liberazione; essi non interverranno prendendo l’anima e conducendola allo stato di liberazione.
In verità, Dio e il Maestro non sono differenti. Così come la preda che è caduta tra le fauci della tigre non ha possibilità di fuga, così coloro che sono giunti nello spazio visivo della graziosa vista del Maestro saranno da lui salvati e non si perderanno; ma ciascuno con le proprie forze dovrà perseguire il percorso mostrato da Dio o dal Maestro ed ottenere la liberazione. Si può conoscere se stessi solamente con i propri occhi della conoscenza, e non con quelli di qualcun altro. Colui che è Rama necessita dell’aiuto di uno specchio per sapere che è Rama?
21. E’ necessario per colui che desidera ardentemente la liberazione investigare sulla natura delle categorie (tattvas)?
Così come colui che vuole buttare via la spazzatura non ha bisogno di analizzarla e vedere di cosa si tratti, allo stesso modo colui che desidera conoscere il Sé non ha bisogno di contare il numero delle categorie o investigare sulle loro caratteristiche; Ciò che deve fare è di rigettare insieme tutte le categorie che nascondono il Sé. Il mondo andrebbe considerato come un sogno.

22. Non c’è differenza tra lo stato di veglia e il sogno?
Lo stato di veglia è lungo, il sogno breve; al di fuori di ciò non c’è differenza. Come le cose in stato di veglia appaiono reale mentre si è svegli, così quelle in un sogno mentre si sogna. Nel sogno la mente prende un altro corpo. Sia nello stato di veglia che in quello di sogno i pensieri, i nomi e le forma accadono simultaneamente.

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23. E’ di qualche aiuto leggere libri per colori che cercano la liberazione?
Tutti i testi dicono che per ottenere la liberazione di dovrebbe rendere quieta la mente; quindi il loro insegnamento conclusivo è che la mente dovrebbe essere resa quieta; una volta compreso ciò non c’è bisogno di letture infinite. Allo scopo di acquietare la mente si deve solamente investigare in se stessi cosa sia il Sé; come si può fare questa ricerca sui libri? Si dovrebbe conoscere il proprio Sé attraverso i propri occhi della saggezza Il Sé è all’interno di cinque foderi, ma i libri sono al di fuori di queste. Dal momento che il Sé deve essere investigato disfandosi dei cinque foderi, è futile cercarlo nei libri. Verrà il tempo in cui ci si dovrà dimenticare di tutto ciò che si è imparato.

24. Cos’è la felicità?
La felicità è la vera natura del Sé; la felicità e il Sé non sono diversi. Non c’è alcuna felicità in nessun oggetto del mondo. Noi immaginiamo con la nostra ignoranza che avremo felicità dagli oggetti. Quando la mente va fuori, sperimenta la miseria. In verità, quando i suoi desideri vengono realizzati, essa ritorna al proprio luogo e gioisce della felicità che è il Sé. In modo simile, nello stato di sonno, di samadhi e di svenimento, e quando l’oggetto desiderato viene conquistato o l’oggetto non voluto viene allontanato, la mente si introverte, e gioisce della pura Felicità del Sé. Quindi, la mente si muove senza riposo, alternativamente fuori dal Sé e ritornando in esso. Sotto un albero l’ombra è piacevole; fuori all’aperto il caldo è bruciante. Una persona che è andata fuori al sole sentirà freddo quando raggiungerà l’ombra. Qualcuno che continua ad andare dall’ombra al sole e poi ritorna nell’ombra è uno sciocco. Un uomo saggio rimane permanentemente nell’ombra. In modo simile, la mente di colui che conosce la verità non lascia il Brahman. La mente dell’ignorante, al contrario, si rivolge al mondo, sentendosi miserevole, e per un poco ritorna al Brahman per sperimentare la felicità. Infatti, ciò che è chiamato mondo è solo un pensiero. Quando scompare il mondo, ossia, quando non c’è pensiero, la mente sperimenta la felicità; e quando il mondo appare, essa va nella miseria.

25. Cos’è la saggezza-intuizione (Jnana-drsti)?
Rimanere quieto è ciò che chiamiamo saggezza-intuizione. Rimanere quieto significa rivolgere la mente al Sé. Telepatia, conoscere gli eventi del passato, del presente e del futuro, e la chiaroveggenza non costituiscono la saggezza-intuizione.

26. Qual è la relazione tra lo stato di assenza di desiderio e la saggezza?
L’assenza di desiderio è la saggezza. I due non sono diversi; sono la stessa cosa. Assenza di desiderio consiste nel trattenere la mente dal rivolgersi verso qualsiasi oggetto. Saggezza significa l’apparizione di nessun oggetto. In altre parole, non cercare ciò che è altro dal Sé è distacco o assenza di desiderio; non lasciare il Sé è saggezza.

27. Qual è la differenza tra l’investigazione e la meditazione?
L’investigazione consiste nel trattenere la mente nel Sé. La meditazione consiste nel pensare che il proprio sé è Brahman, esistenza-coscienza-beatitudine.

28. Cos’è la liberazione?
La liberazione è investigare sulla natura del proprio Sé che è in catene, e realizzare la propria vera natura.

Tratto da: “Chi sono Io?” (Gli insegnamenti di Bhagavan Sri Ramana Maharshi)

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